lunedì 10 agosto 2026

La cosa più bella che ho visto al GiocAosta

È sempre difficile parlare di un evento al quale si è partecipato, salvo piccoli e costosi imprevisti, negli ultimi quindici anni, e avere ancora qualcosa da dire. Qualcosa di nuovo, intendo.
Perché dopo quindici anni le cose cominciano inevitabilmente a ripetersi e a raccontare per l’ennesima volta quanto sia bello e unico un evento del genere, si rischia di diventare stucchevoli, di passare per partigiani.

Quindi accennerò appena a un'intera città in gioco, ai volontari instancabili come Terminator, a una macchina organizzativa che, anno dopo anno, continua a funzionare come funzionano poche cose in Italia (facciamo gestire la Sanità a quelli del GiocAosta), nicchierò sulla perfetta organizzazione del prestito scatole, su centinaia di tavoli per il gioco libero piazzati ovunque anche inchiodati in verticale sui muri, su IDEAG e l’area prototipi, su autori, professionisti del settore e personalità ludiche presenti e disponibili, sulle numerose fontanelle nelle quali ricaricare le borracce.

venerdì 7 agosto 2026

Podcast GIOCOMALE: puntata 17

Ultima puntata di stagione del nostro podcast Gioco Male, prima dell'Autan, della sabbia fra le chiappe e del naso impastato di crema solare protezione 50.
Con questo finale sui solitari tiriamo quindi i remi in barca perché tirarli sul pedalò sarebbe da boomer, perché tirar bestemmie lo si fa solo per la guerra e per il mignolino cozzato contro lo spigolo, perché tirar dadi fa mestiere, e tiriamo su col naso nella commozione (cerebrale) della chiusura.
In attesa della nuova stagione con i balordi, in questa estate madida e pezzata, i consigli son sempre gli stessi: beve poco, uscite nelle ore più calde e pontificate sui social su tutto ciò che non conoscete. 

https://open.spotify.com/episode/4wGOxf1BpgCUPQ6wehXttg

giovedì 6 agosto 2026

Fuga da fermo, lontano da qui (1)

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: alla mia fuga. Mi trovavo già a seicento chilometri da Torino, ma avevo comunque deciso di fuggire oltre, di allontanarmi ancora.
I libri e la scrittura di solito funzionano bene, bastano a trasformare tutto in un puntino lontano, almeno per qualche ora.
Ma ero stremato e sicuramente invecchiato: le parole sui fogli sembravano non avere più la forza di un tempo.
Pensai di rinforzare l'allontanamento mentale con quello fisico. 
La bici stava nel garage, appesa a un gancio da film horror. A suo tempo mio suocero l'aveva trovata smontata tra due bidoni e rimessa in sesto (occorre specificare che Pino è un uomo della vecchia guardia, di quelli che, se accorciano un tubo di un centimetro, quel centimetro non lo buttano, quindi la revisione era stata effettuata a colpi di mazza e fil di ferro). 

martedì 17 marzo 2026

Podcast GIOCOMALE: puntata 8

Di nuovo al microfono con gli altri tre scappati di casa del podcast Gioco Male , per chiacchierare di pochi giochi da tavolo di successo e di tutti quegli altri che avevano i numeri giusti ma non ce l'hanno fatta.
Qual è la ricetta per creare un gioco che anzitutto convinca un editore, che poi una volta pubblicato venda bene e che infine resista al tempo e alla concorrenza degli altri migliaia di titoli che escono ogni anno?
È ancora possibile realizzare titoli che, terminata la prima tiratura, riescano a farsi ristampare, magari due, tre, quattro volte e che non siano soltanto delle meteore ?
«Una volta era tutto più facile» sospirano gli umarell del gioco da tavolo «Prendevi il gioco dell'oca, cambiavi la forma del percorso e qualche casella e ti pubblicavano. Oggi se non fai un worker placement d'aste ambientato con miniature, biglie e un draft che tiene basso il colesterolo, gli editori manco ti cagano».

giovedì 19 febbraio 2026

[Pillola del giorno dopo] Supercazzola di Ariccia

Oggi guardando su un menu' come cercavano di giustificare i 13€ di un panino: "...pane ai 4 cereali cotto in forno a legna, porchetta dei castelli romani, burratina di Andria, sale rosa dell'Himalaya...", ho immaginato che magari domani gli editori faranno la stessa cosa con i giochi da tavolo.

Materiali
4 dadi D6 certificati dal Politecnico di Torino
8 meeple di legno di betulla norvegese abbattuta ad ascia
32 token di legno di faggio invecchiato 36 anni
110 carte telate della tipografia Modiano
1 segnalino 1°giocatore in balsa dell'ecuador con base in peltro.


martedì 17 febbraio 2026

Podcast GIOCOMALE: puntata 5

Serata cerchiata in rosso sul calendario: si porta avanti la campagna per scoprire, finalmente, se la regina Morgwenna, graffiata al collo da un vampiro con i suoi artigli fetidi, si trasformerà in succhiasangue o resterà a guidare il regno contro le armate cenobite.
Regolamento studiato così a memoria che potremmo recitarlo anche fra 30 anni, come “Silvia, rimembri ancora \ quel tempo della tua vita mortale...”.
Stampate su cartoncino A4 color guscio d'uovo: FAQ da BGG, eccezioni varie, criteri di spareggio in caso di punteggi identici a fine partita e persino la modalità solitario (che non serve ma fa figo).
Birre artigianali al cardamomo in frigo, patatine alla ’nduja di Spilinga nella credenza, sul tagliere: un salame e un provolone stagionato che attendono solo di essere affettati.
Tutto pronto per una serata ludica che resterà scolpita nel tempo e nelle memorie delle umani genti.
Quando, mezz’ora prima del ritrovo, un messaggio su Whatsapp gela la chat: 
«Raga, ho un casino. Stasera non ci sono».