lunedì 11 maggio 2020

Liberi tutti

Ero di nuovo in strada, la vita era tornata quella di sempre: sveglia all'alba, acqua del lavandino gelata per la caldaia in blocco, caffè in piedi, le ruote che divoravano l'asfalto, l'autostrada che si tuffava nella nebbia della Torino-Savona come un termometro rettale.
L'unica differenza stava nella mascherina chirurgica sulla bocca, anche se non tutti la indossavano. Adesso che costava 50 centesimi e che le farmacie ne erano piene, molte persone non la mettevano.
Era la mancanza di reperibilità a creare l'assoluto bisogno, l'esclusività e non l'obbligo a guidare l'animo delle persone: se il mezzo di protezione fosse stato una pesante sfera da palombaro in rame e ottone, del costo di 900€, per pochissimi eletti, l'avrebbero indossata tutti anche per scendere a pisciare il cane.

L'ufficio aveva l'odore di chiuso degli appartamenti in affitto al mare, e negli angoli attorno alle finestre i ragni avevano costruito cattedrali: c'era il cadavere di una cimice avvolto in un sudario di ragnatela, la quarantena mi aveva fatto persino dimenticare le onnipresenti cimici da scacciare e non schiacciare.
Alla fine eravamo usciti di casa, liberi tutti o quasi, per non dare il colpo di grazia a un'economia che già si trascinava sui gomiti come uno zombie senza gambe, avevamo ripreso a lavorare: scaglionati e scoglionati, consapevoli che, come dicevano gli arcobaleni sui balconi, era andato tutto bene, a parte i morti.

Ora che eravamo di nuovo fuori, la partita ricominciava e toccava al virus muovere.
Io restavo un inguaribile ottimista, come un maschio di mantide religiosa.

Il tempo a casa era volato, come può volare una notte senza bere dopo una pizza con le acciughe, o Precipitevolissimevolmente tatuato a spirale intorno all'ano. Ma noi eroi stagisti con lettera di dimissioni già firmata, barricati su divani&divani nei nostri bunker armati di netflix e wifi, avevamo resistito, tosti come belini in viaggio di nozze, intonando il bellaciao della casa di carta.

Adesso bisognava, come avrebbe detto Carmen Russo da morta, a bocce ferme, far tesoro di quanto imparato durante la quarantena a casa, e non solo sul lievito e sulle alveolature nella mollica, ma sul rispettare le direttive, gli organi preposti e le autorità competenti in materia.
Era finito il tempo degli opinionisti, dei "io non sarò un virologo però", dei tecnici da bar, dei me-l'ha-detto-mio-cuggino.

NATSUMEMO
Diario di un'estate

Flip&Write a tema studentesco - adolescenziale, per 3-6 giocatori, di taglio family, di 宮野 華也 (Kaya Miyano), della durata di 30-45 minuti, edito in Italia da Fever Games.
Scopo del gioco: godersi le vacanze estive, andare a tuffarsi a bomba in piscina, uscire in campeggio con la tenda igloo e arrostire le salamelle sul barbecue, organizzare un pigiama party a casa degli amici, andare a caccia di insetti col retino nel bosco e se avanza tempo pure a trovare i nonni [solo per avere i 5 euro di mancia], il tutto senza trascurare i propri doveri scolastici: studiare, completare tutte le pagine dei compiti, e organizzare gruppi di studio [magari con Anna M., la compagna con gli occhiali da segretaria per la quale abbiamo una cotta, compagna che, sia chiaro, non limoneremo mai ma resterà per sempre nei nostri pensieri, anche 35 anni dopo].

Nella scatola compatta: 1 blocco da 100 fogli Agenda, 1 blocco da 100 fogli Diario Segreto, 39 carte evento, 6 dadi e 6 matite.

Le carte evento vengono suddivise in 4 mazzetti Settimana. Ogni settimana vengono rivelati 6 eventi ai quali i giocatori possono decidere se partecipare, occupando il proprio tempo, oppure no. Gli eventi danno punti vittoria diversi a seconda della durata e dei partecipanti. I giocatori segnalano la volontà di partecipare all'evento votando [e mentendo].
Partecipando agli eventi, inoltre, si ottengono dei titoli speciali [esempio: Bagnino Provetto, Capocantiere, Willy Wonka, Secchione, Piccolo Detective...] che a fine partita daranno punti al quadrato [es. 6 titoli = 36 punti]
Alla fine dell'estate, però, gli studenti dovranno fare i conti con la scuola: chi non avrà completato tutti i compiti subirà delle penalità [e trattandosi di giapponesi noti per il loro rigore: -10 punti per ogni pagina di compiti non completata: poteva andare peggio con le schegge di bambù sotto le unghie per i maschi e l'accoppiamento hentai con i polipi per le femmine].

Ancora Roll&Flip&Write?

La domanda è lecita. Alcuni giocatori sono saturi, perchè nel 2019 di Flip & Roll & Write ne sono usciti una caterva [sulla mia mensola stanno belli comodi Ganz Schon Clever, Welcome to, Kingdomino Duel, Strade di Inchiostro, Qwixx, Florenza Dice Game, Rolling Ranch, Era].
Credo sia l'effetto indigestione del 2019 a farci sentire sazi [leggi: smarronati], un po' come quando ti ubriachi di vodka alla pesca e poi non riesci più neanche a sopportarne l'odore, e che se gli stessi titoli fossero usciti spalmati negli anni nessuno avrebbe fatto una piega [ho +200 giochi german sulla mensola e continuo a comprarne, e non mi sogno di smettere solo perchè "di sposta cubetti ne ho già tanti"].
Credo dipenda anche da come siete fatti voi. Ci sono giocatori che, ad esempio, preferiscono avere a casa UN SOLO gioco di Gestione Dadi, quindi li provano tutti e poi se ne tengono solo uno. Io devo cambiare spesso, anche all'interno della stessa categoria, sentire diversi sapori per non annoiarmi. Quindi, per chiudere il cerchio, solo di gestione dadi ho Burgundy, Marco Polo, Bora Bora, Kingsburg, Signorie, Pulsar 2849, Lorenzo il Magnifico, Bruges.
Così di gestionali, astratti, cooperativi, giochi da due.... E Flip&Roll&Write.
Cos'ha di interessante Natsumemo.
Il tema, della scuola, delle vacanze e dei compiti da incastrare, è molto carino e ci siamo passati tutti [e in qualche modo siamo sopravvissuti].
Ha un buon livello di interazione anzi di partecipazione fra i giocatori, e anche se il gioco è un competitivo negli ultimi turni vi ritroverete insieme ai vostri compagni a pregare di riuscire a finire in tempo tutti i compiti, di farla franca all'ultimo secondo.
L'atmosfera al tavolo è molto rilassata, Natsumemo è un titolo piacione che si fa voler bene.
La scatolina è compatta e costa poco.

Quando ho tolto l'apparecchio.
Ho portato due apparecchi per i denti, da ragazzo. Uno solo di notte, una cuffia con le molle che mi tirava all'indietro tutta l'arcata superiore. E poi uno fisso. L'ho portato per tanto tempo, da adolescente, alcuni compagni di scuola mi chiamavano FacciaD'Acciaio.
E il giorno che l'ho tolto mi sono messo davanti allo specchio e mi son detto: "Sei libero, Andrea. Dopo questo inferno adesso giura che ti laverai sempre i denti tutti i giorni, tre volte al giorno, che non salterai neanche un giorno neanche il giorno di natale. Giuralo Andre! Giuralo su Dio!".
L'ho giurato. Davvero.
E per un po' ho tenuto fede al patto col tizio allo specchio.
Poi, lentamente, ho cominciato a mollare la presa.
Perchè se non prendi sberle tutti i santi giorni, alla fine le scuse, le comode, soffici e morbide scuse, vengono a cercarti, e tu ci tuffi la faccia in mezzo e fai il motoscafo.

Abbassare la guardia nella fase 2 del virus sarà inevitabile. Ma spero terremo duro il più a lungo possibile, almeno i primi mesi. Spero che non dimenticheremo. Perchè dimenticare è un insulto.
Un insulto ai morti senza funerali, alle aziende in ginocchio, e a chi ha lavorato mentre noi stavamo al sicuro a casa.
Voglio crederci.
Ve l'ho detto: io sono ottimista. Come un maschio di mantide religiosa.


Se le vostre passioni sono i giochi da tavolo,
le mantidi religiose e gli apparecchi odontoiatrici
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13 commenti:

  1. Qui, qui. Cinque alto, collega di sbronze. Spiaggia pugliese, sedici anni, bottiglia di vodka alla pesca.
    Ancora oggi, dopo quasi trent'anni, l'odore mi scatena l'irrefrenabile esigenza di far uscire cose da me contromano.

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    1. Non ho citato la vodka alla pesca a caso.
      Andrea

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  2. E' proprio vero: tanti di noi (me compreso) hanno trascorso settimane a casa in comodità, mentre moltissimi rischiavano quotidianamente la salute. Non dimentichiamo. Il gioco mi ispira, non fosse altro che per il tema giapponese: lo proverò senz'altro! Grazie :-)

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  3. Che culo Andrea, ancora non mi sono ammalato ne di COVID19, ne di Flip & Roll & Write, posso farcela...
    A nome di tutti gli agricoltori: SCHIACCIA LE CIMICI, TUTTE, MA QUELLE SCURE IN PARTICOLARE!!!

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    1. Una volta con i colleghi ne abbiamo trovata una dietro la macchinetta del caffè.
      "Non schiacciarla, che puzza"
      "Ma puzzano solo se le schiacci?"
      Il collega ha riempito un bicchierino d'acqua bollente della macchinetta e l'ha tuffata dentro.
      Siamo dovuti uscire dell'odore.

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    2. In realtà puzzano solo le nostrane; quelle asiatiche no (di solito)

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  4. Parole sante!
    Tullaris

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  5. Carino il tema del gioco! Ma se dovessi invece sceglierne solo uno tra tutti i Flip&Roll&Write che hai menzionato sarebbe questo?

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    1. Credo Ganz Schon Clever. E' il primo che ho provato e quello che ho giocato di più.

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  6. Andre' siamo due maschi di mantide religiosa.....ma....mi fai infuriare....quell'accenno all'alveolatura non dovevi farlo!!!! ....ora sanno tutti che stiamo lavorando ad un sandbox card Building driver con gestione dadi lavoratori e fazioni di lactobacilli asimmetrici a tema panificazione....dove evochi i grandi antichi della Pizza.....non dovevi farlo....l'editore si incazzera' a biscia.....

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    1. Dome cazzarola non rivelare a tutti che stiamo lavorando a un gestionale sulla panificazione! ["Piazzo il meeple qui ed effettuo due volte l'azione lievito madre potenziata con la carta farina dura"].

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