Knizia si era approfittato della mia stanchezza per il trasloco di due librerie, proprio quella mattina. Le librerie erano alte e non c'era stato verso di infilarle nell'ascensore: uno da una parte e uno dall'altra, le avevamo portate su per tre piani di scale.
C'erano modi più divertenti per passare la domenica, che schiacciarsi le dita e strapparsi la schiena.
La gatta, che non aveva partecipato al trasloco, e anzi aveva tentato la fuga sul pianerottolo mentre entravamo, mi si era acciambellata accanto sul letto, vicino alla scatola aperta del gioco.
Il faraone Tutankhamun era morto e i suoi sacerdoti stavano raccogliendo preziosi manufatti nella sua tomba da portare nell'aldilà. In quello stivale che stava dall'altra parte del Mar Mediterraneo, avremmo portato teglie di lasagne. Con le lasagne era difficile sbagliare.