giovedì 24 febbraio 2022

Una vita senza manuale di istruzioni

Mi ero addormentato con il manuale del gioco sulla faccia. Di solito per ripararmi dalla lama di sole del pomeriggio, chiedo a Francy uno dei suoi reggiseni, mi pongo le coppe sugli occhi e mi addormento ebbro del suo profumo.
Knizia si era approfittato della mia stanchezza per il trasloco di due librerie, proprio quella mattina. Le librerie erano alte e non c'era stato verso di infilarle nell'ascensore: uno da una parte e uno dall'altra, le avevamo portate su per tre piani di scale.
C'erano modi più divertenti per passare la domenica, che schiacciarsi le dita e strapparsi la schiena.
La gatta, che non aveva partecipato al trasloco, e anzi aveva tentato la fuga sul pianerottolo mentre entravamo, mi si era acciambellata accanto sul letto, vicino alla scatola aperta del gioco.
Il faraone Tutankhamun era morto e i suoi sacerdoti stavano raccogliendo preziosi manufatti nella sua tomba da portare nell'aldilà. In quello stivale che stava dall'altra parte del Mar Mediterraneo, avremmo portato teglie di lasagne. Con le lasagne era difficile sbagliare.

domenica 13 febbraio 2022

DICE HARD - Duri a muovere

Prima che vi racconti l'eccezionale evento che mi vide allibito testimone, è indispensabile che vi descriva almeno contorno e contesto. Si stava, io, il Vikingo e RedBairon, a casa di quest'ultimo, un mercoledì sera di gennaio non particolarmente memorabile, a contare gli attimi prima del mattino seguente. Al telegiornale della cena, la curva dei contagi da variante Omicron non aveva riservato particolari colpi di scena, così come le previsioni del meteo: ancora non si vedeva quella pioggia che a Torino aspettavamo tutti da settimane, che arrivasse a lavare un po' l'aria e gli umori.
Sul tavolo, fra tazzine di caffè, bicchierini di grappa Nonino e boccali a tulipano per la birra, stava divaricato il tabellone pastello di Marco Polo 2: Agli ordini del Khan. Il seguito, di Daniele Tascini e Simone Luciani, raccontava il viaggio di ritorno dell'eroe veneziano dalla via della seta.
Mentre il Vikingo si spremeva le meningi sul primo dado d6 del secondo turno, io avevo domandato a RedBairon se, postulata la formula della velocità : spazio fratto tempo, era possibile immaginare anche il suo contrario più estremo, una formula per l'immobilità totale della paralisi d'analisi.

giovedì 3 febbraio 2022

Gatekeeping : la grande guida strategica

Ovvero: da giocatore di Monopoly sfanculato dall'intera community a giocatore navigato e amato in tutti i gruppi Facebook, in 10 semplici mosse.

1- Rinnegare il proprio passato.
MAI raccontare che hai cominciato con Monopoly, Risiko, Trivial o Scarabeo. Quei giochi sono il male assoluto, più di Satana in persona, più del dittatore coreano Kim Jong-un che lancia un missile nel mar del giappone, più di quelli che usano il "piuttosto che" per le liste.
L'unica risposta possibile è: HEROQUEST.
Tu hai comprato il gioco al day-one nel gennaio 1989 e hai continuato a giocarlo per tutta l'adolescenza mentre i tuoi amici si massacravano sui film di Edwige Fenech.

Ancora adesso conservi la scatola sacra in una teca immersa nell'azoto liquido [più una copia incellofanata di backup nel caveau della banca Unicredit].

2- Kickstarter ti amerò

E' buona norma presentarsi alla Community vantandosi dei propri pledge. Più sono costosi e in là con la consegna e meglio è. Il prezzo minimo socialmente accettato è di 250€. Per la consegna minimo settembre 2027 altrimenti sei un pagliaccio buffone.

lunedì 31 gennaio 2022

Per chi vota Terence Hill

Allo spoglio dei voti per il Presidente della Repubblica, le schede bianche si erano librate come colombe della pace. Il momento istituzionale era risultato più sonnolento che solenne. I molti voti per Claudio Baglioni, Massimo Giletti e Giovanni Rana, non erano riusciti però a strappare sorrisi. Anzi erano andati ad arruffare il pelo ad un popolo che, per inciso, non aveva certo bisogno di provocazioni. Gli stessi elettori che quando chiamati alle urne avevano esercitato pure loro il sacrosanto diritto di infilare una fetta di mortadella nella scheda elettorale, o scrivere in stampatello sulla scheda gialla del Senato: LA SCRUTINATRICE BIONDA E' UNA GRAN BONAZZA!, si erano improvvisamente fatti seri. E avevano mostrato di non gradire i voti guasconi.

venerdì 21 gennaio 2022

Game designer all'alba

Nel 2000 io e il mio collega (e mentore informatico) lavoravamo in una vecchia e fatiscente fonderia di metallo. Lo stabilimento, divorato dalla ruggine e dagli anni, cadeva letteralmente a pezzi. Spesso ci toccava andare nei bagni delle officine.
Che erano qualcosa a metà fra Chernobyl e il film horror Hostel.
Ci infilavamo io in un cesso e lui in quello accanto.
"Hai trovato anche tu il ricordino?" 
"Alla faccia del ricordino, qui deve essere venuto a cacare l'incredibile Hulk"
Dopo un po' creammo un gioco.

lunedì 17 gennaio 2022

Un intero secchio di lacrime non pagherà un solo euro di debito

Mezzanotte di un mercoledì di gennaio freddo come un tavolo d'obitorio. Mancano due turni alla fine della partita. E io posso farcela, penso, mi farò bastare poche ore di sonno. Domani mattina sarò a pezzi, arriverò alla sera trascinandomi sui gomiti, ma stasera sono uno degli zombie di The Walking Dead: puoi svuotarmi addosso l'intero caricatore della pistola, ma finchè non mi farai saltare il cervello io non mi fermerò.
Sistemo i dadi sotto la scatoletta con il disegno degli ingranaggi. In Crystal Palace sceglie e piazzi i dadi sul tabellone come lavoratori. Più alto è il valore e più probabilità hai di risolvere le azioni e rubare agli avversari gli spazi che danno più punti. Il rovescio della medaglia è che più è alta la somma dei dadi e più soldi dovrai pagare, e andare a zero e prendere debiti è davvero un battito di ciglia.

mercoledì 5 gennaio 2022

L'ho capito subito che era un Coyote

Coyote era un gioco del 2003. Quindi andava per i 20 anni. Se fosse stato una ragazza sarebbe stato al culmine del suo splendore. Spartaco Albertarelli, l'autore, mi aveva raccontato che l'anno della pubblicazione, Coyote era stato candidato allo Spiel, e infine aveva vinto un importante [quanto sconosciuto in Italia] premio ludico in Giappone. Nella terra di Miyazaki e dello Studio Ghibli, Coyote aveva venduto più di 100.000 copie. Spartaco ignorava il perchè di tale successo in quella particolare Regione, ma era stato persino intervistato da una troupe televisiva giapponese, e la giornalista gli aveva chiesto com'era cambiata la sua vita dopo quella vittoria. Spartaco aveva elegantemente glissato con un "Il riverbero della vittoria di questo premio non è ancora arrivato in Europa, non so ancora come gestirò la polarità". Alcuni amici stretti ancora lo sfottevano.