giovedì 20 settembre 2018

Near and Far and Guacamole

Casa di Chrys.
Giungemmo lenti ma almeno giungemmo, a ridosso delle 22.00, quasi fuori tempo massimo come gli auguri per il compleanno whatsappati alle 23.56, con la puntualità delle mestruazioni il giorno del saggio di danza, e l'aplomb dei bagnini aragostati di Rimini all'arrivo delle prime turiste germaniche. Chrys e Daisy, forse non vedendoci arrivare, si erano messi comodi sul divano, e forse si erano proprio accucchiati, tanto che lui ci accolse col rossetto sbavato e lei spettinata, o il contrario non ricordo.

Io e Viking si andava da Chrys per due ragioni precisissime. La prima era il guacamole di Daisy, che era vero guacamole di avocado e jalapeno, e non quella merda Old Wild Nacho che vendevano al market. La seconda era Near and Far, da provare prima di farne una questione di principio o un'ossessione, come avevamo fatto con Quantum che alla fine ce lo sognavamo la notte.
Arrivati, accendemmo il navigatore solo per trovare parcheggio. I cantieri sotto casa di Chrys si erano spostati di nuovo. Secondo i sismologi Druento si trovava proprio sul bordo della zolla tettonica eurasiatica, e l'asfalto  scivolava a valle, trascinando sanpietrini, transenne, segnali di divieto, vecchi da cantiere e operai con la betoniera. Salomonicamente, la collisione delle zolle avvicinava la casa di Chrys sia alla mia che a quella di Vik, per non cedere alle gelosie, alla velocità di cinque centimetri all'anno, così che sarebbe giunta a distanza di un braccio dalle nostre il giorno dell'arrivo a casa del corriere con il kickstarter di Heroquest.

lunedì 10 settembre 2018

La casa in città

Così quando lui 42 anni e lei 39 ci confidano che stanno ancora dai rispettivi genitori, che non vivono ancora insieme perchè i prezzi delle case sono troppo alti, io improvvisamente ricordo l'acqua ghiacciata sulla schiena.

Il nostro primo appartamento, in affitto con contratto di 4 anni non rinnovabile, è stato un camera e cucina di 40 metri quadri dalle parti di Stievani. A 26 anni, io e Francy non potevamo permetterci altro. Io avevo cominciato a lavorare da poco come informatico, mentre lei, finito il praticantato dalla commercialista, aveva trovato lavoro come impiegata amministrativa al vecchio mattatoio. L'appartamento, ammobiliato anni '60, con due poltrone in pelle rossa, una lampada a tulipano e un frigorifero con lo sportello alto del congelatore che stava chiuso con un pezzo di scotch, aveva l'impianto elettrico bollito, un bagno largo due piastrelle che fra il lavandino e il muro ci passavo trattenendo il respiro, e un piccolo boiler elettrico.