martedì 24 aprile 2018

La bambina che giocava con le formiche

E' il 2006 e la malattia di F. , la schizofrenia bipolare, è al massimo del suo splendore. Quell'anno Torino ospita le olimpiadi invernali, F. comincia ad assumere psicofarmaci con regolarità, mentre io sviluppo un odio sincero per il resto dell'umanità.
Fra le molte cose che faccio, alcune lucide altre un po' meno, c'è quella di aprirmi un blog. Un blog di denuncia, o almeno: quello è il mio intento.
Mi metto a fotografare tutte le macchine che parcheggiano nel posto riservato ai disabili, e a caricarne le foto sul web [giusto come alternativa a tagliar loro le gomme].
http://nuclearbufo.blogspot.it/2006/07/beccalo-con-na-foto.html
Per la verità quell'embrione di blog dura molto poco, il tempo, credo, di metabolizzare certe nuove cose della malattia di F.

In quelle settimane scopro il blog di Carla.
http://bambinaborderline.blogspot.it/
Mi attira il titolo, per ovvie ragioni.
Leggendolo scopro invece che Carla a meno di 30 anni ha già combattuto con una malattia terribile, e che adesso vive con due camaleonti e un discreto numero di piante carnivore a Torino.
Il suo blog è il diario della sua vita.
Carla scrive in maniera molto diretta, quasi violenta, senza alcun tipo di filtro, e con una potenza visiva e narrativa che mi inchioda alle pagine. Comincio a seguirla, post dopo post. Le lascio un paio di commenti, giusto per accodarmi agli altri lettori.

Passano gli anni, e io continuo a leggere di lei.

La sua vita scorre fra le pagine del blog come la pellicola di un film ambientato nella mia Torino.

Carla cambia mille lavori, frequenta mille corsi, cambia città così tante volte che ne perdo il conto [ma alla fine torna sempre a Torino], incontra persone da ogni parte del mondo, pubblica centinaia di foto dal Madagascar a Como, e ogni volta che pubblica un selfie ha i capelli di un colore diverso: verdi, blu, viola ....
Il suo blog continua a essere per me un'abitudine.
E' il 2011 quando le scrivo l'ultimo commento.
Ultimo perchè il suo blog ha uno strano effetto su di me. E' così intimo e personale, per le cose che racconta, a volte molto struggenti, che mi lascia la sensazione di essere un intruso. E' come se lei scrivesse per se stessa, il suo diario segreto, e non sapesse di scrivere su un posto pubblico.
Passano gli anni e arriviamo a due settimane fa.

Mi collego, recupero un po' di post arretrati, e scopro della sua ferita, delle medicazioni e dell'esame istologico, e che lei è molto preoccupata.
Non è la prima volta che leggo che è difficoltà, ma questa volta decido di scriverle due righe di incoraggiamento, di dirle che le sono vicino, seppur da perfetto estraneo.
Scrivo firmandomi Andrea Dado.
Mi risponde al commento, ringraziandomi.
Il giorno dopo trovo un paio di like ai miei post, e uno alla mia pagina facebook Dado Critico.
Le inoltro la richiesta di amicizia e la sera ci troviamo a chiacchierare in chat.
"Da quanto mi leggi?" mi chiede a un certo punto
"Ehm... più o meno 12 anni" le dico.

Mentre scrivo "12 anni", improvvisamente mi sento uno stalker. Uno che sta parlando con una persona della quale sa tutto, o almeno, sa moltissime cose, anche molto personali, che le sono accadute nella vita, mentre lei non sa niente di lui, zero spaccato.
Ed è così che a un certo punto sento la voce.
La voce nella mia testa.
"Sembri un fottuto serial killer, Andre, uno che addesca le ragazze su internet per farle a pezzi"
Ecco.
Ma le chiacchiere in chat oramai vanno con le loro gambe, con Carla rido e scherzo, e mi scappa un "Ci prendiamo un caffè una volta o l'altra?"
"Scrivile subito che sei sposato! Che hai una bambina! E che comunque sei gay, praticamente Malgioglio".

Qualche giorno dopo Carla mi scrive che deve ritirare l'esame istologico all'ospedale. Le propongo un caffè nel pomeriggio, uscito da lavoro, al parco Ruffini.
"Avverto mia moglie, così va a prendere lei la bambina" dico per far star buona la voce in testa.

"Sì ma non le hai detto di Malgioglio! Dille almeno che fai pilates, senza spiegarle della cervicale, dille che lo fai perchè ti senti una farfalla rosa"

Dopo 12 anni che leggo le sue storie e che mi tiene compagnia, penso che non posso presentarmi così a mani vuote, e così visto che a lei piacciono gli insetti, mi fermo a prenderle una copia di Hive.

HIVE

Gioco astratto per 2 giocatori, di John Yianni, del lontano 2001, distribuito da anni in Italia sia nell'edizione tradizionale che in quella pocket [esiste anche quella carbon] e facilmente reperibile.
Gioco di piazzamento e movimento tessere ad alea zero e informazione completa, della durata di circa 20 minuti, tosto e profondo, con materiali indistruttibili. Scopo del gioco: circondare la regina avversaria con 6 pezzi prima che l'altro faccia altrettanto.
Ogni tessera insetto ha un tipo di movimento diverso [ad esempio il ragno muove di 3, la regina di 1, la cavalletta salta...].
Considerato che Hive è un gioco molto famoso, che ha venduto una miliardata di copie, e che lo conoscono pure i sassi e gli eremiti del monte Sarkazzo, non aggiungo ulteriori dettagli [se non che prima di comprarlo potete comunque provarne l'app nelle sue molte declinazioni gratuite su android] e vi rimando dirattamente al video di TeOoh -> Recensioni Minute

Esco da lavoro. Avverto Francy del caffè con Carla con una whatsappata. E imbocco l'autostrada.

Fa caldo. O lo sento solo io.
Durante il viaggio in macchina mi torna un po' di quell'agitazione.
Torna la voce.
"Hai fatto una cazzata, Andre, quella pensa che sei un fottuto maniaco sessuale, uno che colleziona scalpi pubici, e ti aspetta  nascosta dietro un albero con lo spray urticante al peperoncino"


Arrivo. Parcheggio davanti al chiosco, in doppia fila. Scendo.
Ma fa caldo o lo sento solo io?
"Sono arrivato" le whatasppo un po' teso.
"Ti raggiungo" mi risponde

"Andrea quando arriva: mano ben tesa davanti, non farle neanche pensare per un nanosecondo che vuoi salutarla con un bacio sulle guance, e proteggi con l'altra mano i gioielli, che facile che ti arrivi una ginocchiata nei coglioni"

E finalmente Carla arriva. Mi vede. Sorride. Si porta a pochi centimetri da me. E mi abbraccia.

Passiamo mezzora a chiacchierare a un tavolino nascosto fra gli alberi.
Carla è un fiume in piena: mi racconta dell'esame istologico andato bene, dell'ospedale, del blog, ma vuole anche sapere di me, chi sono e da dove diavolo spunto fuori.
Io le racconto un po' di me, ed ogni tre parole le infilo un complimento, perchè le sue pagine sono bellissime e in questi anni mi ci sono perso a leggerle.
Dallo zaino tira fuori un dolcetto in un tupperware, per me, dandomi così la possibilità di darle Hive.
"Grazie" mi dice rigirandosi il gioco fra le mani "Da bambina in cortile passavo i pomeriggi a giocare con le formiche", e mentre lo racconta mi sembra di vederla.

Alla fine scattiamo una foto insieme.
"Ci vediamo presto" mi dice
"Sì, dobbiamo rivederci" le rispondo
E' il momento dei saluti.
Questa volta vorrei essere io ad abbracciarla, ma Carla riesce ancora ad anticiparmi.

Risalgo in macchina.
Il viaggio di ritorno verso casa è tranquillo, le macchine scorrono nella marmellata.
Sto bene.
E la voce in testa non c'è più.

Grazie della chiacchierata e delle tue pagine, Carla.

Trovate Hive su Magic Merchant



16 commenti:

  1. Grazie per riuscire a farmi scendere una lacrima mentre sorrido!

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  2. DadoGenio ha la barba pure sul cuore!!!!

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  3. Che dire, hai raccontato emozioni riuscendoci.

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  4. Il solito lumacone... O era un formichiere? Cmq é il quadro é completo. Solo spacci giochi invece di caramelle

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  5. Belin andre tra un po' piango.... In bocca al lupo a Carla!

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    1. Crepi il lupo! Ehi ma è già quasi tutto passato, mi avete portato fortuna in anticipo!

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  6. Bel pezzo, Andrea.
    L'empatia nel genere umano è quanto di meglio esista, è la base della "fratellanza". Ok, basta. Per concludere in bellezza mi vado a risentire Imagine...

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  7. Ma quanto siete belli! (Carla un po' di più :-) )
    Andrea, alla barba fatti la treccia, magari due, con l'anello o l'elastico, sembra che ti ci sia esploso uno IED dentro!

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    1. Guarda, io avrei voluto mettere una foto dove sembro meno tartaruga, ma ha vinto l'uomo barbuto eheh

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  8. Ecco lo sapevo che mi commuovevo...

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  9. Andrea hai una sensibilità e una profondità fuori dal comune
    Io sono la tua stalker ahahahah
    GEA

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  10. Il fatto che quin si parli di giochi è solo mero pretesto.
    Tu parli di sentimenti e persone.
    Anch'io ti seguo da anni andrea e non certo per i giochi.

    Marco Demasi

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    1. Effettivamente più passa il tempo e più mi rendo conto anch'io di questa sostanziale verità...

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  11. È commovente come in un attimo e con un abbraccio si possano superare i famosi 6 gradi di separazione.
    Elena P.

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