domenica 24 novembre 2019

Non avrai altro dado [2 di 3]

Secondo il mio commercialista, mi stava costando più la salsa che l'arrosto.
Con le ore di consulenza che l'Arma dei Carabinieri mi riconosceva, una volta pagate le tasse, potevo andare a mangiarmi una pizza e a guardare un film al cinema. Ma senza popcorn.
Non rientravano nel conteggio delle ore i miei spostamenti, i pranzi fuori, le telefonate a qualunque ora del giorno e della notte, e i pomeriggi al Comando, nell'ufficio con Panzarasa, a guardare il computer, leggere vecchi dossier e campare in aria ipotesi.
Quel che rimaneva erano le briciole.
Panzarasa, che aveva fatto un paio di telefonate senza cavarne un centesimo di più, mi aveva proposto sottobanco un extra in biglietti d'ingresso per i concerti e per le partite di calcio.
"A noi li regalano. Se li rivendi qualche soldo lo fai".
Non era perfettamente legale. Ma per Panzarasa neanche lavorare a prezzo di costo lo era.

A Torino risultavano cinque Antonio Ciriello. Panzarasa riuscì a contattarne quattro.
Secondo l'operatore telefonico, lo smartphone dell'ultimo, Antonio Ciriello, 38 anni, agente immobiliare, residente in via Genova 140, era spento da due giorni.
La telefonata di Panzarasa arrivò alle prime ore del mattino.
Stavo facendo colazione con Fabrizio, e lui mi stava raccontando del lavoro del giorno prima.
Aveva accompagnato un auditor giapponese in una fabbrica di laminati. Tradurre dal giapponese all'italiano, in tempo reale, con i tappi dpi nelle orecchie, e le macchine in movimento nell'officina, non era stata una passeggiata.
"Abbiamo trovato Antonio Ciriello" mi disse Panzarasa al telefono "O meglio: non l'abbiamo trovato. Passo a prenderti fra mezzora".

C'era di nuovo il sangue sui muri.
E come per Marco Sciortino: non c'era traccia del corpo.
Il sangue era schizzato anche sul televisore Samsung 42 pollici, sulla Playstation4 e sul tubo di Pringles aperto sul tavolino.
"Ma non sul gioco da tavolo" osservò Panzarasa.
Questa volta il gioco era Strade di Inchiostro.
"Roll&Write per 1-6 giocatori, di Hjalmar Hach e Lorenzo Silva, 30 minuti circa di durata, edito da Horrible Games e Ghenos.
Puzzle game di taglio family il cui scopo è collegare strade e ferrovie ed essere a fine partita il giocatore che ha totalizzato più punti.
Sette i round. Dopo il lancio dei dadi tutti giocano simultaneamente disegnando sulle schede i percorsi risultati dai dadi.

Le facce dei dadi rappresentano ferrovie, strade, stazioni, raccordi a T e curve.
A fine partita si calcolano i punti delle uscite connesse, della strada e della ferrovia più lunga, del settore centrale, e si sottraggono punti per i percorsi interrotti.
Nella plancia di ogni giocatore vi sono inoltre 6 Percorsi Speciali, utilizzabili come jolly in partita.
Uscito nelle due edizioni rosso e blu, si possono unire le due scatole per giocare fino in 12.
Le due edizioni contengono anche 2 espansioni ciascuna con dadi tematici.
Veloce, economico, fa giocare tante persone ed è privo di tempi morti".


"C'è una novità. Questa volta hanno giocato" dissi notando che quattro schede giocatore erano disegnate.
Panzarasa stava osservando il sangue sui muri.
"Sono arrivati i risultati della scientifica" mi disse "Le analisi del sangue ritrovato in casa di Marco Sciortino"
"E quindi?"

"Sono di cinque persone diverse" rispose.

Antonio Ciriello risultava incensurato. Ma era una testa calda. Secondo Fabio Morosini, responsabile della CasaSubito S.r.l. nella quale Ciriello lavorava come venditore, Antonio era uno che riusciva sempre a infilarsi in un ascensore un secondo prima che si chiudessero le porte. Sul lavoro aveva fatto tanti casini da riempirci una station vagon. Una volta aveva persino affittato una delle case in vendita ad un regista amatoriale per girarci un porno.
Fabio gliele faceva passare solo perchè era un venditore con tanto pelo così sullo stomaco, e alla fine vendeva il doppio di quelli che non davano problemi.
C'era un testimone.
Un inquilino del secondo piano che stava annaffiando le piante sul balcone, aveva visto due operai spingere un carrello e un grosso scatolone con scritto Alto e Non capovolgere nel palazzo.
Sembrava stessero consegnando una lavatrice.
Nessuno li aveva visti uscire, ma secondo Panzarasa: erano entrati con uno scatolone vuoto e ne erano usciti con uno pieno.
L'inquilino aveva detto di loro: "Fra i 20 e i 30, due uomini, non li ho visti in faccia perchè avevano un cappellino con visiera".

"Ti viene in mente qualcosa guardando il gioco?" mi chiese Panzarasa.
"Un altro roll&write. Come Kingdomino Duel. Non ho visto altri giochi da tavolo in giro per casa, Antonio Ciriello mi sembrava più un tipo da Playstation.
Direi che anche in questo caso il gioco l'ha portato il rapitore. Come nell'appartamento di Marco Sciortino abbiamo trovato sangue sui muri, sul divano e sui mobili ma non sul gioco.
Sembra quasi che il rapitore voglia farci trovare il gioco da tavolo in bella vista, pulito e ben apparecchiato.
Ci sono quattro plance disegnate. Come se avessero giocato in quattro".

"Farò analizzare le impronte. Pensi che il rapitore o i rapitori abbiano giocato con Antonio Ciriello?" mi chiese Panzarasa.
"No. C'è qualcosa di strano in queste plance" risposi.

Attesi che il collega di Panzarasa fotografasse tutto. Poi misi i guanti monouso. E cominciai a incastrare le plance.

"Strade di Inchiostro è un gioco simultaneo, tutti giocano contemporaneamente e devono disegnare tutte e quattro le facce dei dadi rollati"
"E allora?" chiese Panzarasa
"Vuol dire che a parte la disposizione dovrebbero esserci le stesse tessere percorso disegnate su tutte e quattro le plance. E invece non è così. Guarda".
Non solo. Sembrava la stessa mano. Su tutte e quattro.
Feci combaciare i binari.
"E' un percorso!" disse Panzarasa.
"Esatto. E queste tre stazioni. Guarda come sono collegate. Credo che siano le stazioni ferroviarie Lingotto, Porta Nuova e Porta Susa".
C'era una strada.
Che si allungava dalla zona della stazione di Porta Nuova.
"Che strada è quella?" chiese Panzarasa aprendo Google Maps sul suo smartphone.
"Non lo so, non è una carta millimetrata, non è in scala, le proporzioni sono molto approssimative, di sicuro è zona centro di Torino".
La strada sembrava interrompersi in una casella.
Una casella sulla quale convergevano e poi sparivano nel nulla altre strade.

Il mattino seguente, nel suo ufficio, Panzarasa mi allungò una busta. Conteneva due biglietti della serie A e un blocchetto di buoni pasto Ticket Restaurant.
"Questi li ho scambiati con un collega. Possono farti comodo per mangiare fuori".
Annuii e misi in tasca.
"Avete capito a che zona fa riferimento la casella vuota disegnata sul gioco?" chiesi.
"Con molta molta approssimazione, sulla base di quel disegno a mano libera. Abbiamo circoscritto una dozzina di isolati"
"Ma è una zona gigantesca!"
"Lo so"
"Che razza di indizio è!?"
"E' tutto quello che abbiamo. Sto facendo controllare la zona ma non è facile, non sappiamo neanche cosa cercare, a cosa fa riferimento l'indizio, se una casa, una via, un negozio, un seminterrato. Potrebbe esserci un cassonetto dell'immondizia con dentro i corpi di Sciortino e Ciriello ficcati dentro, e quando lo troveremmo mai?".


Intanto le foto dell'appartamento di Ciriello erano arrivate ai giornali. Un giornalista mi aveva riconosciuto e fotografato accanto a Panzarasa, e scritto un trafiletto sul mio coinvolgimento come consulente nel vecchio caso del serial killer di Dixit.

Poi tre giorni dopo qualcosa si mosse.
Panzarasa mi telefonò dicendo che dovevo correre nel suo ufficio a guardare un video.
Mi precipitai.
Nel filmato, ripreso da una delle telecamere della ZTL del traffico, nella zona dei dodici isolati circoscritta da Panzarasa, si vedeva una persona che appiccicava qualcosa ad un palo e poi a un cestino dell'immondizia.
"E' uno scherzo" disse Panzarasa avvicinando il naso al monitor.
"Ma come diavolo è vestito?" chiese una collega.
Io lo sapevo.

Continua...

Trovate Le strade di Inchiostro su Magic Merchant

7 commenti:

  1. Maledetto! Non si può interrompere così. Da cosa è vestito? :D

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  2. Hai scalzato i bastardi di Pizzofalcone dalle mie letture gialle preferite. Diavolo di un Dado!

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  3. Sei sempre il numero uno!!!!
    Vedrai che prima o poi qualche editore di libri ti nota e ti riempie di soldi :-DDD

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  4. Un libro di Dado...
    grazie
    Nicola

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