martedì 12 febbraio 2019

Intervista a Spartaco Albertarelli: VektoRace (e la sartoria ludica)

Qualche settimana fa mi è capitato di partecipare alla demo di VEKTORACE, un simulatore di corse di macchine che mi era del tutto sfuggito nella fitta giungla di titoli attraverso la quale noi giocatori proviamo a districarci, dopo ogni Essen e Lucca. VektoRace mi ha colpito molto. Soprattutto per l’assenza di una pista fissa o tabellone o qualsivoglia percorso carte. Il percorso lo decide e costruisce il giocatore: lunghezza, curve, rettilinei, tutto dinamico e flessibile. Il che rende VektoRace giocabile praticamente dappertutto, compresi tavolini rotondi da bar e persino tavoli ancora apparecchiati con piatti, bicchieri e posate.
Approfitto dell’incontro con l’autore del gioco, l’iconico Spartaco Albertarelli, per alcune domande.

mercoledì 6 febbraio 2019

I lupi non scordano di avere i denti

Pinocchio è diventato vegano. Per questo, nella prima lettera, Chiara mi chiede cosa mettere al posto dell'albume, nella ghiaccia reale. Nella seconda, molto allarmata, mi scrive che dobbiamo parlare urgentemente perché sembra che apriranno una nuova Casa di Pan di Zenzero, vicino al fiume, dove ci sono quei cespugli di mirtilli.
Prendo un foglio e le rispondo che può provare a fare la ghiaccia solo con acqua calda e zucchero a velo, anche se non verrà gran che. E che passerò da lei, per l'altra questione, il mercoledì seguente, di stare tranquilla.
Poi il giorno scorre come tutti gli altri: io che metto a posto la casa, che gioco col gatto Malachia, che cucino, che bevo birra fatta in casa coi cereali, che gratto la fuliggine dai mattoni del forno. La sera trovo un principe azzurro arrampicato sul tetto, che sta sgranocchiando le tegole di biscotto. Lo tiro giù e lo chiudo nella gabbia. Ultimamente ci sono sacco di principi azzurri a spasso, le cenerentole si sono svegliate e un po' mi dispiace.

mercoledì 30 gennaio 2019

2018 giochi da fare prima di andare a dormire

Anni fa sono stato giurato in un concorso letterario del Politecnico di Torino, un centinaio di manoscritti.
Non mi hanno dato un libretto di istruzioni.
La prima cosa che ho cercato di fare è stata sviluppare un mio metodo di selezione, un termometro della qualità degli scritti, uno strumento che fosse flessibile e adatto per quel lavoro specifico. Ho cominciato leggendo tutto il materiale due volte, prendendo appunti, piegando orecchie, sottolineando i refusi e dividendo in mucchi. Ho preso a segnare a matita due voti a ogni manoscritto, uno per la forma e uno per il contenuto. E quando finalmente sono arrivato alla top10 [nella giuria facevo parte del primo lotto di selezione], sono andato a rileggermi gli esclusi. E a compararli coi primi.
Era la prima volta che mi trovavo da quel lato del tavolo. Ho cercato di dare il massimo.
Spero di esserci riuscito.

venerdì 25 gennaio 2019

Negozi-anti ludici

"Negoziante
che hai fatto parte dei Via Verdi
metti da parte i tuoi ricordi
vieni alla festa di Natale.
Negoziante
chiudi cinque minuti dopo
fammi raggiungere lo scopo
dammi i regali di Natal"
Cit.Elio 

Il collezionista
Possessore di scatole che si pensava estinte, in negozio passa molto del suo tempo al computer per comprare su ebay un Kingsburg in malese o un Scythe autografato da Garry Kasparov. 
"Buongiorno, ho visto che avete Newton in vetrina"
"Ehm, sì, però te lo devo ordinare, che ne ho solo due copie ma che tengo per me, una ci gioco e l'altra la lascio incellofanata"


L'integralista

Giocatore da più di 30 anni ed esperto del settore, fosse per lui terrebbe sullo scaffale soltanto capolavori assoluti come Agricola, Puerto Rico, Caylus e Twilight Struggle. Suo malgrado, per pagare le spese, gli tocca di tenere anche fillerini, party games e introduttivi dei quali, però, scoraggia animosamente l'acquisto, cercando di riportare i suoi clienti sulla retta via, a costo di essere severo [ma giusto].
"Beh, guardi che se sua figlia di sei anni non riesce a giocare a Through the Ages la soluzione non è prenderle Fantascatti ma portarla da un logopedista!".

giovedì 24 gennaio 2019

Si palesa

A volte hai la verità 
lì sotto gli occhi.
ma non riesci a vederla
ad afferrarla.
Finchè arriva il giorno
anzi la sera
durante una partita ad ALONE
che ti rendi conto
che tua moglie
che tu chiami Francesca o Francy
sbadiglia ogni santa volta che spieghi un regolamento prima di una partita,
gli amici ascoltano
e lei sbadiglia
sbadiglia puntualmente
e senti quel suono 
quell'onomatopea
così familiare
ed ecco che il soprannome
il nick ludico che hai sempre cercato
si palesa.

Ciubecca.

lunedì 21 gennaio 2019

Muovere un Inca da casella a casella è gratis

Indispensabile, anzi questione di vita o di morte, e pronunciando queste parole davanti a tre tazzine dietro le quali stanno seduti Viking e Redbairon appena usciti da lavoro, il mio volto è imperturbabile, non tradisce incertezza e le mie labbra son tese e dritte, che i soci non fraintendano scherzo o burla, stabilire, riprendo, se sia meglio TIKAL o CUZCO.
Anfiteatro della spinosa e spinoziana faccenda: un bar, ma di quelli seri, eruditi, con calciobalilla con un omino senza testa, un cimelio di telefono arancione della SIP attaccato al muro, e fra i quotidiani sul frigo dei gelati non gazzette ma fatti quotidiani e persino un antico Linus con prezzo in lire.
Sopra il gazebo l'aria è elettrica, le nuvole gonfie, il cielo sembra trattenere a stento la pioggia come un maschio che cerchi di trattenere il seme dentro di sè per far durare l'atto.

lunedì 14 gennaio 2019

I vivi sono imprevedibili

E così stavamo in farmacia, io e lui, e lui aveva appena chiesto al farmacista della colla per dentiere, ma la più economica, perchè gliene serviva proprio solo una goccia, che gli era saltata un'otturazione in bocca e il dentista che era in ferie e da buon dentista faceva il ponte, gli aveva consigliato al telefono di tappare momentaneamente il dente con la colla per dentiere.
"Ma non ti fanno senso i morti?" gli chiesi riflettendo fra collutori che Battiato avrebbe definito perlomeno mistici.
E lui, il DottorX, battezzato così per ragioni ergonomiche, e perchè  lavorava in ospedale in radiologia da 20 anni, e ne vedeva spesso di persone morte, da quando avevano cominciato a fare le autopsie virtuali con la macchina della Tac, mi rispose: "Temo più i vivi, Andre. I morti non fanno cose strane, fanno sempre esattamente quello che ti aspetti da loro. I vivi, quelli, sono imprevedibili".
Così mi raccontò di un tizio, che scavalcando un cancello si era infilzato la mano nelle punte. Era rimasto appeso, agonizzante tipo tortura medioevale. I pompieri avevano dovuto segare il cancello. Quando era arrivato in ospedale, con la listarella di metallo che gli passava la carne da una parte all'altra, pareva brandire una spada, come San Michele. Anche se questo i santi li tirava.