martedì 12 novembre 2019

Anche a un elefante basta un solo giorno per morire

Perdition's Mouth: Abyssal Rift, dungeon crawler con rotella delle azioni alla Gerds, arrivò nella mia vita con straordinario tempismo, come un piede di porco in un film di zombie.
Ero uscito da lavoro mezzora prima per arrivare dal dottore in tempo per l'orario di visita.
Entrai nella sala d'aspetto e presi il numero. Ne avevo undici davanti. C'era la solita signora-totem, che oramai consideravo parte del mobilio della sala d'aspetto, alla stregua del tavolino e del portariviste, e l'immancabile rumeno che giocava a Clash of Clans sul cellulare col volume alto.
Il Vikingo, che si era occupato di studiare il regolamento di PM,  scrisse nella nostra chat che saremmo morti parecchio, di prepararci mentalmente, che in quel gioco morire era fisiologico come mangiare pop corn e incastrarsene uno fra i denti.
Red commentò sotto che probabilmente avrebbe tardato perchè era ancora da Norauto per la batteria della macchina della moglie, e che avrebbe cenato tardi.
Undici persone dopo, il dottore mi disse: "Abbiamo una bella bronchite, eh sì".
Quella settimana, dopo la partita vinta al 5° set contro i magnaciliegie di pecetto, ero andato con la squadra a festeggiare in birreria, sudato marcio e senza doccia, e il mio corpo mi stava presentando il conto.
Tornando a casa mi fermai a prendere 3 cannoli siciliani e l'antibiotico.

sabato 2 novembre 2019

La volta che provammo a fermare la lava coi pugni

Nell'estate del 2019, io e il DottorX cercavamo di fermare il caldo come da adolescenti avevamo cercato di tenere la mano ferma davanti al nostro primo reggiseno: con scarsissimi risultati. Jabbaleno aveva dato forfait alla serata a casa dell'uno o dell'altro, adducendo stanchezza per i molti esami di guida sostenuti con i ragazzi dell'autoscuola, e lasciando intendere, ma senza parole precise, che avrebbe affrontato l'umidità di quei giorni a Torino con un paio di boxer a righe e una Paulaner ghiacciata stretta nel pugno.
Torino era come Circe: stupenda e abbastanza calda da metterti prima in ginocchio e poi a quattro zampe.

sabato 26 ottobre 2019

I fiumi di spade laser

Ricorderò sempre quando Antonietta mi disse: "Non verrò mai a letto con te, neanche fossi l'ultimo uomo sulla Terra".
Fu di parola. Non ci venne mai. Eppure fui proprio l'ultimo uomo sulla Terra.

Fui l'ultimo a salire sull'ultima nave spaziale che lasciò la Terra, l'uomo di latta che spuntò il mio nome sul palmare disse: "Quasi quasi ti lasciavamo qui".
Poi lo sportello si chiuse.

Vidi la Terra allontanarsi, diventare un disco, un'arancia, un puntino.
Alcune settimane più tardi arrivarono le foto dei satelliti. L'alga infestante, creata nei laboratori della giapponese MMongai Corp per concimare il pianeta e renderlo di nuovo fertile, stava ricoprendo tutto.
Bisognava solo aver pazienza e aspettare.
Un centinaio d'anni.

venerdì 18 ottobre 2019

Questo è l'ombelico dell'odio

Il cellulare mi avverte quando qualcuno cambia il suo stato su Whatsapp.
Ed così che lo scopro.
Il New York Times che fa a pezzi il tuo gioco: fatto!
Sul profilo di Remo Conzadori.
Gli scrivo un messaggio.
Che succede?
E' agosto e io sono seduto su una porcellana Pozzi Ginori. Di fronte a me l'oblò della lavatrice che ribalta il sopra col sotto.

Remo mi risponde subito, linkandomi il sito del New York Times. Purtroppo non ho l'account, quindi riesco a leggere solo la preview dell'articolo. Parla della responsabilità sociale dei giochi da tavolo.
Nel frattempo Remo mi manda un secondo link.
Del forum di board game geek.
C'è una discussione chilometrica sul gioco MANITOBA di Remo e Marco Pranzo.
Apro a caso.
[...]I will not even consider buying this game because of their disregard and disrespect for the cultures they are stealing from[...]
[...]The cover box and game themes just show an abundant lack of respect[...]
Aspetta, aspetta, che diavolo è successo?

venerdì 11 ottobre 2019

Riflessioni sulla pizza da asporto [e sul caffè delle rattoscimmie]

Ho ricominciato a giocare a pallavolo. Dopo 8 anni. Colpa degli europei di questa estate.
Sul retro della mia maglietta ho fatto scrivere DADO 20, perchè il 20 rimanda al critico.
Gioco da libero. Sono quello che si lancia a terra a recuperare la palla un secondo prima che tocchi il suolo, che ha sempre le ginocchia grattugiate a sangue, e che quando sta in panchina lo vedi massaggiarsi i polsi.
Non schiaccio mai. Non faccio punti, io.
Non sono lì per quello.
Io sono quello che salva la palla, e anche la cheereleader che poi dona le sue labbra allo schiacciatore.
Quello che siamo si riflette nelle cose che facciamo, nel nostro modo di vivere, nelle nostre passioni.
Colleziono Vicktorinox, coltellini svizzeri, perchè sono affidabili, praticamente indistruttibili e non ti lasciano mai col culo per terra.
Colleziono libri gialli di John Dickson Carr, il maestro dei delitti della camera chiusa. Perchè alla fine il dottor Gideon Fell, nonostante l'età e tutti i suoi acciacchi, col solo aiuto della logica risolve misteri impossibili.
Ho un brutto rapporto col mare, perchè è più grosso di me e perchè non puoi mai sapere cosa sta pensando.
E gioco german. Perchè ho bisogno di controllare quello che succede.
Nonostante mi chiami Dado. Mi chiamo come ciò che più odio: l'incontrollabilità.
Il modo migliore per ricordarsi la propria nemesi è stamparsela in fronte.

venerdì 4 ottobre 2019

[Il podcast degli unboxing] Arkam Horror

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Un nuovo format ludico, al quale non aveva mai pensato nessuno in Italia, e probabilmente nel mondo.
Unboxing in formato podcast.
Tutta la bellezza visiva degli unboxing, sempre più richiesti dai gamers che vogliono curiosare e mettere in naso dentro le scatole, ma in formato portable: mp3 da ascoltare comodamente in macchina, sull'autobus, con gli auricolari in pausa pranzo in ufficio, ovunque.

In questa primissima puntata pilota de Il podcast degli unboxing, unboxeremo la scatola di Arkham Horror terza edizione di Asmodee Italia.
Venite a vedere con i vostri occhi!
E fateci sapere quale Grande Antico preferite!


Trovate Arkham Horror su Magic Merchant
che sostiene questo podcast