"Questa notte giocheremo con FLORENZA di Stefano Groppi".
Nel comando di polizia scoppia il putiferio. L'investigatrice, mia moglie Francy ma non lo sa, sbatte i pugni sulla scrivania: "Maledetta banda Occhi di Dado, questa volta vi acciufferemo!"
Il colpo si organizza tramite whatsapp, la tecnologia al servizio del male, che poi male non ne facciamo sul serio: giochiamo e collezioniamo tutti i titoli di Stefano Groppi, nostro padre, scomparso misteriosamente alla sagra del fiore di zucca fritto di Scandicci, 30 anni fa.
Partita dopo partita, cerchiamo nelle pieghe dei suoi titoli, indizi che ci aiutino a ritrovarlo, perchè nostro padre non ha semplicemente progettato le meccaniche, ha anche disegnato parte delle illustrazioni (Loggia, Edicola, Monumento Equestre, Padrone, Protettore, Edificatore, Signor de lo rione), scritto il regolamento, immaginato tessere e tabellone.Nei suoi giochi potrebbe quindi esserci qualcosa, un dettaglio, un ultimo messaggio, per noi.
Ne siamo convinte, io e le mie sorelle: Red-Sheila, la gnocca delle tre, sempre protagonista in tutti i colpi in notturna, e Vik-Tati, la più giovane, che non sta mai zitta e soffre di paralisi d'analisi in stadio avanzato. Ah, io naturalmente per esclusione sono Kelly, quella truccata come un puttanone, o un travestito a seconda dei gusti.
La polizia che ci dà la caccia brancola nel buio, checchè noi di indizi gliene si sbatta proprio in faccia senza ritegno, tanto per dirne uno: lavoriamo tutte e tre nella ludoteca Occhi di Dado. Non dico tanto ma fare un controllo no?
Le altre sore arrivano nel covo alle 22.00, perchè noi giochiamo col favore delle tenebre, come gli innamorati sui sedili posteriori delle macchine. Sheela mi deve portare il nuovo carnet di bigliettini da visita, che a lanciarli così dalle finestre aperte siamo rimaste senza. Ci costano una fucilata 'sti bigliettini in titanio (col logo della banda serigrafato) capaci di disarmare una pistola un secondo prima che spari e piantarsi contro una parete di mattoni e cemento.
Whatsapp. Mi scrivono "Siamo davanti al citofono" il nostro messaggio in codice per dire che sono davanti al citofono.
Saluto Francy e la piccola, con la scusa del seratone maschio: divano + birra + streaming Trono di Spade.
E invece apro la porta a Red e Vik.
Entrano e indossiamo le maschere.
Indossiamo sempre le nostre maschere ogni volta che giochiamo un titolo di nostro padre (vedi UNO e vedi DUE). Non posso ancora dirvi perchè io e Tati indossiamo sempre le stesse, mentre Sheela la cambia. Lo scoprirete al prossimo gioco di Groppi.
FLORENZACinghiale in stile antica Firenze del periodo più introspettivo del Groppi, per 2-5 giocatori, ambizioso, barocco, ampolloso. Caratterizzato da pesanti pennellate di materiale a esasperare sia la maestosità dell'opera che la complessità di Firenze di quegli anni. Una rappresentazione di 120-180 minuti in cui realismo e gotico si mescolano come colori primari, per dare vita a qualcosa di imponente e sfarzoso. Florenza è un tributo, al gioco pesante, alla paralisi d'analisi come virtù, alla storia di Firenze e agli artisti che vi sono transitati, alle famiglie dei nobili (Medici, Pitti, Rucellai, Strozzi, Pazzi) che hanno fatto la città.
Florenza è, citando Magritte, una pipa che non è una pipa, ma la rappresentazione di essa, di una città e di un pezzo di storia pennellato per tentativi ora stupendi ora fallaci, con un uso dicotomico del Groppi di materiali poveri (legno e cartoncino) per rappresentare materiali nobili (oro, spezie, tessuto, legno, marmo, metallo, fiorini).
Un gioco per gli amanti del gioco senza scorciatoie nè sconti, che non cercano serigrafie fast food da appendere nel salotto o german liofilizzati solo per vantarsene con gli ospiti, che sanno che il piacere vero richiede un sostanzioso investimento di tempo, energie e neuroni.
Gli artisti al soldo dei giocatori sono pittori, scultori, architetti, che si sudano il salario affrescando, pestando il martelletto e restaurando volte, gente del calibro del Borromini, Donatello, Caravaggio, Brunelleschi e Paniccia, ma anche manodopera rumena senza libretti, muratori e imbianchini in nero che lavorano per un tozzo di pane sciocco.
Florenza un volta esploso occupa tutto il tavolo, opulento come una Venere di Botero, Groppi che dilata la forma, che non ci stanno quasi i bicchieri con le birre della serata: Xtra Ipa del birrificio Della Granda e la Siberian del birrificio Laval.
Si comincia.
Il tributo del Groppi a William Attia e al Fragolari.Campaniliste, le tre grazie del gioco da tavolo italiano, cominciano a decorarsi i rispettivi borghi di famiglia, spartendosi le rendite su Casa e Casamento, e i punti vittoria della Biblioteca. Passati i primi turni a prender contatti con i fornitori e la bassa manovalanza 'on la 'annuccia 'orta, appendiamo il cartello LAVORI IN CORSO sui rispettivi rioni ed è la febbre del mattone, da sempre l'investimento più sicuro.
Io sembro prediligere la gloria delle grandi opere, mentre le sorelle critiche lavorano sugli edifici a più basso rendimento ma veloci da realizzare.
Alle soglie della mezzanotte Tati viene assalita dalla solita crisi di paralisi d'analisi: si inchioda sul se sia meglio il Verrocchio o il Giambologna, per la facciata del Palazzo Vescovile, e non la smuove neppure l'inno nazionale del Brasile mostratole su youtube. Demandandomi il compito di rinsavirla, Sheela zompa felina sul balcone, a fumarsi la solita sizza, fra le piante di peperoncini urticanti.
Mi gioco il jolly bugiardo di una partita a Starcraft la prossima settimana, e Tati torna in sè.
Si riprende e ci si sgomita nelle costole per il controllo degli edifici attorno al Duomo, e per i privilegi del Vescovo. Tati prende i voti. Perenni.
La partita finisce alle porte delle 03.00 di notte (vedi prima foto).
Vince Sheela, come al solito, seconda la piccola ciarliera, e terza io.
Tempo di immortalare le quattro ore di partita con una foto (noi si va lunghi pure a pari e dispari), e si va a coricare le gambe sul letto.
Sontuoso, abbondante, di lenta masticatura, impegnativo e con alto potere saziante.Un titolo sicuramente non per tutti i giocatori e non per tutti i giorni, questo sia chiaro, come certi whisky invecchiati e complessi, ai quali va dato il giusto tempo, in botte, nel bicchiere e in bocca.
Ma un tedesco robusto, per giocatori che non la vogliono facile, con un sistema di attivazione simile a quello di Caylus, tanto impegnativo quanto appagante, il cui unico peccato veniale sono le veline segnapunti, disegnate da Staccolanana e dal Fragolari.
Un gran german, uno dei migliori che mi sia capitato ultimamente.
Fuga nel cuore della notte.
Francy esce dalla camera da letto e ci vede, in cucina.
Riconosce il gioco, le maschere, ma non riconosce noi, un po' come gli occhiali per Clark Kent.
E siamo di nuovo in fuga sui tetti, con la polizia alle calcagna.
Per non sbagliare scaglio uno dei nostri costosi bigliettini da visita nel vento.
Precipita giù. Come una foglia triste.
Ti ritroveremo, Padre, siamo sempre più vicine, lo sento.
Una partita alla volta.
Ti ritroveremo...




























