venerdì 17 novembre 2017

Impara il pattern e mettilo da parte

La figlia del dottore era anch'essa dottore. Il pomposo cognome doveva averle spianato la strada dall'ateneo all'ospedale, più del puntuto seno sotto lo stetoscopio a tracolla sul camice. "Ho già visto ematomi simili" disse inforcando gli occhiali da segretaria e passandomi le dita sul livido sul petto "Segno preciso, piccolo e tondo. Dovessi scommetterci direi una pistola di soft-air. Le hanno sparato a bruciapelo". Gli occhiali la dequalificavano da laureata in medicina a diplomata in ragioneria. La miopia la rendeva sexy. Ma la sua diagnosi era miope.
"E' stato un dado" le rivelai riabbottonandomi la camicia. 
"Come un dado?" chiese sfilandosi i guanti con uno schiocco che fece sobbalzare seno, stetoscopio e il paziente che si stava facendo ricucire la fronte da una bottigliata, sul lettino accanto.

venerdì 10 novembre 2017

[Pillola del giorno dopo] Thank you for selfie

In attesa che arrivi anche la mia copia, ieri sera ci troviamo con i Giullari a casa del Vichingo per provare Wendake.











 

mercoledì 8 novembre 2017

Che picchiò il cane che morse il gatto

Piove. Sempre sul bagnato, e finalmente su Torino, scartavetrata nei polmoni dai pm10 nell'aria, e inchiodata nelle macchine per il blocco dei diesel euro 1-2-3-4-5 liberi tutti di andare a piedi, e liberi pure di andare affandiesel. Nella città dell'automobile puoi ordinare una macchina nuova in pronta consegna dal concessionario, e ritrovartela fuorilegge prima che te la consegnino: è il frutto acerbo del progresso che avanza, il futuro della nuova mobilità cornuti e mazziati.
Su un muro alle porte di Moncalieri qualcuno ha scritto: "Vado a lavorare per pagarmi la macchina che mi serve per andare a lavorare". Sto cercando il vergatore di muri per offrirgli una birra a chilometro zero [trovandomi a piedi].

martedì 31 ottobre 2017

Le montagne della follia che ho attorno

Essen è là fuori. Da qualche parte.
Sento l'odore della fiera, inteso della belva, come l'inconfondibile profumo di popcorn caldo, zucchero filato e profiteroles d'elefante, del circo di Moira quando arriva in città. Riempie le narici. Lo sento da Torino, anche senza aprire la finestra, che è meglio non aprire se sei fra quelli che poi non ci andranno al circo, e se l'aria sa della cenere delle montagne attorno che stanno bruciando.

In Piemonte non piove da mesi. Ettari di boschi secchi, erba lanuginosa, rami asciutti e foglie accartocciate.
Per i piromani: una provocazione irresistibile peggio che i collant a gambaletto per gli stupratori.
Le montagne della follia, scriveva Lovecraft in un celebre racconto, l'umanità e l'antartide saranno distrutte dai Grandi Antichi. Non dai piromani. La madre dei pirlomani è sempre incinta.

mercoledì 25 ottobre 2017

Il Gran Macello

Il Gran Macello. Così lo chiama TeOoh nei suoi video. TeOoh è sempre stato bravo a creare tormentoni. 10 anni fa, sul suo canale youtube, si è impossessato della parola "minute" e nessuno è stato più libero di usarla.
Quindi, quando è ricomparso in video dopo i tre giorni di coma, magro, con gli occhi scavati e avvolto in un mantello nero, e ha detto: "E' cominciato il Gran Macello", tutti hanno cominciato a chiamarlo così.
Il primo è stato Agzaroth, il mattino seguente. Lui è uscito dal coma meno emaciato. Anzi secondo alcuni più muscoloso. Sotto la sua guida, è nata la Resistenza Goblin. Sono diventati famosi per aver ripulito Roma dal primo attacco del Re in Giallo [ricordo ancora al telegiornale le immagini dei tentacoli che uscivano dalla fontana di trevi e si spiaccicavano a terra].
Sgananzium si è presentato in video a torso nudo, e con due martelli da guerra. Il coma, se possibile, lo ha reso più rabbioso. Si racconta collezioni denti e zanne delle bestie che fa fuori.
Anch'io ho scritto una serie di articoli sul mio blog, quando è scoppiato il putiferio, invitando tutti i giocatori a combattere gli accoliti del Gran Macello.
"Dado, anche tu sei stato tre giorni in un coma fra la vita e la morte?" mi hanno chiesto.
E' successo a tutti i Profeti, nello stesso momento, su scala mondiale. Al risveglio avevano visioni mistiche.
"Sì" ho risposto "Ora vedo creature di altri piani, vedo il sangue sui muri e i segni della corruzione sui volti degli innocenti".
Ma ho mentito. A me non è successo. Io non vedo niente.

mercoledì 18 ottobre 2017

Drizzit e i suoi fratelli

E' credenza popolare che io e Andrea Chiarvesio si sia sempre stati amici per la pelle.

L'equivoco credo che sia nato quando ho caricato su youtube questo video e poi, un paio di mesi dopo, quest'altro video [guardateli in sequenza, durano un paio di minuti]. Il primo non era minimamente pianificato, l'abbiamo registrato col Vikingo una domenica mattina che eravamo in giro coi figli.
Il video ha avuto un bel po' di condivisioni sui social, perchè maltrattavo un gioco da tavolo. Poi, in occasione di IdeaG Torino, evento nel quale ci saremmo comunque incontrati all'Open11, ho scritto ad Andrea Chiarvesio proponendogli di partecipare al sequel ["Posso rapirti un quarto d'ora da IdeaG per girare un video?"]. Ma ancora in quei giorni, io e Andrea non è che fossimo così amici nè così in confidenza.

lunedì 16 ottobre 2017

IoGioco - Il Giocatore Imperfetto

A luglio è uscito il pilota, un numero zero sotto forma di "speciale" di TheGameMachine dedicato ai giochi da tavolo.

E pochi giorni fa è finalmente arrivato nelle edicole di tutta Italia, il tanto atteso numero 1.
IoGioco.
http://www.iogioco.it/
La rivista è interamente dedicata ai giochi da tavolo, 96 pagine di recensioni, approfondimenti, anteprime, dispense, tutorial, contenuti extra [nel numero 1 allegato un gioco di Paolo Mori illustrato da Alan D'Amico], materiale promo [nel numero 1 una carta speciale di Vudù di Marco Valtriani], e altri articoli che lascio a voi scoprire.

Sulla rivista ho una mia rubrica di 2 pagine, dal titolo Il Giocatore Imperfetto.
Nella rubrica parlerò di giochi, naturalmente, attraverso il filtro delle tante imperfezioni dei giocatori, delle loro piccole manie e ossessioni, degli alti e bassi quotidiani, e dei chiodi fissi che trafiggono le dita.

martedì 10 ottobre 2017

Quando un uomo con l'innaffiatoio incontra un uomo col diserbante

Ho preso la mia coscienza e l'ho sbattuta al muro. Le ho gridato: "Dimmelo in faccia!"
E lei? Che ti ha risposto?
Che non ho più vent'anni.
Che scoperta, è dal '94 non hai più vent'anni. E poi? Che altro?
Sai come sono le coscienze, sempre esagerate, sempre catastrofiste...
Che cosa ti ha detto, le sue parole precise.

Fissati un obiettivo. Per arrivare vivo ai cinquanta. Per esempio niente più panini con salsiccia presumibilmente di ratto, in un chiosco sul marciapiede alle 3.00 di notte, con quegli scavezzacollo dei tuoi amici.
Non sgarrare nei tuoi buoni propositi.
Piuttosto aiutati con del metadone. Tipo cannoli con ricotta e arancia candita allo scoccare delle 23.00.

giovedì 5 ottobre 2017

Non abbiate timore

La domenica mattina, la zia ci telefonò per invitarci per un caffè.
"Così vedete il divano nuovo" disse.
Torino, luglio 1992


I giocatori perdono in fretta la propria innocenza. Come gli adolescenti. Pieni di ormoni e contraddizioni, impacciati nelle associazioni ludiche, accompagnati da un amico disinvolto uguale, avvampano sulle guance con le dimostratrici di PLAY a Modena, si vergognano dell'acne e dei Monopoly nascosti dietro la lavatrice, misurano col righello i propri puzzle ravensburger nei bagni della scuola, sono terrorizzati dall'idea di non riuscire a sganciare il ferretto del reggiseno della fidanzatina, e di defustellare le pedine sbucciandone i bordi.
Scalda il cuore, assistere allo spuntare dei primi peli sul mento, sui social network, quando si presentano in punta di piedi: "Ciao a tutti e grazie per avermi accettato nel gruppo, sono Enrico di Cinisello Balsamo, ho scoperto da poco il fantastico mondo dei giochi da tavolo" e poi soltanto un anno dopo: "Cosa devono sentire mai le mie orecchie, che Alta Tensione avrebbe un'asta di tipo olandese, che lo sanno pure i capibara e le nutrie del Tevere, che è di tipo sequenziale!!!".
Si tratta di un periodo di transizione complicato, che comporta dei rischi, delle difficoltà e dei momenti di forte tensione.

lunedì 2 ottobre 2017

[Pillola del giorno dopo] Non proprio Einstein


Melonia la prende salsiccia e peperoni. Mi piacciono le donne che non la prendono margherita o verdure grigliate.
ErProsciuttaro finisce una Poretti da 33cl ancora col giubbetto addosso, prima di scendere alla pizzeria.
Anche lui è un duro, a modo suo, anche se starnutisce sul gatto anallergico.

Due ore dopo, su quello stesso tavolo,  cominciamo L’Alba di Cthulhu [grd].
La prima avventura del manuale, quella introduttiva, con qualche piccola modifica del sottoscritto.

giovedì 28 settembre 2017

Il post numero 300

Trovammo il primo di domenica. Mi telefonò Fabrizio, il nuovo collega che mi avevano affiancato, per avvertirmi che sarebbe passato a prendermi in cinque minuti.
Gli altri colleghi arrivati sul posto avevano già messo in sicurezza l'appartamento per l'arrivo della scientifica. Gli inquilini del palazzo erano usciti sulle scale a fare domande.
Passammo sotto il nastro giallo.
L'uomo stava in camera da letto, in piedi sul suo tapis roulant, morto. Qualcuno gli aveva fissato gli avambracci alle maniglie di sostegno con tre giri di filo spinato. Le braccia erano maciullate. I pantaloni del pigiama erano zuppi di sangue.
Due lembi di nastro da pacchi sulla bocca gli avevano impedito di urlare. Il medico legale che fece l'autopsia ci spiegò che l'uomo aveva un pacemaker, e che era morto d'infarto.
Naturalmente nessuno degli altri inquilini aveva visto né sentito nulla.

giovedì 21 settembre 2017

La valigia sul letto è quella degli Asmodee Days 2017

Torino-Bologna, fra andata e ritorno, 710 km di autostrada, casello, benzina e vuoi metterci almeno 4 caffè in autogrill, faceva una bella cifretta, anche a dividere per tre con Viking e Redbairon.
Per rientrare delle spese degli Asmodee Days 2017, calcolai che avremmo dovuto rubare gli asciugamani dell'Admiral Park Hotel.

Mi svegliai alle 04.15. Il messaggio del Vikingo illuminò il mio cellulare un minuto dopo.
"Cesso e parto" scrisse telegrafico ed evacuativo
"Quando sei sotto manda un messaggio"
gli risposi.
Francy e la piccola dormivano nel lettone. Io mi ero rigirato tutta la notte fra i peluche del lettino rosa, ricontrollando la sveglia un numero infinito di volte. Avevo anche sognato. Ma non ricordavo cosa.

lunedì 18 settembre 2017

Logo

Magari l'avrete già notato.
Il nuovo logo sulla colonnina destra del blog.

L'autore è Alan D'Amico, disegnatore, scultore e illustratore di giochi da tavolo [Kepler-3042, C.O.A.L., Brides & Brides, Bretagne, Wendake, Whiteall Mistery, Indago, tanto per fare qualche nome]

Gli ho commissionato il logo scarabocchiandolo con la penna su un post-it [qui sotto l'originale].
Il disegno mi avrebbe rappresentato come un moderno Atlante, mentre sorreggo un enorme dado sulle spalle.

Alan ha reinterpretato l'idea, gravando il peso del dado [e del fardello del gioco] sulla schiena.
Davvero ben fatto e molto somigliante.
Alan D'Amico - https://alandamico.wordpress.com/

mercoledì 13 settembre 2017

Nella spezia nessuno può sentirti urlare

Il mio nemico fritz non si faceva vedere da un po'. Ero quasi in pensiero. Lettore fedele del mio blog, pianista di like, e fornitore di complimenti sinceri, si era aperto anche lui un timido contenitore di contenuti, e poi mi aveva invitato alla condivisione puntuale. Lo scarso riscontro della sua iniziativa fra i giocatori, doveva averlo ferito nel profondo, e io, per qualche motivo, mi ero trasformato nella ragione del suo insuccesso. Aveva preso a odiarmi fedelmente, ma da lontano, come uno stalker un tempo cosplayer.
Dal canto mio conoscevo un sacco di trucchi contro i nemici invisibili, ad esempio rovesciare per terra della vernice, per vederli arrivare, oppure il pepe. Ma Mario Rossi [nome inventato] non era uomo d'azione, e preferiva attendere il mio cadavere seduto sulla sponda del fiume della mia stanchezza.
Effettivamente un po' stanco lo ero. Pur animale nottivago, cominciavo alla soglia dei 300 post e 4 anni di blog ad accusare una comprensibile mancanza di forze. Tenevo sì ancora qualcosina da parte. Ma per il gran finale. E poi mancavano solo 7 anni ai miei 50, e io volevo arrivarvi preparato [per questo partivo in anticipo].

giovedì 7 settembre 2017

Seconda lettera da Orléans [e Invasione]

Sono un Cavaliere Arancio. La notte sto di guardia sulle mura. Ehi, non è male come sembra.

A molti il sistema del sacchetto, il bag building, per determinare i turni di lavoro nella regione, sembra troppo casuale. Beh, io non la penso così, e penso anche che quando avremo i nemici a vista, quando vedremo i soldati a cavallo con le picche alte, sul crinale della collina,  beh, nessuno ci penserà più al sacchetto.
Perchè i nemici arriveranno un giorno. Questo è il senso di far la guardia sulle mura.
Giriamo su tre turni, e ogni giorno che fa il Signore vengono estratti dal sacchetto i nomi di chi si fa il piantone sulle mura, chi la manutenzione alla catapulta, chi sta nelle cucine, chi a conciare le pelli. Ecco conciare le pelli è una cosa che proprio non mi piace, fortuna che mi hanno passato fisso agli Arancio. Si utilizzano solo gli animali più vecchi o quelli che i cacciatori trovano morti fuori dal perimetro di Orléans. Arrivano ammucchiati sui carri, diversi giorni dopo che son morti. Puzzano più del vomito di un ubriaco.

lunedì 4 settembre 2017

Cose da sapere sulle pietre miliari

Se siete miei coetanei, classe 1974 o giù di lì, e avete anche voi posseduto nell'infanzia L'Isola di Fuoco, e sognate di rivivere quei giorni gloriosi tornando in possesso di quel pezzo di storia, e dopo anni di mercatini dell'usato battuti alla ricerca della scatola MB sulle bancarelle delle carabattole, vi siete infine rassegnati e avete interiorizzato l'idea di spendere cento e pussa euro su Ebay per una copia del leggendario gioco di cui sopra, sappiate bene che:
1- i difetti tecnici di quel gioco, 30 anni dopo, vi salteranno addosso alla prima partita come zanzare vicino alle risaie, come fa il cane quando tornate a casa da lavoro. Vi ripeterete alla nausea che è un gioco degli anni '80, che è normale che non sia perfetto, che in quegli anni c'erano solo il gioco dell'oca e lo scarabeo.... ma i difetti resteranno, credetemi, pesanti come macigni, calcificati e dolorosi come calcoli nei reni.

martedì 29 agosto 2017

Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane

Il popolo si era espresso: babbano non si poteva più usare. Metti che un nongiocatore decide di fare il salto oltre la siepe del risiko e scopre che lo chiamiamo babbano, sai come ci rimane? Se vogliamo divulgare sul serio dobbiamo superare certe etichette.
Faticavo ad adattarmi a questa discriminazione al contrario: "Potrai perculare soltanto i giocatori, ecco, loro anche a sangue", eppure ero pronto ad abbracciare il politically correct per il bene della mia gente e dei miei meeple.
Non dicevo neanche più vecchio, neppure in maniera autoreferenziale. Sono un giocatore attempato, dicevo, diversamente frizzante nelle mie quasi 44 primavere, anacronistico come un poster di Massimo Ciavarro. La verità saltava fuori oscena quando entravo nelle ludoteche, in mezzo agli adolescenti che giocavano a HeroClix ed esclamavano: "LOL!", e si rifletteva impietosa nelle vetrine a specchio dei negozi. Sul mio mento spinoso il sale stava avendo la meglio sul pepe, e non era possibile alcuna rimonta, al massimo una tinta marron glace della l'Orèal. 

mercoledì 23 agosto 2017

I topi non avevano nipoti

Il weekend buono è quello del bollino nero, che è l'ultimo nella scala cromatica di Autostrade per l'Italia, il bollino ultimate più leggendario di Exodia sullo svincolo di Borgo Panigale.
Scelgo quindi la partenza intelligente, il lunedì seguente.
Ed è così che io e altri intelligentoni ci ritroviamo tutti insieme quel lunedì, gente dotta, di uno spessore intellettuale che non vi dico, scienziati e baroni della medicina e della matematica vedica, luminari veri e consumatori di camogli occasionali, fermi in coda a San Lazzaro, a scambiarci da un finestrino aperto e l'altro riflessioni sulla Medea di Euripide e spassosi aneddoti accademici sul calcolo stechiometrico.
Impiego quasi 9 ore da Torino a San Benedetto del Tronto, un record, ma di quelli intelligenti.

domenica 6 agosto 2017

Obtorto collo

Il POG rischiava di farmi saltare i nervi e la serata, e forse io me lo meritavo anche, per i molti peccati di gola, superbia, lussuria e masserizia, ma Orleans, appena sceso dall'ape Bartolini, no. Il Pog, acronimo di Per Ora Grazie, lavoro non retribuito per amici fritz e compagni di merende, arrivò nel tardo pomeriggio, puntuale come il gatto quando apri il tonno. L'ultimo fattorino nel lungo passaggio di mani, fu mia madre, che consegnandomi la scatola mi suggerì: "Prima lo fai e prima ti togli il pensiero". Il consiglio riverberava indietro negli anni, dai tempi della scuola e dei compiti a casa.
Mio padre colse l'occasione per ricordarmi che lui comunque aspettava ancora quel banco di ram che gli avevo promesso la sera che eravamo andati al cinema a vedere "La vita è bella" di Benigni.

venerdì 4 agosto 2017

Raven ristampa Vampire: The Eternal Struggle [Jyhad]


Cade dall’alto e ti inzacchera, come certa pioggia. Raistlin mi fa provare Vampire: The EternalStruggle, meglio conosciuto come Jyhad, il mattino seguente pubblico su facebook una foto del tavolo apparecchiato col gioco, e nello scrosciare di commenti anche un criptico: Ma avete intercettato una fuga di notizie? di Roberto Petrillo, uno degli uomini nella stanza dei bottoni della Raven Distribution.
Il commento passa un po’ inosservato.
Finchè rileggendo comprendo che qualcosa è sfuggito, forse intenzionalmente, forse fuori dai denti da qualcuno che sperava di giocare sul fattore sorpresa.
Contatto Roberto per chiedergli lumi.
Da qui quest’intervista.

venerdì 28 luglio 2017

[Pillola del giorno dopo] Cotto

Un incidente inchioda la tangenziale. Il secondo questa settimana. E il rientro a casa da lavoro diventa un inferno.

Ho mia figlia sul seggiolino dietro, acchiappata al volo dai nonni, che la tengono che le scuole son chiuse. Cerco di intrattenerla, di farla ridere. Il che, in verità, mi richiede uno sforzo doppio. Dura essere brillante in coda a 40 gradi al sole.

Non è una tangenziale. E' un parcheggio a ferragosto. Qui le macchine vengono a morire. Sul catrame arroventato. Il cimitero dei pachidermi di latta.

mercoledì 26 luglio 2017

Sedici cosce di pollo

F. stava combattendo contro i suoi demoni. E non stava avendo la meglio. Come sempre. Nei film raccontavano che la disabilità "se lo vuoi davvero e ti impegni sul serio" la puoi sconfiggere. Secondo il Samsung era solo una questione di volontà: di chi si tirava su le maniche da un lato, e di chi se ne stava a dormire sotto il pero dall'altro. Il bordo del televisore segnava il confine fra virtuosi e fannulloni. Dentro il 42 pollici i superdisabili in fibra di carbonio scalavano il Vesuvio. Fuori dallo schermo, F. e altre migliaia di disabili remavano tutti i giorni contro le piccole cose.

mercoledì 19 luglio 2017

L'importanza della fase d'asta in GUILDS

Luglio 2017, Parco Dora, Torino. KappaFuturFestival. Il concerto del secolo.
I sismografi registrano il terremoto degli altoparlanti. Gli inquilini delle case attorno telefonano ai vigili.

Sembrava dovesse venire giù il cielo a pezzi, e cascare pure il padreterno.

Gli brucia la gola per il fumo e per quanto ha urlato. Ma a parte il concerto del secolo: la fica del secolo due metri davanti a lui. Tipo Nina Zilli, alta secca uguale, ma occhi verdi. Impossibile non notarla mentre balla accanto alla sua amica con la testa rasata da moicana.
Indossa jeans neri e una maglietta bianca con la scritta a pennarello ORNITOLOGA ESPERTA.
"Perdi solo tempo" gli ha detto Ste, di Mantova pure lui. Sono arrivati insieme col treno quella stessa mattina, l'altro treno per il ritorno parte all'una di notte da Porta Susa, così sono rimasti: finito il concerto schizziamo via.
"Una che si scrive una roba del genere sulla maglietta può solo incasinarti la vita, Alex"
Ma Alessandro se ne fotte e si avvicina a Nina Zilli con gli occhi tipo caramelle alla menta, le dice Ciao! lei gli risponde Ciao! e casca il mondo e casca la terra.

martedì 11 luglio 2017

Escape Room Torino: Komnata Quest Castello Sant'Angelo

"Ogni anno in questo periodo Dado entra in quella che lui chiama La settimana del Ramadado, cioè una settimana in cui moglie e figlioletta sono via e lui si dedica esclusivamente al gioco, rinunciando sapientemente al sonno e sostenendosi a forza di birra, nachos e salsa piccante (ogni anno mi stupisco ne esca vivo)"
Chrys

Appunto.

Le costanti, nella mia periodica settimana del Ramadado, o settimana della regressione, sono: il fornello della cucina che rimane spento, perchè mi nutro solo di scatolette e mi ritrovo sul balcone a litigarmi una lucertola morta con il gatto, il caldo umido di un luglio a Torino [come spiegarvi... è come fare la doccia vestiti e poi andarsi a infilare sotto il piumone], e la cheesecake che mi prepara la Giullaressa.

mercoledì 5 luglio 2017

La morte del polpo

Cthulhu avrebbe comunque vinto per inerzia. Non che fosse un problema. L'Antico semi-dio sapeva aspettare. I cultisti nei sotterranei adoravano per tentativi, e venivano puntualmente scoperti ed coitinterrotti. Più idioti che devoti, sembrava li avessero reclutati col lanternino. Cthulhu, mani a carciofo, oramai quasi faceva il tifo per gli investigatori. Poi il web aveva dato voce ai Cultori Di Minchiate, e il male aveva ingranato la quarta. I CultDiMinch ci andavano giù duro. Adoravano e condividevano istantaneamente con un click. Le condivisioni si diffondevano inarrestabili come la tosse d'inverno. Gli esseri umani si schiantavano ai semafori per poter adorare al volo. Neanche Manson aveva avuto seguaci più fedeli. E gli investigatori, tacciati di essere i veri cospiratori, venivano messi alla berlina sulle loro stesse pagine.

giovedì 29 giugno 2017

Stomaco e Testa

STOMACO
Il problema è che i bambini possono tranquillamente restarsene alzati.
Me ne lamentavo solo qualche mese ai tavoli di IdeaG Torino, fra un gran annuire di nasche. Non abbiamo scatole letali sulla mensola, neanche vagamente pericolose. A dispetto di centinaia di titoli con ambientazioni improbabili su bottoni madreperlati, gestionali di dalmata e deck building sul pinzimonio, non troviamo nelle nostre scatole uno straccio di comportamento inappropriato da dare il cattivo esempio.
Siamo al medioevo del polically correct. E fra gli inquisitori c'è Peppa Pig.
Laddove GTA 4 su Playstation ben 10 anni fa, quasi si beccava un'indagine della Procura italiana per istigazione a delinquere, i nostri giochi da tavolo non riescono neppure a passare per monelli.
Abbiamo le farfalle nello stomaco. Rosa confetto.

domenica 25 giugno 2017

QUARTO Dado sulla Tana

Spero che stiate crepando nel sudore anche voi, che mal comune è mezzo caldo.

Vi segnalo il mio pezzo d'apertura per la nuova rubrica Giochi da Bar sulla home della Tana dei Goblin.

Il gioco apripista della puntata numero zero è QUARTO!

Nel post anche un excursus storico dell'uomo da bar, dal cenozoico a oggi.
 
->>>>>>>>     https://www.goblins.net/articoli/giochi-da-bar-quarto   <<<<<<<------

mercoledì 21 giugno 2017

Forbidden Stars a 30 gradi all'ombra

E' arrivata l'estate. Lo capisco dall'insalata di riso nel frigo.

Sui rami sbocciano le gemme verdi spuntate con la primavera, gli stecchi dei gelati cominciano a far capolino sui marciapiedi, le donne scoprono le spalle, e alla televisione i consigli degli esperti contro il caldo africano tolgono visibilità ai terroristi.
L'anguria che vince sulle bombe.
Chi l'avrebbe mai detto.

Dal giorno dopo il brutto incidente in piazza San Carlo durante la finale Juventus - Real Madrid, che ha portato a 1500 feriti e una donna morta, non passa giorno senza che Torino non finisca in qualche telegiornale.
Ai media piace cavalcare l'onda. Quindi vengono passate notizie di cronaca solo se contengono cocci.

giovedì 15 giugno 2017

Ci saranno anche cattivi giocatori


Il mio fissarla insistente, in piedi a pochi metri da lei, non la turba, non si scompone, non sposta di un millimetro le belle gambe accavallate nè tenta di coprirle con il bordo della gonna.
Supero la bassa staccionata del dehor e mi avvicino al suo tavolino rotondo, sul quale sta un portatovaglioli, il suo cellulare e una tazza di cappuccino. Si toglie gli occhiali da sole e mi guarda, cercando di capire se ci conosciamo.
"Non si sforzi" le corro in aiuto.
Mi seggo al suo tavolino.
"Mio marito sta per arrivare" mi avverte, cercando un cameriere nei paraggi.
"Ne dubito, a quest'ora è ancora in ufficio" le rispondo. Poi prendo la sua tazza di cappuccino, me la avvicino alle labbra, e ci sputo dentro.

venerdì 9 giugno 2017

Intervista all’uomo senza volto dietro Warstones

Se siete arrivati fin qui non avete bisogno che vi spieghi chi è Andrea Chiarvesio.
E probabilmente saprete anche dell’imminente uscita di Warstones, il nuovo gioco di schicchera con eserciti di orchi e nonmorti [e altri eserciti di cui non è ancora opportuno parlare].
Ma sicuramente non conoscete l’altro autore del gioco.
Raistlin.
Perchè è un uomo che vive nell’ombra, schivo come un barbagianni, non ci sono sue foto sul web, qualcuno pensa addirittura che sia in un programma di protezione testimoni.

venerdì 2 giugno 2017

Ma i pazzi siete voi

Lo gnomo di otto anni che apre la porta e mi scala con lo sguardo, arrampicandosi dal teschio della mia maglietta alla barba sul mento simile a un cespuglio di spine, sino a raggiungere infine i miei occhi cerchiati dal Tikal della notte prima, è un brutto anatroccolo. Non mi serve la palla di vetro per prevedere che le donne del suo futuro non ne ameranno mai la nasca da pescecane, nè gli occhi troppo piccoli, ma ci passeranno sopra per il carattere, che a scuola ha già affrontato il suo primo bullo primordiale ottenendo il rispetto del resto della classe. Il padre è un pezzo grosso con grossa stempiatura, ha la testa tonda e due orecchie che sembrano due grosse monete piantate ai lati della testa: quando gli sono vicino il mio huawei prende quattro tacche. La madre, che parla tre lingue e mi dà filo da torcere per numero di romanzi letti al mese, farà del ragazzino un uomo fuori dal comune, forse un leader.

mercoledì 31 maggio 2017

E' colpa dei blogger

Mario: "Ho anche controllato per terra, sai a volte succede: sei lì che defustelli un gioco e un gettone rimbalza sul tavolo e casca giù, e tu neanche te ne accorgi"
Paolo: "E fammi indovinare: per terra non hai trovato niente"
Mario: "Macchè. Ho pure alzato il tappeto. Niente. Un nervoso, guarda.... Che adesso mi tocca scrivere alla casa editrice per farmi mandare il gettone che manca, ed è tutto da vedere se me lo mandano, perchè ho preso l'edizione tedesca del gioco, mi romperanno sicuro i coglioni..."
Paolo: "Ma lo sai di chi è la colpa?"
Mario: "Delle case editrici, che fanno stampare sottocosto in Corea con manodopera di bassa..."
Paolo: "Macchè delle case editrici, non diciamo cazzate. La colpa è dei blogger"

mercoledì 24 maggio 2017

Anteprima Photosynthesis e Sherlook [e una maglietta nera]

Nelle ultime 24 ore, Torino aveva deragliato da pioggia a sole, e io non ero stato altrettanto veloce a cambiar giacca.
Guidavo col chiodo di pelle piantato sulle spalle.
"Perchè non te lo togli, non hai caldo?" mi aveva chiesto Francy, non aspettandosi davvero una risposta.
Avevo retto stoicamente per un buon numero di semafori, e lei non aveva più commentato. L'orgoglio mi aveva impedito persino di abbassare i finestrini. Finchè all'altezza di corso rosselli l'ultima goccia di sudore aveva fatto traboccare il vaso dilatatore, e al dottor banner si eran fatti gli occhi verdi. Ero sceso spalancando la portiera e facendo il giro della macchina con la rabbia dell'automobilista che ha ricevuto un colpo di clacson di troppo nella giornata sbagliata.
L'uomo alla guida del SUV era lontano un miglio dal clacson e incredibilmente minuto di corporatura, più corto di un tutorial di teooh, il suv snellisce. Stimai che avrebbe frainteso la mia discesa e avrebbe ingranato la retro innescando una serie di tamponamenti a catena. Fortunatamente stava scrivendo al cellulare.
Il mio scatto non era sfuggito all'acrobata al semaforo, al quale però era sfuggita una clavetta. La clavetta aveva rimbalzato sulla strada, e l'uomo nella macchina accanto alla mia aveva applaudito di incoraggiamento.
Aprii il bagagliaio e vi lanciai dentro il chiodo marcio.

martedì 16 maggio 2017

Quando la mia sedia sarà vuota


Due funerali in tre giorni. Settimana impegnativa per Francy. Un amico e una zia da parte di padre.
"Potrebbe piovere" le ho detto mentre si vestiva allo specchio. Non ci azzecco sempre col mio bicchiere mezzo pieno. Così ho pensato di prenderle qualcosa. E visto che anni fa le avevo regalato un pacchetto di massaggi in un centro benessere e il regalo le era piaciuto, ho pensato di ripetere. Ma non ricordavo quale centro benessere.
Cercare "Centro massaggi" su Google è un po' rischioso, soprattutto vi sconsiglio di farlo da lavoro: esce sempre fuori l'immagine di una ragazza asiatica su sfondo rosa con la scritta: Aperto 7 giorni su 7 fino alle 00.00 [ammicca ammicca].
Poi sono successe altre due cose: è mancato un mio collega, e mi ha telefonato l'inquilino del piano di sotto per dirmi che gli usciva acqua dal lampadario.

martedì 9 maggio 2017

Deckscape senza spoiler [leggete tranquillamete]

E' prudente mentirvi, perché non basta la semplice omissione per mettervi al riparo dallo spoiler, anche la mancanza di informazione, il silenzio, può dire e tradire.
Metti di dover presentare un'amica a un collega.
Collega: "E' single?"
Tu "Sì"
Collega: "Anni?"
Tu: "Ne ha 40"
Collega: "E' bella?"
Tu: [silenzio]
Per questo sarà mia premura mescolare il vero col falso, in queste righe, che il tacere può essere rivelatore tanto quanto lo schioccar di lingua, e che sono preferibili le mezze-verità, le bugie a fin di bene, il tergiversare tecnico, e più di tutto le opinioni al posto della verità, che tanto la verità non la bramiamo mai per davvero. Per questo nella vita vogliamo il contraddittorio, lo scambio democratico, il confronto. Il pluralismo di voci è un porto sicuro nel quale tutti possono attraccare la propria opinione, e tutte le opinioni hanno pari dignità e valore, quelle degli assennati affianco a quelle degli stolti.
In natura non esiste l'opinione, è solo un'invenzione dell'uomo, in natura c'è solo la verità.
"La verità è un concetto difficile da immobilizzare, che custodisce nelle pieghe delle lettere che lo compongono, contraddizioni e significati nascosti. La locuzione "la verità" può essere anagrammata in "relativa", ma anche in "rivelata", e anche, ancora, in "evitarla". Ognuno può scegliere nell'anagramma il significato che preferisce" - Gianrico Carofiglio
Collega: "E' bella?"
Tu: "Cotone idrofilo"

mercoledì 3 maggio 2017

A far del bene agli zombie si ricevono solo morsi

"Potrebbe succedere di nuovo. Anche domani" avverte puntando l'indice contro i clienti dall'altra parte del bancone.
Il proprietario dello Zio Tibia, rinomato negozio di oggettistica e accessori zombie di Torino, è uno che ci sa fare. Si fa chiamare LAILANDER tutto attaccato, perchè è sopravvissuto a tre matrimoni e galoppa per il quarto, la gioia degli avvocati divorzisti.
"Credo nel sacramento del matrimonio" spiega "e mi piace stare con la faccia affondata nella passera".
Stacco una delle collane con molare dalla rastrelliera, prezzo 19.99€. Il molare è fatto di resina, naturalmente, i veri molari di zombie stanno fra i cinquecento e i mille euro cadauno, e su internet girano un sacco di falsi. Il mio ce l'ho sempre appeso al collo. Ha i segni di una carie e di una vecchia piombatura. Rarissimo. Pagato uno sproposito.
"Sono arrivati i tuoi fumetti" mi avverte Lailander, notandomi accanto allo scaffale dei libri.
Prendo GIU' LE MANI DA TORINO e lo sfoglio. Solite foto di repertorio che conosco a memoria.

mercoledì 26 aprile 2017

Il nemico del mio nemico è mio amico

Andrà a gonfie vele.
Me lo ripeto e intanto la sala si riempie di grugni. Non facce: grugni. Già tutti sul piede di guerra, inquilini pronti a passare dagli insulti alle mani perchè la vicina di pianerottolo passa l'aspirapolvere la domenica mattina alle 8.00, perchè quello del terzo ha usato l'ascensore per farsi il trasloco e i porci comodi suoi, e perchè quello del quinto quando bagna le piante, sui balconi di sotto vien giù il diluvio.
La cerimonia di raccolta delle deleghe dell'amministratore mi ricorda il cestino della questua in chiesa. Si comincia. Non ci si segna la fronte. Al limite si tocca ferro. I primi punti sono semplici: conferma dei consiglieri e dell'amministratore. Poi si passa al conto delle spese scala per scala, si leggono gli scontrini, le spese dell'acqua, delle pulizie, dell'ascensore, delle cinghie dell'areazione forzata che si sono strappate di nuovo, e di chi è indietro con i pagamenti.
E il sangue viene fuori.

mercoledì 19 aprile 2017

Copioincollo quando voglio

Le buone idee non ti avvertono mai quando stanno per arrivare, per questo è importante essere sempre pronti, con le pupille ben dilatate come i suricati quando scrutano l'orizzonte, e come i ghepardi nascosti nell'erba alta quando puntano i suricati.
Vengo folgorato sulla via di Emiliano Sciarra lo scorso sabato, mentre sono in centro con moglie e figlia per comprare una nuova macchinetta Nespresso, che la vecchia l'abbiamo fusa con Vik e Red.

Torino. Pieno centro.
Se stai leggendo queste righe significa che sei già dentro la zona ZTL e la multa è già in viaggio verso casa tua.
Moglie e figlia entrano in un negozio di accessori e prodotti per la casa e la persona.
Io rimango a ciondolare sul marciapiede, e a godermi l'accento dei turisti tedeschi.
Torino è cambiata molto in questi ultimi dieci anni.
Finchè mia figlia viene a ticchettarmi sulla vetrina, e mi fa cenno di raggiungerla dentro MA SUBITO IMMEDIATAMENTE PAPA'!
E così entro anch'io nel negozio, e raggiungo l'angolo riservato ai giochi per la famiglia.
E vedo i dadi.

giovedì 13 aprile 2017

Macelleria vichinga

Cosa c'era nella scatola di Blood Rage lo sapevano pure i sassi, il gioco era stato autopsato e fotografato lo stesso giorno che era venuto al mondo, ma kickstarter era riuscito a fare di peggio: aveva pubblicato le foto ecografiche del prototipo, il making off della gravidanza ludica della quale tutti quanti ci sentivamo padri e insieme figli bastardi. Restava da capire cos'avremmo trovato fuori dalla scatola, nel perimetro breve, nell'orbitale dei giocatori, e questo al momento sembrava saperlo soltanto l'autore.
Viking e Redbairon, oltre il vetro di boardgamegeek, erano in preda a gravidanze isteriche simili a quelle che aveva avuto il mio cane coker 30 anni prima per una ciabatta di mio padre. I sintomi parevano reali: piedi gonfi, sudori, sbalzi di umore, crisi incontrollate di pianto e di risa, persino contrazioni.
L'unico non in stato interessante nè interessato al gioco sembravo essere io, come sempre frigido alle miniature, ludicamente represso e frigido, forse molestato e traumatizzato da bambino da un orco di Heroquest. Senza i sentimenti delle minia ero destinato a diventare un mostro, un serial-player, un bambino senza colori e senza pelle, che provava piacere a rinchiudersi da solo in cantina, e frizionarsi la carne viva coi cubetti.

venerdì 7 aprile 2017

AMANDO PEL0 712

Insomma le solite cose: il Vikingo che all'ultimo momento gli spunta un battesimo e deve saltarsi pure questa PLAY, il monster-sandwich nel mio zaino, la partenza alle 05.30 da Torino sotto una pioggia scrosciante che le spazzole faticano a levare dal parabrezza, e io e RedBairon con caffè e croissant all'autogrill insieme agli irriducibili del Si era detto weekend al mare? E allora noi ci andiamo pure con la pioggia! (in rigorose infradito).
La pioggia ci rallenta per tutta la prima tratta, mentre all'altezza della "S" autostradale di Piacenza mi scappa un po' il volante di mano, sbandiamo leggermente, e a Redbairon passano davanti agli occhi tutte le partite nelle quali è stato arrogante.
"Mi è passata davanti agli occhi tutta la mia vita ludica, Dado" riflette "Tornassi indietro giuro che sarei meno arrogante con voi mentecatti" .

martedì 28 marzo 2017

Il gioco "lasagna"

Francy finisce la telefonata.
"Vengono loro da noi" mi annuncia.
Amici di Francy, più che amici miei. Lei non è male, emancipata, intelligente, con qualche chilo in più come le donne di Moravia, e soprattutto che non si indigna quando esagero col colore nei miei racconti. Lui invece di quelli che sono passati dal lavoro in fabbrica alla macchina piegatrice a quello di impiegato davanti a un computer, e ora è convinto di prendere decisioni fondamentali per le sorti dell'umanità dal suo terminale. Non antipatico, però ascoltare i suoi aneddoti da ufficio alla Paolo Bitta oltre la mezzora mi fa sempre venir voglia di telefonare al suo capo e supplicarlo di rimetterlo alla macchina piegatrice.
La loro figlia va molto d'accordo con la nostra.
"Prendiamo le pizze o cucini?" mi chiede Francy
"Mi gioco il jolly" rispondo.

martedì 21 marzo 2017

I german vengono da Marte, gli american da Venere

Fitto carteggio di messaggi al cellulare con Viking e RedBairon, e alla fine vengono stabiliti tre ordini del giorno per la riunione condominiale dei giocatori del complesso edilizio Paralisi d'Analisi: inaugurare e testare la temperatura della nuova mansarda del Vikingo adibita a sala giochi e adeguatamente condonata al catasto, colonizzare e terraformare i pianeti più remoti che abbiano ottenuto l'abitabilità nella galassia di Kepler-3042, e fare tutto questo sforando il meno possibile i 120 minuti riportati sulla scatola del gioco, che dopo la saletta serve ad altri.
"Portatevi una felpetta che non fa ancora caldissimo" ci avverte Viking, "Per sicurezza lascio fuori il Montenegro", perchè noi giocatori e i senzatetto ci scaldiamo così, quando non possiamo incendiare i cassonetti.

mercoledì 15 marzo 2017

MICROMONDO: dalla primissima idea del gioco alla sua pubblicazione

E' una primavera balorda, quella del 2014, piovosa, turbinante, di quelle che mandano a casa gli studenti del politecnico stagisti presso l'istituto meteorologico, sfottuti pedissequamente dagli amici: "Eccolo qui il nuovo colonnello Giuliacci", e Martino Chiacchiera sta preparando gli ultimi esami universitari prima della vampa dell'estate.

Dado: "Com'è nato Micromondo?"
Martino: "Credo che l'idea risalga proprio alla primavera del 2014. Stufo di annoiarmi durante il quarto d'ora accademico tra una lezione universitaria e l'altra, ricordo che mi imposi di inventare un giochino paper-and-pencil che usasse solamente un foglio di carta e tre colori.

venerdì 10 marzo 2017

Pendolari in treno con sacchetto di prugne

Due cose. La prima: qualche giorno fa ho pranzato in rosticceria con un vecchio amico che non vedevo da un po', vecchio nel senso che ha 15 anni più di me e prende delle pillole per star bene ma che lo fanno pisciare ogni due ore. Dopo un pollo arrosto tagliato a metà con un trinciapollo e un paio di birre Moretti, gli ho fatto provare Game of Trains, a lui che odia tutti i giochi tranne il subbuteo e i soldatini Atlantic. Abbiamo giocato senza ciucciarci le dita dalla pelle del pollo, quindi abbiamo unto le carte con impronte digitali che CSI avrebbe sicuramente arrestato Apelle. Non importa. A fine partita mi ha chiesto: "E quant'è che costa, 'sto coso?" e io: "Dieci euro", che mi sembrava un gran prezzo, ma lui ha alzato le sopracciglia a forma di virgola pelosa e ha commentato: "Beh, 10 euro, non sono pochi, se calcoli che a loro gli sarà costato 1 euro produrlo in Cina".

mercoledì 8 marzo 2017

Quando vendi e quando compri

[VENDO] Carcassonne, praticamente nuovo, solo defustellato in ambiente sterile e mai giocato chiedete pure a mia moglie se non ci credete. Prezzo nuovo 30€, lo vendo a 25€ + 5€ spese di spedizione, oppure a 25€ se consegna brevi manu solo con chi abita all'Isola d'Elba.
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[VENDO] Winter Tales, perfetto, giocato una sola partita insieme con un amico disabile senza braccia, quindi nessun segno di usura. Il costo del gioco usato è di 19€ del gioco + 40€ di spese per il corriere [per le spedizioni io mi affido solo a Brandolini, che muove giochi rari e nitroglicerina per l'esercito]
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[VENDO] Expo 1906 con dedica di Remo Conzadori "Dado non venderlo", praticamente nuovo, giocato con guanti di seta sul tavolo sterilizzato di una sala operatoria di una clinica privata.
Prezzo adeguato al costo del primario [che non fa fattura].
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[VENDO] Trajan defustellato con grazia da una geisha vegana, giocato 3 volte il 22/3/2016, il 14/4/2016 e la sera del 28/10/2016. Me ne separo a malincuore e soltanto perchè devo far spazio che abbiamo preso in casa un gattino cieco. Prezzo 45€.
Se ne prendete almeno 3 copie vi faccio 40€ cadauna. Alla quarta vi metto nel pacco pure il micio.

mercoledì 1 marzo 2017

Perché ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te

Il Ratto mena il suo fendente. Filch si scansa a [sinistra!] sinistra. La spada sbeccata lo manca di poco, cozzando contro il muro alle sue spalle. Filch scatta in avanti piantandogli la daga nel fianco. Abbastanza per uccidere un topo ma non un Ratto.
Sull'altro corridoio Nez solleva il pesante martello da fabbro e lo cala fra le orecchie dell'altro Ratto.
Maginos grida di [proteggere Tilda] proteggere Tilda.
Nez corre verso di lei....
.....................
"Siamo uomini, non topi" gli spiega Maginos rosicchiando del formaggio, "Topi per caso" aggiunge Nez sghignazzando.
Tilda dorme accanto al fuoco. E' stata ferita, ed è un vero problema perchè lei è la curatrice del gruppo.
"Lo so che siamo uomini" osserva Filch "Ma non avete anche voi questa sensazione di deja vu? Io sapevo esattamente come mi avrebbe attaccato quel Ratto, da che lato sarebbe arrivato il suo colpo"
"Reminiscenze di quello che eravamo" spiega Maginos.

mercoledì 22 febbraio 2017

Meganoidi

Passare il sabato pomeriggio con EFFE ha indiscutibilmente i suoi vantaggi. Anzitutto posso playtestare la mia pazienza. E allenarla. In questo senso EFFE è un personal trainer di esperienza, conosce almeno una ventina di modi diversi per farmi saltare i nervi. Ma come vi ho detto: è solo allenamento e io sono uno sportivo serio, determinato: "Non perdo mai: o vinco o imparo" (cit.).
Un giorno qualcuno organizzerà una grande gara fra me e una dozzina di monaci tibetani, al primo che riesce a far stare in equilibrio una sopra l'altra tre palline da ping pong, e tutto questo mio rinforzare e a lungo sfibrare la pazienza sarà premiato.
E poi EFFE ha un tesserino nel taschino, una roba potentissima, più dell'emblema dello shogun mitsukuni mito e del black lotus foil.
Vi faccio un esempio.
Una volta che eravamo al parco Campizzi con un paio di Moretti da 66cl, è arrivata la polizia.
Concesso: io non ho un aspetto molto rassicurante, grosso e con questa barba nera che fa sempre pensare che abbia un chilo di tritolo nascosto nello zaino. E anche EFFE col suo metro e ottanta per quintale di peso non scherza. Comunque non stavamo facendo niente di particolare, eravamo al parco, seduti su una panchina, e EFFE si stava buttando giù la seconda Moretti [due Moretti da 66cl ogni volta che ci vediamo, EFFE è molto attento ai rituali]. Qualche mamma col passeggino deve averci notato e segnalato alle forze dell'ordine due persone sospette, se non dei terroristi allora minimo due drogati.

martedì 14 febbraio 2017

Prigioniero n°38

Con le mie chiacchiere sul lavoro non ero riuscito a distrarlo. Era uno tosto. Incisivo.
"Apra la bocca" disse ritrovando il filo interdentale del dov'era rimasto.
La fresetta fece un valzer fra i miei canini, mentre la cannuccia aspirava saliva in un gorgogliare di sottofondo.
"Ahiahiahi" disse a metà della mia detartrasi, da dietro la sua mascherina.
"Carie?"
"Peggio"
Il dente del giudizio aveva messo la testa fuori dalla gengiva.
"Quello famoso che speravamo restasse per sempre occluso?" chiesi.
Nella mia bocca dormiva sepolto da 43 anni una specie di Voldemort, che allungava pericolosamente le sue radici verso il mio nervo mandibolare. L'altro dentista che l'aveva scoperto, 25 anni prima, lo aveva scientificamente definito un dito in culo all'ortodonzia.

martedì 7 febbraio 2017

Il pavimento si sgretola

E' il 28 dicembre 2016, e io sono mano per mano con mia figlia. Siamo sul marciapiede e stiamo per entrare nel bar pasticceria della mamma di una sua compagna di scuola, lei, la mia piccola, perchè spera di incontrare la sua amichetta e giocare un po', io per prendere uno dei miei tanti troppi caffè. Quando il cellulare nella mia tasca comincia a vibrare. Rispondo. E' il mio collega d'ufficio. Che mi annuncia che la società per la quale lavoriamo ha appena dichiarato il fallimento.

Entriamo nel bar. C'è tanta gente. Dietro il bancone c'è un'altra barista, non vedo la mamma della compagna di scuola, ma magari è solo nel retro della pasticceria a incartare una torta. Mia figlia mi tira per la giacca. "Chiedile se c'è" mi dice speranzosa. Ma io sto provando a telefonare al mio capo. Terzo tentativo in un minuto. Seguito da un quarto e da un quinto.
Tre. Informazione gratuita. Il numero da lei chiamato potrebbe essere spento o non raggiungibile.