mercoledì 21 ottobre 2015

V per Vichingo

"Tocca a te, Viking"
Immobile. Neanche respira. Mano davanti alla bocca, come a coprire una possibile lettura del labiale che ne anticiperebbe le intenzioni: annuisce. La punta dell'indice vibra, come il sonaglio di un serpente, piccoli movimenti della falange che muovono pezzi virtuali nella sua scacchiera mentale: impercettibili scatti mescolati ad altri generati random, per criptare la mossa agli avversari.
"Ci sono" annuncia, occhi piantati sul tabellone come chiodi nel legno.
Prende la pedina, rigirandosela più volte fra pollice e indice, alla ricerca del miglior grip. Il suo braccio telescopico disegna una flessuosa parabola (del tutto gratuita, in realtà sta ancora rosicchiando secondi), poi atterra sul tabellone. Piazza la pedina sulla casella. Ma non toglie il dito. Come negli scacchi. Diritto al ripensamento. Rimane con la pedina impiccata sul tabellone, stretta fra pollice e indice.
Piega la testa da un lato e poi dall'altro: controlla le caselle adiacenti alla pedina, le maggioranze, le pedine degli altri, eventuali riflessi del lampadario sul cartoncino lucido che potrebbero averlo tratto in inganno.
"Ecco"
E la lascia andare. Lentamente. Come farebbe con un passerotto protetto nel pugno e liberato nel bosco. Il braccio torna su per la stessa traiettoria, con ampia parabola melodrammatica.
Io: "Dunque tocca a..."
Vik: "Anche se...."
Si butta coi palmi sul tabellone, naso a pochi centimetri dal cartoncino. Ti chiedi che cazzo abbia visto. Sembra un gatto che abbia annusato il prosciutto attraverso il sacchetto.
Vik: "Perchè se io..."
Stringe gli occhi a fessura, come se potesse trapassare tabellone, tavolo, pavimento, e guardare direttamente l'inquilina del piano di sotto col cotone fra le dita dei piedi e il boccettino dello smalto stretto in una mano.
Vede il codice del gioco. Vede tutte le traiettorie, le combinazioni possibili delle caselle. 
Prende la pedina. In slow motion tipo Max Payne. La prende come se fosse fatta di nitroglicerina.
E la sposta nella casella affianco. Un centimetro soltanto. Ma fondamentale.
"Ecco". Sorride. Una micro espressione di soddisfazione tipo Lie to me. Arrivateci da soli sembra dire.
Tocca a me ma aspetto ancora qualche altro secondo per verificare che sia davvero convinto. Sembra la volta buona. Mi guarda con malcelata spocchia. Muovo. Poi nel bel mezzo del turno di Francy...
Vikin: "Però, no, cazzo, è vero! Scusate, posso tornare indietro?"

Cena dal Vichingo con mogli e figli.

Arriviamo per le 19.00, con istituzionale torta gelato e borsa di giochi (non che il Vichingo non sia fornito).

1-Conchigliette con piselli, pancetta e panna acida
Mentre Pillow rifinisce le teglie prima della pennellata al 180° in forno, io tiro fuori Swish, gioco-droga di carte trasparenti da sovrapporre, che mi ha ossessionato dal minuto successivo in cui Chrys me l'ha fatto al provare durante una serata al Jolly Joker. I bambini giocano tranquilli in cameretta, piuttosto indipendenti.
Swish fa di sottofondo all'apparecchiamento tavolo, e alle correzioni di panna acida nelle conchigliette.
Dado: "Ma quanta ce ne va?"
Vik: "C'è scritto q.b. Credo voglia dire quattro barattoli"
Viking impiatta i primi e richiamiamo i bambini che la cena è pronta. Le conchigliette agrette convincono anche con gli eredi, mentre noi correggiamo con limone, pepe e altra panna acida.
2-pollo alle erbe provenzali con patate e carote al forno
Il secondo è il piatto delle chiacchiere e degli aneddoti. Le mogli ridono delle nostre idiosincrasie, i bambini incitano "Dai papà gli racconti quando....", e noi non inventiamo, ma esageriamo il giusto. Vik improvvisa qualche gioco di prestigio, io divento consulente di cartoni animati.
Il pollo è buono ma oramai abbiamo sviluppato una dipendenza dalla panna acida.
3-torta chantilly e nocciole
Liberiamo i bambini che se ne tornano saltellando in cameretta.

I titoli al ballottaggio sono più di quanti si potrebbe giocarne in tre vite, ma discriminiamo come segue:
-30/60 minuti, calcolato anche il bonus del dvd Disney sui figli (almeno il primo tempo, dopo mia figlia si rompe)
-veloce da giocare e possibilmente niente paralisi d'analisi
-spiegazione delle regole veloci
-setup veloce
Si mette in tavola New York 1901, che a parte il setup che richiede un po' di divaricamento ziplock, le altre le becca tutte.
Piazzamento light per  2-4 giocatori, della durata 30-60, indipendente dalla lingua, presentato in anteprima mondiale il mese scorso al Jolly Joker di Torino e in altri pochi locali affiliati al clan del Che te lo dico a fare.
Si tratta di piantare grattacieli, e questo è quanto, una selva di grattacieli dritti come funghi d'acciaio per popolare New York.
Veloce nella spiegazione delle regole, New York 1901 gira su due sole azioni possibili: prenota un lotto (e opzionalmente costruisci un grattacielo) oppure demolisci quanto già tirato su e ricostruisci. A questo motore due cilindri si affiancano poche nota bene:
-si costruiscono nell'ordine grattacieli bronzo, argento e oro, sbloccando via via  le costruzioni al raggiungimento di determinati punteggi
-si può demolire e ricostruire solo salendo di tecnologia (esempio: demolisco un bronzo per costruire un argento)
-vi sono 4 grattacieli leggendari a disposizione fra tutti i giocatori, costruibili a chi prima arriva
-ogni giocatore può giocare 3 carte azione extra per costruire doppi edifici e refillare le carte "lotto" disponibili nel mercato.
A inizio turno vengono estratte casualmente 3 carte strada: a fine partita il giocatore con la maggioranza di edifici in una o più di quelle strade, guadagnerà 5 punti aggiuntivi.
Opzionale: l'estrazione di un'ulteriore carta bonus-sfida, che fornisce punti extra per chi (ad esempio) a fine partita risulterà con più edifici oro o più edifici irregolari o più edifici bronzo...

La partita scorre veloce, come da preventivo, e regge bene le fisiologiche interruzioni per caffè, fette di torta e bambini fulminati sulla via di damasco da un barattolo vuoto di Nesquik che decidono di trasformare in Spongebob perchè ha la forma giusta.
("Sì, ma le gambe come le facciamo?")
Consumiamo torta chantilly tirando su grattacieli e stemperando con amaro San Simone, che se non siete di Torino probabilmente non conoscete.
La mia maggiore esperienza in fatto di cantieri (da buon ragazzo di periferia che sedeva sui tralicci dello zoo di berlino) e l'ossessione per il grattacielo leggendario più ciccioschiaccia, mi portano in fuga sin dal primo minuto e sembra non ce ne sia davvero. Poi Francy riesce a raggiungermi, ridando speranze anche a Pillow e al catatonico Vik, che non potendo cullarsi nella paralisi d'analisi si sente come una puzzola nei magazzini Yves Saint Laurent.
Si gioca family, forse per via dell'atmosfera rilassata, più per costruire che per rosicchiare lotti e metri quadri agli altri, nonostante il gioco lo consenta e io e Vik si sia due molto poco di buono al tavolo.
La partita dura 50 minuti in 4 giocatori, tempo perfetto per il tipo di serata genitori & figli, e alla fine a vincere è proprio Francy, a 4 punti da me, 8 da Pillow e 15 da Vik.
Interessante introduttivo, New York 1901, poche regole precise, un po' di sano tech. Certo: non è roba da hard-gamers con gli occhi iniettati di sangue, ma non in tutte le serate ti è concesso farti del male. E allora ben vengano queste serate light in cui il gioco non è protagonista assoluto ma accompagnamento, fra chiacchiere, fette di torta, mele al forno con cannella, zucchero e amaretto di saronno, e scudi ricavati dal vassoio cuki degli affettati.
V per Vichingo
L'ultimo turno si chiude sull'ultima mossa di Vik, che diventa la polaroid infinita di un uomo e del suo male oscuro.
Indietro di 23 punti, Viking si veste da palombaro con scafandro e cintola di piombi, e si tuffa a bomba nel mare blu della paralisi d'analisi. Si tratta, numeri alla mano, di una rimonta impossibile, com'è impossibile risalire anche solo dalla 4° alla 3° posizione.
Ma Vik si prende il suo tempo, calcola le traiettorie, e infine, un istante prima che si decida di mettergli uno specchietto sotto il naso per controllarne lo stato in vita, egli muove.
Muove e naturalmente non cambia una beata fava: fa 8 punti e rimane quarto. Ma non è quello il punto.
Per Viking c'è una differenza abissale fra chiudere quarto a 50 punti e chiudere quarto a 52.
Per lui non è paralisi d'analisi: è prendersi il tempo giusto per la mossa migliore, siamo noi altri, invece, gli analizzatori precoci, che non se la godono, che muovono e risolvono che lo slip non è arrivato neanche alle caviglie, anzi neanche alle ginocchia.
Il Vichingo Mandingo, invece, si prende tutto il tempo necessario.
Tutto tutto. Zi zi.

Grazie della serata, Vik e Pillow ^_^

10 commenti:

  1. per una volta che non sei tu ultimo, non è bello infierire...
    comunque non ho capito quanta panna acida ci va su Wall Street.

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  2. Quando si finsice di giocare, nel letto Vik non dorme mai tranquillo, ma si rivive in slow motion mossa per mossa tutta la partita, fino a pochi minuti prima di alzarsi per andare al lavoro.
    Vik è roccia........ mentre noi altri sfracelliamo al suolo lui imperterrito resiste a qualunque intemperia da gdt....
    Bel pezzo e soprattutto bella serata, peccato non esserci.

    redbairon

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  3. Il San Simone va per la maggiore anche alla Ludoteca Galliatese... ;)

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  4. Bel racconto, come sempre...
    Interessante il contrasto fra gioco light e cena ultra hard!

    Un bacio ragazzi, mi mancate tanto!!!

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  5. Eh...a sto giro più che concentrarmi per evitare di fare un errore....avrei dovuto sforzarmi per infilare almeno una mossa giusta :-(

    Cmq nonostante il mio quarto posto, gran serata!


    Viking

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  6. Splendido:
    Vik: "C'è scritto q.b. Credo voglia dire quattro barattoli"...

    Direi che mi sento un "analizzatori precoci", gamer parlando :P

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    1. Io invece sono analizzatrice tipo "Ecco."-"No, perché se io..."-"si si così"-"no, ma..."-"Ecco con questa mossa mi sono giocata la partita!" :)
      Anche a casa nostra i giochi durano il doppio del tempo riportato, ma spesso non per colpa di Albe XD

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  7. Vik vede la matrice.

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  8. buone partite a tutti voi, io vi penso da lontano sommerso dalle congiuntiviti e seste malattie varie... :(

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