È sempre difficile parlare di un evento al quale si è partecipato, salvo piccoli e costosi imprevisti, negli ultimi quindici anni, e avere ancora qualcosa da dire. Qualcosa di nuovo, intendo.
Perché dopo quindici anni le cose cominciano inevitabilmente a ripetersi e a raccontare per l’ennesima volta quanto sia bello e unico un evento del genere, si rischia di diventare stucchevoli, di passare per partigiani.
Quindi accennerò appena a un'intera città in gioco, ai volontari instancabili come Terminator, a una macchina organizzativa che, anno dopo anno, continua a funzionare come funzionano poche cose in Italia (facciamo gestire la Sanità a quelli del GiocAosta), nicchierò sulla perfetta organizzazione del prestito scatole, su centinaia di tavoli per il gioco libero piazzati ovunque anche inchiodati in verticale sui muri, su IDEAG e l’area prototipi, su autori, professionisti del settore e personalità ludiche presenti e disponibili, sulle numerose fontanelle nelle quali ricaricare le borracce.
lunedì 10 agosto 2026
La cosa più bella che ho visto al GiocAosta
venerdì 7 agosto 2026
Podcast GIOCOMALE: puntata 17
In attesa della nuova stagione con i balordi, in questa estate madida e pezzata, i consigli son sempre gli stessi: beve poco, uscite nelle ore più calde e pontificate sui social su tutto ciò che non conoscete.
https://open.spotify.com/episode/4wGOxf1BpgCUPQ6wehXttg
giovedì 6 agosto 2026
Fuga da fermo, lontano da qui (1)
Dove eravamo rimasti? Ah, sì: alla mia fuga. Mi trovavo già a seicento chilometri da Torino, ma avevo comunque deciso di fuggire oltre, di allontanarmi ancora.
I libri e la scrittura di solito funzionano bene, bastano a trasformare tutto in un puntino lontano, almeno per qualche ora.
Ma ero stremato e sicuramente invecchiato: le parole sui fogli sembravano non avere più la forza di un tempo.
Pensai di rinforzare l'allontanamento mentale con quello fisico.
La bici stava nel garage, appesa a un gancio da film horror. A suo tempo mio suocero l'aveva trovata smontata tra due bidoni e rimessa in sesto (occorre specificare che Pino è un uomo della vecchia guardia, di quelli che, se accorciano un tubo di un centimetro, quel centimetro non lo buttano, quindi la revisione era stata effettuata a colpi di mazza e fil di ferro).
martedì 17 marzo 2026
Podcast GIOCOMALE: puntata 8
Di nuovo al microfono con gli altri tre scappati di casa del podcast Gioco Male , per chiacchierare di pochi giochi da tavolo di successo e di tutti quegli altri che avevano i numeri giusti ma non ce l'hanno fatta.
Qual è la ricetta per creare un gioco che anzitutto convinca un editore, che poi una volta pubblicato venda bene e che infine resista al tempo e alla concorrenza degli altri migliaia di titoli che escono ogni anno?
È ancora possibile realizzare titoli che, terminata la prima tiratura, riescano a farsi ristampare, magari due, tre, quattro volte e che non siano soltanto delle meteore ?
«Una volta era tutto più facile» sospirano gli umarell del gioco da tavolo «Prendevi il gioco dell'oca, cambiavi la forma del percorso e qualche casella e ti pubblicavano. Oggi se non fai un worker placement d'aste ambientato con miniature, biglie e un draft che tiene basso il colesterolo, gli editori manco ti cagano».
giovedì 19 febbraio 2026
[Pillola del giorno dopo] Supercazzola di Ariccia
martedì 17 febbraio 2026
Podcast GIOCOMALE: puntata 5
«Raga, ho un casino. Stasera non ci sono».
martedì 30 dicembre 2025
Le mie ultime righe del 2025
Ogni fine anno mi ripropongo di tirare un po' le somme di quelli che sono stati gli eventi più significativi degli ultimi dodici mesi, nel bene e nel male, e di buttar giù un mini piano dei buoni propositi per l'anno nuovo, perché, mi sono accorto, avere una scaletta mi impone il doverci fare i conti: se salto qualche punto devo avere una scusa valida (e spesso mi ritrovo a cazziarmi "No, amico mio, non ho avuto tempo non è una scusa sufficiente, nessuno ha mai tempo. Quindi rimettiti subito al lavoro, perché quella lista non si risolverà da sola!").
Lavoro meglio con delle scadenze, con degli obiettivi. Realizzo di più che andando a braccio o a sentimento.




