lunedì 7 aprile 2014

Storia di una banconota (e della ristampa di Le Havre)



Questa è la storia di una banconota da 50 euro e del suo possessore, un uomo con una barba ispida come il filo spinato. L'uomo e la banconota vivono due realtà distinte e separate, finchè lei non gli finisce fra le mani. Vorrei raccontarvi di un primo amore per tutta la vita e di un candore virginale, ma la verità è che la banconota ha perso la sua innocenza da molti anni, spesa a più riprese da decine di mani sudaticce e frettolose, stiracchiata persino da un distributore automatico di benzina col cartello IN CASO DI MANCATA EROGAZIONE CONSERVARE LO SCONTRINO.
Quando lei gli finisce fra le mani lui la degna appena di uno sguardo, il solito a cui lei è ben abituata: "Si, è tutta roba vera, bello mio, e smettila di tastarmi".
Lui la infila nel portafoglio, in mezzo alle altre: una da dieci, sfattissima, che puzza di tabacco e bar col videopoker, e una da cinque, giovane, una vera oca che non fa che ridacchiare.
E lei comincia a contare. In anni di palpeggiamenti e passaggi illeciti ha imparato a fare così: chiude gli occhi e manda la mente altrove, conta i minuti prima del prossimo uomo. Di solito non passa molto: agli uomini non piace avere pezzi come lei in tasca. “Per favore, fa solo che non sia per un caffè, non per un caffè, ti prego”. Odia quelli che la scambiano per un caffè, che sembra non vedano l'ora di liberarsi di lei.
Ma quel giorno succede una magia.
L’uomo con la barba, che ha alle spalle solo Carcassonne giocato sull'Ipod (un app scaricata in mezzo alle altre), assiste per caso a una partita di Le Havre. E finita quella monumentale e interminabile partita, della quale lui comprende veramente poco se non le potenzialità del gioco, l'uomo ha una sola vera consapevolezza: quel gioco deve essere suo.
Ma il giorno successivo, quando si reca al centro giochi, il commesso dietro il bancone gli offre il calice dell'amara verità: Le Havre è esaurito. Devono ristamparlo. Un giorno. Non si sa quando. Forse.
In un sabato pomeriggio l'uomo si fa tutti i centri giochi di Torino, trovando ad attenderlo dietro il bancone sempre la stessa perentoria parola: F I N I T O.
Comincia a cercare sul web, trova finalmente un sito che ce l'ha disponibile, acquista il gioco, salvo ricevere il giorno successivo la mail "Ci spiace, il prodotto è attualmente in fase di restock".
Succede due volte, e la lenta pratica di rimborso sulla carta di credito non fa che spargere sale sulla ferita aperta e pulsante. Prova anche ad acquistarlo usato, con tragiche conseguenze .
Per lenire il dolore e prendere tempo l'uomo compra altri giochi da tavolo e un giorno si ritrova addirittura "giocatore", ma il pensiero di Le Havre lo tormenta, e allora fa una cosa che ha del rocambolesco: prende la banconota e ci scrive sopra una promessa, con un pennarello indelebile, uno di quelli a punta fine per scrivere sui cd.
Ci scrive sopra X LE HAVRE, piega la banconota e la infila nella carta d'identità.
E lei se ne sta lì, per due lunghissimi anni. Per due anni studia i lineamenti del suo volto, sulla foto del documento. A onor del vero ogni tanto lui la tira fuori, ad esempio una volta che lo ferma la stradale ed è costretto a mostrare i documenti: la tira fuori, legge X LE HAVRE e sorride. Anche lei gli sorride. Rispetto alla foto lui è un po' invecchiato.  Come uomo non è particolarmente bello ma ha una faccia simpatica e sembra onesto, corretto, uno che mantiene le promesse.
E col tempo capisce che quell'uomo non è come tutti gli altri prima di lui, che non la spenderà per un caffè giustificandosi bugiardo come Giuda: "Mi scusi, sa, ho solo questo un pezzo da cinquanta", quasi vergognandosi di lei. Che la sta tenendo da parte per qualcosa di veramente speciale, qualcosa di importante, e che lei non è soltanto "denaro" ma anche un'emozione, un TU-TUM del cuore capace di sopravvivere al tempo.
E così lei gli resta accanto per due anni, fra decine e decine di banconote che vanno e vengono.
Una volta lo sente anche mentire alla moglie: "Andre hai un pezzo da cinquanta, che il macellaio non ha il bancomat?" - "Ehm... no....ti conviene passare prima a prelevare".
Lei ridacchia: "Sei un bel tipo, Andre"
Finchè nel Marzo 2014 finalmente Uplay.it ristampa Le Havre. La notizia rimbalza su tutti i forum di board games e affini.
L'uomo corre al centro giochi al Day One, e il gioco è finalmente lì, sullo scaffale dei nuovi arrivi.
Lo prende in mano e quasi non ci crede. La scatola è grande ma lui se la ricordava addirittura più grande (UNA SCATOLA GIGANTE!!). Gli tremano le mani quando legge sul coperchio "Contiene l'espansione Le Grand Hameau" ma il vero nodo in gola gli sale quando il commesso del negozio gli mostra il mazzetto di carte promo.

Il registratore di cassa tintinna, il commesso sbadiglia. L'uomo con la barba tira fuori il portafogli, apre la carta d'identità e...
Ciao Andrea
....ciao....
La prende fra le mani. Il tempo non ha minimamente intaccato la sua bellezza.
Ciao - le ripete lui
Le gli sorride
E lui cambia idea e decide che no, non lei, e apre il portafogli in cerca di un'altra banconota
Cosa fai? 
Non...non posso
Si, che puoi. Devi. Mi hai tenuto da parte tutto questo tempo, solo per questo giorno
Io...non voglio...ne uso un'altra
Ehi, Andrea. Guardami. Dai, su, guardami. Va tutto bene. Sono pronta. Lo voglio anch'io.
Ma io...
Siamo stati insieme due anni. Sono stati due anni splendidi. Non ho nessun rimpianto.
Non dobbiamo per forza...voglio dire...cazzo dai...ci sono decine di altre...
Va bene così. Dai. Prima o poi mi avresti speso. E io voglio che sia adesso. Per Le Havre.
Sono stati due anni.... -
la voce gli trema una po'. Strano in un uomo della sua stazza.
Dai, allungami sul bancone. Il commesso sta aspettando e ti sta anche fissando male.
Mi mancherai
Grazie per avermi protetta e per avermi tenuto con te tutto questo tempo. Grazie per non avermi speso per un caffè

Ciao piccola
Ciao Andrea

25 commenti:

  1. Vorrei tanto anch'io incontrare una banconota così...

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  2. Mi sono venuti gli occhi lucidi!!!

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  3. che bella storia....ed hai anche realizzato il suo sogno...non l'hai spesa per un caffé :))

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  4. Questa è da scritturare x un film :)

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  5. Questa è da scritturare x un film :)

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  6. Maledizione, se mi mettete in imbarazzo!
    ;)

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  7. Ora mi sento triste! Chissà nelle mani di chi sarà finita! Ad ogni modo chissà se un giorno tornerà a casa ... allora dovrai scriverci su il nome di un altro gioco e tenerla con te altri 2 anni :-)

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  8. Spero di incontrarla un giorno..

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  9. W la birra del borgoooooooooooooooooooo

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    1. Vedo che c'è un altro buongustaio...

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    2. Un buon gioco chiama una buona birra....

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  10. La cosa più super fichissima che potrebbe succedere è che qualcuno a cui finirà in tasca la banconota legga il "X Le Havre", se lo compri e posti qui la cosa!
    Si potrebbe iniziare a mettere in giro banconote con già predefinito il gioco a cui sono destinate e vedere quale tra esse ne ha recuperati di più! Una gara sullo stakanovismo monetario!! *_*

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  11. @Andrea: sei un grande... Lacrimuccia...
    @TeOoh: ma non puoi fare una gamification di ogni cosa! Hahaha! ;)

    Saluti,

    Max

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Ancora grazie a tutti.
    Che plebiscito, sto post!

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  14. Dado mi associo a tutti gli altri.
    questo post é da applausi.
    viking

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  15. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  16. Anche il denaro, talvolta, ha un'anima. Post bellissimo e commovente, davvero! Fuoriclasse!

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  17. Andre Idolo Indiscusso!

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  18. Post commovente. Ma Le Havre non costa 55? :)

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