lunedì 20 settembre 2021

Hai solo più tre turni di vita

Si stava nel deserto, io, SethBairon e il Khepring, a pescar datteri e fichi d'india da un vaso canopo, all'ombra di uno spiovente di roccia eroso dalla sabbia e dal vento che s'era pure sopito un pescatore, e a decantare la perfetta rotondità dei seni della regina delle regine Cleopatra. Il vaso colmo di frutti maturi era dono dei tanti schiavi devoti di SethBairon, che era un dio più temuto che amato [aveva ucciso e smembrato suo fratello Osiride, tra l'altro in una giornata in cui era di ottimo umore]. Khepring, dio del sole del mattino, era invece molto più amato e benvoluto, soprattutto fra gli artigiani e gli agricoltori, che seguivano il suo dettame: "Pensa tantissimo prima di fare qualunque mossa".
Per quel che riguardava il sottoscritto, invece, ero un dio minore e di nicchia, una seconda scelta di divinità della quale spesso ci si dimenticava nelle preghiere della sera. I miei adepti erano perlopiù scriba ai quali elargivo settimanalmente papiri con le mie storie eroto-epiche. Nessuno temeva la mia ira [di cosa avrebbero dovuto aver paura, di morire sommersi dai papiri?]

"I seni di Cleopatra" disse Khepring "sono di misura perfetta: tanto quanto può contenere la mano di un dio, senza mancarne o avanzarne"
SethBairon afferrò una manciata di sabbia del deserto e ci soffiò sopra, causando una tempesta che si abbattè sulla città più vicina devastando il mercato.
"Khepring: so che mediti di congiungerti con Cleopatra" ringhiò poi SethBairon "So che bevi l'acqua della vasca nella quale ella si immerge, che rubi le sue vesti per ubriacarti col suo profumo di donna, e che di notte punteggi il cielo di stelle sopra il suo letto. Ma Cleopatra è mia".
Capitava di rado che due divinità si azzannassero per lo stesso osso, ma Khepring e SethBairon appartenevano a due scuole opposte che avevano giurato di non affrontarsi mai.
Mi feci indietro appena in tempo.
SethBairon e Khepring si lordarono per 7 giorni e 7 notti. Alla fine vinse SethBairon che ferì a morte il rivale in amore procurandogli 7 cicatrici a forma di stella sul petto.
Io raccontai tutto sui miei papiri. La prima stesura fu un successo editoriale. Ci fecero anche un cartone.
ANKH - Divinità egizie
Eurogame di maggioranze e controllo del territorio, con miniature giganti e finemente scolpite, per 2-5 giocatori, del prolifico Eric M. Lang, della durata di 90-120 minuti, edito da CMON e Asmodee Italia.
Scopo del gioco: sviluppare la propria plancia ottenendo più bonus e più unità, controllare territori, costruire edifici, sconfiggere gli avversari negli scontri, e infine: scalare più velocemente e meglio il tracciato dei punti vittoria.
Ogni giocatore parte con un set di miniature [divinità e gregari], una plancia, un mazzo di carte da usare durante le battaglie, e alcuni gettoni.
Nel proprio turno ogni giocatore può eseguire due di queste azioni:
1- muovere
2- schierare un gregario
3- ottenere una moneta
4- sviluppare un Ankh
Le azioni possono essere eseguite solo in ordine numerico crescente, quindi se schiero un gregario [2] non possono più muovere [1] ma soltanto ottenere una moneta [3] o sviluppare un Ankh [4].
Ognuna delle 4 azioni ha un suo tracciato. Quando il segnalino raggiunge la fine del tracciato, si scatena un evento.
Gli eventi permettono di prendere il possesso degli edifici, scatenare guerre e creare nuovi confini all'interno dei territori.

Ogni giocatore cerca di espandere il proprio dominio nei territori prima che si inneschino le battaglie. Chi vince le battaglie ottiene punti vittoria [nota: ci sono condizioni particolari che consentono di ottenere punti anche perdendo].
Gli scontri con le carte sono rapidi nell'esecuzione e molto tesi.
Da menzionare sicuramente l'evento "cammelli" , che consente di frammentare i territori e rivoluzionare le maggioranze. Molto strategico.

Il merge.

A 2/3 della partita si scatena un evento che cambia radicalmente gioco e schieramenti: il "merge".
L'ultimo giocatore e il penultimo, sul tracciato dei punti vittoria, si fondono.
Da lì in avanti i due giocatori giocano insieme, gestendo un'unica divinità con doppi poteri, nel tentativo di recuperare il giocatore in testa alla partita, entro i pochissimi turni che restano.

Ankh non è solo belle miniature. Anzi in questo caso la bellezza delle miniature rappresenta una distrazione, un facile pregiudizio, come un seno prosperoso su un fisico teorico delle stringhe.

Ankh è un bel gioco strategico, pulito, scacchistico, senza la presenza della fortuna, con un setup variabile [scenari] e un buon livello di interazione.
E' presente l'elemento della corsa: bisogna arrivare prima degli altri ai gregari neutrali, che sono molto forti e non ce ne sono a sufficienza per tutti.
I materiali, come da foto, sono di altissimo livello.
Il merge è una meccanica che ha spaccato in due le preferenze dei giocatori: ad alcuni piace e ad altri no. A me non ha fatto impazzire, perchè preferisco giocare da solo [e sbagliare da solo] ma ne riconosco i meriti: 1- cerca di tenere ancora in partita l'ultimo giocatore 2- aggiunge molta varietà sul finale che si fa molto teso. Indubbiamente originale.
Parlando dei "predecessori" , la durata di Ankh è più abbordabile di quella di Rising Sun. E non richiede di conoscere in anticipo carte e combo, prima di giocare [le informazioni sono subito a disposizione di tutti].
Gran bel gioco e devo dire: nonostante le miniature fighissime.
"Cleopatra: giura che mi amerai per sempre!"
Anni dopo le 7 cicatrici a forma di stella sul petto, Khepring entra nel santuario di SethBairon per riprendersi Cleopatra.
"Khepring" ridacchia SethBairon levandosi il mantello "Già una volta ci siamo incontrati fra gli esagoni del Nilo, e nonostante la posta in palio fosse alta, sei stato sconfitto. E oggi avverrà la medesima cosa".
Khepring si scrocchia le nocche.
"Il carattere, Seth, adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, e grazie a te, SethBairon".
SethBairon innesca l'evento battaglia muovendo le sue unità accanto al tempio per usufruire del bonus ankh: +2 di attacco [tecnica del salto Nanto]
Khepring mette giù coperte due carte sfruttando l'abilità del suo dio [tecnica del salto Hokuto].

Altro che bilancia cuore-piuma. Si corcano di ignoranza.
Finchè SethBairon crolla a terra, tempestato dalla furia di cento scarabei.
"Ora tu sei il mio peggior nemico, Seth" scandisce Khepring strappandosi la canottiera "Ti annienterò e mi riprenderò Cleopatra"
SethBairon scoppia in una risata stridula.
"Questo puoi levartelo dalla testa Khepring, perchè piuttosto che perderla sono disposto a ucciderla".
E si volta verso il trono, scagliando un colpo al cuore.
Che però va a vuoto.
I due si scambiano un'occhiata interrogativa.
"Dove minchia è finita Cleopatra?"

Ve l'ho detto che spesso non si fa caso a me, che ci si dimentica addirittura della mia presenza. Che sono il dio dei papiri e della depravazione. Ah, della depravazione non vi avevo accennato? Che ho accesso a tutta la biblioteca di Alessandria, compresi i libri proibiti, quelli che i sacerdoti volevano bruciare perchè immorali, perversi e osceni? Beh, amici. Cleopatra sembra aver molto apprezzato alcune letture notturne fatte insieme, nelle sudate notti sotto il cielo puntellato di stelle sopra il suo letto.
Alcuni di noi sono immortali, altri immorali.
Quindi che le divinità maggiori si scannino pure per i territori sul delta del Nilo.
Che io, in punta di piedi, mi accontento del delta di Venere.


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13 commenti:

  1. Grande chiusura Andrea.
    Hai vinto la partita o "solo" Cleopatra?

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    1. Solo Cleopatra.
      Ma sono uno che si sa accontentare.
      Andrea

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  2. Bella e piacevole lettura, parallelismo Hokuto No Ken - Antico Egitto azzardato ma efficace.

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  3. ...ma alla fine chi ha vinto?

    ...in ogni modo il vincitore morale resta Dado!!!

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  4. Altro articolo capolavoro.
    L'inizio e la fine sono bellissimi, ma anche:
    "Ankh non è solo belle miniature. Anzi in questo caso la bellezza delle miniature rappresenta una distrazione, un facile pregiudizio, come un seno prosperoso su un fisico teorico delle stringhe" non è male.

    Tullaris

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  5. Quanto mi piace e mi fa strano insieme l'uso del "solo più" sabaudo.
    Gran pezzo, Dado.
    Elena (Infinite Jest)

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    1. Grazie Elena.
      Noi piemontesi neanche ce ne accorgiamo.
      Andrea

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  6. Bella storia, come sempre; Dado, ormai sei una garanzia!
    Ma le battaglie con le carte, non saranno una porcheria tipo quelle di "Rising Sun"?

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