domenica 18 novembre 2018

Dammi ancora la mano

Se la montagna non era andata da Maometto di sicuro non sarebbe andata neanche dalla sindaca Appendino per farsi trivellare in favore dei francesi. Così mentre mia figlia quella mattina si era risvegliata con 10 anni sulla pelle, Torino aveva fatto colazione sotto le bandiere dei NoTav, e quello stesso pomeriggio merenda sinoira sotto quelle dei SìTav, nella medesima piazza.
I bar della zona avevano servito caffè cerchiobottisti agli uni e agli altri, perchè con la crisi che alitava sul collo era meglio non prender posizioni precise, e batter più scontrini possibile per non dover tirare giù la serranda.

domenica 11 novembre 2018

Cani da playtest

Vik vorrebbe fuggire, saranno 2 anni che tiene nascosto nella sponda del letto, il cacciavite scordato dagli elettricisti la volta che erano venuti a riparare il condizionatore. Secondo i calcoli di Red, e Red è uno che i calcoli sa farseli bene, non a caso è il leader del gruppo Lubecca, il nostro gruppo, le guardie alle torri ci centrerebbero con un proiettile di gomma prima di riuscire a scavalcare il muro di cinta, e poi non sappiamo cosa c'è oltre il muro: l'oceano, il deserto, o magari un altro muro.
A me stare nell'istituto non dispiace.

Sono nato e cresciuto fra queste mura di cemento armato, sotto le telecamere e le matasse di filo spinato, e per i primi anni della mia vita sono stato top20 fra i playtester dei giochi Haba e Colibrì, e vi assicuro che eravamo davvero tantissimi bambini.

venerdì 2 novembre 2018

Il disturbo del sonno

Era l'autunno del 2018 e le cimici asiatiche erano abbondanti sugli alberi, tanto che i bambini scrivevano sui quaderni "E' arrivato l'autunno, cadono le cimici" e le maestre siglavano 10 d'approvazione.
Lo strizzacervelli mi aveva spiegato con parole semplici il numero di Avogadro, e che le gocce di Bach non servivano a una mazzafava, e nella mazzafava era compresa anche la mia insonnia. Per la consulenza non gli avevo neanche dovuto pagare la seduta in studio, ma la seduta su uno sgabello, davanti una birra Menabrea che aveva scatenato nel bar un ginepraio sulla sua presunta superiorità sull'Icnusa ["Meglio l'Ichnusa!" aveva sentenziato il barista Gavino Pusceddu].

mercoledì 24 ottobre 2018

L'universo è mezzo pieno

Il caffè è cultura e io sono un intellettuale corretto sambuca, bevo per dimenticare le persone dimenticabili, leggo per andarmene sbattendo la porta, e lecco perchè a fare il formichiere spesso fai più bella figura che a spingere.
Figliastra e sguattera della cuccumella, la tazzina è onesta, più porcellana di cenerentola canta invece agli uccellini dei muratori che la mattina vanno al cantiere, arruffapopoli di ceramica, metalmeccanica trasversale alle sigle sindacali, non ho mai conosciuto nessuno che non potesse concedersi un suo bacio espresso, giacchè il suo prezzo di prostituta proletaria oscilla fra i 30 centesimi delle macchinette negli ospedali con evacuativo incorporato, ai 3,50€ serviti in un dehors del centro di Torino da una cameriera con tanti sogni e un contratto di lavoro che non verrà rinnovato per far posto a un'altra cameriera con altrettanti sogni e contratto.
Il primo caffè della giornata lo prendo a casa, leggendo il post-it appiccicato alla tazzina da Francy. "Ricordati di passare in posta". Francy, seduta al tavolo che il suo gomito tocca il mio, si raccomanda: "Quando scendi attacca il post-it al parabrezza così non ti dimentichi".
La mia memoria non è più quella di un tempo, di quando avevo vent'anni e facevo più bella figura a spingere che a fare il formichiere, e chiamavo Francy: Roberta, come la mia ex, ma almeno le portavo la colazione a letto: un vassoio con una tazza di tè caldo alla vaniglia, e un panino casereccio con frittata di cipolle [che lei non mangiava e allora improvvisamente ricordavo di aver preparato per me medesimo].

lunedì 15 ottobre 2018

Vulnerability Assessment

Il Vulnerability Assessment è un processo di analisi e scansione di un sistema informatico, sia esso una lan casalinga o il centro elaborazione dati di una grande banca, che serve per individuare debolezze e vulnerabilità.
Può essere condotto tramite software specifici e con tecniche manuali di attacco della rete e dei server [penetration test].
Vi sono ditte specializzate che si occupano di questo: le contattate e loro provano a entrarvi in casa dalla finestra degli zero e degli uno.
In cambio di un esiguo compenso, trovano le falle del vostro sistema, e fanno una stima dei danni che tali falle potrebbero procurarvi.
Al termine dell'attacco vi producono un report dettagliato [di solito su una chiavetta usb], e di lì in poi sta a voi andare a chiudere i buchi [patchare i server, aggiornare il firmware delle apparecchiature di rete, chiudere porte logiche non in uso, segregare lan, fissare mac address...]

domenica 7 ottobre 2018

E lui di paura ne aveva parecchia


Torino non voleva addormentarsi, credo per via degli incubi che si sarebbero trascinati fuori dalle grate dei tombini come ratti, all'allungarsi delle ombre.
A Torino il sole tramontava tardi, 20 minuti dopo che a Venezia. Lo spiegava l'Osservatorio Astronomico di Brera con un'animazione molto spartana e poche righe d'articolo scientifico. Era il senso di rotazione terrestre a far perdere il senso del sonno alla città.
Ma i torinesi non se la bevevano. Torino poteva sedurre chiunque e fargli dire qualunque cosa, molti personaggi importanti avevano abbassato lo sguardo di fronte alle sue labbra tumide, e se la città aveva fatto perdere il lume della ragione a Nietzsche, non avrebbe avuto difficoltà a confondere un giovane ingegnere dell'Osservatorio di Brera, pur fiero del suo 110 e lode, e col manuale di D&D nello zaino Seven.

lunedì 1 ottobre 2018

Il giocatore corazzato

Il giocatore corazzato ha lasciato il mio tavolo.
Credo che fosse un po' stanco, dopo 15 anni. Che volesse una pausa.
Caratterialmente non era molto affettuoso, bisogna dirlo, anzi era parecchio orso, come quasi tutti i paguri terrestri, e come me d'altronde.
Era molto curioso. Ed è stato un compagno silenzioso, discreto, garbato.
Ogni tanto, mentre ero al tavolo a studiare qualche nuovo regolamento, lo toglievo dal terrario per mettermelo affianco, in qualche scatola fra i token e le carte.
Lui ravanava, clak clak clak clak, fra i cubetti, clak clak clak.
Immaginavo imprecasse in quei momenti, però non proprio sul serio, tipo: "Che rompicoglioni che sei, Andre, ahahaha".