giovedì 30 dicembre 2021

Spegni la luce

Ho sempre trovato complicato tenere il passo con gli altri, l'integrazione sociale richiede sforzi, energie e maschere da calare sulla faccia. Quando sei giovane è più facile ed è una questione di sopravvivenza: devi crearti un branco per difenderti dai predatori, e trovarti una donna per calmare quegli ormoni che ti urlano nel cervello come scimmie.
Crescendo perdi di flessibilità. Impari a padroneggiare l'antica arte del cazzomene, tutte le volte che il gioco non vale la candela, il che vuol dire la maggior parte delle volte. Salti da un'interazione all'altra come fai con i programmi sul tuo Samsung da 42 pollici: skippando tutte le marie de filippi, le barbare d'urso, i mastrotta, e i grandi fratelli.

mercoledì 22 dicembre 2021

Diceman: le origini

La lama si abbattè sulla risma di cartoncino con un rumore pesante. Il nastro trasportatore avanzò di un metro sui rulli.
Se non fossimo riusciti a liberarci velocemente, la fustellatrice ci avrebbe raggiunto ed affettato la faccia.
"Per mille Caylus" disse il Vikingo Meraviglia legato alla mia destra "Era una trappola e noi ci siamo cascati!"
La risata dell'Enigmatico, riecheggiò nel magazzino industriale.
"Fra pochi istanti tu e i tuoi compagni sarete morti, Diceman!" gridò il criminale da una balaustra "Mi spiace davvero non poter assistere alla vostra fine. Ma devo spedire un centinaio di scatole di Trivial Pursuit imbottite di C4. I Torinesi si troveranno una bella sorpresa sotto l'albero di natale. Delle domande a dir poco esplosive! Muahahaha".
Il criminale sparì dietro una porta.
"Che intendi fare, Diceman?" chiese Red La Furia lottando contro le fascette da elettricista che gli bloccavano i polsi al nastro trasportatore.
"L'Enigmatico ci ha appena rivelato il suo piano. Dobbiamo liberarci e salvare i Torinesi. Vik: riesci ad arrivare alla mia dice-cintura? Ho un taglierino per fustelle"

lunedì 13 dicembre 2021

Si è fatta una certa

"Papà ho scoperto che c'è un mercatino dell'usato in via Lanzo!".
Il messaggio whatsapp è di mia figlia Luna. Nell'ultimo anno si è appassionata alla musica. Nei suoi auricolari collegati a Spotify girano in successione: Queen, Beatles, Kiss, Elton John, Nirvana, AC/DC, Green Day, Offspring. A settembre si è iscritta a un corso di chitarra e per il compleanno ha voluto un giradischi.
E visto che i vecchi vinili costano un rene, e parlo del Gronchi Rosa dei reni al mercato degli organi, quello di un diciottenne vegano astemio crudista, io e mia figlia battiamo tutti i mercatini dell'usato come cercatori di tesori [lei per i vinili, io per i giochi da tavolo].

domenica 28 novembre 2021

Come la ruggine consuma il ferro

Pianto la chiavetta nella macchinetta del caffè. Il Guerriero seleziona ESPRESSO, pigiando più volte sul tasto (-) per azzerare lo zucchero.
"Allora che si dice, Chierico?" mi chiede soffiando sul bicchierino di carta.
"Sono passato di livello" gli sorrido. E' successo due giorni fa. E non vedevo l'ora di raccontarglielo.
Il Guerriero si blocca. Come quella volta, in quel dungeon scavato sotto la montagna di ghiaccio, che un Sauro del Gelo gli vaporizzò la faccia di saliva. Non bastò la mia Fiamma Sacra per scongelarlo, dovette intervenire il Mago con uno dei suoi incantesimi [mi pare Controllare le Fiamme, ma potrei sbagliarmi, il Mago non condivide mai le sue cose e quando gli chiedo fa sempre il vago].
Mi aspetto un "Congratulazioni" che invece non arriva. Il Guerriero finisce il suo caffè in silenzio.
Poi getta il bicchiere nel bidone differenziato della plastica.

domenica 21 novembre 2021

E infine vidi il volto del mostro

C'era sempre una storia che spiegava tutto nel passato di ogni cattivo, un evento scatenante, violento, che un bel giorno aveva trasformato l'uomo tranquillo, abitudinario e a tratti noioso, in un mostro. La letteratura era sbrigativa. Faceva cascare il mal capitato in una vasca di rifiuti tossici in un complesso industriale abbandonato, e lo faceva risorgere mezzora dopo l'ammollo come il cattivo di turno: più forte, più astuto e istrionico negli abiti.
Torino in effetti aveva un sacco di fabbriche abbandonate, soprattutto fra Nichelino, Moncalieri e Mirafiori Sud, la zona che bazzicavo io.
Ma per me non ci fu un evento scatenante. Fu una lenta discesa nell'abisso.
Vidi tutto con i miei occhi di bambino con i pantaloncini corti e la maglietta di Goldrake.
D'altra parte non ero io il protagonista della storia.
Io ero solo uno dei tanti danni collaterali.

giovedì 11 novembre 2021

Due denti in meno

Non serve Sherlock Holmes per notare che quando lei è da sola e sorride, fra le sue labbra si intravedono otto dentini bianchi, invece quando è insieme a lui: soltanto sei.
Due denti in meno. Abracadenti.
Ci sono uomini che buttano giù i denti alle proprie compagne coi pugni. Alcuni ci riescono con le parole.
Eppure lei non sembra il tipo che si fa mettere sotto facilmente: venuta su dalla Puglia per studiare, centinaia di chilometri fra lei e la sua famiglia, laureata in un'altra città e trasferita a Torino per inseguire il lavoro [appartamento in affitto insieme con un'amica pugliese pure lei], tosta, indipendente, il genere di donna che se scippata per strada si leva le scarpe, le lancia in testa al ladro e poi gli corre dietro scalza.
Eppure lui sembra avere questo potere.
Di asciugarle il sorriso.

domenica 31 ottobre 2021

Le continue provocazioni di Apollo

E' di nuovo quella sera della settimana. Lo capisco perchè l'umano maschio col pelo sulla faccia, ha sparecchiato il tavolo subito appena finito di cenare, invece di farsi la solita mezzora di divano davanti alla televisione.
La femmina umana grande mette a posto casa o per meglio dire nasconde la roba che trova in giro, passa la scopa, sposta i piatti dal lavandino alla lavastoviglie, mentre la femmina piccola ascolta i Queen nella sua cameretta.

Lui mette le birre in frigo. E fischietta.
Gli umani producono continuamente rumore: quando camminano, quando mangiano, tossiscono, si muovono per casa, persino quando respirano. E' come se inconsciamente cercassero di riempire tutto il silenzio del mondo.

Lo vedo prendere la scatola di The King is Dead dalla mensola dei giochi da tavolo. Guarda caso. E' una settimana che sbatte la testa su quelle quattro paginette striminzite di regolamento che io ho studiato in mezzora. Oramai mi sono convinta che abbia un qualche ritardo mentale o almeno un disturbo nell'apprendimento.

Apre la scatola e apparecchia il gioco. Salto sul tavolo per controllare che abbia fatto tutto giusto [non che ci voglia una scienza per mettere le 8 carte Regione attorno alla mappa ed posizionare i cubetti Gallesi, Inglesi e Scozzesi sulla Britannia medioevale, ma anche King of Tokyo era solo quattro regolette e lui è riuscito a incasinarlo].
Riesco a controllare il setup prima che mi prenda in braccio e che mi metta giù.
"Hai fame, Lamù?" mi chiede prendendo una scatoletta dal frigo e svuotandomela nella ciotola.
Dio mio quanto è limitato, come i cani che abbaiano quando passano le ambulanze.
Almeno ha apparecchiato il gioco correttamente. Potessi gli darei un premietto.