mercoledì 15 maggio 2024

È una vita che mi aspetto.

Foto di Carla Colombo
Correva l'anno e correvo anch'io, per cercare di stare al passo con i miei coetanei che erano sempre a loro agio in qualunque circostanza, sempre perfettamente nel contesto, mentre io mi sentivo simile ma diverso, leggermente sbagliato, come quella bottiglia di vino, sullo scaffale del supermercato, con l'etichetta attaccata al contrario, in mezzo a tutte le altre con l'etichetta dritta.
Scoprii in fretta che ce n'erano altri come me, storti in un mondo di veri dritti!, semplici comparse in un film nel quale tutti gli altri erano protagonisti e avevano diritto al loro nome scritto a caratteri cubitali sulla locandina.
Ci accomunavano le brutte giornate a casa a pensare, l'acne alla quale evidentemente avevamo pestato un callo, l'umiliazione settimanale di essere scelti per ultimi quando si facevano le squadre nell'ora di ginnastica, e un' Anna delle medie da amare di nascosto.
Avevo imparato a leggere libri, non per la scuola ma perché amavo le storie, non c'era niente di meglio di una buona storia.
Cominciai a scrivere come atto naturale, consecutivo, per modellare il mio mondo su misura, per farla pagare ai bulli [piallai la faccia di Merluzzi sulla catena di una moto], per baciare le ragazze che non avevo il coraggio di guardare negli occhi.

Scrivevo a mano, prosciugando una biro dietro l'altra, riempiendo quaderni su quaderni [preferivo quelli a quadretti]. Finché una sera uscii dalla mia camera. I miei erano in cucina, stavano guardando Telefono Giallo di Augias.  Mostrai a mio padre una rivista. Nelle ultime pagine c'era un bando di concorso per racconti brevi. Si faceva chiaramente riferimento a cartelle dattiloscritte.
«Ho bisogno di una macchina da scrivere» dissi. Non ero uno che chiedeva molte cose.

La macchina arrivò e mi piacque subito: pestare su quei tasti era un atto fisico, percussivo, liberatorio, era come dar pugni a un sacco per buttar fuori la rabbia. 
Pestavo migliaia di parole, correggendo i fogli col bianchetto o cancellando col tasto "X".

E arriviamo a oggi. Anzi ieri.
Ieri, esattamente un anno fa, usciva il mio primo romanzo: NEL DUBBIO PRENDO RISORSE
Le settimane precedenti l'uscita del libro credo di aver avuto incubi quasi tutte le notti. Sognavo che la tipografia dove stavano stampando le copie andava a fuoco, che crollava la sede della DVGiochi, che Modena Fiere veniva evacuata per un allarme bomba, che l'editore mi telefonava per dirmi: «Dado senti: all'ultimo minuto abbiamo stretto un accordo con Khaby Lame, produciamo il Memory con le sue espressioni tiktok. Vuoi mettere? Venderà un godzilione di copie! Quindi non ci sono più soldi per il tuo romanzetto.»
Incubi.
Ma alla fine il libro è uscito. E io ho ricominciato a respirare.

Oggi esce il secondo: I PUNTI SI CONTANO ALLA FINE.
Si tratta di uno spin-off del primo romanzo, un giallo ambientato nel mondo dei giochi da tavolo che si apre con un tanto brutale quanto insolito delitto: un autore torturato e costretto a mangiarsi il suo gioco più famoso.

Il libro sarà presentato a PLAY Modena 2024.
Io sarò tutti e tre i giorni allo stand della DVGiochi, approssimativamente dalle 12.00 alle 13.00, per firmare i libri, torturare i meeple altrui e chiacchierare con chiunque voglia farlo.
Nel caso mancaste quell'orario: mi trovate in giro per la fiera, o allo stand Oliphante a far provare il mio gioco (vedi post precedente).

Dimenticavo. Nonostante si viva nella nicchia della nicchia, ho imparato che alcune persone del mondo ludico si sentono vip e ci tengono ai titoli e alle onoreficenze del caso. Ecco, io non sono così. Mi sento "Un giocatore a cui piace scrivere".
E anche se credo sia superfluo dirlo: l'acquisto di libri e gioco NON SONO conditio sine qua non per potermi fermare e scambiare due parole con me.
Quindi se mi incontrate in fiera e vi fa piacere scambiare un saluto: fatelo tranquillamente, io sono quello con la barba [ultimamente la lego con l'elastico] che cammina come uno scimmione. Amo il caffè, quindi difficilmente dirò di no a un invito al bar.

Ci vediamo a PLAY.
Andrea

Un ringraziamento a MagicMerchant.it
che sostiene il mio blog.

17 commenti:

  1. Congratulazioni di nuovo per questi sogni che si realizzano: la costanza dà i suoi frutti!
    Elena Infinite Jest

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  2. Al salone sei stato l'autore che più ho amato incontrare. Felici con te amico!
    Alberto e Valentina

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  3. Come al solito sarò assente al Play; i miei cromosomi neandertaliani non mi consentono di frequentare luoghi troppo affollati (nel senso che per entrare nel raggio di 2 metri da me, ti devo dare il permesso).
    Ma quando percepisci qualcosa vicino a te, ma non c'è nulla, o se ti giri di scatto intravedi una fugace ombra è il mio spirito che ti segue da orizzonti siderali, come un Grande Antico.
    Per farla corta e semplificare le cose, ti sono vicino, anche se solo con lo spirito, amico!

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  4. Ancora congratulazioni per le piccole soddisfazioni che ti sei tolto, e che dire, cento di questi giorni!
    Tullaris

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  5. "nel dubbio prendo risorse" mi è piaciuto, prenderò anche questo.
    comunque coi titoli spacchi...

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    1. Grazie. Dammi poi un feedback: piaciuto, non piaciuto, meglio questo, meglio il primo...
      Grazie e ciao.
      Andrea

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  6. Grande Dado… complimenti davvero! Non c’è cosa più bella di trarre soddisfazione da ciò che uno ama fare. Mi dispiace non esser riuscito a comprare il libro a Play per strappare una dedica (ma un saluto l’ho strappato lo stesso!), ma non me la sono sentita di fare il km di fila che campeggiava sempre allo sta dV… ma rimedierò quanto prima online!!! In bocca al lupo! White Winston

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    1. Sì, c'era molta coda allo stand DVGiochi (non per me, sia chiaro).
      Non c'è problema, ci vedremo in qualche evento ludico.
      Mi fa piacere essere riusciti a scambiare due parole.
      Ciao ^_^
      Andrea

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  7. Sappi che hai aperto il vaso di Pandora. Ora che i libri sono due ci si aspetterà il terzo (non c'è due senza tre in fondo).
    Dopo il terzo ci vorrà il quarto, perché ormai nessuno fa più trilogie ma punta al poker.
    5 come le dita di una mano.
    6 come parte del numero della bestia, coerente con l'ambientazione horror.
    7 come i peccati capitali.
    8 come l'infinito.
    9 perché se 3 è il numero perfetto, 3 volte 3 è il perfetto definitivo.
    10 perché cifra tonda!

    Ok basta la smetto e mi godo il mio unico dado di risiko torturato (che scommetto non ti ha chiesto nessun'altro :D :P )!

    A presto e stammi bene, alla prossima chiaccherata/giocata!
    Freddy

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    1. Ciao Freddy. Sei lo stesso Freddy che ho incontrato all'Etna Comics e a Play ?
      Grazie della chiacchierata!
      Ciao
      Andrea

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    2. In carne, ossa e cubetti! :)

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  8. Quest’anno non sono riuscito a venire a Modena per farmi torturare i meeple, ma non vedo l’ora di leggere anche questo. In bocca al lupo Dado! ;)

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    1. Ciao Pennywise. Peccato, a Modena ho allestito una camera delle torture davvero molto ben attrezzata. Mi sono dato un bel da fare con tutti quei meeple.
      ^_^
      Fammi sapere come trovi il secondo romanzo.
      Ciao
      Andrea

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