giovedì 21 ottobre 2021

Dietro le quinte dell'anteprima di Wonder Book

All'anteprima di Wonder Book della DvGiochi a Milano, in una libreria Feltrinelli a tre piani e a due linee metropolitane di distanza dalla stazione Milano Centrale, si va in treno regionale al risparmio, con i compagni di merende e maratone feldiane Gioca Giullari, fra fantasie ludoerotiche come quella di intavolare Progetto Gaia fra Vercelli e Rho Fiera, e quella di convincere il controllore a giocare in divisa a Ticket to Ride.
Il ritrovo è alla stazione di Porta Nuova già mangiati, con zaini in spalla, bandana anti-sudore sulla fronte per non perdersi neanche un fotogramma di Wonder Book a causa di un eventuale strizzamento delle palpebre, e l'immancabile bottiglia da 1,5 lt da svuotare dall'acqua e da riempire con l'ammoniaca organica.
Arrivo in anticipo 20 minuti prima, studio i turisti in partenza e le loro valigie con rotelle, e non mi agito finchè non mancano soltanto 5 minuti alla partenza del nostro treno.
Al mio "Alberto siete in arrivo?", il Giullare Barbuto risponde con una serie di sms in sequenza:
1- STIAMO ARRIVANDO DADO TRANQUILLO CE LA FACCIAMO
2- STO CERCANDO PARCHEGGIO MA E' TUTTO PIENO
3- NON TROVOPARHEGGIO MALEDIZIONMA ARRIVIAMO
4- FORSEL'1@TROVATOARIVIAMO
5-C2PMIAMO CORREND FERMA iLTRENODAD
6-VALENTINE'CADUT

Infine salgono. Le porte si chiudono rasando loro le chiappe.
E il treno parte.

Siamo senza tavolino, quindi giochiamo a The Mind in versione estrema sulle ginocchia.
Non ho mai provato la versione Extreme e fatico un po' ad assorbirne il regolamento.

Il viaggio scorre veloce nonostante le fermate del regionale, e nonostante i controllori siano un po' smarriti dal dover verificare sia i biglietti sia il green pass [finisce che ad alcuni passeggeri controllano 2 volte il green e nessuna il biglietto, a qualcuno invece soltanto il biglietto, ad uno solo le analisi del sangue e la tessera del videonoleggio per adulti].

Scesi dal treno ci vanno due metropolitane per arrivare alla libreria.
"Dobbiamo tenerne conto per il ritorno" concordiamo.
La libreria è di quelle belle belle in modo assurdo: ricca, sontuosa, su tre piani, con bar e spazi multimediali.
La DvGiochi non ha badato a spese e ha riservato quasi tutto il terzo piano. Arriviamo che ci sono cartelli di Wonder Boook tappezzati ovunque.
Gli altri recensori sono già tutti al tavolo. Vorrei perdere qualche minuto per salutarli, ma aspettavano proprio solo noi, le palle al piede torinesi che non appena si allontanano cinquanta metri dalla Mole si perdono pure col TomTom in tasca.

Veniamo divisi fra i tavoli.
I Giullari si seggono con TeOoh di Recensioni Minute e Luca Raina, attirando sul tavolo tutti gli scatti dei fotografi professionisti presenti.
Io finisco in un tavolino in un angolo con Elena Infinitejest e Tania della Tana dei Goblin, e Jack del Dunwich Buyer Club.

"Prima avete fatto cadere il cartellone e l'avete rotto? E allora adesso vi beccate Dado al tavolo" sento dire a Barbara Rol.

Wonder Book
Gioco cooperativo e dungeon-family di Martino Chiacchiera e Michele Piccolini, per 1-4 giocatori, della durata di 90 minuti circa, che ha richiesto più di 6 anni di sviluppo, in uscita con DvGiochi [e altri partner in una dozzina di altri Paesi].
Il gioco si svolge nel mondo fantasy pastello di Oniria, e come è noto dalle molte foto e anteprime sul web, sfrutta un libro popup.

Del gioco vi dirò veramente poco, non mi addentrerò in dettagli e il mio consiglio sincero è di cercare di spoilerarvi il meno possibile, se vi interessa giocarlo, evitando di cercare informazioni o immagini sul web.
Si tratta di un'avventura cooperativa in un mondo fantasy.

Il regolamento è molto semplice e intuitivo: si comincia a giocare velocemente con le prime regole e il resto si impara addentrandosi nella campagna. La sensazione è che ci sia stato un lungo lavoro di scarnificazione per eliminare tutto ciò che poteva essere poco fluido, ripetitivo o minimamente frustrante.
Non ci sono regole di ingaggio con gli avversari, non si rollano centinaia di dadi anche solo per respirare, e la storia scorre morbida.
Il gioco catapulta [letteralmente] all'interno del libro, accompagnando i giocatori per mano in una favola interattiva e tridimensionale.
Si interagisce continuamente con il mondo circostante, modificandolo, plasmandolo, attivandolo. Le leggi della fisica sembrano coinvolte.
Le decisioni che i giocatori prendono in partita influenzano la storia creando dei bivi narrativi [e 7 finali diversi possibili].
I giocatori esplorano, combattono, fuggono, si arrampicano, costruiscono, evocano, ....

E preferisco non dirvi altro.
Il gioco mi ha fatto un'ottima impressione. Ho trovato originalità, una narrazione ben costruita e aderente al gioco, voglia di cogliere di sorpresa i giocatori e di introdurre sempre qualche nuova chicca.
Se Wonder Boook riuscirà a replicare in tutte le missioni della campagna quanto visto nei primi due livelli, ci aspetta davvero un bel gioco.

Ritorno.
Avevamo detto alle 17.30 ce ne andiamo, ma l'albero incantato ci attira a sè come una calamita ed è difficile staccarsi.
Perdiamo anche qualche minuto a salutare gli amici.
Poi usciamo dalla libreria Feltrinelli. E cominciamo a correre.

La prima metropolitana ci fa aspettare 8 minuti. Merda. Sembrano un'eternità. Sembra il 12 gennaio quando torni in ufficio e le vacanze sono un puntino lontanissimo all'orizzonte.
Controlliamo gli orologi. Il Giullare Barbuto studia percorsi alternativi sul cellulare.

Saliamo. Sulla metro un ragazzo chiede l'elemosina. Gli regalo una barretta di cereali.

"Non ce la possiamo fare" commenta Valentina
"Anche all'andata sembrava non ce l'avremmo fatta. E invece siamo riusciti a prendere il treno"
Le parole del Giullare mi danno coraggio. Mi vengono in mente i film Alive - Fuga per la vittoria - Quella sporca dozzina.
Sento nelle orecchie la musica di Eye of the tiger.
No, non ci arrenderemo. Correremo finchè le gambe non cederanno, finchè i polmoni non sanguineranno.
E prenderemo quel maledetto treno per Torino.

"Non possiamo aspettare l'altra metro. Io dico: restiamo su questa metro, usciamo tre fermate più avanti, e poi corriamo"
"Capitano mio capitano"
"Siiiiiiiiiiiiiiiiiiii"


Corriamo. Fino. A morire. E ripeto. Fino. A. Morire.
Arriviamo in stazione. Dal lato opposto della stazione. Naturalmente.
Corriamo ancora.
Arriviamo al binario.
E riusciamo a vedere il nostro treno che si allontana.

Prendiamo il treno dopo. Tocca fare un altro biglietto.
Almeno parte subito.

Saliamo. Separati uno da una parte uno dall'altra perchè ci sono pochi posti liberi.
Passo i primi 10 minuti a tossire, attirandomi addosso tutti gli sguardi terrorizzati degli altri passeggeri [compresa la ragazza che ho seduta davanti, che mette in mezzo fra me e lei: una bottiglia, lo zaino, la giacca, una rivista, la tendina del finestrino].

Ci separiamo a Porta Susa.
"Sempre epici i nostri incontri, Alberto"
"Sempre, Dado, sempre!"

Abbraccio Vale e Albo.
E scendo.

Canale Gioca Giullari: https://www.youtube.com/c/GiocaGiullari

Trovate Wonder Book
su MagicMerchant.it
che sostiene questo blog di maratoneti senza fiato

15 commenti:

  1. Lo facciamo solo per avere storie da raccontare... Ma che storie! ❤️

    Mancava solo una Bloody cheesecake

    AeV

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  2. In effetti ero seduta incastrata tra il pannello pubblicitario e il tavolino, che ridere.
    Un onore e un piacere averti al tavolo, Andrea!
    Elena (Infinite Jest)

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    1. Anche per me, Elena. Anche se hai rotto il tabellone.
      Un abbraccio.
      Andrea

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  3. Molto bella l'idea di inserire nel gioco tutti quei gattini, che fanno sempre simpatia. Un caro saluto a tutti, WO

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  4. Ahahaha epici! Grazie di essere venuti a trovarci

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    1. Speravo di incontrarti.
      Non ci si vede da un secolo.
      Andrea

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    2. Prossima volta che vieni a Essen ;-D

      Più probabile alla prossima Ideag dalle tue parti. Ma non garantisco

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  5. Bello il gioco, la recensione, il racconto del viaggio e i gattini.
    Gattini ovunque!
    Tullaris

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    1. Tocca prendercelo 'sto caffè Tullaris, non fare che poi ti ritrovi col vikingo di nascosto.
      Andrea

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    2. A parte che non bevo caffè (ognuno hai i suoi difetti :-)), in questo momento sono un po' incasinato, ma dobbiamo riuscire ad organizzare una volta.
      Tullaris

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  6. Essere messi al tavolo come punizione... sono soddisfazioni! :-)

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    1. Verissimo.
      Io sono il cattivo esempio [cit.]
      Andrea

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  7. Il tavolo con Infinite jest è un premio, valeva da solo il viaggio!!😎 Gioco MEH. Dai su. Basta Coop!!!!!

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