venerdì 24 maggio 2019

BerGame 2019 dentro la scatola

Foto del Giullare Barbuto
Classifica Permanente ASL Italia   
18 marzo 2019 10:54
"Bellissimo, Dado, grazie di essere tornato. I post sulle convention sono di servizio, non fanno DadoCritico".

Lo so. Sarò breve.

La settimana scorsa con i Giullari abbiamo fatto una macchina sola e siamo partiti per Bergamo, 180 chilometri di autostrada con caffè in autogrill.
BerGame, 2019.
Si tratta di un evento organizzato da Ludiverso, la Tana dei Goblin di Bergamo, un appuntamento ludico verso il quale convergono, abbiamo scoperto, autori noti come Spartaco Albertarelli e Luca Borsa, e molti autori esordienti con i loro prototipi nella valigia di cartone. Gli organizzatori ci avevano contattato con ampio anticipo, qualcosa come novembre 2018, per un proporci un tavolo aperto sul tema "La  parola nei giochi da tavolo".
Nonostante gli organizzatori, probabilmente per tener basse le nostre aspettative, ci avessero preparato per un evento amatoriale da sagra della porchetta, che ci aspettavamo di arrivare a Bergamo e trovare solo un garage con dentro Danilo Sabia seduto su una cassetta della frutta a giocare a mahjong indiano, BerGame si è rivelato invece un bel evento con tutti i numeri del caso.
Lo vedrete nella galleria delle foto: tanti tavoli a cui sedersi, un'area prototipi all'altezza di una piccola IdeaG, un bar area ristoro molto ben fornito, una libreria presta-giochi di discrete dimensioni, l'immancabile angolo dell'usato, e tanti giocatori determinati a tirar tardi.

venerdì 17 maggio 2019

Dove c'era il ponte e ora invece c'è solo una voragine

Torino, 25 febbraio 2007.
Domenica mattina, temperatura prossima allo zero, piedi freddi negli anfibi, cielo di bel grigio rassicurante PM10.
Caffè e cornetto in zona Balon, mercatino delle pulci rinomato per le bici rubate e per l'armeria che vende cimeli e vecchie maschere antigas della II guerra mondiale.
Con gli amici ci allunghiamo fino al Cortile del Maglio, ed entriamo a Torino Ludica. Fa un freddo cane. E noi entreremmo pure alla sagra del riccio di mare in val d'aosta, per scaldarci un po'.
Provo per la prima volta CARCASSONNE, spiegato dal campione italiano del gioco.
Il piazzamento tessere non mi fa una gran impressione mentre i miei amici ne rimangono galvanizzati e ne comprano due copie.
"'Sto gioco non arriva a Natale, ascoltate a me" profetizzo, io che nei primi mesi del 2000 avevo anche detto "Comunque 'sto Google non starà mai davanti a Altavista, ascoltate a me".
Qualche mese dopo Andrea Chiarvesio e Luca Iennaco pubblicano KINGSBURG, piazzamento dadi che fa il tutto esaurito in mezzo mondo. Ma io non me ne accorgo, perchè oltre ad esser famoso per le mie previsioni svizzere, sono uno che storicamente guarda sempre dalla parte sbagliata, che quando col dito gli indichi la luna guarda la ragazza con la coda di cavallo che porta i cappuccini al tavolo.

domenica 12 maggio 2019

Galleria di quelli che giocavano ai giochi da tavolo al Salone del libro di Torino 2019

Anticonformisti che pensano che la cultura non stia soltanto fra le pagine di un libro ma anche in un calice di vino o in un gioco da tavolo, prevedibili topi di biblioteca stanchi di camminare fra i padiglioni e bisognosi di una cadrega, semplici curiosi, famiglie con panini nella stagnola nello zaino [perchè una famiglia di quattro persone, fra biglietti d'ingresso e parcheggio se ne fa per 40 euro] cinquantenni separati attratti dalle dimostratrici [probabilità di strappare un numero di telefono: 0,019%], ragazzini con l'apparecchio ai denti, giocatori navigati a cui piace guardare le nuove generazioni di giocatori solo per potersene lamentare e dire che 20 anni fa era tutto diverso...
C'era di tutto al Salone del libro di Torino 2019, fra i tavoli resilienti dedicati al gioco.
Ecco una veloce gallery.

giovedì 9 maggio 2019

Cercano gli sconosciuti

C'è bisogno di sconosciuti come il copia ha bisogno dell'incolla. Lo capisco dal barista col parruccone, che mi porta l'acqua tonica. Dico parruccone perchè non ci credo che è tutto suo quel cespuglio, nonostante plausibili sopracciglia da Elio ipertricotico.
Non mi conosce. La prima volta che entro nel suo bar, e solo perchè credevo che il jap di fronte al Jolly Joker alzasse la serranda alle 12.00 e invece la alza 12.30, e non mi piace aspettare in macchina che fa maniaco.
Mi attacca bottone tipo sarta.
E mi fa il discorso che la vita di ognuno è un quadro. Che gli amici con i quali scambi le foto del negro di whatsapp sul cellulare, e le donne che spogli sui sedili posteriori della macchina, sono pennellate e schizzi di colore sulla grande tela. E che alla fine, quando quel quadro è terminato, ti accorgi che alcune persone sono state soltanto goccioline di colore insignificanti sulla cornice, macchie da grattar via con l'unghia. Mentre altri - pochi - hanno dato profondità al tuo quadro.

domenica 5 maggio 2019

[Pillola del giorno dopo] "Basta che non esca un Jack"

Alba di Cthulhu.
Dove eravamo rimasti.

In seguito all'indagine "L'archivista", Cassidy aveva riportato una brutta ferita di coltello alla spalla destra.
La ferita ha richiesto una serie di medicazioni, e all'ospedale la ragazza ha avuto modo di diventare amica di Blinky, un'infermiera goul molto socievole [per essere un goul]. Ogni tanto Cassidy e Blinky si incontrano in un bar pasticceria goul per chiacchierare davanti a un frappè [quello di Blinky è di carne tritata mescolato a ghiaccio].
Nell'ultima settimana, intanto, Bombolo, dagoniano obeso, semianalfabeta e alcolista, è stato invitato a casa di Samu, suo fratello, per festeggiare l'assunzione come operaio in una nota fabbrica di automobili della Città Cadavere.
Bombolo si è presentato con una dozzina di lattine di birra, ha fatto ubriacare il fratello, e poi gli ha sottratto i soldi, per comprare altri alcolici. I due sono rimasti ubriachi fradici per 5 giorni, durante i quali Bombolo ha continuato a derubarlo per comprare nuovi alcolici. Quando Samu si è ripreso, ha scoperto di non essersi presentato a lavoro il primo giorno, e di esser quindi già stato sospeso.
Samu ha cacciato Bombolo di casa, gridando: "Non presentarti mai più alla mia porta, maledetto bastardo!".

giovedì 2 maggio 2019

Quella carneficina non era più sostenibile

Frankie disse che la carneficina dei ragazzi che si erano rifugiati nel capanno della casa nel bosco, non era più sostenibile.
Jason spense la motosega solo per puntualizzare che:
1- la sua motosega era a batterie ricaricabili
2- lui la caricava con l'elettricità dell'impianto fotovoltaico che aveva installato attorno al lago, quindi: ciccia [nel senso letterale della parola].
Poi la riaccese e riprese a tagliare la porta, nebulizzando segatura nell'aria.
Frankie aggiunse qualche altra parola che non capii, coperta dal ronzio della motosega e dalle grida dei ragazzi terrorizzati all'interno del capanno.

martedì 23 aprile 2019

Dovremo intubarla

Mi chiede se mi ballano i denti e se ho protesi mobili in bocca. Le rispondo di no.
L'anestesista è molto carina, una ragazza sui 30, minuta, capelli neri lisci, il tipo di donna che inviterei fuori a cena. Mi spiega che durante l'intervento mi dovranno intubare, e  mi racconta dalla a alla zeta tutto ciò che potrebbe andar male, dalla lesione delle corde vocali alla morte.
"Naturalmente io le faccio tutti gli scenari possibili, solo perchè abbia tutte le informazioni"
"Lei è molto gentile" le rispondo.

L'otorino è più pratico.
"Entreremo dal naso e faremo tutto da lì, non avrà cicatrici sulla faccia, non si preoccupi".
Mi immagino con tre ferri ficcati in una narice e quattro nell'altra.
"Non mi preoccupo"

venerdì 12 aprile 2019

PLAY 2019 : Dado fece, esausto, una pausa

Comincia male. La sera prima della partenza per PLAY, Redbairon porta il gelo nella nostra chat whatsapp scrivendo che si è preso una brutta congiuntivite.
Seguono rosari di una certa importanza.

La notte dormo male. Sogno una ventina di galline nel balcone della mia camera da letto, che mi scagazzano dappertutto, con la merda che si mescola alle piume.

Il mattino seguente Vik passa a prendermi all'alba, e alle 4.30 siamo sotto casa di Red, che ancora non si sa se viene oppure no.
Red scende con lo zaino. E un paio d'occhiali da sole sul naso.
"Fai vedere" gli chiedo.
Se li toglie.
L'occhio sinistro è gonfio che fa impressione, sembra un pomodoro cotto nel microonde e sul punto di scoppiare.
"Come vi sembra?"
"Non è male" - "Naaaaaa pensavo molto peggio" mentiamo.
Partiamo.
L'autostrada è nostra.

venerdì 29 marzo 2019

La donna che mi accarezza la barba

Ha la tiroide che le scombussola il giorno con la notte. Così la sera è stanca. Lotta contro le palpebre che vorrebbero chiudersi, me la immagino, nei suoi 50 chili, mentre cerca di tenere aperte le valve di un'ostrica gigante. Spesso vince. E' magrolina ma tosta. Ma ha volte il mitile ha la meglio. A volte, dopo cena, si addormenta sul divano.
Così poi si sveglia di notte. Nel cuore della notte. E si ricorda di un sms che le ho mandato quello stesso giorno da lavoro. Il genere di sms che ogni uomo manda alla propria compagna.
In verità non vorrebbe svegliarmi a quell'ora, che manca poco all'alba, ma si ricorda di tutte le volte che mi sono raccomandato: "Oh, per certe attività io ci sono sempre, eh, non scherziamo, in qualunque momento: giorno, notte, alba, tramonto, halloween, festa dei lavoratori, mi raccomando, svegliami senza pietà!".
Così lo fa. Mi sveglia.
Alle 04.40.
"Andre?"
"Sì-sì, sono sveglio" le rispondo [in realtà non sono io a risponderle ma un bot].
Facciamo l'amore. Nel buio. Non so per quanto, i ricordi sono confusi, poi mi addormento come se qualcuno mi avesse sparato un dardo tranquillante per rinoceronti dritto sulla carotide.
Mi sveglia.
Alle 6.00
"Andre?"
"
Sì-sì, sono sveglio, vieni qui mandrillona mia..."
"Macchè mandrillona, Andre, è ora di andare a lavorare"
"Ah".
 Il pavimento gira sotto sopra.

lunedì 25 marzo 2019

Uomini normali che fanno cose straordinarie

Mi trovavo quindi, un giorno come gli altri sul calendario, faccia a faccia con Shelob, o con una sua immonda emanazione, che nel mio bagno, nel siberiano inverno di Torino, ero certo non avrebbe portato guadagno. Impavido, non ero armato da eroe, non brandivo spada nè scudo, e neanche un pugnale corto, che sarebbe stato il minimo sindacale, ma stringevo nel pugno destro un vecchio numero di Speak-Up arrotolato, e nel sinistro il coperchio di un barattolo di crema mani idratante da supermercato.
Moglie e figlia riparavano alle mie spalle, mentre il ragno cercava la fuga vigliacca dietro il bidet, con una zoppia da quasimodo, dovuta alle 7 zampe invece che 8, che avrebbe fatto accapponare la pelle al più coraggioso dei leoni.
"State indietro" dissi alle femmine del mio branco "cercherò di prenderlo vivo. Ma se le cose dovessero mettersi male, date fuoco all'intero appartamento, e scappate in strada".

mercoledì 20 marzo 2019

30 giorni al naso rotto

Arriva prima l'sms, poi la telefonata. L'sms è la notifica del corriere con SCARABYA. La telefonata invece dell'ospedale.
"Chiamo dall'Ospedale Maggiore di Novara, per l'intervento al setto nasale. Le andrebbe bene venerdì?".
Mi ci va qualche secondo per mettere a fuoco, perchè sì, ho effettivamente prenotato, ma DUE anni fa, e manco mi ricordavo più.
Chiedo qualche settimana di tempo per organizzarmi.

Uscito da lavoro passo dai miei per informarli. Mia madre trattiene le lacrime, almeno finchè non le dico che mi opererò a Novara: "Perchè a Torino non ce ne abbiamo, vero, di ospedali? Vengono a operarsi pure i calciatori a Torino!" [nota: per mia madre in cima alla classifica di quelli che prendono soldi per non fare un beneamato cazzo ci sono primi i politici e subito dopo i calciatori]. Tiro fuori il curriculum del dottore che mi metterà sotto i ferri, che dovrebbe fungere da counter naturale alle lacrime di un ex infermiera.
Inforco gli occhiali e lo leggo ad alta voce. Mio padre: "E se non lo opera bene questo, con 3000 interventi nelle mani, chi dovrebbe operarlo, il dottor Kildare?". Sempre pragmatico.
Tornando a casa mi fermo al supermercato. Faccio arrivare i pacchi lì, con indabox, perchè non ho portineria. Ritiro Scarabya.

domenica 17 marzo 2019

Imbattibile

Pirata della strada ruba camion del latte, sbanda e sfonda la vetrina di un negozio. Muoiono nell'impatto Aldo Gabelli, 34 anni, titolare del negozio, e Marco Amelia, 39 anni, che stava comprando un giocattolo per il figlio.
L'uomo alla guida del furgone è fuggito prima dell'arrivo della polizia.
5 febbraio 2019 - Torino011News



Sta guardando le scatole dei giochi sullo scaffale. Sembra assorto, con la mente da qualche altra parte, sordo al vociare dei ragazzi alle sue spalle, che discutono del torneo. Mi affianco.
"Belle, vero?" gli chiedo.
"Come? Ah, sì"
Ne sfilo una, con la punta delle dita.
"Kingsburg prima edizione. Ancora incellofanato. Introvabile". Rimetto la scatola in mezzo alle altre. 
"La prima volta che vieni al Jolly Joker?" gli chiedo  "Non mi sembra di averti mai visto"
"Sì, prima volta. Sono venuto per il torneo di Android NetRunner. Di solito vado all'Alfiere Blu, ma un paio di settimane fa ha preso fuoco la rastrelliera dei manga, sono bruciati pure alcuni Zerocalcare e Ortolani. Hanno attaccato un cartello alla serranda con scritto Chiuso per ristrutturazione".
Mi volto verso il tabellone con i turni della svizzera, appeso vicino alla cassa del Jolly Joker.
"Il torneo di Android NetRunner. Hai vinto tu, mi pare" osservo 
"Un po' di fortuna. L'altro ragazzo in finale aveva un bel mazzo"
"Vinci spesso? Ai giochi da tavolo, intendo"
"Aspetta io, ti conosco, tu sei Dado. Sei quello che studia i giochi da tavolo"
"Studio i giochi per capire le persone. Mi interessa di più la mano che muove i pezzi sul tabellone"
"Sono Massimiliano. Sulla Tana e sui forum sono RedBairon"
"Ti va un caffè da qualche parte, Redbairon?"

domenica 10 marzo 2019

Granda Games 2019 - non solo salsiccia a Bra

Il messaggio mi arriva con 3 mesi di anticipo: stanno organizzando la prima edizione dei Granda Games a Bra, e vogliono far le cose per bene.
A caricarsi sulle spalle tavoli e sedie in plastica in una giornata calda per essere Marzo, i volontari delle associazioni ludiche Ordine della Rocca di Bra, Accademia dei Giocatori di Cuneo, Dimensione Arcana di Moretta, Espansione Ludica di Savigliano, e Guardiani del Warp di Fossano, eroi invisibili di realtà piccoline che però mozzicano come formiche rosse.
E infatti non mi mollano, i loro "Scusa Dado, solo per ricordarti i Granda Games manca poco" mi arrivano puntuali su facebook ogni 15 giorni, guarniti di smile che moralmente mi impediscono di bloccarli per stalkeraggio.
Io di Bra conosco solo la specialità locale, la salsiccia che si mangia cruda, e della quale conservo soprattutto il ricordo del copyrigh [mi trovavo in zona Bra ma-non-proprio-a-Bra per altre faccende, quella sera avevo gente a cena, sono entrato in una macelleria e puntando il dito contro il vetro ho chiesto "Quella è salsiccia di Bra, vero"?.
Il macellaio mi si è avvicinato e come ci fossero telecamere e microfoni all'interno del suo negozio mi ha scandito: "Signore, qui siamo 2km fuori Bra, quindi non possiamo chiamarla salsiccia di Bra, ci è vietato. La preparazione della nostra salsiccia, buonissima, è molto simile questo sì, ma sono costretto per legge a dirle che questa non è la vera salsiccia di Bra, ma solo un prodotto che la ricorda molto"].

lunedì 4 marzo 2019

Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era

"Noi portiamo la birra e le bugie" spiega Francy. E lascia cadere un: "E i giochi, naturalmente".
Mi avvicino a lei. E' nell'ingresso, china di fronte allo specchio, che si sta piastrando i capelli. Ha 45 anni e il fisico di una 30enne. Io a 45 sembro suo padre. Dopo una rissa. A bottigliate.
"In che senso Naturalmente?" le chiedo.
"Che sei tu l'addetto ai giochi"
"Non banalizzerei questo aspetto, nè lo darei per scontato. La mia è una grossa responsabilità, cara ragazza che ti lisci i capelli e che di oggi non mi hai ancora baciato - e intendo baciato come si deve, non quello schiocco mezza guancia e mezza barba di stamattina mentre stavo uscendo di casa col sacchetto dell'immondizia in mano. A parte il ruolo di UNICO fornitore di giochi da tavolo del gruppo, un monopolio da dittatore cubano che mi darebbe il diritto di pretendere per il sabato sera almeno festini eleganti con Apicella e statua di Priapo, ma a me si chiede soprattutto di scegliere cosa giocherà il gruppo, che tradotto significa: se passeremo una bella serata oppure no. Probabilmente non ti rendi neanche conto di tutte le implicazioni, cara ragazza dalle labbra stitiche.

lunedì 25 febbraio 2019

Play on Board e l'acqua al mio mulino

Non sono uno che dimentica, men che mai uno che lascia correre, e mi riferisco allo storico evento del GiocaTorino all' 8 Gallery del Lingotto, annullato fino a data da stabilirsi, e all'altrettanto importante IdeaG migrata a quanto pare in maniera definitiva da Torino a Parma nel 2018.
A dispetto di quelli rancorosi ma per finta, che alla fine perdonano e col tempo dimenticano, io ho un quadernetto nero sul quale segno tutti i torti, i delitti e i peccati mortali, e i due sopracitati sfregi ludici a Torino sono scritti in prima pagina su quel quaderno, e con pennabiro indelebile.
In attesa che i colpevoli facciano ammenda e riportino a casa quanto portato via con l'infamia, faccio quanto in mio potere: tiro l'acqua al mulino di Torino, e cerco di promuovere gli eventi ludici nei dintorni.

lunedì 18 febbraio 2019

Chi prende il nero

Il delinquente, lo sconsiderato, il lazzarone senza dio che si accinga ad aprire una qualunque nuova scatola guidato dall'impazienza, senza i dovuti accorgimenti, senza la studiata lentezza di certi gesti, magari lacerando il nailon con l'unghia, usando a mo'di tavolino il sedile del passeggero e approfittando di un semaforo rosso, mentre ritorna a casa da lavoro un mercoledì qualunque, sappia quanto segue:
1- che secondo uno studio del 2012 dell'Università del Minnesota, ben 36 dei 49 gesti necessari per aprire e defustellare un gioco da tavolo, sono i medesimi che i sacerdoti ortodossi di tutto il mondo compiono tutte le domeniche per celebrare la santa messa
2- che nel romanzo Il Codice DaVinci di Dan Brown, Robert Langdon, il protagonista, ipotizza che l'antico gesto del congiungere le mani a coppa, per prendere il calice del sangue, sia in realtà il gesto col quale i soldati romani di Cesare Augusto raccoglievano i dadi per giocare durante il turno di notte di guardia alle mura.
3-che quella degli editori è una massoneria di ebrei templari sciachimisti e illuminati circoncisi, e che ogni scatola viene benedetta con l'antico rituale del pane azzimo intinto nella cervogia tiepida, e che quindi ogni scatola va aperta con un acciaio inox che non abbia mai tagliato carne animale nè cartone amazon.

martedì 12 febbraio 2019

Intervista a Spartaco Albertarelli: VektoRace (e la sartoria ludica)

Qualche settimana fa mi è capitato di partecipare alla demo di VEKTORACE, un simulatore di corse di macchine che mi era del tutto sfuggito nella fitta giungla di titoli attraverso la quale noi giocatori proviamo a districarci, dopo ogni Essen e Lucca. VektoRace mi ha colpito molto. Soprattutto per l’assenza di una pista fissa o tabellone o qualsivoglia percorso carte. Il percorso lo decide e costruisce il giocatore: lunghezza, curve, rettilinei, tutto dinamico e flessibile. Il che rende VektoRace giocabile praticamente dappertutto, compresi tavolini rotondi da bar e persino tavoli ancora apparecchiati con piatti, bicchieri e posate.
Approfitto dell’incontro con l’autore del gioco, l’iconico Spartaco Albertarelli, per alcune domande.

mercoledì 6 febbraio 2019

I lupi non scordano di avere i denti

Pinocchio è diventato vegano. Per questo, nella prima lettera, Chiara mi chiede cosa mettere al posto dell'albume, nella ghiaccia reale. Nella seconda, molto allarmata, mi scrive che dobbiamo parlare urgentemente perché sembra che apriranno una nuova Casa di Pan di Zenzero, vicino al fiume, dove ci sono quei cespugli di mirtilli.
Prendo un foglio e le rispondo che può provare a fare la ghiaccia solo con acqua calda e zucchero a velo, anche se non verrà gran che. E che passerò da lei, per l'altra questione, il mercoledì seguente, di stare tranquilla.
Poi il giorno scorre come tutti gli altri: io che metto a posto la casa, che gioco col gatto Malachia, che cucino, che bevo birra fatta in casa coi cereali, che gratto la fuliggine dai mattoni del forno. La sera trovo un principe azzurro arrampicato sul tetto, che sta sgranocchiando le tegole di biscotto. Lo tiro giù e lo chiudo nella gabbia. Ultimamente ci sono sacco di principi azzurri a spasso, le cenerentole si sono svegliate e un po' mi dispiace.

mercoledì 30 gennaio 2019

2018 giochi da fare prima di andare a dormire

Anni fa sono stato giurato in un concorso letterario del Politecnico di Torino, un centinaio di manoscritti.
Non mi hanno dato un libretto di istruzioni.
La prima cosa che ho cercato di fare è stata sviluppare un mio metodo di selezione, un termometro della qualità degli scritti, uno strumento che fosse flessibile e adatto per quel lavoro specifico. Ho cominciato leggendo tutto il materiale due volte, prendendo appunti, piegando orecchie, sottolineando i refusi e dividendo in mucchi. Ho preso a segnare a matita due voti a ogni manoscritto, uno per la forma e uno per il contenuto. E quando finalmente sono arrivato alla top10 [nella giuria facevo parte del primo lotto di selezione], sono andato a rileggermi gli esclusi. E a compararli coi primi.
Era la prima volta che mi trovavo da quel lato del tavolo. Ho cercato di dare il massimo.
Spero di esserci riuscito.

venerdì 25 gennaio 2019

Negozi-anti ludici

"Negoziante
che hai fatto parte dei Via Verdi
metti da parte i tuoi ricordi
vieni alla festa di Natale.
Negoziante
chiudi cinque minuti dopo
fammi raggiungere lo scopo
dammi i regali di Natal"
Cit.Elio 

Il collezionista
Possessore di scatole che si pensava estinte, in negozio passa molto del suo tempo al computer per comprare su ebay un Kingsburg in malese o un Scythe autografato da Garry Kasparov. 
"Buongiorno, ho visto che avete Newton in vetrina"
"Ehm, sì, però te lo devo ordinare, che ne ho solo due copie ma che tengo per me, una ci gioco e l'altra la lascio incellofanata"


L'integralista

Giocatore da più di 30 anni ed esperto del settore, fosse per lui terrebbe sullo scaffale soltanto capolavori assoluti come Agricola, Puerto Rico, Caylus e Twilight Struggle. Suo malgrado, per pagare le spese, gli tocca di tenere anche fillerini, party games e introduttivi dei quali, però, scoraggia animosamente l'acquisto, cercando di riportare i suoi clienti sulla retta via, a costo di essere severo [ma giusto].
"Beh, guardi che se sua figlia di sei anni non riesce a giocare a Through the Ages la soluzione non è prenderle Fantascatti ma portarla da un logopedista!".

giovedì 24 gennaio 2019

Si palesa

A volte hai la verità 
lì sotto gli occhi.
ma non riesci a vederla
ad afferrarla.
Finchè arriva il giorno
anzi la sera
durante una partita ad ALONE
che ti rendi conto
che tua moglie
che tu chiami Francesca o Francy
sbadiglia ogni santa volta che spieghi un regolamento prima di una partita,
gli amici ascoltano
e lei sbadiglia
sbadiglia puntualmente
e senti quel suono 
quell'onomatopea
così familiare
ed ecco che il soprannome
il nick ludico che hai sempre cercato
si palesa.

Ciubecca.

lunedì 21 gennaio 2019

Muovere un Inca da casella a casella è gratis

Indispensabile, anzi questione di vita o di morte, e pronunciando queste parole davanti a tre tazzine dietro le quali stanno seduti Viking e Redbairon appena usciti da lavoro, il mio volto è imperturbabile, non tradisce incertezza e le mie labbra son tese e dritte, che i soci non fraintendano scherzo o burla, stabilire, riprendo, se sia meglio TIKAL o CUZCO.
Anfiteatro della spinosa e spinoziana faccenda: un bar, ma di quelli seri, eruditi, con calciobalilla con un omino senza testa, un cimelio di telefono arancione della SIP attaccato al muro, e fra i quotidiani sul frigo dei gelati non gazzette ma fatti quotidiani e persino un antico Linus con prezzo in lire.
Sopra il gazebo l'aria è elettrica, le nuvole gonfie, il cielo sembra trattenere a stento la pioggia come un maschio che cerchi di trattenere il seme dentro di sè per far durare l'atto.

lunedì 14 gennaio 2019

I vivi sono imprevedibili

E così stavamo in farmacia, io e lui, e lui aveva appena chiesto al farmacista della colla per dentiere, ma la più economica, perchè gliene serviva proprio solo una goccia, che gli era saltata un'otturazione in bocca e il dentista che era in ferie e da buon dentista faceva il ponte, gli aveva consigliato al telefono di tappare momentaneamente il dente con la colla per dentiere.
"Ma non ti fanno senso i morti?" gli chiesi riflettendo fra collutori che Battiato avrebbe definito perlomeno mistici.
E lui, il DottorX, battezzato così per ragioni ergonomiche, e perchè  lavorava in ospedale in radiologia da 20 anni, e ne vedeva spesso di persone morte, da quando avevano cominciato a fare le autopsie virtuali con la macchina della Tac, mi rispose: "Temo più i vivi, Andre. I morti non fanno cose strane, fanno sempre esattamente quello che ti aspetti da loro. I vivi, quelli, sono imprevedibili".
Così mi raccontò di un tizio, che scavalcando un cancello si era infilzato la mano nelle punte. Era rimasto appeso, agonizzante tipo tortura medioevale. I pompieri avevano dovuto segare il cancello. Quando era arrivato in ospedale, con la listarella di metallo che gli passava la carne da una parte all'altra, pareva brandire una spada, come San Michele. Anche se questo i santi li tirava.

lunedì 7 gennaio 2019

La mia banda gioca di ruolo [e tutto il resto all'occorrenza]

Lavorano entrambi alla BayG, industria farmaceutica nota per le pastiglie contro l'emicrania, lei al terzo piano, come ricercatrice, lui all'ingresso, come sorvegliante. Lei ha 40 anni, è una bella donna, progetta antibiotici e vive con un gatto. Lui ne hai 50, il bacon degli hamburger che mangia la sera guardando la televisione gli finisce tutto nel giro vita, e dalle 8.00 alle 18.00 controlla i badge aziendali e sbadiglia davanti ai monitor della sicurezza. Non hanno mai scambiato altre parole che Buongiorno e Buonasera all'ingresso della BayG.
Finchè una sera si ritrovano entrambi sul pullman. Piove e l'autista ha fretta del diavolo di tornare a casa: spinge troppo sull'acceleratore. Il pullman sta attraversando il ponte, quando d'improvviso cozza contro qualcosa, sbanda a destra e a sinistra, finchè si ribalta su un fianco.
E' il buio, il pavimento sotto i piedi che si sbriciola, il mondo che gira come una giostra.
Quando lui e lei riaprono gli occhi sono all'esterno del pullman, in piedi sotto la pioggia. Non sanno come diavolo ci sono finiti lì, ma si stanno tenendo per mano.
C'è un grosso serpente marino, con una testa grande quanto un'automobile, che sta tirando fuori il corpo dell'autista del pullman dal parabrezza sfondato. Lo sta ingoiando senza masticarlo, come fanno i serpenti con le rane.
Ed è in quel preciso momento.
Che in lui si risveglia il mythos di Ramses II.
E in lei quello di Arsenio Lupin.