domenica 9 ottobre 2022

Qualunque cosa succeda: restate concentrati su Momiji

"Dunque siamo quattro giocatori, quindi usiamo tutti i tipi di carte foglia. Anzitutto ve ne consegno 6 a testa" spiego distribuendole agli altri tecnici di laboratorio seduti ai quattro lati del tavolo.
"Il setup di MOMIJI è molto veloce: ora rivelo quattro carte foglia e le metto al centro, in modo che siano raggiungibili da tutti, dividendole in colonne se escono dello stesso tipo. Poi estraggo casualmente i gettoni obiettivo della partita. I gettoni obiettivo sono uno dei modi per far punti...".
Marco, completamente lordo di sangue, e con un avambraccio amputato appeso al collo con del nastro adesivo, butta giù le carte.
"Non ce la faremo mai, Andre!".
"Non ce la faremo mai se non ti dai subito una calmata"
gli rispondo a denti stretti, cercando di mantenere la calma. E' sempre stato un disfattista, uno che rema contro. Come quando, qualche anno fa, non riuscivamo a compattare le nuove gallette di riso soffiato e lui ripeteva: "Non riusciremo mai a incollare il riso con questa maledetta gelatina alimentare, tanto vale venderlo sciolto da versare nella scodella per la colazione!".

"Non me ne starò seduta al tavolo a farmi divorare" ribatte Rosy, anche lei sporca di sangue marcio, e con una collana di pezzi di carne putrescente appesa al collo "Dobbiamo affrontarli. Siamo in quattro. Se ci mettiamo schiena contro schiena e combattiamo..."
"Combattiamo?!?" la interrompo esattamente nell'istante in cui un pannello di plexiglass della parete opposta scricchiola, e una crepa si allunga dal punto in cui sta premendo la mano dello zombie, e la crepa si arrampica fino allo stipite di alluminio della porta.
"Siamo barricati nell'unica via d'uscita possibile. E gli zombie continuano a entrare dall'altra parte, convergono nel corridoio, si ammassano e spingono tutti nella nostra direzione. Entro qualche minuto le pareti cederanno, anzi esploderanno, e ci si riverseranno addosso decine se non centinaia di zombie".
"Un'idea davvero brillante chiuderci nel laboratorio delle centrifughe e dei frigo" commenta e applaude sarcasticamente Francesco, la cui credibilità è però minata da una testa amputata di donna con una mela in bocca, legata al torace con una cinghia e una ragnatela di nastro adesivo.
Ha insistito per metterle la mela [che si era portato da casa, per pranzo] incastrata fra i denti: "Non mi appendo una testa di zombie addosso, chi mi garantisce che non si risveglia di nuovo e non cerca di mordermi?".
"E' successo tutto rapidamente"
mi viene in soccorso Alessandro "Non abbiamo avuto molto tempo per pensare. E fra poco gli zombie entreranno da quella maledetta porta. Non abbiamo alternative. Dobbiamo solo sperare che questo schifo che ci siamo spalmati addosso li inganni" commenta facendo ciondolare una mano necrotizzata appesa a un cordino.
"Funzionerà! Ce la faremo!" prometto. Per la verità non so se funzionerà. Ma un piano pessimo è meglio di nessun piano.

Barzelletta numero 1. Ci sono un italiano, un francese e un inglese in un laboratorio batteriologico del governo in un posto segreto. Il francesce dice: "Ho eseguito tutti i protocolli di sicurezza che mi spettavano, posso andare a casa". Poi l'inglese dice: "Ho eseguito tutti i protocolli di sicurezza che mi spettavano, posso andare a casa". Infine l'italiano dice: "Dovrei eseguire i protocolli di sicurezza che mi spettano prima di tornare a casa, ma fra poco c'è Italia-Brasile e rischio di perdermi l'inizio. Eseguirò i controlli di sicurezza domattina, tanto cosa vuoi che succeda".

Barzelletta numero 2.
Ventotto giorni dopo, a migliaia di chilometri di distanza, in un laboratorio che fabbrica creme dimagranti e barrette energetiche da sostituire al pasto, quattro tecnici che di solito lavorano sulle alghe e sulla soia, si trovano barricati nell'ultima ala dell'edificio preso d'assalto dagli zombie.
Andrea, uno dei tecnici, propone ai suoi colleghi di fare a pezzi i due zombie uccisi nel laboratorio delle centrifughe, e spalmarsi di carne e sangue, in modo da ingannare gli altri quando entreranno. Ha letto da qualche parte che gli zombie cacciano seguendo l'odore. O forse l'ha visto in un documentario. O una serie tv. Comunque non c'erano molti altri piani, a parte aspettare di essere divorati.

Un pezzo di plexiglass va in frantumi, e le mani dei non morti cominciano a frugare l'aria dentro il nostro laboratorio.
"Merda!" esclamano voltandosi Marco e Rosy nello stesso preciso momento, così coordinati che non posso non ripensare alle voci sulla loro tresca, e che siano davvero dei trombamici [io non ho mai avuto una trombamica e un po' di sana invidia è umana in un mondo di nonmorti].
"Ragazzi concentrati" li richiamo io al piano "Quando entrano noi ce ne restiamo immobili al tavolo a giocare. Loro ci passeranno accanto, c'è abbastanza spazio. Ce ne stiamo a giocare finchè passano tutti. Sono decine e sono lenti, ci vorrà un po'. Il gioco ci terrà il cervello impegnato e ci aiuterà a far passare il tempo"
"Che piano del cazzo!" commenta Marco "Entrano gli zombie e noi li aspettiamo al tavolo giocando a Momiji"
"La porta opposta che dà sull'esterno ha il maniglione antipanico. Quando gli zombie si appoggeranno contro, si aprirà e loro si riverseranno fuori. E poi, per la cronaca, non si tratta di Momiji edizione standard. Questa è la deluxe!" annuncio.
"La deluxe?" sgrana gli occhi Alessandro, che oltre ad ad avere un master in Alimentazione e Dietetica, è un giocatore collezionista che fra le altre cose si è stampato con la 3D tutti i personaggi di Gloomhaven.
"Segnalini ghiande in legno, foglie dorate in legno, token animali in legno. Comprende il modulo The Ancient Garden" spiego tirando fuori i vari segnalini dalla scatola.
La maniglia schizza via dall'alloggiamento e rotola a terra, come un pomodoro d'acciaio. La porta si spalanca. E il corridoio ci vomita addosso l'orda non morta.
"Qualunque cosa succeda: restate concentrati su Momiji" ordino al gruppo.

"Quindi le azioni sono tre: pescare carte foglia dall'area centrale, giocare carte foglia nella propria area di gioco e attivare un gettone obiettivo. Giusto?" chiede Rosy, accusando lo spintone sulla schiena di uno zombie vestito da operaio. Ha ancora in testa l'elmetto giallo protettivo di plastica, e una livella a bolla che gli spunta dalla tasca del jeans.
"Sì. E durante il proprio turno si possono eseguire anche le azioni aggiuntive di usare l'abilità di una tessera paesaggio o scartare due carte foglia qualsiasi per ottenere un token ghianda" preciso.
"Mi ripeti come si impilano le foglie nella propria area?" mi chiede Alessandro, mentre gli zombie sfondano il maniglione antipanico dalla porta opposta e si riversano all'esterno.
"Sta funziona..." non fa in tempo a sussurrare Marco, che uno zombie trafitto al collo da una spada gli scorre alle spalle, e la lama apre una ferita sulla schiena del tecnico. Mi affretto a coprire il sangue fresco con una manciata di budella molli.
"Resta concentrato sul gioco" lo fulmino.

Ci passano accanto, ci urtano, scorrono ai lati del nostro tavolo. Una fila-fiume che sembra non finire mai.
Ogni tanto qualche carta di Momiji cade a terra. Ogni tanto raccolgo qualche pezzo di carne guasta e lo metto sul tavolo per mantenere forte l'odore.

"Posso fare punti con un gettone obiettivo che hai attivato tu?" chiede Alessandro.
"Sì. Ma se lo risolve il giocatore che l'ha attivato fa 10 punti, se lo risolve un altro ne fa 3".

Continuano a scorrere. Una coda di carte morta e ciondolante. Una partita a Momiji dura mezzora. E noi siamo alla quinta partita. Il tempo passa sotto forma di partite. Restare concentrati non è semplice.

"Fanno un anello!" esclama a un certo punto Marco.
"Come un anello?" chiede Alessandro
"Un anello. Girano in tondo, cristo santo!"
"Non dire cazzate e continua a giocare" ringhio. La stanchezza sta prendendo il sopravvento. Presto non riusciremo più a stare seduti al tavolo. Abbiamo le schiene a pezzi e ci stiamo facendo tutto addosso.
"Quello zombie con la tshirt rossa: Duff Beer. E' già passato"
"Non dire cazzate"
"Ti dico che l'ho già visto. Ho una buona memoria"
"E' una maglietta comune, ce l'hanno in tanti"
prova a dire Rosy. E' già un po' che se ne sta in silenzio. Presto crollerà.
"Gli autori sono Dario Massarenti e Francesco Testini, giusto?" chiede Alessandro
"Come?" chiedo incapace di mettere a fuoco
"Gli autori di Momiji"
"Sì"
rispondo "E l'editore è 3 Emme Games. Il gioco è venuto fuori da una campagna kickstarter"
"Girano in tondo, vi dico"
ripete Marco "Ne ho riconosciuto un altro, uno che somiglia a Little Tony da giovane"
"Non ce la faccio più" mormora Rosy.

Partita di Momiji numero 103. Se ho calcolato bene dovrebbero essere passate 48 ore. O qualcosa di più. Durante la partita numero 47 Marco si è staccato dal tavolo ed è corso fuori a controllare se gli zombie stavano facendo un anello. Non è più tornato. Durante la partita numero 88 Rosy si è alzata dal tavolo, ci ha detto addio ed è uscita. Piangeva, Non abbiamo più visto neanche lei.

Partita di Momiji numero 145. Io e Alessandro ci stiamo tenendo su con le barrette energetiche e le gelatine. Il flusso zombie sembra diradarsi.

Partita di Momiji numero 209. Ho litigato con Marco. Non sono più passati zombie ma io insisto: dobbiamo aspettare, ce l'abbiamo quasi fatta, non dobbiamo sprecare tutto quello che abbiamo fatto!

Partita di Momiji numero 322. Marco è andato via. Ha detto che era inutile aspettare ancora e ha detto anche (udite! udite!) che mi è andato in pappa il cervello. A me! A me che ho salvato il gruppo col mio piano!

Partita di Momiji numero 456. Sto continuando a giocare in solitario, modalità prevista dal gioco. Ho quasi finito le barrette e i succhi in gelatina, ma non me la sento di allontanarmi da questo tavolo: sono vivo, sono sopravvissuto all'orda zombie, il piano era buono e ha funzionata. Forse aspettando ancora. Sì, ancora un po'. Aspetterò finchè non ce la farò proprio più.

Trovate Momiji
e barrette energetiche
su MagicMerchant.it
che sostiene questo blog
e l'apocalisse zombie

13 commenti:

  1. Semplicemente fantastico :-D

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  2. Meraviglioso...grande e grazie per gli stupendi articoli

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  3. A mio parere questo è uno dei tuoi racconti più belli. Grazie Dado

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  4. Racconto per palati forti. Complimenti anche stavolta.
    Elena Infinite Jest

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    1. Mi piace il finale vagamente lovecraftiano, dove rimane vago se il protagonista ce la farà ma perdendo il senno oppure ha già sbroccato anche lui, oppure era già folle dall'inizio...
      Ele Infinite Jest

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  5. mamma mia, racconto da brividi forse uno dei tuoi migliori.

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