martedì 16 maggio 2017

Quando la mia sedia sarà vuota


Due funerali in tre giorni. Settimana impegnativa per Francy. Un amico e una zia da parte di padre.
"Potrebbe piovere" le ho detto mentre si vestiva allo specchio. Non ci azzecco sempre col mio bicchiere mezzo pieno. Così ho pensato di prenderle qualcosa. E visto che anni fa le avevo regalato un pacchetto di massaggi in un centro benessere e il regalo le era piaciuto, ho pensato di ripetere. Ma non ricordavo quale centro benessere.
Cercare "Centro massaggi" su Google è un po' rischioso, soprattutto vi sconsiglio di farlo da lavoro: esce sempre fuori l'immagine di una ragazza asiatica su sfondo rosa con la scritta: Aperto 7 giorni su 7 fino alle 00.00 [ammicca ammicca].
Poi sono successe altre due cose: è mancato un mio collega, e mi ha telefonato l'inquilino del piano di sotto per dirmi che gli usciva acqua dal lampadario.

martedì 9 maggio 2017

Deckscape senza spoiler [leggete tranquillamete]

E' prudente mentirvi, perché non basta la semplice omissione per mettervi al riparo dallo spoiler, anche la mancanza di informazione, il silenzio, può dire e tradire.
Metti di dover presentare un'amica a un collega.
Collega: "E' single?"
Tu "Sì"
Collega: "Anni?"
Tu: "Ne ha 40"
Collega: "E' bella?"
Tu: [silenzio]
Per questo sarà mia premura mescolare il vero col falso, in queste righe, che il tacere può essere rivelatore tanto quanto lo schioccar di lingua, e che sono preferibili le mezze-verità, le bugie a fin di bene, il tergiversare tecnico, e più di tutto le opinioni al posto della verità, che tanto la verità non la bramiamo mai per davvero. Per questo nella vita vogliamo il contraddittorio, lo scambio democratico, il confronto. Il pluralismo di voci è un porto sicuro nel quale tutti possono attraccare la propria opinione, e tutte le opinioni hanno pari dignità e valore, quelle degli assennati affianco a quelle degli stolti.
In natura non esiste l'opinione, è solo un'invenzione dell'uomo, in natura c'è solo la verità.
"La verità è un concetto difficile da immobilizzare, che custodisce nelle pieghe delle lettere che lo compongono, contraddizioni e significati nascosti. La locuzione "la verità" può essere anagrammata in "relativa", ma anche in "rivelata", e anche, ancora, in "evitarla". Ognuno può scegliere nell'anagramma il significato che preferisce" - Gianrico Carofiglio
Collega: "E' bella?"
Tu: "Cotone idrofilo"

mercoledì 3 maggio 2017

A far del bene agli zombie si ricevono solo morsi

"Potrebbe succedere di nuovo. Anche domani" avverte puntando l'indice contro i clienti dall'altra parte del bancone.
Il proprietario dello Zio Tibia, rinomato negozio di oggettistica e accessori zombie di Torino, è uno che ci sa fare. Si fa chiamare LAILANDER tutto attaccato, perchè è sopravvissuto a tre matrimoni e galoppa per il quarto, la gioia degli avvocati divorzisti.
"Credo nel sacramento del matrimonio" spiega "e mi piace stare con la faccia affondata nella passera".
Stacco una delle collane con molare dalla rastrelliera, prezzo 19.99€. Il molare è fatto di resina, naturalmente, i veri molari di zombie stanno fra i cinquecento e i mille euro cadauno, e su internet girano un sacco di falsi. Il mio ce l'ho sempre appeso al collo. Ha i segni di una carie e di una vecchia piombatura. Rarissimo. Pagato uno sproposito.
"Sono arrivati i tuoi fumetti" mi avverte Lailander, notandomi accanto allo scaffale dei libri.
Prendo GIU' LE MANI DA TORINO e lo sfoglio. Solite foto di repertorio che conosco a memoria.

mercoledì 26 aprile 2017

Il nemico del mio nemico è mio amico

Andrà a gonfie vele.
Me lo ripeto e intanto la sala si riempie di grugni. Non facce: grugni. Già tutti sul piede di guerra, inquilini pronti a passare dagli insulti alle mani perchè la vicina di pianerottolo passa l'aspirapolvere la domenica mattina alle 8.00, perchè quello del terzo ha usato l'ascensore per farsi il trasloco e i porci comodi suoi, e perchè quello del quinto quando bagna le piante, sui balconi di sotto vien giù il diluvio.
La cerimonia di raccolta delle deleghe dell'amministratore mi ricorda il cestino della questua in chiesa. Si comincia. Non ci si segna la fronte. Al limite si tocca ferro. I primi punti sono semplici: conferma dei consiglieri e dell'amministratore. Poi si passa al conto delle spese scala per scala, si leggono gli scontrini, le spese dell'acqua, delle pulizie, dell'ascensore, delle cinghie dell'areazione forzata che si sono strappate di nuovo, e di chi è indietro con i pagamenti.
E il sangue viene fuori.

mercoledì 19 aprile 2017

Copioincollo quando voglio

Le buone idee non ti avvertono mai quando stanno per arrivare, per questo è importante essere sempre pronti, con le pupille ben dilatate come i suricati quando scrutano l'orizzonte, e come i ghepardi nascosti nell'erba alta quando puntano i suricati.
Vengo folgorato sulla via di Emiliano Sciarra lo scorso sabato, mentre sono in centro con moglie e figlia per comprare una nuova macchinetta Nespresso, che la vecchia l'abbiamo fusa con Vik e Red.

Torino. Pieno centro.
Se stai leggendo queste righe significa che sei già dentro la zona ZTL e la multa è già in viaggio verso casa tua.
Moglie e figlia entrano in un negozio di accessori e prodotti per la casa e la persona.
Io rimango a ciondolare sul marciapiede, e a godermi l'accento dei turisti tedeschi.
Torino è cambiata molto in questi ultimi dieci anni.
Finchè mia figlia viene a ticchettarmi sulla vetrina, e mi fa cenno di raggiungerla dentro MA SUBITO IMMEDIATAMENTE PAPA'!
E così entro anch'io nel negozio, e raggiungo l'angolo riservato ai giochi per la famiglia.
E vedo i dadi.

giovedì 13 aprile 2017

Macelleria vichinga

Cosa c'era nella scatola di Blood Rage lo sapevano pure i sassi, il gioco era stato autopsato e fotografato lo stesso giorno che era venuto al mondo, ma kickstarter era riuscito a fare di peggio: aveva pubblicato le foto ecografiche del prototipo, il making off della gravidanza ludica della quale tutti quanti ci sentivamo padri e insieme figli bastardi. Restava da capire cos'avremmo trovato fuori dalla scatola, nel perimetro breve, nell'orbitale dei giocatori, e questo al momento sembrava saperlo soltanto l'autore.
Viking e Redbairon, oltre il vetro di boardgamegeek, erano in preda a gravidanze isteriche simili a quelle che aveva avuto il mio cane coker 30 anni prima per una ciabatta di mio padre. I sintomi parevano reali: piedi gonfi, sudori, sbalzi di umore, crisi incontrollate di pianto e di risa, persino contrazioni.
L'unico non in stato interessante nè interessato al gioco sembravo essere io, come sempre frigido alle miniature, ludicamente represso e frigido, forse molestato e traumatizzato da bambino da un orco di Heroquest. Senza i sentimenti delle minia ero destinato a diventare un mostro, un serial-player, un bambino senza colori e senza pelle, che provava piacere a rinchiudersi da solo in cantina, e frizionarsi la carne viva coi cubetti.

venerdì 7 aprile 2017

AMANDO PEL0 712

Insomma le solite cose: il Vikingo che all'ultimo momento gli spunta un battesimo e deve saltarsi pure questa PLAY, il monster-sandwich nel mio zaino, la partenza alle 05.30 da Torino sotto una pioggia scrosciante che le spazzole faticano a levare dal parabrezza, e io e RedBairon con caffè e croissant all'autogrill insieme agli irriducibili del Si era detto weekend al mare? E allora noi ci andiamo pure con la pioggia! (in rigorose infradito).
La pioggia ci rallenta per tutta la prima tratta, mentre all'altezza della "S" autostradale di Piacenza mi scappa un po' il volante di mano, sbandiamo leggermente, e a Redbairon passano davanti agli occhi tutte le partite nelle quali è stato arrogante.
"Mi è passata davanti agli occhi tutta la mia vita ludica, Dado" riflette "Tornassi indietro giuro che sarei meno arrogante con voi mentecatti" .