lunedì 20 giugno 2022

La pagliuzza o la goccia

Di qualche giorno fa la notizia del suicidio di Cloe Bianco, una donna trans che lavorava come insegnante di fisica in una scuola media superiore.
E' stata ritrovata morta carbonizzata nel camper dove viveva. Sul suo blog il suo messaggio di addio.
"Oggi la mia libera morte, così tutto termina di ciò che mi riguarda. Subito dopo la pubblicazione di questo comunicato porrò in essere la mia autochiria, ancor più definibile come la mia libera morte”

Professoressa di ruolo, nel 2015 Cloe aveva fatto coming out, presentandosi in classe con abiti femminili.
Il suo uscire allo scoperto e presentarsi con quella che era la sua vera identità, spiegando ai suoi studenti il perchè di quella scelta, aveva avuto pesanti ripercussioni: era stata sospesa dall'insegnamento e poi demansionata, relegata in un ufficietto della scuola nel tentativo di nasconderla, come polvere sotto il tappeto.

lunedì 13 giugno 2022

Creatori di contenudi

Tutti hanno avuto nella loro vita una "Anna delle medie", una ragazzina della quale sono rimasti segretamente innamorati per anni, senza mai dichiararsi. I pochi che non l'hanno avuta alle medie ce l'hanno adesso in ufficio, e fanno gli splendidi alla macchinetta del caffè. Oppure ce l'hanno nella propria associazione ludica, e il venerdì sera fingono molto bene.
E' una legge maschile scritta, non si scappa.

La mia Anna si chiamava Anna.
Ho già raccontato di lei.
Anna aveva occhi grandi e profondi che producevano uno sguardo che mi scavava dentro come una ruspa, labbra carnose che sembravano la cosa più morbida del mondo, e la pelle bianchissima come la tela di un pittore.
E visto che era una ragazza: sì, aveva anche il seno.

venerdì 3 giugno 2022

Adda passà a nuttata

Ricordo solo che avevo 13 anni, ho chiuso gli occhi, e quando li ho riaperti ne avevo 48 e una figlia di 13.
E' stato solo un attimo, come diavolo è successo? Era il 1987 e io stavo davanti all'istituto tecnico industriale, con gli anfibi e una spilla da balia piantata all'orecchio, a contare le ragazze che varcavano la porta: poche, molto poche, nella mia testa cercavo di calcolarne la media matematica: una ogni 50 maschi, meno ce n'era solo in carcere.
La scuola era un calderone di ormoni, i corridoi puzzavano di sudore, scarpe da tennis, testosterone, ascelle.
Incollata addosso stava la costante sensazione adolescenziale di essere fuori posto e nel momento sbagliato.
Quando ho riaperto gli occhi, 35 anni dopo, il mondo era cambiato cinque o sei volte, andava sempre troppo veloce, e io non ero [di nuovo] riuscito a stargli dietro, a tenere il passo.

lunedì 16 maggio 2022

Invece di portare rancore, portate biscotti

La questione era molto semplice. Lo zio Giovanni, zio che per me era stato come un padre, e che negli anni '70 si era girato tutto il nord Italia con un furgone Fiat 238 per vendere vestiti eleganti da uomo e da donna, e che a metà degli anni '80 aveva aperto non uno ma ben due negozi, uno dei quali nella rinomata Via Garibaldi, era infine morto. Per usare le stesse parole del notaio di famiglia: "Si era spento nel sonno senza soffrire per andare in posto migliore" e aveva lasciato a noi congiunti una discreta fortuna.
"Più che discreta" aveva commentato il notaio, leggendo nei nostri occhi più cupidigia che dolore per la tragica scomparsa.
Ci eravamo quindi ritrovati, noi eredi, nella casa in campagna dello zio, per prendere un tè e discutere della ripartizione dell'eredità, ripartizione che sembrava così complicata visto il cospicuo numero di case, proprietà, terreni da frutta, due ville: una grande e una piccola, una scuderia di cavalli, e persino l'immenso bosco nel quale lo zio era solito andare a caccia di pernici e altra selvaggina.

martedì 10 maggio 2022

Non avvicinarti, sono malvagio

Voglio essere estremamente chiaro con te: questo non è il solito post di promozione: "Uh-uh-uh, ma quanto è bello questo gioco, compratelo subito, compratelo ad occhi chiusi, vi giuro che non ve ne pentirete".
Questo post è qui per una ragione precisa: per metterti in guardia.

Immagina di trovarti in un canile. Sei lì per portare a casa un bellissimo cucciolo, un cucciolo al quale regalare un osso di gomma e dei croccantini di marca, come quelli della Monge. Un cucciolo che i tuoi figli chiameranno Macchia o Pepe e che disegneranno su un foglio col mantello rosso di superman, foglio che poi appiccicheranno al frigorifero.

lunedì 2 maggio 2022

Si tratta sempre di terraformare Marte. Ma prima.

Insomma com'è e come non è, e così ho aspettato che Vik e Red finissero di passare la rotella sulle loro pizze da asporto [e che Vik colpisse il disco metallico con la mano facendone roteare la lama, gridando: LAME ROTANTI! e spargendo brandelli di cipolla rossa di tropea e nduja sul tavolo] che ho detto ai drughi: Raga mercoledì non prendete impegni che terraformiamo Marte.
"Io mercoledì ho l'esame di cintura gialla di Viet Vo Dao" ha risposto Vik, che: sì, okay, sto chiaramente facendo un'iperbole con l'arte marziale vietnamita, però sul serio: fra montagna, camper, corso per sommozzatore, campionato regionale di macramè, ultimamente Vik è più indaffarato di un gatto in negozio di puntatori laser.
Red ha ragionato che:
1- Terramorfing Mars è un gioco bello ma fisiologicamente lungo
2- Noi 3 insieme siamo più lenti solo dell'approvazione del ddl Zan
3- Avremmo fatto prima a completare un puzzle da 5000 pezzi in una grotta e con un paio di guanti da portiere alle mani.
"Non temete" ho annunciato "Ho una contromossa che manco la Siciliana quando il bianco apre di e4"

lunedì 25 aprile 2022

Tiranni e la routine del chirurgo

Vik e Red mi avevano convinto a comprare I Tiranni dell'Underdark.
Per quel che mi riguardava, il gioco partiva col freno a mano tirato. Anzitutto la meccanica del deckbuilding non era fra le mie preferite. Ai tempi di Magic the Gathering, poter creare il mio personalissimo deck, studiando le sinergie fra le carte, affinando il bilanciamento e arrivando a rosicchiare di partita in partita ogni combinazione possibile, era stata proprio la cosa che avevo amato di più del titolo di Richard Garfield. Ma era passato più o meno un secolo e Magic era un gioco polarizzante, che esigeva monogamia, e io avevo oramai cambiato parrocchia, e con i giochi da tavolo passavo in maniera molto più libertina da una scatola all'altra.