venerdì 11 ottobre 2019

Riflessioni sulla pizza da asporto [e sul caffè delle rattoscimmie]

Ho ricominciato a giocare a pallavolo. Dopo 8 anni. Colpa degli europei di questa estate.
Sul retro della mia maglietta ho fatto scrivere DADO 20, perchè il 20 rimanda al critico.
Gioco da libero. Sono quello che si lancia a terra a recuperare la palla un secondo prima che tocchi il suolo, che ha sempre le ginocchia grattugiate a sangue, e che quando sta in panchina lo vedi massaggiarsi i polsi.
Non schiaccio mai. Non faccio punti, io.
Non sono lì per quello.
Io sono quello che salva la palla, e anche la cheereleader che poi dona le sue labbra allo schiacciatore.
Quello che siamo si riflette nelle cose che facciamo, nel nostro modo di vivere, nelle nostre passioni.
Colleziono Vicktorinox, coltellini svizzeri, perchè sono affidabili, praticamente indistruttibili e non ti lasciano mai col culo per terra.
Colleziono libri gialli di John Dickson Carr, il maestro dei delitti della camera chiusa. Perchè alla fine il dottor Gideon Fell, nonostante l'età e tutti i suoi acciacchi, col solo aiuto della logica risolve misteri impossibili.
Ho un brutto rapporto col mare, perchè è più grosso di me e perchè non puoi mai sapere cosa sta pensando.
E gioco german. Perchè ho bisogno di controllare quello che succede.
Nonostante mi chiami Dado. Mi chiamo come ciò che più odio: l'incontrollabilità.
Il modo migliore per ricordarsi la propria nemesi è stamparsela in fronte.

venerdì 4 ottobre 2019

[Il podcast degli unboxing] Arkam Horror

CLICCA SULL'IMMAGINE PER ASCOLTARE LA PUNTATA 0

Un nuovo format ludico, al quale non aveva mai pensato nessuno in Italia, e probabilmente nel mondo.
Unboxing in formato podcast.
Tutta la bellezza visiva degli unboxing, sempre più richiesti dai gamers che vogliono curiosare e mettere in naso dentro le scatole, ma in formato portable: mp3 da ascoltare comodamente in macchina, sull'autobus, con gli auricolari in pausa pranzo in ufficio, ovunque.

In questa primissima puntata pilota de Il podcast degli unboxing, unboxeremo la scatola di Arkham Horror terza edizione di Asmodee Italia.
Venite a vedere con i vostri occhi!
E fateci sapere quale Grande Antico preferite!


Trovate Arkham Horror su Magic Merchant
che sostiene questo podcast


mercoledì 2 ottobre 2019

Nel caffelatte il giorno dopo


Ne ferisce più la lingua, come un puledro che morda il freno, la briglia, il giogo da tavolo, per questo mangio piccante: in assenza di autocontrollo mi disciplino arrampicandomi sulla scala Scoville, mi impongo il silenzio tramite cauterizzazione, come fosse il piede amputato di Paul Sheldon. Sono stato folgorato dal naga morich sulla vita di tabasco. Naga, tenete bene a mente questa parola, significa: serpente. Poi sono passato alle sostanze pesanti, illegali, roba da discoteche calabresi, capsicum chinense dello Yucatan non registrato dalla banda dei ricercatori di Smetto quando voglio: l'overdose è la farcitura in mezzo al Ringo della dipendenza. Sbrisavo l'habanero nelle cartine, sniffavo lo spray urticante dei poliziotti americani che fermavano le macchine nei video su youtube, scaldavo il carolina reaper con l'accendino sulla punta di un coltello come un narcos.
Se faceva male? E' come quando mangi le caldarroste. Ti scotti con la prima. Dovresti imparare ma non impari. Così ti scotti con la seconda. E con la terza. E continui. Continui finchè a un certo punto smetti di scottarti. Non perchè hai capito. Ma perchè le caldarroste sono diventate fredde.

giovedì 26 settembre 2019

La cena dei babbani

Il Vikingo. E' sempre convinto di avere per le mani chissà quale cavallo di razza, e poi si presenta con dei brocchi che non superano neanche l'aperitivo.
"Ti ricordo, Vik, che il tuo ultimo campione del mondo, uno che non doveva aver giocato neanche a nascondino in cortile da bambino, poi a tavola se n'è uscito con Taboo e Trivial"
"Un errore di valutazione, Dado. Ma questa volta è diverso" insiste "Un babbano purosangue, te lo garantisco, uno che non ha mai giocato neanche alla tombola coi fagioli a capodanno. Questa volta a te e a Red vi bevo come due crodini sanpellegrino. A proposito, a che ora è la cena?"
"Alle 20.00. Porta un paio di bottiglie di vino per scaldare i cavalli"

mercoledì 18 settembre 2019

La mia gatta è metafisica

Agglomerante. Significa che la sabbia fa la pallina.
La mia gatta è strana per due ragioni. La prima è che infrange le leggi della fisica.
Mangia un bicchiere di crocchette al giorno, ma produce un bicchiere e mezzo di olive nere.
Il che non è possibile: si chiama legge della conservazione di massa.
Ho scritto una mail al Cicap.
Vi farò sapere.

Prendo il sacco di sabbia agglomerante da 10kg e lo ficco nel carrello, che spingo fino alla cassa.
Davanti a me, in coda, un uomo sulla cinquantina, intento a dare della cretina e altri epiteti al femminile a un cellulare samsung. Alla sua ombra: una bambina di 6-7 anni, con stretta al petto non una bambola ma una Moretti da 66.
Sembra gigantesca fra le sue mani piccole.
L'uomo gira il cellulare e se lo mette dritto di fronte alla bocca, come fosse un cracker e intendesse ficcarselo in bocca, e scandisce LO VUOI CA-PI-RE?!!?!
Sono appena stato al cinema con lo Strizzacervelli a vedere la seconda parte di IT.
Per un secondo ripenso a Beverly e a suo padre.

lunedì 9 settembre 2019

TO PLAY 2019 : è già tempo di crescere

Dopo il bel esordio dello scorso anno i ragazzi del FortunaDado ci riprovano: tirano fuori i gazebo dalle cantine per montarli nel Parco della Tesoriera di Torino, e dare vita alla seconda edizione del TO PLAY.
Il piano è quello della volta scorsa: far giocare le persone nella splendida cornice del parco, dragando le famiglie a passeggio e reclutando anziani lanciamolliche ai colombi nel tentativo di redimerli per sempre dal burraco.
Rispetto alla prima edizione dell'evento, servita per prendere le misure, in questo reload non si fanno prigionieri: si fanno giocare tutti ma proprio tutti, pure gli spazzini che vuotano i cestini, le coppiette infrattate nei cespugli, i drogati dello jogging, e quelli al parco per pisciare il il cane.
Fanno la loro parte per la riuscita dell'evento anche associazioni e realtà ludiche di Torino e zone limitrofe, come TreEmme, Una Mole di Dadi, la Gilda del Grifone, Terre Ludiche, Terre Selvagge, Dimensione Arcana, ArciGay Torino, i Revelsh Blind Beholders, solo per citarne alcune [trovate la lista completa sulla pagina FB del ToPlay]

venerdì 6 settembre 2019

E gli animali si alzarono in piedi

Il vecchio zoo è vicino all'ufficio dove lavoro. Pranzo con un panino avvolto nella stagnola, seduto su una panchina all'ombra degli alberi.

C'è un uomo nella gabbia, con le mani strette attorno alle sbarre. Sta gridando che gli animali sono usciti, e che hanno rinchiuso le persone nelle gabbie. Strappo un pezzo di panino e glielo lancio.
Centro in pieno la sua camicia ralph lauren macchiata, poi il tozzo rimbalza sul pavimento della gabbia. Lui si china a raccoglierlo, e mangia, ciucciandosi le dita sporche.
Il facocero al mio fianco sghignazza e commenta: "Che porcheria". E' antropomorfo, effetto dell'evoluzione darwiniana o di non so che scioglimento dei ghiacciai, comunque controlla whatsapp sul cellulare e poi si gratta i coglioni.
La rivolta è scoppiata tre anni fa, un venerdì sotto le feste. Ha avuto inizio a Roma, a mezzanotte, e il mattino successivo si è allargata a macchia d'olio in tutte le grandi città, probabilmente c'era un piano.
Oggi gli animali danno la caccia agli uomini, li stanano nelle cantine con i lacrimogeni, e l'unica speranza per non finire nelle gabbie è nascondersi, mimetizzarsi, diventare invisibili.
Io indosso una pelle da coccodrillo e al bar racconto che ho avuto un incidente, che sono finito fra le pale di un motoscafo. Ma soprattutto catturo i miei simili, do loro la caccia, e quando li trovo li prendo a calci in testa e aiuto gli animali a sbatterli in gabbia. Così sopravvivo. Fottendo i miei simili.