giovedì 6 agosto 2026

Fuga da fermo, lontano da qui (1)

Dove eravamo rimasti? Ah, sì: alla mia fuga. Mi trovavo già a seicento chilometri da Torino, ma avevo comunque deciso di fuggire oltre, di allontanarmi ancora.
I libri e la scrittura di solito funzionano bene, bastano a trasformare tutto in un puntino lontano, almeno per qualche ora.
Ma ero stremato e sicuramente invecchiato: le parole sui fogli sembravano non avere più la forza di un tempo.
Pensai di rinforzare l'allontanamento mentale con quello fisico. 
La bici stava nel garage, appesa a un gancio da film horror. A suo tempo mio suocero l'aveva trovata smontata tra due bidoni e rimessa in sesto (occorre specificare che Pino è un uomo della vecchia guardia, di quelli che, se accorciano un tubo di un centimetro, quel centimetro non lo buttano, quindi la revisione era stata effettuata a colpi di mazza e fil di ferro).