giovedì 21 settembre 2017

La valigia sul letto è quella degli Asmodee Days 2017

Torino-Bologna, fra andata e ritorno, 710 km di autostrada, casello, benzina e vuoi metterci almeno 4 caffè in autogrill, faceva una bella cifretta, anche a dividere per tre con Viking e Redbairon.
Per rientrare delle spese degli Asmodee Days 2017, calcolai che avremmo dovuto rubare gli asciugamani dell'Admiral Park Hotel.

Mi svegliai alle 04.15. Il messaggio del Vikingo illuminò il mio cellulare un minuto dopo.
"Cesso e parto" scrisse telegrafico ed evacuativo
"Quando sei sotto manda un messaggio"
gli risposi.
Francy e la piccola dormivano nel lettone. Io mi ero rigirato tutta la notte fra i peluche del lettino rosa, ricontrollando la sveglia un numero infinito di volte. Avevo anche sognato. Ma non ricordavo cosa.

lunedì 18 settembre 2017

Logo

Magari l'avrete già notato.
Il nuovo logo sulla colonnina destra del blog.

L'autore è Alan D'Amico, disegnatore, scultore e illustratore di giochi da tavolo [Kepler-3042, C.O.A.L., Brides & Brides, Bretagne, Wendake, Whiteall Mistery, Indago, tanto per fare qualche nome]

Gli ho commissionato il logo scarabocchiandolo con la penna su un post-it [qui sotto l'originale].
Il disegno mi avrebbe rappresentato come un moderno Atlante, mentre sorreggo un enorme dado sulle spalle.

Alan ha reinterpretato l'idea, gravando il peso del dado [e del fardello del gioco] sulla schiena.
Davvero ben fatto e molto somigliante.
Alan D'Amico - https://alandamico.wordpress.com/

mercoledì 13 settembre 2017

Nella spezia nessuno può sentirti urlare

Il mio nemico fritz non si faceva vedere da un po'. Ero quasi in pensiero. Lettore fedele del mio blog, pianista di like, e fornitore di complimenti sinceri, si era aperto anche lui un timido contenitore di contenuti, e poi mi aveva invitato alla condivisione puntuale. Lo scarso riscontro della sua iniziativa fra i giocatori, doveva averlo ferito nel profondo, e io, per qualche motivo, mi ero trasformato nella ragione del suo insuccesso. Aveva preso a odiarmi fedelmente, ma da lontano, come uno stalker un tempo cosplayer.
Dal canto mio conoscevo un sacco di trucchi contro i nemici invisibili, ad esempio rovesciare per terra della vernice, per vederli arrivare, oppure il pepe. Ma Mario Rossi [nome inventato] non era uomo d'azione, e preferiva attendere il mio cadavere seduto sulla sponda del fiume della mia stanchezza.
Effettivamente un po' stanco lo ero. Pur animale nottivago, cominciavo alla soglia dei 300 post e 4 anni di blog ad accusare una comprensibile mancanza di forze. Tenevo sì ancora qualcosina da parte. Ma per il gran finale. E poi mancavano solo 7 anni ai miei 50, e io volevo arrivarvi preparato [per questo partivo in anticipo].

giovedì 7 settembre 2017

Seconda lettera da Orléans [e Invasione]

Sono un Cavaliere Arancio. La notte sto di guardia sulle mura. Ehi, non è male come sembra.

A molti il sistema del sacchetto, il bag building, per determinare i turni di lavoro nella regione, sembra troppo casuale. Beh, io non la penso così, e penso anche che quando avremo i nemici a vista, quando vedremo i soldati a cavallo con le picche alte, sul crinale della collina,  beh, nessuno ci penserà più al sacchetto.
Perchè i nemici arriveranno un giorno. Questo è il senso di far la guardia sulle mura.
Giriamo su tre turni, e ogni giorno che fa il Signore vengono estratti dal sacchetto i nomi di chi si fa il piantone sulle mura, chi la manutenzione alla catapulta, chi sta nelle cucine, chi a conciare le pelli. Ecco conciare le pelli è una cosa che proprio non mi piace, fortuna che mi hanno passato fisso agli Arancio. Si utilizzano solo gli animali più vecchi o quelli che i cacciatori trovano morti fuori dal perimetro di Orléans. Arrivano ammucchiati sui carri, diversi giorni dopo che son morti. Puzzano più del vomito di un ubriaco.

lunedì 4 settembre 2017

Cose da sapere sulle pietre miliari

Se siete miei coetanei, classe 1974 o giù di lì, e avete anche voi posseduto nell'infanzia L'Isola di Fuoco, e sognate di rivivere quei giorni gloriosi tornando in possesso di quel pezzo di storia, e dopo anni di mercatini dell'usato battuti alla ricerca della scatola MB sulle bancarelle delle carabattole, vi siete infine rassegnati e avete interiorizzato l'idea di spendere cento e pussa euro su Ebay per una copia del leggendario gioco di cui sopra, sappiate bene che:
1- i difetti tecnici di quel gioco, 30 anni dopo, vi salteranno addosso alla prima partita come zanzare vicino alle risaie, come fa il cane quando tornate a casa da lavoro. Vi ripeterete alla nausea che è un gioco degli anni '80, che è normale che non sia perfetto, che in quegli anni c'erano solo il gioco dell'oca e lo scarabeo.... ma i difetti resteranno, credetemi, pesanti come macigni, calcificati e dolorosi come calcoli nei reni.

martedì 29 agosto 2017

Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane

Il popolo si era espresso: babbano non si poteva più usare. Metti che un nongiocatore decide di fare il salto oltre la siepe del risiko e scopre che lo chiamiamo babbano, sai come ci rimane? Se vogliamo divulgare sul serio dobbiamo superare certe etichette.
Faticavo ad adattarmi a questa discriminazione al contrario: "Potrai perculare soltanto i giocatori, ecco, loro anche a sangue", eppure ero pronto ad abbracciare il politically correct per il bene della mia gente e dei miei meeple.
Non dicevo neanche più vecchio, neppure in maniera autoreferenziale. Sono un giocatore attempato, dicevo, diversamente frizzante nelle mie quasi 44 primavere, anacronistico come un poster di Massimo Ciavarro. La verità saltava fuori oscena quando entravo nelle ludoteche, in mezzo agli adolescenti che giocavano a HeroClix ed esclamavano: "LOL!", e si rifletteva impietosa nelle vetrine a specchio dei negozi. Sul mio mento spinoso il sale stava avendo la meglio sul pepe, e non era possibile alcuna rimonta, al massimo una tinta marron glace della l'Orèal. 

mercoledì 23 agosto 2017

I topi non avevano nipoti

Il weekend buono è quello del bollino nero, che è l'ultimo nella scala cromatica di Autostrade per l'Italia, il bollino ultimate più leggendario di Exodia sullo svincolo di Borgo Panigale.
Scelgo quindi la partenza intelligente, il lunedì seguente.
Ed è così che io e altri intelligentoni ci ritroviamo tutti insieme quel lunedì, gente dotta, di uno spessore intellettuale che non vi dico, scienziati e baroni della medicina e della matematica vedica, luminari veri e consumatori di camogli occasionali, fermi in coda a San Lazzaro, a scambiarci da un finestrino aperto e l'altro riflessioni sulla Medea di Euripide e spassosi aneddoti accademici sul calcolo stechiometrico.
Impiego quasi 9 ore da Torino a San Benedetto del Tronto, un record, ma di quelli intelligenti.