Te ne consiglio 4 perchè la crisi avrà smagrito le vacche grasse ma non la voglia di sedersi attorno al tavolo con gli amici, che si tratti della canicola a Torino che delle braci nelle grondaie d'abruzzo, e perchè se c'è una morale nella parabola della coperta corta e della mutanda stretta e della valigia piccola, è che non puoi inventarti centimetri che non hai.
C'era un compagno alle superiori, che si vantava di avere un piccolo estintore rosa fra le gambe, per quel bisogno di gigantismo gulliveriano tipico dell'adolescenza. M. sponsorizzava il proprio astuccio di pelle aumentandolo di 1 centimetro a racconto, così che alla fine della quarta aveva raggiunto le dimensioni di un cobra. Credo vivesse nell'ansia di essere scoperto.
La valigia delle ferie, invece, è motivo frequentissimo di divorzio dalla moglie e separazione con addebito almeno quanto il non abbassare la tavoletta del gabinetto, le battute sul culone della suocera e porn hub sgamato nella cronologia di firefox.
"Non la starai riempiendo di giochi!" ti sgama intento a placcare la valigia sul letto sotto il peso del tuo corpo tipo wrestler ma fuori forma e fuori tecnica, mentre cerchi di chiudere la cerniera periferica sulle scatole dei cani zombie di Zombicide.
"Solo un paio" rispondi piccato nell'orgoglio e beccato col sorcio umbrella infetto in bocca (ma non era in bagno?!?)
Rovesciata sul letto alla rinfusa, tutta la roba che hai tirato fuori dalla valigia per far spazio.
Tua moglie prende il phon e te lo punta contro a mo'di ferro di Callaghan.
"Il phon della bambina?!!?!?"
"Non è la prima volta che lo sentiamo, sarai d'accordo, che d'estate bisognerebbe farsi un bel taglio corto da mare, che in spiaggia poi dove lo attacchi il phon e con i capelli bagnati alla bambine le viene male alle orecchie".
Frittata rovesciata carpiata di faccia al pavimento sapendo di mentire.
martedì 26 luglio 2016
martedì 19 luglio 2016
Divulgazioni quotidiane in 8 minuti
Siamo nati per vincere. O meglio: veniamo al mondo con la pretesa di vincere, di salire sul palco a ritirare il premio sotto scroscianti applausi e lanci di reggiseno. Perdere non è nella nostra natura, non fa parte del nostro codice genetico. Soffriamo perchè la sconfitta non era prevista, perchè non era a budget, trattasi di extracapitolato non richiesto. Se avete figli sapete cosa intendo.
I bambini non sanno perdere nè gestire le proprie emozioni quando accade. Piangono di sincera umiliazione. La sconfitta li getta nello sconforto, si sentono privati di un diritto, del diritto imprescindibile alla vittoria e al successo.
Gli adulti dissimulano. Più o meno male. Anni dopo la scoperta della verità, continuano a non saper perdere, quindi abbozzano, abbarbicano sugli specchi, cavillano e questionano sulle ragioni della sconfitta, eccepiscono su questo e quello, pretendono la moviola in campo e il riavvolgi nella vita, e ogni tanto prendono a sprangate il tifoso dell'altra curva o rubano la posta del vicino di casa con la moglie più figa o piantano un chiodo sulla portiera della macchina del collega d'ufficio che fa carriera: il loro modo di sbattere i piedi.
Dado vs Chrys
Vi segnalo il report di Chrys su Giochi sul Nostro Tavolo, a proposito di una serata passata
insieme, durante la mia settimana annuale di Ramadado.
http://pinco11.blogspot.it/2016/07/una-dadolata-di-giochi--serata-col-dado-critico.html
http://pinco11.blogspot.it/2016/07/una-dadolata-di-giochi--serata-col-dado-critico.html
I
titoli giocati:
- Onitama
- Quarto!
- Turbo Taxi
- Flick'em Up
- Hive
- Akrotiri
Fra
le birre bevute l’IPA Mc Gargles, linea della quale ho preso tutto perché
“con etichette ben ambientate”.
Report molto divertente.
Report molto divertente.
Grazie della serata, Chrys.
mercoledì 13 luglio 2016
Maratona 24 ore Stefan Feld
Moglie e figlia al mare, ossia la mia consueta settimana annuale di regressione dallo stato di uomo a quello di cinghiale a bagno in una pozza di fango.
Per non correre rischi sulla purezza del suino alla zanna e al garrese telefono al Giullare, che di animali ipertricotici e pezzati nel pelo e nell'ascella se ne intende, e che infatti va subito dritto al sodo: "FELDATHLON", ovvero una verticale di 24 ore di titoli di Stefan Feld senza alzare la testa dal tavolo, con teku di birre artigianali del Birrificio del Borgo e Birrificio della Granda, e la famosa Cheesecake Bloody Queen preparata dalla Giullaressa nella cucina sconsacrata di un ex convento di suore impazzite [avevano costruito il convento su un ex cimitero indiano].
Per non correre rischi sulla purezza del suino alla zanna e al garrese telefono al Giullare, che di animali ipertricotici e pezzati nel pelo e nell'ascella se ne intende, e che infatti va subito dritto al sodo: "FELDATHLON", ovvero una verticale di 24 ore di titoli di Stefan Feld senza alzare la testa dal tavolo, con teku di birre artigianali del Birrificio del Borgo e Birrificio della Granda, e la famosa Cheesecake Bloody Queen preparata dalla Giullaressa nella cucina sconsacrata di un ex convento di suore impazzite [avevano costruito il convento su un ex cimitero indiano].
giovedì 7 luglio 2016
Il momento del rancio
Se solo la vostra curiosità avesse preso il sopravvento, lo scorso sabato, sul comprensibile bisogno di rinfrescare il luglio in montagna - salvo poi sudare il doppio spennellando col rosmarino sulle costine sfrigolanti accampati con una tovaglia nei prati, mentre tafani e zanzare vi crivellavano le caviglie - e vi foste sporti oltre il cavalcavia di corso Dante Alighieri e aveste spinto la piccola porta a vetri del Jolly Joker Cafè, avreste trovato:
1- Walter Obert intento a distribuire parrucchini-toupet da fissare sul mento con l'elastico per aumentare l'immedesimazione con i les poilus della versione originale del gioco
1- Walter Obert intento a distribuire parrucchini-toupet da fissare sul mento con l'elastico per aumentare l'immedesimazione con i les poilus della versione originale del gioco
martedì 28 giugno 2016
La mia esposa stava al fiume
Mio padre stava via tutta la settimana e così mia madre, dopo il turno all'ospedale, mi portava al cinema, di lunedì pomeriggio perchè costava meno.
Dovevamo prendere 2 pullman perchè vivevamo in periferia e perchè mia mamma non aveva la patente.
.....
Ci incontriamo davanti all'ospedale Sant'Anna. Valentino mi spiega che sono lì per un'ecografia e che oramai manca davvero poco. Elisa è già dentro.
Parliamo un po' di giochi e di poppate notturne, davanti alla mia macchina in doppia fila con le quattro frecce e il bagagliaio aperto.
E infine scambiamo, 3 dei miei giochi per il suo Hyperborea con carte già imbustate e perfetto.
La regola che ci siamo imposti, con Viking e Redbairon, è quella della ludoteca socialcomunista in comune, se uno dei tre si compra un gioco, gli altri due comprano altro, in modo da evitare doppioni e far girare più titoli, e vai di condivisione.
Devo dire che la rispettiamo abbastanza.
Dovevamo prendere 2 pullman perchè vivevamo in periferia e perchè mia mamma non aveva la patente.
.....
Ci incontriamo davanti all'ospedale Sant'Anna. Valentino mi spiega che sono lì per un'ecografia e che oramai manca davvero poco. Elisa è già dentro.
Parliamo un po' di giochi e di poppate notturne, davanti alla mia macchina in doppia fila con le quattro frecce e il bagagliaio aperto.
E infine scambiamo, 3 dei miei giochi per il suo Hyperborea con carte già imbustate e perfetto.
La regola che ci siamo imposti, con Viking e Redbairon, è quella della ludoteca socialcomunista in comune, se uno dei tre si compra un gioco, gli altri due comprano altro, in modo da evitare doppioni e far girare più titoli, e vai di condivisione.
Devo dire che la rispettiamo abbastanza.
martedì 21 giugno 2016
L'uovo di colombo
C'è stato un tempo in cui sedevamo ai tavolini di un bar e quel centimetro di caffè faceva in tempo a raffreddare nelle nostre tazzine, tanto era di fondamentale importanza discutere degli edifici in pietra di Caylus.
Un tempo in cui la chat whatsapp era una foresta in fiamme di messaggi "Sì, ma se mi lasciami finire", sulla convenienza di certi segnalini legno e stoffa su altri.
Le mezzore corsare che avevamo accampato con le nostre mogli, il tempo di un Campari, si dilatavano pericolosamente verso il divorzio.
Ci addentravamo dentro ogni singola mossa della partita appena trascorsa come avremmo fatto in un dungeon.
E ridevamo, sì, ridevamo degli ammericanbabboy, come si ride oggi di certi adolescenti che portano i jeans calati bassi sul culo con i boxer a vista.
Germanifighetti, facevamo l'autoironia dei negri dei film di hollywood, quando si chiamano fra loro negri.
La nostra costa smeralda era il chiosco dei panini sulla radiale alle 3.00 di notte, e la nostra coca tutte le possibili implicazioni di un ipotetico diverso piazzamento di lavoratore fra il quarto e il quinto turno. Proiezioni mentali più delle seghe. Calcoli da board game theory. Ci riempivamo le mani e ci ingozzavamo di cubetti come nella fantasia di rimaner chiusi tutta la notte in un supermercato, e svaligiare il banco dei dolciumi.
Un tempo in cui la chat whatsapp era una foresta in fiamme di messaggi "Sì, ma se mi lasciami finire", sulla convenienza di certi segnalini legno e stoffa su altri.
Le mezzore corsare che avevamo accampato con le nostre mogli, il tempo di un Campari, si dilatavano pericolosamente verso il divorzio.
Ci addentravamo dentro ogni singola mossa della partita appena trascorsa come avremmo fatto in un dungeon.
E ridevamo, sì, ridevamo degli ammericanbabboy, come si ride oggi di certi adolescenti che portano i jeans calati bassi sul culo con i boxer a vista.
Germanifighetti, facevamo l'autoironia dei negri dei film di hollywood, quando si chiamano fra loro negri.
La nostra costa smeralda era il chiosco dei panini sulla radiale alle 3.00 di notte, e la nostra coca tutte le possibili implicazioni di un ipotetico diverso piazzamento di lavoratore fra il quarto e il quinto turno. Proiezioni mentali più delle seghe. Calcoli da board game theory. Ci riempivamo le mani e ci ingozzavamo di cubetti come nella fantasia di rimaner chiusi tutta la notte in un supermercato, e svaligiare il banco dei dolciumi.
Iscriviti a:
Post (Atom)






