lunedì 10 luglio 2023

Sui coccodrilli non potrei giurare

I coccodrilli albini nelle fogne di New York magari esistono, non mi è dato di saperlo con certezza: non sono mai stato né a New York né in una fognatura, neppure di ridotte dimensioni, che ne so: nei tombini di Golasecca a Varese. Ma vorrei dir la mia a proposito della leggenda metropolitana che circola attorno ai giurati dei premi, che verrebbero continuamente avvicinati da concorrenti e sponsor, e corrotti tramite mazzette di banconote e favori sessuali: in quattro anni che mi trovo a far parte della Giuria del Premio Efesto, non ho visto neanche monetine sufficienti a pagarmi un caffè, e l'unica zizzona sulla quale ho allungato le mani è stata quella di Battipaglia (ordinata dal Vichingo su zizzona.com - aprite il sito con fiducia, non dovrete nemmeno cancellarlo dalla cronologia).

E dire che mi son messo parecchio in vista, che cammino e ho i modi garbati di un orco-scimmione, e che la mia moralità è seconda soltanto al mio pessimo buon gusto (di recente, in occasione dell'uscita del mio romanzo , ho affermato che mi piacerebbe firmare NEL DUBBIO PRENDO RISORSE su un reggiseno, anche una sola volta nella vita, come una stramaledetta rockstar: un uomo deve pur coltivare un sogno, per trovare le forze di alzarsi tutte le mattine alle 6.00).
Probabilmente questa mancanza di tentativi di corruzione, questo totale disinteresse nel comprare i voti, riguarda solo il settore ludico: okay, doloroso ma posso accettarlo, come ho accettato di restare "solo un amico" per Anna delle medie.

Per questo, perché ci sono dentro e so che non si guadagnano neanche i bruscolini, so che tolte le tentazioni, quello che rimane è assoluta buona fede, passione, e sincera voglia di premiare chi se lo merita davvero.
Quindi quando letto che CARNEGIE aveva vinto sia lo SCELTO DAI GOBLIN che IL GOBLIN MAGNIFICO, me lo sono comprato in tempo zero.

CARNEGIE
Gestionale calcoloso per 1-4 giocatori, di Xavier Georges, per giocatori esperti e con cotenna, della durata di 120-150 minuti, edito da Tesla Games.
Scopo del gioco: programmare al meglio la propria Azienda, sviluppando Progetti, costruendo Dipartimenti e ingaggiando Lavoratori, espandendo la propria rete commerciale sul territorio, in modo da guadagnare più punti degli avversari al termine della partita.
Ad ogni turno si sceglie 1 azione (che in realtà sono 2). Tutti i giocatori eseguono la stessa cosa.
L'idea alla base del gioco è "farsi trovare pronti"  (con Dipartimenti e Lavoratori) nelle azioni più probabili che sceglieranno gli avversari, e nel proprio turno: scegliere le azioni sulle quali gli avversari sono più "scarichi".
Se l'interazione è rappresentata dallo sviluppo della propria rete sul territorio, occupando città e tagliando collegamenti agli avversari, anche l'esecuzione di Azioni sulle quali gli avversari sono più spogli, può far bruciare interi turni.
In Carnegie non è possibile giocare coltivando solo il proprio orticello senza badare a quello che stanno programmando gli altri: se ci proverete fallirete miseramente.
E' altresì importante sviluppare le rendite, di banconote e cubetti, e garantirsi un flusso costante di entrambi: le prime servono per effettuare le donazioni (punti!) i secondi per pagare le connessioni fra le città. Anche avere un bel turn over di lavoratori in Azienda e da mandare sui Tracciati di Trasporto è fondamentale.
Più che coperta corta: un asciugamano da bidet.

Carnegie è un gioco che costringe a giocare continuamente in risposta (o in anticipo) alle giocate degli avversari. Spesso non potrete fare quello che avevate in mente di fare, e dovrete ritardare questa o quell'azione per prepararvi alle giocate altrui.
E' un gioco nel quale l'alea non conta una beneamata mazza: i giocatori sono i protagonisti assoluti, artefici del proprio destino, bisogna giocare pianificando, senza sprecare, adattarsi in maniera flessibile, scegliendo i tempi giusti per fare qualunque cosa.

Difetti? Nessuno oggettivo. Per quel che riguarda il mio gusto personale, mi è sembrato un po' senza anima. Gira tutto perfettamente, i materiali sono ottimi, il cartoncino spesso ovunque, il legno regna come in un paradiso per castori, la simbologia su tabellone e Dipartimenti è parlante, e il gioco ti chiede di essere rapido a cavalcare il fulmine: devi sapere quando recuperare le briglie e quando scendere per non bruciarti le chiappe. Ma ammetto di non aver provato particolari emozioni, cosicché a fine partita dici: "Bello, gira bene, funziona benissimo" ma non ci sono punti esclamativi nelle tue parole, non gridi mai "Cazzo che bumba 'sto Carnegie! Mi sono divertito un botto!" . Stilisticamente perfetto ma un po' gelido. Non è un peccato mortale, naturalmente.
Bel gioco, merita sia lo SCELTO DAI GOBLIN che il MAGNIFICO.

Sui coccodrilli non potrei giurare.
Complici due edizioni di IdeaG a Parma e a Torino, i 4 giorni all'Etna Comics, e qualche amico, negli ultimi mesi ho avuto modo di provare molti prototipi.
E per alcuni ho avuto sensazioni simili a quelle provate con Carnegie.
Di poco di cuore. Che le emozioni fossero rimaste seppellite sotto una frana di ergonomia e tegole del buon "game designer". Pochi azzardi, molte strade già battute in lungo e in largo, follia non pervenuta.
Avrei voluto chiedere agli autori: hai sempre avuto questo in mente? Da dove è partito il tuo gioco? QUESTO è il tuo messaggio per il mondo?
Perché qui funziona tutto bene, ma questo gioco è poco "gioco" e molto "mestiere", è un flusso di meccaniche ben oliate. Funziona. Gira. Ma.
MA.

Forse sto perdendo il mio cuore german.

Trovate CARNEGIE su MagicMerchant.it
che sostiene questo blog
ricco di contraddizioni

19 commenti:

  1. Risposte
    1. Mi sono appena preso Shogun no Katana. Ho aspettative altissime.

      Elimina
    2. Ho fatto una partita la settimana scorsa .. emozionante come ascoltare un film porno alla radio

      Elimina
  2. Mi ci ritrovo. Le mie passioni ludiche sono sanguigne, molto "di pancia".
    Ebbene, sono anni che di fronte alle copiose liste dei must-have, le prove su strada, i play-through che mi costringo a seguire, sbadiglio e passo oltre. Zero appeal, zero interesse.
    Non percepisco la scintilla, non sento quel movimento in fondo allo stomaco che può essere tanto fame da curiosità quanto eccesso da peperonata, nei casi peggiori.
    Mi chiedo se sia solo io a non intravederla più nelle recenti e sovrabbondanti produzioni, oppure la sensazione sia diffusa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, credo che sia una sensazione diffusa, ho sentito altri giocatori esprimere simili perplessità. L'ultimo cinghiale che mi ha fatto dire "Capolavoro" è Barrage. Dopo Barrage, ho trovato spesso giochi belli e tecnicamente ineccepibili ma, come ho scritto, con poca anima.
      Ciao
      Andrea

      Elimina
  3. W i coccodrilli! :-)
    Tullaris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio animale preferito. Ne ho messo uno sul lunotto posteriore della macchina.
      Andrea

      Elimina
  4. Anch'io ultimamente cerco quella follia che rende tutto più interessante!
    Elena Infinite Jest

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi aspetto grosse follie in un germanazzo ma vedo ottimi titoli che però sono "varianti sul tema", rielaborazioni.
      Io cerco anima.
      Andrea

      Elimina
  5. Risposte
    1. Non lo dire a me, fra qualche mese avrò il "5" davanti.

      Elimina
  6. Hai ragione Dado, ultimamente molti german sembrano più un esercizio di stile che qualcosa che punti a generare divertimento. Forse si è visto un po’ tutto e manca quella freschezza di qualche anno fa.
    Personalmente sto trovando più soddisfazione, di recente, in giochi più veloci e tesi, per quanto non perfettamente deterministici…

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero. In termini di soddisfazione, ultimamente, un peso medio ma bello teso e stretto mi dà di più.
      Andrea

      Elimina
  7. te l'appoggio! come designer dovremmo imparare a fare un passo in più

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io continuo a comprare sperando di trovare la perla fra un guscio e l'altro.
      Andrea

      Elimina
  8. Non un capolavoro, magari un po' algido, ma con certe schifezze che ci sono in giro... averne!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti, non ho detto brutto, assolutamente.
      Ottimo sotto quasi tutti i punti di vista (e per quel che mi riguarda superiore ad Ark Nova). Ma non mi è scattata la scintilla de "Che figata, devo rigiocarci subito un'altra partita!"

      Elimina
  9. Ok ammetto che a me Carnegie è piaciuto ma pure io l'ho trovato un filo asettico. Come un piatto che sai essere composto secondo ricetta, tutto a modino, ma niente di più. Si è buono, ma non lo cercherei in un momento di golosità.
    L'ultimo gioco che mi ha fatto sussultare è stato Tekhenu, soprattutto per via di un'eleganza nel gameplay riscontrata in pochi altri giochi. E per questo ormai, al 90%, sui giochi del buon Tascini la scimmietta non sente ragioni e compra... :D

    RispondiElimina
  10. Ho visto su Instagram che hai apprezzato molto Woodcraft, tra i finalisti del Premio Goblin Magnifico.
    Tiletum l'hai provato? Altro titolo ben oliato dove funziona tutto. Insomma gioco solido per antonomasia, che gira come un orologio. Poi a me ha anche molto divertito, tanti potrebbero trovarlo senza anima, un gioco di mestiere, che rimescola meccaniche. Ma sono tutte valutazioni molto soggettive, quello il "dilemma del giurato"...
    Tornando a Woodcraft e al divertimento, a me è il gestionale che ha più divertito dell'annata ludica, un filo sopra a Tiletum.

    RispondiElimina