mercoledì 18 settembre 2019

La mia gatta è metafisica

Agglomerante. Significa che la sabbia fa la pallina.
La mia gatta è strana per due ragioni. La prima è che infrange le leggi della fisica.
Mangia un bicchiere di crocchette al giorno, ma produce un bicchiere e mezzo di olive nere.
Il che non è possibile: si chiama legge della conservazione di massa.
Ho scritto una mail al Cicap.
Vi farò sapere.

Prendo il sacco di sabbia agglomerante da 10kg e lo ficco nel carrello, che spingo fino alla cassa.
Davanti a me, in coda, un uomo sulla cinquantina, intento a dare della cretina e altri epiteti al femminile a un cellulare samsung. Alla sua ombra: una bambina di 6-7 anni, con stretta al petto non una bambola ma una Moretti da 66.
Sembra gigantesca fra le sue mani piccole.
L'uomo gira il cellulare e se lo mette dritto di fronte alla bocca, come fosse un cracker e intendesse ficcarselo in bocca, e scandisce LO VUOI CA-PI-RE?!!?!
Sono appena stato al cinema con lo Strizzacervelli a vedere la seconda parte di IT.
Per un secondo ripenso a Beverly e a suo padre.

lunedì 9 settembre 2019

TO PLAY 2019 : è già tempo di crescere

Dopo il bel esordio dello scorso anno i ragazzi del FortunaDado ci riprovano: tirano fuori i gazebo dalle cantine per montarli nel Parco della Tesoriera di Torino, e dare vita alla seconda edizione del TO PLAY.
Il piano è quello della volta scorsa: far giocare le persone nella splendida cornice del parco, dragando le famiglie a passeggio e reclutando anziani lanciamolliche ai colombi nel tentativo di redimerli per sempre dal burraco.
Rispetto alla prima edizione dell'evento, servita per prendere le misure, in questo reload non si fanno prigionieri: si fanno giocare tutti ma proprio tutti, pure gli spazzini che vuotano i cestini, le coppiette infrattate nei cespugli, i drogati dello jogging, e quelli al parco per pisciare il il cane.
Fanno la loro parte per la riuscita dell'evento anche associazioni e realtà ludiche di Torino e zone limitrofe, come TreEmme, Una Mole di Dadi, la Gilda del Grifone, Terre Ludiche, Terre Selvagge, Dimensione Arcana, ArciGay Torino, i Revelsh Blind Beholders, solo per citarne alcune [trovate la lista completa sulla pagina FB del ToPlay]

venerdì 6 settembre 2019

E gli animali si alzarono in piedi

Il vecchio zoo è vicino all'ufficio dove lavoro. Pranzo con un panino avvolto nella stagnola, seduto su una panchina all'ombra degli alberi.

C'è un uomo nella gabbia, con le mani strette attorno alle sbarre. Sta gridando che gli animali sono usciti, e che hanno rinchiuso le persone nelle gabbie. Strappo un pezzo di panino e glielo lancio.
Centro in pieno la sua camicia ralph lauren macchiata, poi il tozzo rimbalza sul pavimento della gabbia. Lui si china a raccoglierlo, e mangia, ciucciandosi le dita sporche.
Il facocero al mio fianco sghignazza e commenta: "Che porcheria". E' antropomorfo, effetto dell'evoluzione darwiniana o di non so che scioglimento dei ghiacciai, comunque controlla whatsapp sul cellulare e poi si gratta i coglioni.
La rivolta è scoppiata tre anni fa, un venerdì sotto le feste. Ha avuto inizio a Roma, a mezzanotte, e il mattino successivo si è allargata a macchia d'olio in tutte le grandi città, probabilmente c'era un piano.
Oggi gli animali danno la caccia agli uomini, li stanano nelle cantine con i lacrimogeni, e l'unica speranza per non finire nelle gabbie è nascondersi, mimetizzarsi, diventare invisibili.
Io indosso una pelle da coccodrillo e al bar racconto che ho avuto un incidente, che sono finito fra le pale di un motoscafo. Ma soprattutto catturo i miei simili, do loro la caccia, e quando li trovo li prendo a calci in testa e aiuto gli animali a sbatterli in gabbia. Così sopravvivo. Fottendo i miei simili.

venerdì 30 agosto 2019

Il tracciato dei punti sutura

Controllo le mie cicatrici. Sono ancora tutte al loro posto, molto meno pregiate di quelle di Harry Potter, vergate dai tondini del cemento armato e dai cocci delle bottiglie su muretti che non avrei dovuto scavalcare, invece che dall'avada kedavra.
Sono cresciuto con i racconti del Pronto Soccorso di mia madre e delle sue due sorelle, infermiere del turno di notte in ospedale.
Le Sorelle Trauma.
Rispetto agli altri adolescenti io a 14 anni avevo già due certezze nella mia vita: che qualsiasi oggetto, anche il più innocuo, poteva rivelarsi mortale; e che qualsiasi oggetto, anche il più innocente, poteva venire introdotto nell'ano "per errore".
I racconti delle Sorelle Trauma venivano snocciolati a poche ore dall'accaduto, durante il ritorno a casa dal turno di notte, e rivelavano tutti la stessa scomoda verità: che eravamo fragili, ci facevano male in modi impossibili, attiravano lame e contusioni come l'immondizia le mosche.
Il corpo era la carta, la cicatrice l'inchiostro, e quanto pareva eravamo tutti grandi scrittori.

martedì 13 agosto 2019

Perchè sarò breve sul GiocAosta

Non è nella mia natura ma questa volta sarò breve. Perchè il GiocAosta è un evento ludico che non ha più bisogno di niente, neanche delle briciole, della pubblicità o del "ci sono stato vi dico com'era", è un evento che sta su con le sue gambe e del quale è diventato superfluo tirar fuori i numeri: basta aprire un social network a caso per venire sommersi dalle foto e dai commenti.
In quanti vi hanno partecipato? Boh, prendete quelli dello scorso anno e raddoppiate, e il prossimo anno raddoppiate ancora, vi assicuro che non sbagliate di molto.
Quanti erano i giochi a disposizione per il noleggio gratuito? E chi ci riesce a contarli, aprite boardgamesgeek.com e fate un copiaincolla che fate prima, e state tranquilli: anche qui non sbagliate di molto.

giovedì 8 agosto 2019

Non superare la linea gialla

Il mojito stava lì da mezz'ora a imperlare il bicchiere, e io, perso nella rifrazione della luce nel vetro, sul mio tavolino malacaffè, concentrato come il Pensatore di Rodin, continuavo a domandarmi perchè non avessi ordinato altro, qualcosa di più complicato e in linea con la giornata, come un whisky torbato o un rum con pera affettata in un piattino a parte, e pezzetti di cioccolato fondente.
Il bar, sotto lo studio della psicologa, recava in vetrina il cartello: Bar Letterario - Cannoli siciliani preparati sul momento!
G. sarebbe scesa, più leggera forse [o forse no], si sarebbe seduta sul sedile del passeggero e io l'avrei riaccompagnata a casa.

mercoledì 31 luglio 2019

Mi ricordo di te

Entro, ed entrando inciampo. Se fossi una persona più spirituale, interpreterei l'evento come uno dei tanti modi che ha la vita per insegnarti che gli imprevisti capitano, come le t-shirt Shit Happens, e che l'importante non è cadere ma sapersi rialzare, e citerei pure Manzoni, in caso di femmina nei paraggi, e la camminata di Don Abbondio fra i ciottoli. E invece banale come il riso in bianco e la coscia di pollo in ospedale, impreco con la forza di un veneto durante la finale del torneo di Briscola Assassina al circolo di bocce "Man Sbùxe", e pianto il ginocchio destro sul pavimento come un piolo da tenda, per salvare faccia e incisivi.
"Occhio al tappeto" mi avverte col tempismo delle mestruazioni il giorno dell'anniversario l'uomo dietro il bancone, indicando lo zerbino di tappi di sughero che mi ha azzannato la scarpa "L'ha fatto mia moglie. Alcuni ci inciampano".
"Sua moglie confeziona trappole mortali" gli dico alzandomi "Potrebbe catturarci un orso bruno con quel tappeto di tappi. Comunque le hanno rotto l'insegna fuori. C'è scritto CARTOLERI-".