giovedì 18 gennaio 2018

Mi dica se le fa male

Siamo in macchina in direzione Chiarvesio, e io non ho dietro nessuna torta, nè vassoio di sfogliatelle per festeggiare la mezzanotte e i miei 44, nè io nè Redbairon, che intanto sdottora sulle differenze fra Pandemic Legacy e Chartertone dal sedile del passeggero, mentre la macchina divora la notte un boccone alla volta.

Negli ultimi tre giorni ho pensato soltanto alla spalla, e a dove trovare un fisioterapista, stregone, sciamano, chirurgo nazista, capace di riavvitarmela, e far cessare il fottuto dolore che mi dilania da 15 giorni, nonostante dosi di antidolorifici da dottor House. Non ho amici in campo medico, conosco solo inutili giocatori, così che la verità finalmente mi è chiara: quando il dolore sarà insopportabile conoscere il campione italiano di Ticket to Ride mi servirà come una supposta a un senzaculo.
Forse avrei dovuto aprire un blog diverso, quattro anni fa, La Sciatalgia Critica, e farmi qualche buon amico in grado di aiutarmi nell'inesorabile affondare nei dolori dell'età.

giovedì 11 gennaio 2018

Le creature speciali che ho incontrato mentre attraversavo il bosco nel 2017

Uscito che ero da quel bosco, con le gambe graffiate dai rami, dalle foglie del pungitopo e dalle ortiche, col fango sotto le suole, e spighe affioranti nella mia barba riccia e unta dei morsi dati all'amanita muscaria, della quale mi sono nutrito per pura disperazione, insieme a ghiande, marroni e bacche blu simili al mirtillo ma acide, nelle notti vomiche che la luna si specchiava nel fiume, ho avuto visioni allucinogene, deliravo e ripetevo demente che 2017 è un numero primo e non va sottovalutato nè deriso con "Ti dividi solo per te stesso", forse era il fungo dal cappello rosso spolverato di grani di sale, o forse invece proprio il bosco, antico e magico sciamano.
E allora vi racconterò delle creature che ho creduto di incontrare in quel bosco, quelle che mi hanno accompagnato le notti in cui ero solo e pensavo che non ne sarei mai uscito vivo, fra lo stormire delle foglie, e lo spiarmi di alcune bestie piccole nel buio, e di certi uccelli notturni rapaci con occhi di rame.
Le visioni riguardano me e altri esploratori del sogno di cui avrete letto le gesta, avatar più che persone, chimere in involucri di carne.
A ognuno il racconto della sua allucinazione.

venerdì 5 gennaio 2018

Alba di Cthulhu : lungo resoconto della prima avventura

E' una specie di tradizione, quella di trovarmi la sera del primo dell'anno con ErProsciuttaro e Melonia , lo facciamo da un po', non ricordo di preciso quando abbiamo cominciato, ma avevamo ancora le mani sporche della terra di Magic The Gathering.
C'era di diverso, quest'anno, che ci saremmo trovati per giocare di ruolo, invece di un gioco da tavolo.
Oltre, naturalmente, per finire la lasagna della notte del 31.

I giochi di ruolo 30 anni dopo sono molto diversi, e lo sono anch'io, diverso da quel ragazzino che dava fuoco ai formicai con la colla e regalava rose verniciate di nero.

Non è stato un riprendere 30 anni dopo.
E' stato un ricominciare da zero.

Anzitutto mi serviva un buon manuale.
Le mie discriminanti nella scelta sono state:
1-no al fantasy tradizionale orchi-nani-elfi che non amo particolarmente
2-qualcosa che fosse più improntato sull'investigazione che sul combattimento nudo e crudo
Molto utile anche una telefonata con Luca Sulfureo, giurato del premio Gioco dell'Anno e giocatore di gdr.
Ho iniziato con il manuale base dell'Alba di Cthulhu, vincitore del Premio Gioco di Ruolo dell'Anno 2016. Per avere più materiale e dar maggior tridimensionalità alle mie serate, ho comprato il secondo manuale R'lyeh La Città Cadavere e il terzo Le Terre del Sogno.

Sui manuali erano riportate un buon numero di avventure base.

domenica 31 dicembre 2017

Le ultime ore del 31 dicembre 2017

31 dicembre
Ore 19.00

Ultimi preparativi e ultime teglie avvolte nella stagnola prima del capodanno insieme con Viking, RedBairon, mogli e figli.
Io e il Vikingo spammiamo nella chat whatsapp titoli su titoli da ficcare nella borsa ikea per la nottata insieme.
Red è stranamente silenzioso.


Auguri giocatori  ^_^

venerdì 29 dicembre 2017

Il primo caso di Panzarasa

La mia collaborazione con Panzarasa cominciò con un banale caso di suicidio.

Panzarasa disse che l'impiego nell'indagine di un consulente esterno (io) e di un profiler (lui), uno dei pochi in forza all'Arma dei Carabinieri, per un idiota che aveva acceso una stufetta a cherosene in cantina, e che era morto per le esalazioni di monossido di carbonio, era un'esagerazione.  
"Come sparare con un cannone per far fuori una zanzara" disse.
Ma dopo il fattaccio dei due gemelli omozigoti dal Comando preferivano andarci coi piedi di piombo, anche se si trattava solo di un incidente. La città era ancora Torino, e c'erano di nuovo di mezzo i giochi da tavolo. Qualcuno preferiva non rischiarci i gradi.

sabato 23 dicembre 2017

Panettone senza canditi

Qualche mese fa ho trovato un lucchetto in un vecchio ufficio. Era aperto e senza chiave. Me lo sono infilato in tasca.
Da allora lo tengo sulla scrivania, accanto alla tastiera e alla Rosa di Gerico. Me lo rigiro nel palmo mentre aggiorno un server al quale sono attaccate più di 1000 persone.
Il suo peso è piacevole. Rilassante.
Ogni tanto faccio una cosa. Metto i miei occhiali da vista a cavallo dell'anello d'acciaio, e premo delicatamente, faccio scendere l'anello di un millimetro o due.
So che se si chiudesse con lo scatto sarebbe un problema, perchè non ho la chiave, che mi toccherebbe cercare un seghetto e lavorarci diverse ore, per liberare gli occhiali senza spaccarli.
Ogni tanto lo faccio. Premo l'anello, cercando di non farlo scattare.

venerdì 15 dicembre 2017

Pirati della ragion pura

"Eccolo qui il genio" gli applaudo vedendolo arrivare con le chiavi ciondolanti "Ti sembra il modo di parcheggiare?".
Segaligno, capelli lisci da metallaro della vecchia scuola, addosso un ruvido odore di marlboro percepibile anche a 7 metri di distanza e col raffreddore. Mi risponde: "Se non c'è parcheggio in questa via di merda, da qualche parte dovevo pure lasciarla, no?!".
Eh, sì, non fa una piega.

Però è davvero tutto quello che ha da dirmi, dopo avermi bloccato un quarto d'ora con la macchina parcheggiata in doppia dietro la mia.
Queste cose o ti rovinano il fegato o la fedina penale, sta a te scegliere. Io scelgo il fegato. Naturalmente lui e i suoi simili contano proprio su quello: che i bravi giocatori scelgano l'azione migliore del turno.
Quando gioco con i miei soci arrivo sempre terzo di tre. Sempre. Questo vorrei dirti, amico mio.
Gioco davvero tanto e credimi: non ci sono solo bravi giocatori in giro. Occhio che un giorno una chiavica ultima sul percorso punti potrebbe sorprenderti.