Dove eravamo rimasti? Ah, sì: alla mia fuga. Mi trovavo già a seicento chilometri da Torino, ma avevo comunque deciso di fuggire oltre, di allontanarmi ancora.
I libri e la scrittura di solito funzionano bene, bastano a trasformare tutto in un puntino lontano, almeno per qualche ora.
Ma ero stremato e sicuramente invecchiato: le parole sui fogli sembravano non avere più la forza di un tempo.
Pensai di rinforzare l'allontanamento mentale con quello fisico.
La bici stava nel garage, appesa a un gancio da film horror. A suo tempo mio suocero l'aveva trovata smontata tra due bidoni e rimessa in sesto (occorre specificare che Pino è un uomo della vecchia guardia, di quelli che, se accorciano un tubo di un centimetro, quel centimetro non lo buttano, quindi la revisione era stata effettuata a colpi di mazza e fil di ferro).
giovedì 6 agosto 2026
Fuga da fermo, lontano da qui (1)
martedì 17 marzo 2026
Podcast GIOCOMALE: puntata 8
Di nuovo al microfono con gli altri tre scappati di casa del podcast Gioco Male , per chiacchierare di pochi giochi da tavolo di successo e di tutti quegli altri che avevano i numeri giusti ma non ce l'hanno fatta.
Qual è la ricetta per creare un gioco che anzitutto convinca un editore, che poi una volta pubblicato venda bene e che infine resista al tempo e alla concorrenza degli altri migliaia di titoli che escono ogni anno?
È ancora possibile realizzare titoli che, terminata la prima tiratura, riescano a farsi ristampare, magari due, tre, quattro volte e che non siano soltanto delle meteore ?
«Una volta era tutto più facile» sospirano gli umarell del gioco da tavolo «Prendevi il gioco dell'oca, cambiavi la forma del percorso e qualche casella e ti pubblicavano. Oggi se non fai un worker placement d'aste ambientato con miniature, biglie e un draft che tiene basso il colesterolo, gli editori manco ti cagano».
giovedì 19 febbraio 2026
[Pillola del giorno dopo] Supercazzola di Ariccia
martedì 17 febbraio 2026
Podcast GIOCOMALE: puntata 5
«Raga, ho un casino. Stasera non ci sono».
martedì 30 dicembre 2025
Le mie ultime righe del 2025
Ogni fine anno mi ripropongo di tirare un po' le somme di quelli che sono stati gli eventi più significativi degli ultimi dodici mesi, nel bene e nel male, e di buttar giù un mini piano dei buoni propositi per l'anno nuovo, perché, mi sono accorto, avere una scaletta mi impone il doverci fare i conti: se salto qualche punto devo avere una scusa valida (e spesso mi ritrovo a cazziarmi "No, amico mio, non ho avuto tempo non è una scusa sufficiente, nessuno ha mai tempo. Quindi rimettiti subito al lavoro, perché quella lista non si risolverà da sola!").
Lavoro meglio con delle scadenze, con degli obiettivi. Realizzo di più che andando a braccio o a sentimento.
lunedì 1 dicembre 2025
Non morderti la lingua
Melonia mi scrive che ha finito di leggere il manoscritto che le ho spedito, quindi le telefono.
La prima cosa che mi dice è che l'ha letto tutto d'un fiato, in un solo giorno, ma che poi ha passato la serata a guardare video di gattini per tirarsi su.
«È tristissimo, Andre».
«Io i gattini me li mangio» le rispondo per cambiare registro alla telefonata, e per non ripeterle per l'ennesima volta che è un brutto periodo.
Non si può stare male per troppo tempo. O meglio: tu sei libero di sanguinare per anni ma socialmente ti è concesso solo un certo periodo per condividere le tue disavventure, per cercare l'empatia del prossimo. Dopo quel periodo: rompi i coglioni anche agli amici più fedeli.
domenica 28 settembre 2025
Lasciarsi il pirata alle spalle
Avrei dovuto prestare più attenzione agli indizi, a volte il destino cerca di dirti qualcosa.
Il primo era stato il libro La giusta distanza dal male arrivato a fine agosto. «L'ha scritto una dottoressa del Pronto Soccorso dell'Ospedale Giovanni Bosco» mi aveva detto il Radiologo «Ti piacerà».
Mi era piaciuto, l'avevo divorato in pochi giorni, il tempo di ricevere il secondo regalo: il gioco City Flip Roma, da parte di Gianfranco Fioretta, l'editore con il quale ho pubblicato La Casa delle Mannaie.
Avevo provato il prototipo di Walter Obert qualche anno prima a IdeaG, quando ancora si chiamava "Tutte le strade portano a Roma".



