lunedì 13 gennaio 2014

Santiago de Cuba: "E' arrivato mio fratello!"

Avevo già accennato nei primi vagiti del blog a Santiago De Cuba paragonandolo ad una parmigiana light, e mi ripropongo di tornare presto a parlarne perchè è un gioco che nella sua semplicità mi piace parecchio, e poi perchè a 23€ lo considero un ottimo acquisto (soprattutto in controtendenza, considerata oramai la pratica sempre più diffusa di allungare il brodo e a vendertelo pure salato, con espansioni da 20€ che aggiungono "+3 nuovi personaggi!" oppure "espansione per portare il gioco da 5 a 6 giocatori!").
Qualche giorno fa, forse per festeggiare in anticipo i 40 anni, forse perchè volevo semplicemente comprarmi (ancora) un altro gioco e mi serviva l'alibi dell'entrata negli anta, mi sono preso HAVANA.

Parentesi: la scatola è sproporzionata per quello che c'è dentro. Non che i materiali non siano di qualità: le tessere sono di robusto cartoncino, spessi che ci farei giocare il gatto, ma considerata l'assenza di un tabellone avrebbero potuto stipare tutto dentro una scatola grossa la metà (e quando un giocatore entra nella categoria "+30 scatole" il problema spazio comincia a farsi sentire eccome).
Chiusa parentesi. .
Avevo letto che l'illustratore di Havana era lo stesso di Santiago de Cuba ma non avevo approfondito a riguardo. Non immaginavo che avrei proprio trovato le stesse copia\incolla illustrazioni su entrambi i giochi. 
Tessere verdi: Santiago de Cuba
Tessere arancioni: Havana
Le illustrazioni degli edifici sono identiche (seppur con effetti di gioco e costi differenti).

Anche le carte Personaggio, 13 per ogni giocatore su Havana, hanno le stesse illustrazioni delle tessere Personaggio posizionabili sul tabellone di Santiago.
Sono andato a cercare le immagini di CUBA, il maggiore dei tre fratelli della Rum & Sigaro Productions sono stati pubblicati negli anni 2007-2010-2012), ed ho scoperto che anche il primogenito ha le stesse identiche illustrazioni.
Non riesco a comprenderne il perchè.


L'unico bicchiere mezzo pieno è che rispetto a casi come AgricolaAgricola Tutte le Creature Grandi e Piccole, che a parte qualche adattamento (niente carte) e una naturale compressione delle meccaniche per rendere il gioco da 2, restano due versioni del medesimo gioco, Santiago de Cuba e Havana sono due giochi diversi.
Come vedere due film ambientati entrambi a Torino ma con trame differenti, non so: La donna della domenica e Profondo Rosso.

Sono un po' perplesso. Non dico deluso. Perplesso.
E' come se mi sfuggisse qualcosa, una chiave di lettura, un finale in cui si scopre che anche Bruce Willis è un fantasma.

venerdì 10 gennaio 2014

Il sangue dei giocatori


Sono diventato donatore di sangue a 18 anni. Sul perchè e sul percome, mi piacerebbe avere una bella storia drammatica nel cassetto, raccontarvi di una telefonata nel cuore della notte, di un amico in fin di vita dopo un incidente in moto, e di tutti noi amici in coda davanti al pronto soccorso per donare il sangue, con lieto fine del dottore che togliendosi lo stetoscopio annuncia "E' fuori pericolo. Grazie ragazzi. Il vostro sangue gli ha salvato la vita".
No, cominciai per ragioni molto meno "nobili".
Durante l'ultimo anno delle superiori arrivò l'autoemoteca nella nostra scuola, per gli studenti che avevano raggiunto la maggiore età, e visto che chi donava poteva tornarsene a casa, io e altri "secchioni" ci facemmo sforacchiare il braccio in cambio di una brioche, di un'agendina AVIS con la foderina rossa, e della giornata di riposo.

L'inizio non fu proprio da supereroe, lo ammetto, ma a volte anche le più belle storie d'amore cominciano con lui che le chiede di uscire solo perchè lei ha una quarta. A mia difesa posso comunque dire che conservai l'abitudine di donare almeno un paio di volte l'anno e dopo un po' mi abituai all'idea che stavo facendo qualcosa di buono e non mi stava entrando niente nel portafogli.

22 anni dopo continuo a donare. Credo in quella cannuccia che porta il sangue dal mio braccio alla sacca, a volte mi piacerebbe poterla seguire davvero quella sacca, vedere la persona che la riceverà, stesa su un lettino, dirle “Ehm…potrei aver mangiato un paio di hamburger di troppo...scusa per il colesterolo” e sentirla ridere, magari un filo rassicurata.

E visto che io per primo iniziai per ragioni non proprio nobili, e che la motivazione "Ma lo sai che con la tua donazione puoi salvare una vita?" sembra convincente ma alla fine ha lo stesso potere di persuasione del dire a un fumatore "Ma lo sai che provoca il cancro?", di solito sponsorizzo la donazione spiegando della giornata di lavoro pagata, del listato con le dettagliatissime analisi del sangue che ti arriva a casa...e che se hai figli il giorno della befana puoi partecipare alla Befana Avis.
Da quando è nata mia figlia ci vado tutti gli anni. Mi piace molto l'atmosfera di festa che vi si respira, festa vera, sincera, buona, e mia figlia è sempre contentissima perchè torniamo a casa pieni di regali.
Quest'anno fra i regali con i gettoni per i donatori... un gioco da tavolo: MOSTROPOLI
(nota: la foto in alto l'ho scattata proprio al Palaolimpico di Torino).

Ieri sera l''ho provato con mia figlia, che è sempre contentissima di strappare il cellophane a una nuova scatola . Si tratta di un Monopoli versione mostresca, con carte BRIVIDINI al posto dei soldi, carte LUCINA al posto degli imprevisti, l'Uomo Nero a far le veci della banca, e degli spaventini in plastica a rimpiazzo delle tessere Parco della Vittoria eVicolo Corto.
Le meccaniche sono le solite: tiri il dado, fai saltellare il tuo segnalino zampa da una casella mostro all'altra, paghi, incassi, paghi, incassi... insomma: Monopoli. Niente di nuovo nè di particolarmente divertente per me, ma a mia figlia è piaciuto.

nota del donatore
: nel caso decideste di vivere pericolosamente e lanciarvi nella vostra prima erogazione di sangue.... all'Avis di Pianezza (Torino) c'è una dottoressa carinissima uguale uguale a Federica Pellegrini (ma senza la spocchia della Pellegrini). Io non vi ho detto niente....

mercoledì 8 gennaio 2014

Serial killer vende Le Havre. Massima serietà.


Questa che mi è successa la scorsa estate.

Premessa doverosa.
Non credo di essere un tirchio, nè un collezionista alla ricerca del Gronchi Rosa dei board games (che potrebbe essere un gioco senza di errori di stampa sul manuale). Diciamo più realisticamente che tendo a spendere per i giochi più di quanto dovrei, e che quindi se posso risparmiare qualcosina almeno non sono sempre costretto a raccontare alla moglie che mi hanno rapinato mentre tornavo a casa da lavoro ("Andrea ma ancora?!? Ma fai un'altra strada!").

E visto che il mercato dei venditori di aria fritta non conosce crisi e considerato che io sono una discreta carta moschicida per la sfiga, non compro per corrispondenza ma cerco venditori nella mia città.
PAGARE MONETA VEDERE CAMMELLO.

Riavvolgiamo il nastro.
Quando sono entrato a far parte dello sfaccettato mondo dei board gamers avevo in testa un'immagine piuttosto romantica della fauna locale, qualcosa a metà fra i nerd brufolosi dei Goonies, e quei b-movie americani anni '80, ambientati nelle università, in cui ci sono un sacco di confraternite fighissime e ce n'è una di sfigati totali che però alla fine del film si riscattano, mandano KO il capitano della squadra di football palestrato, con ciliegina sulla torta della gnocca della scuola che limona duro con il nerd-protagonista.
Non mi ci è voluto molto per comprendere due grandi verità:
1- non c'è alcun legame fra board games e nerditudine. Forse il nerd è geneticamente (e sociologicamente) predisposto, ma tutti possono sedersi al tavolo e giocare
2- poichè tutti possono sedersi al tavolo e giocare, al tavolo da gioco si siedono tutti ma proprio tutti, non dico cani e porci ma quasi.

E così ti imbatti in persone strane, uscite da ti chiedi chissà quale strambo cilindro, che vedendoti al tavolo del CGE con una scatola di FINCA ti chiedono "Ciao. Giocate a Finca? Posso unirmi a voi?" e tu rispondi "Certo, siamo in 3, unisciti pure", salvo qualche istante più tardi sentire Norman Bates tirare un bestemmione articolatissimo e che abbraccia salomonicamente sia il Padre che il Figlio, perchè gli hai portato via la tessera due fichi e un limone, e così ti interroghi ancora una volta sulla tua lungimiranza in fatto di inviti al tavolo....

Idem per i venditori.
A onor del vero devo ammettere che i sociopatici sono una ristretta minoranza, che di norma il venditore è una persona tranquillissima, e quando ci si incontra per uno scambio brevi manu si finisce a chiaccherare di quel tal gioco davanti a un buon caffè, con la promessa di beccarsi una volta o l'altra per una partita insieme (poi non succede mai, ma è come quando rincontri un compagno delle elementari e ci si congeda con "Eddai, ma davvero, becchiamoci una sera, organizzamola sta rimpatriata anche con Anna, Stefano, Teresa..." , poi non si realizza mai ma quando lo dici ci credi davvero).
Ma ogni tanto la scheggia impazzita capita. Come ho scritto io tendo a far da calamita per certi elementi.
 
Rispondo ad un annuncio per Le Havre, che cerco da tempo e che non si decidono a ristampare.
(nota: naturalmente appena l'avrò trovato usato lo ristamperanno, eh, sicuro al tamarindo)
Comunque.
Contatto il venditore e apriamo una chat su gmail.

Io: "Ciao. Ho visto il tuo annuncio per Le Havre. Volevo qualche informazione"
Lui: "Ciao. Lo vendo a 45 euro"
Io: "Si, avevo visto il prezzo, era sull'annuncio. Volevo sapere qualche informazione in più sul gioco, se è ben tenuto, se i pezzi ci sono tutti, se è in italiano...."
Lui: "Si si"
Io: "Quindi c'è tutto? Non manca nulla? Ed è in italiano?"
Lui: "Si"
(intuisco una certo lesinar di parole in chat, quindi decido di scrivere io per entrambi)
Io: "Io abito a Torino, ho la macchina e non ho grossi problemi a spostarmi, magari evitiamo le zone del centro così non impazziamo per il parcheggio.... Durante la settimana lavoro, quindi... che ne dici? Per me possiamo beccarci: o infrasettimanale dopo le 18.00, oppure nel weekend."
Lui: "Domani mattina verso le 11.00? Oppure dopo le 14.30?"
(ho un dubbio: o la chat mi ha tagliato le ultime tre righe o lui non è italiano)
Io: "Ok per domani, ma dopo le 18.00 perchè sono al lavoro"
Lui: "No, sono all'università. Facciamo dopodomani"
Io: "Va bene. Dopodomani verso le 18.00-18.30, ok?"
Lui: "No, facciamo di mattina, dalle 11.00 a mezzogiorno. Oppure primo pomeriggio"
(okay: non solo non è italiano ma  non è neanche un umano, è un bot e mi sta puppando soldi dalla connessione telefonica)
Io: "DA LUNEDI' A VENERDI' POSSO ESSERCI SOLO DOPO LE 18.00 PERCHE' LAVORO. Se vuoi ci becchiamo dopo le 18.00. Altrimenti nel weekend"
Lui: "Come vuoi. Facciamo sabato"
Ci mettiamo daccordo sul luogo, un bar a metà strada per entrambi.
Io: "Che ne dici di scambiarci i cellulari, così se dovesse capitare qualcosa all'ultimo momento riusciamo ad  avvertirci?"
Lui: "Va bene. Dammi l'amicizia su facebook"
Io: ".....a parte che non ho facebook...ma non è più pratico scambiarci i numeri di cellulare? Così riusciamo ad avvertirci nel caso spuntasse un contrattempo improvviso"
Lui: "Va bene"

Arriva il sabato e finalmente ci incontriamo al bar.
A parte che mi ha detto che fa l'università e avrà 50 anni, ma tutto può essere...
Ci sediamo, ordiniamo i caffè e lui tira fuori la scatola del gioco. Ha gli angoli usurati...più di quanto mi aspettassi...ma cerco sto maledetto Le Havre da un po' e non voglio fare troppo lo schizzinoso.
Alza il coperchio. Ecco. Non dico che mi aspettassi delle bustine protettive (beh, un po' ci speravo), ma neanche l'inferno dei token. Una bolgia di segnalini, carte, risorse, tutto mescolato, accatastato, ravanato. E' come se la scatola fosse stata infilata in una lavatrice e fosse stato impostato il programma "Centrifuga selvaggia"
Lui: "Vuoi controllare se c'è tutto?"
Io: "Avessi un'ora di tempo..."
Lui: "C'è tutto, c'è tutto, fidati"
Poi vedo il manuale. Fotocopiato in bianco e nero. E pinzato in un angolo.
Io: "Ma.... e il manuale originale?"
Lui: "Ah, guarda, non c'è mai stato. Non c'era proprio nella scatola quando l'ho comprato. Ti spiego: l'ho comprato 2 anni fa da..." e qui parte un lunghissssimo racconto su di lui che compra il gioco in un negozio, lo porta a casa, si accorge che manca il manuale, torna al negozio, il tizio gli chiede lo scontrino, lui risponde ma lo scontrino l'ho buttato \ e senza scontrino come so che l'hai comprato da me? \ ma vaffanculo certo che l'ho comprato da te! \ io non ti ho mai visto in questo negozio \ vaffanculo in questo negozio non ci metto più piede \ ma chi ti credi di Bla bla bla bla bla bla ...
Morale della favola: manca il manuale.
Io: "Sì, ma quando ci siamo sentiti ti ho chiesto se mancava qualcosa e tu mi hai risposto che c'era tutto"
Lui: "Perchè c'è tutto!!! Il manuale non c'è mai stato!"
Considerati gli angoli usurati della scatola, l'uragano Katrina che sembra essersi abbattuto con furia sui poveri token e il manuale mancante (e la vaga impressione che il tizio mi abbia preso per il culo) gli dico "Senti...mi aspettavo che il gioco fosse in condizioni migliori. Penso che non lo prenderò"..
Ed è così che il dottor Banner diventa Hulk. Si infervora via via sempre di più, mi dice che gli ho solo fatto perdere tempo, che lui ha attraversato mezza città per essere lì, che è stato ai miei comodi, che aveva anche altri giochi da vendermi ma a questo punto col cazzo che me li propone e che anzi mi sputtanerà su tutti i forum di board games italiani e stranieri perchè sono uno che sa solo far perdere tempo al prossimo.
E se ne va.
Non fa neanche il gesto di pagarsi il caffè: si alza ed esce.
Pago i due caffè ed esco anch'io.
Mentre torno a casa mi telefona sul cellulare e mi propone "Facciamo 40 invece di 45?"
Gli rispondo ancora no grazie.
Mi manda (ancora) affanculo e attacca.

L'unico vero rimpianto è non avergli dato l'amicizia su facebook, e non poter vedere la mia foto in mezzo a quella dei suoi amici: il dottor Hannibal Lecter, Voldemort, l'Uomo Nero e il pagliaccio di It.

martedì 7 gennaio 2014

15 piani di rinoceronte (stracciato il record a Rino Ercolino)

Sono stato testimone di un evento.
Ho visto un gigante di oltre un metro e novanta salire su una sedia, e con mani tremolanti e fronte imperlata di sudore, impilare le ultime tessere di Rino Ercolino, per raggiungere il record di 15 piani.
L'instabile struttura ha avuto vita breve, forse a causa dello spostamento d'aria del Gigante che scendeva dalla sedia, o per lo smottamento creato dal nostro applaudire estatico.
La struttura si è sgretolata in un esploder di tessere in tutte le direzioni, e Rino è precipitato giù, cozzando prima contro il piano del tavolo, poi sul pavimento.


Grazie della serata a cinque, fra chicchi di caffè ricoperti di ciocciolato, fette di crostata, cani che abbaiano, rinoceronti in free climbing e "Vasc-tasma!!!" al sempre inossidabile Fantascatti.

domenica 5 gennaio 2014

Carcassonne Mari del Sud - Variante "ISOLA" (più puzzle che solitario)

"Pentiti, figliolo, per tutti i suini giustiziati sulla ghigliottina del tuo tagliere solo per farne affettato da grissino, per i troppi tortellini in brodo succhiati con avidità dal cucchiaio durante queste festività, per le fette di panettone sulle quali hai colato cioccolato fondente sciolto a bagnomaria.
Pentiti, tira la cinghia e inventati una variante per Carcassonne".



Variante "ISOLA" di Carcassonne Mari del Sud.

Si utilizzano solo con le tessere.
Inizialmente le tessere vanno tutte rivoltate a faccia in su, e disposte sul tavolo in modo che ogni tessera sia riconoscibile.

Il "rompicapo" consiste nel creare l'ISOLA più grande possibile dentro un rettangolo di tessere.
Rettangolo perchè l'idea prende spunto dai puzzle, che una volta finiti vengono incorniciati e appesi, quindi il vostro obiettivo è quello di creare un quadro a tema tropicale da appendere nel vostro soggiorno (con la difficoltà che l'isola deve essere il più grande possibile).
Per i formati del rettangolo:
- 6x12 (+1)
oppure
- 8x9 (+1)
(ci sarebbe anche l'opzione 3x24 (+1) ma credo sia piuttosto complicata)
Nota del panettone: essendo 73 le tessere ne avanzerà sempre e comunque una (la famosa "+1"), che comunque dovrà essere posizionata in modo che possa combaciare con uno dei lati del rettangolo.
Nota del moscato
: naturalmente le tessere devono accoppiarsi in modo "legale" (ponte con ponte, mare con mare, terra con terra). E' possibile accoppiarsi con la propria compagna (fidanzata, moglie, vicina di casa compiacente) mentre si gioca la variante ISOLA di Carcassonne Mari del Sud.

Quella che vedete nella foto è la soluzione migliore che ho trovato.
Rettangolo 6 x 12 (+1 tessera esterna accoppiata comunque "legalmente") e con un'ISOLA composta da 22 tessere.

Se riuscite a far meglio postatemi la foto.

venerdì 3 gennaio 2014

Quelli che ci hanno divertito di più nel 2013 (games saved)

L'idea è del natalizio ErProsciuttaro, che ieri sera si è presentato a casa mia con una borsa Ikea contente: Tobago (in comodato d'uso), NetRunner (la ciccioscatola ripiena di tutte le espansioni del mondo), un dvd di Miyazaki per mia figlia, una crema corpo per mia moglie e un pacchetto di pandolce made in Zena per me.
"Facciamo la classifica dei nostri giochi 2013? Per il blod del Dado Critico?"


Melonia
La sacerdotessa del filler mette sul gradino più alto del podio 2013 l'isolano Tobago.
A conquistare la mistress le meccaniche semicooperative del gioco, l'artificio dei frammenti di mappa "A due esagoni da una palma ma non sulla foresta più grande" che costruiscono progressivamente il tracciato verso il tesoro.
E' il gioco che Melonia oramai mi richiede sempre ad ogni pizzata.

Toto Cutugno del contest, il party-game Fantascatti, molto divertente, adatto a tutti, e, virgolettato di Melonia, "Lo spieghi in 8 secondi netti". Snobbato una prima volta per l'aspetto puccettoso e riscoperto durante una serata allargata, ha convinto Melonia, che si è ritrovata anche a regalarlo ad una coppia di amici, divulgando il verbo dei board games.

Terzo il sempreverde Quarriors, del quale Melonia non ha ancora compreso a pieno le meccaniche (e lo ammette placidamente), ma nonostante ciò tende a distribuire sonore scoppolate al sottoscritto e al sodomitico Prosciuttaro (vedi Quarriors Lesson della scorsa estate).  
ErProsciuttaro
E vabbè non avevo grossi dubbi. ErProsciuttaro, nonostante certe uscite che te lo farebbero immaginare chino dietro il bancone di un salumiere a riempire vaschette di affettato apostrofando la massaia di turno con "So' du chili, signò, che faccio, lascio?" è una mente illuminata.
Ed è un profeta e un precursore assoluto di NetRunner (che conquista il suo podio 2013...e a naso anche il 2014, 2015, 2016....). Lo giocava già nel lontano 1999 (!!!!), grazie ad un mazzetto di carte neanche proxy ma scritte a penna e fotocopiate da un compagno di università. Per anni mi ha frantumato i cabasisi raccontandomi di questo gioco fichisssssimo che il mondo si stava perdendo, e quando finalmente l'hanno ristampato se l'è comprato in tutta fretta (core e tutte le espa in inglese...ma conoscendolo le protocarte vergate a penna biro saranno al sicuro nell'azoto liquido). Nel poco tempo che è seguito dalla ristampa del titolo, grazie alle sue guide tutorial e ad alcuni suoi interventi illuminati sui forum americani, è stato definito (da me) il monarca assoluto di NetRunner.

Argento del Prosciuttaro Quarriors, del quale ieri sera a lungo abbiamo chiaccherato, davanti a una pizza e a una birra Due Cilindri del Birrificio Del Forte (nella quale non abbiamo indovinato note di cenere ma di oliva...parecchio strano). La copia di Quarriors è finalmente arrivata al compagno di merende, che si allenerà per rosicchiare lo svantaggio accumulato contro Melonia. 

A riprova del carattere borderline e assolutamente imprevedibile del Prosciuttaro, ecco sul gradino di bronzo 2013 il segaligno Saboteur. Niente più che un filler, un titolo lontano anni luce da NetRunner e dal Prosciuttaro (come immaginare Alvaro Vitali che ascolta un vinile di Vivaldi), che a me non dispiace ma al quale non dedicherei che poche righe... E invece ErProsciuttaro lo promuove, davanti a titoli giocati quest'anno ben più rinomati e blasonati...  


Io
Un po' ridondante questa mia classifica 2013, me ne rendo conto.
Carnival Zombie. Beh, credo che il mio interesse per questo gioco sia piuttosto palese, viste le mie continue sponsorizzazioni su questo blog (mi aspettavo almeno un cotechino e un sacchetto di lenticchie dall'Albe Pavo per natale, ma non è arrivato nulla). Credo sia uno dei migliori titoli del settore, snobbato dai "casual" perchè non ha le miniature (inutile dire quale ritengo sia l'altro gioco cooperativo, di ambientazione zombie e con miniature, che ritengo invece un filo sopravvalutato).

Coltellino svizzero della mia classifica 2013 il claustrofobico Room 25, altro titolo che personalmente sponsorizzo parecchio. Adoro la sua flessibilità, il fatto che scali da 2 a 6, che puoi giocarlo cooperativo, ognuno per sè si salvi chi può, a squadre, con sospetto, persino solitario.... Credo il miglior rapporto qualità prezzo, fra i giochi acquistati quest'anno.

Terzo ma sempre nei miei pensieri un classico che non ha bisogno di troppe parole: Citadels. Anche in questo caso un gioco flessibile, da compagnia allargata, di dimensioni contenute e adatto per qualsiasi tipo di giocatore (dal neofita manco Monopoli al Prosciuttaro su NetRunner). Di Citadels adoro la sinergia fra costruzione e ruoli, il bluff che si trasforma in contro bluff e contropaccotto, l'interazione fra i giocatori.

Zombieocclusioni di inizio 2014
Com'è finita ieri sera, 2 gennaio 2014. E' finita con Carnival Zombie naturalmente. Il problema è che abbiamo fatto mezzanotte e mezza e questa mattina io lavoravo, quindi abbiamo abbandonato la missione a metà, con l'amaro in bocca (non per via della Due Cilindri che doveva sapere di cenere e ci sembrava sapesse d'oliva) e una certa mestizia nell'anima.
Ma .... abbiamo salvato la partita fotografando a più riprese il tabellone col cellulare (equipaggiamenti, bonus, malus) per continuare la prossima volta.
C'è qualcosa di perverso nella testa degli informatici....


mercoledì 1 gennaio 2014

Aderenze fra Carnival Zombie e The Dome di Stephen King

Fabrizio da Moscufo (provincia di Pescara), vincitore del contest sul finto dado da cucina, mi scrive: "Ciao Dado Critico. Mi piacerebbe che realizzassi un video tremolante, magari sul tavolo della tua cucina, appoggiando il tuo cellulare su un'instabile abat jour, sulle aderenze fra Carnival Zombie e il libro The Dome di Stephen King".

Beh, caro Fabrizio da Moscufo, eccoti accontentato: uno dei capolavori di Stephen King, oltre 1000 pagine di pura cattiveria, e uno dei migliori giochi da tavolo del 2013, un cooperativo di ambientazione horror claustrofobico e davvero difficile da domare.
Grazie della segnalazione (e dei barattoli di ventricina)!

Nota: in verità il video era venuto piuttosto stabile, e l'immagine era ferma e nitida. Ho dovuto usare un software apposta per conferire al video quel tremolio da porno amatoriale di serie b che mi richiedevi nella tua mail.

Comunque aderenze (e farloccate) a parte, e considerato che Stephen King non ha bisogno di pubblicità, mi premeva spendere due parole a favore dell'ottimo titolo dell'Albo Pavo, il mio miglior acquisto del 2013, in fatto di board games.
Compratelo e giocatelo. Non ne rimarrete delusi.

Link del video: http://youtu.be/lsrYhpLNTMw

ps: nel video Aderenze fra l'Isola Proibita e la birra fior di noppolo, c'era un audio pessimo. Questo fa venire il mal di mare...dai, che prima o poi l'azzecco, dai, che ce la fai Andre, dai, convinciti...