venerdì 7 giugno 2019

Anbocsing Elena

Stone Age. L'edizione Anniversary per i 10 anni del gioco pietra miliare per ogni giocatore si professi tale, con tabellone fronte retro, grafica invernale, meeple sagomati, contiene le mini espansioni igloo e animali selvatici, 59€ di limited edition, l'ultima scatola al centro giochi di corso palestro a Torino.
Mi presento a casa di Marco e Elena con la limited in una mano e una birra artigianale con note d'arancia e cannella nell'altra.
Marco e Elena, lui caddista per una nota marca automobilistica, lei impiegata in un centro revisioni auto, sposati da dieci anni, miei amici da venti.
Stringo la mano a lui e bacio lei, chinandomi un po' in modo da toccarle il seno. Un paio d'anni fa abbiamo avuto una veloce relazione, una dozzina di scopate in macchina nel parcheggio dell'Ipercoop, poi ognuno è tornato al suo posto.
Caffè in tazzina. Monto il cellulare sul treppiede cinese e registro mentre tolgo il nylon alla pietra miliare di Bernd Brunnhofer.
"Come va il canale youtube, Andre?" mi chiede lei
"Come vuoi che vada" sfotte lui "Andre è il Chiara Ferragni dei giochi da tavolo.
Apparecchio il gioco per tre.
Una ripassata veloce alle regole a beneficio di tutti.  Si piazzano gli omini sulle risorse cibo, legno, argilla, pietra e oro. Poi si tirano tanti dadi quanti sono gli omini piazzati in ogni area risorse. Le risorse hanno un valore differente così che ad esempio per l'argilla si divide il risultato dei dadi per 4, mentre per l'oro per 6.
Raccogli risorse da una parte e le spendi dall'altra, per comprare tessere e carte che danno punti vittoria immediati e per collezione di set.
Ad ogni turno devi sfamare il tuo villaggio altrimenti perdi punti. L'azione agricoltura permette di risparmiare sul cibo. Poi c'è l'area attrezzi per manipolare il tiro del dado, e la capanna dell'amore per aumentare il numero dei propri lavoratori.

Sono le 22.40, ed ho appena mandato un mio lavoratore nell'area attrezzi, quando suonano di sotto.
Elena: "Ma chi è a quest'ora?"
Marco a me: "Forse quello del piano terra. Andre, hai parcheggiato la macchina davanti al passo carraio?"
Io: "Ma figurati"
Marco si alza dal tavolo e va a rispondere al citofono.
"Chi è?"
"Mi scusi, per favore mi aiuti, io e mia moglie abbiamo avuto un incidente stradale, per favore, devo usare il telefono"

Una voce maschile.
Elena si sposta alla finestra.
"Ho bisogno di usare il telefono" insiste la voce "Per favore, mia moglie è ferita"
Marco si volta verso di me come a chiedermi Che faccio?
"Non vedo la macchina" osserva Elena dalla finestra "Nè qui sotto nè in strada"
"Usate i vostri cellulari per chiamare l'ambulanza" risponde Marco
"Aprite" ripete l'uomo.
Questa volta sento qualcosa di diverso nella sua voce. Non c'è più urgenza nella sua voce. C'è qualcosa di diverso.
"Non aprire" dico
Aspettiamo.
"E' ancora lì?" chiede Marco.
Silenzio. Per due minuti. Tre. Cinque.
Elena continua a controllare la finestra.
"Non lo vedo" ripete.
Per tornare su Stone Age ci va mezz'ora buona. Che si sia trattato di un ubriaco o di ragazzi che facevano i cretini con i citofoni, la scampanellata ci ha agitato per bene.
Elena mette su un altro caffè e taglia alcune fette di ciambellone margherita su un piattino.
Riprendiamo a giocare.
Decido di puntare sul bonus degli 8 simboli diversi sulle carte, che son 64 punti, e su quello degli attrezzi.
Marco compra edifici a tutto spiano e cerca il moltiplicatore per numero di lavoratori.
Elena fa un po' di tutto. I dadi a lei girano sempre bene.

Il tonfo ci fa sobbalzare. Come un pugno. Che colpisca un tavolo.
Ci voltiamo verso la porta di casa.
Non fiatiamo. Rimaniamo immobili. Da sotto la porta filtra la luce del pianerottolo. E vediamo muoversi un'ombra. Scarpe. Qualcuno. A tre metri da noi, appena dietro la porta.
Poi sentiamo il rumore. Un grattare lieve. Come un gatto rimasto chiuso in un armadio.
Io e Marco ci avviciniamo alla porta. Non è chiusa a chiave, rifletto. Quando sono entrato l'ho semplicemente tirata dietro di me, e poi ho stretto la mano a Marco che mi ha detto: "Uh, Stone Age la nuova edizione!" e poi strusciato la mano sulla tetta a Elena, Elena che forse quando fa la spesa all'Ipercoop ripensa ancora a noi due.
Sì, la porta è solo tirata. Anni fa a una grigliata un amico vigile raccontava che le porte chiuse così si aprono infilandoci in mezzo una lastra radiografica, e facendo scattare indietro il perno della serratura.
M e t t i i l f e r m o sillabo al mio amico.
Fa scorrere l'acciaio nella guida. Che produce un clank!
Il grattare dietro la porta si ferma.
Avvicino l'occhio allo spioncino.
Ma prima che possa guardare, la voce. Di nuovo.
"Apri"
Una sola parola. Ruvida come l'asfalto. Non una richiesta: un ordine.
"Sto telefonando alla polizia"  lo avverte Marco, "Hai capito? Saranno qui a minuti".
Poi sentiamo ancora grattare.
Ma sul pavimento. Vicino ai nostri piedi.
Elena grida prima che io possa vedere la lama di un coltello da cucina infilarsi sotto la porta, per grattare il pavimento.
Indietreggio.
"Apri" ripete la voce.
La lama sparisce sotto il legno.
Poi cominciano i colpi. Tremendi. Contro la porta. Colpi col pugno. Col manico del coltello.
TUM! TUM! TUM! TUM! TUM!
"Chiama la polizia!" grida Marco, ma Elena sembra incapace di muoversi, aggrappata alla sedia come se non le reggessero le gambe.
Corro al cellulare mentre i colpi si fanno più forti.
Marco riesce a chiudere con due giri di chiave.
TUM! TUM! TUM! TUM! TUM! TUM! TUM! TUM! TUM! TUM!
Compongo il 113 ma mi esce il 1113
Attenzione il numero selezionato è...
Annulla, annulla, annulla, ricomponi...

Poi vediamo l'ombra sotto la porta allontanarsi velocemente, lo sentiamo correre giù per le scale.
E più nessun rumore.

La polizia arriva venti minuti dopo.
Suonano di sotto. Elena, alla finestra, conferma che c'è una volante col lampeggiante blu acceso.
Aspetto che siano davanti allo spioncino per aprire.
Due poliziotti.
Apro.
"Cristo santo" commenta Marco prima di aggiungere "Elena non venire, stai indietro".
La porta è scarnificata dalle coltellate.

Prendono i nostri dati.
Domandano a Marco se conosce gli altri inquilini della casa e se ci va d'accordo.
"E' una casa piccola, a parte noi qui ci sono altre tre famiglie. Due coppie di anziani, e uno studente del Politecnico che nel weekend ospita la fidanzata. Andiamo tutti d'accordo".

"Probabilmente un impasticcato" ci spiega uno dei due poliziotti "A un paio di chilometri da qui c'è il Nirvana2, ci vanno i ragazzi per ballare e ingoiare pillole colorate. Ogni tanto qualcuno dà il giro. Prendono a calci i bidoni dell'immondizia, spaccano i vetri delle macchine parcheggiate in strada.
Ma passato l'effetto si accasciano a terra molli come sottilette.
Adesso ce ne andremo facendo un po' di casino con la sirena. Giriamo un paio di volte attorno all'isolato, torniamo qui e lo rifacciamo. Vedrete che non tornerà più".

Quando i poliziotti se ne vanno, Marco chiude a chiave.

Elena va in bagno.
"Ragazzi vi dà fastidio se lascio la porta aperta? So che non  è proprio elegante..."
"Stai tranquilla" rispondo.
Marco mi appoggia un mano sulla spalla.
"Tu cosa fai? Ti fermi qui da noi?"

Ci penso un attimo.
"Sì, se non ti dispiace"

"Ma ci mancherebbe, Andre, dopo quello che è successo"
"L'idea di scendere le scale, uscire in strada e camminare da solo fino alla macchina in piazzetta, non mi piace per niente"
.

Mi danno una coperta. Mi stendo sul divano. Sento il cuore che pompa.
Starò sveglio tutta la notte, penso.
E invece, incredibilmente, il sonno arriva.

Caffè. Mi sveglia l'odore. E la mano di Elena sul braccio.
"Andre?"
"Siamo ancora tutti vivi?" chiedo,
Dalla cucina arriva la risata di Marco.
"Sì, Ted Bundy si è ricordato di aver lasciato la pentola sul fuoco, è dovuto scappare di corsa. Ma ha chiesto se siamo liberi giovedì della prossima settimana, per farci a pezzi"
"Mizzeca giovedì ho la riunione di condominio" mi gratto il mento 
"Diamine, non puoi proprio rinviare?"
"Ci posso provare"
"Cretini" ride Elena.

"Ma a Stone Ages quanto è finita?" chiedo inzuppando la fetta biscottata nel caffè.
"Ha vinto Ele"
"I dadi mi amano".


Mi sto lavando la faccia quando suonano di sotto.
Corro fuori dal bagno col cuore che pompa a mille, Marco è già davanti alla porta, attaccato allo spioncino, Elena è alla finestra.
"C'è di nuovo la macchina della polizia qui sotto" ci avverte "Col lampeggiante blu acceso"
Marco risponde al citofono
"Lo abbiamo preso. Salgo per la denuncia e per fotografare la porta"

Marco apre.

Il manganello lo centra in piena faccia. Lui cade all'indietro. Sento il tonfo quando la nuca sbatte sul pavimento.
L'uomo vestito da poliziotto, con le mani e la camicia sporche di sangue, entra in casa.

Il mio pugno, indirizzato al suo mento, lo manca di poco. Il suo invece mi centra la spalla in pieno, affondandomi nella carne. Non è solo un pugno, penso mentre una fitta mi irradia fino al cervello, in mano aveva qualcosa, una scheggia, anzi no: il coltello, quello che infilava sotto la porta.
Cado. Sbatto gomito e testa contro il pavimento. Lui mi è subito addosso.
Il calcio mi centra in pieno l'occhio destro.
Sento piangere.
Gira tutto. Vedo il divano di velluto, il capanno di pesca dei Lego, i libri di Jordan, il quadro di Escher. Sembra di stare su una giostra con la febbre a quaranta.

"Dov'è?"
La voce. Quella dell'uomo che raccontava dell'incidente in macchina, che ha detto Apri! da dietro la porta, che ha detto al citofono Lo abbiamo preso.

Rumore di oggetti che si rovesciano, una sedia che cade, il piattino delle chiavi, qualcosa di vetro che va in frantumi, qualcosa che si sbriciola per terra.

C'è un TUM TUM. Non so da quanto duri. Ripenso all'estate del 1983 o forse 1984, i miei avevano preso un appartamento in affitto a Chioggia, all'ultimo piano c'era un terrazzo per stendere. Vedo mia madre che stende sui fili le lenzuola bagnate, e poi le picchia con un un battipanni.
Sul terrazzo fa caldissimo, il catramato sembra bollire.
Ma io sento il battere del battipanni. Quel suono è umido, penso.

TUM TUM
L'occhio mette a fuoco.

Il poliziotto sta colpendo Marco col manganello. Sulla testa. Tante volte. Marco non si muove. Il sangue schizza in tutte le direzioni.
Chiudo l'occhio. Ma continuo a sentire il suono.
Il mio occhio destro è andato, penso. Come un uovo schiacciato sotto un anfibio.
Mi viene da ridere.

Mi solleva e mi butta sul divano. La coltellata alla spalla deve avermi reciso qualche legamento. Non riesco a muovere il braccio.
Marco è a terra in una pozza di sangue. Non vedo Elena.
E' scappata. E' riuscita a scappare. A lei i dadi girano sempre sul sei, penso.

"Hai preso la mia copia" dice la voce.


quello del centro giochi ha detto che erano finite erano andate via tutte alla velocità della luce supersonica così io gli ho detto e quella lì ? indicandola sulla parete e lui è per un cliente che l'ha prenotata dai dammela a me al cliente gli dici che gliela ordini cazzo te ne frega io faccio il video su youtube per il canale se me la dai ti faccio pubblicità al negozio al cliente gliela ordini di nuovo che ti cambia?

Credo di.
Aver detto qualcosa. Che ho pensato.
Ma non sono sicuro di quello che ho detto. Gira tutto. Sono sulla giostra del calci-in-culo, ma io il calcio l'ho preso nell'occhio.

"Dov'è?"
"Nella borsa ikea. Sotto il tavolo"


Corri Elena, corri e chiedi aiuto alla polizia e pure a gesù cristo.

"L'hai tolta dal cellophane"
"Ho fatto l'unboxing" rispondo. Ma dal suo tono capisco che ho fatto una cazzata.
Grossa.
Mi salta addosso, bloccandomi le braccia col suo peso. Colpisce ancora coi pugni, ma solo da un lato della faccia.
"Ti lascio un occhio per guardare" mi spiega.
Sbam! Sbam! Sbam!

"Sveglia"
Apro l'occhio.

Trascina Elena davanti al divano.
Per i capelli.
Anche lei ha la faccia gonfia.
Sembra svenuta.

Resisti, penso, qualunque cosa voglia farti, dobbiamo solo resistere, prendere tempo, qualcuno avrà trovato i poliziotti morti in cortile, qualcuno verrà ad aiutarci, resisti, dobbiamo solo farlo passare, mandare la mente altrove, far passare i minuti.

E' come quando sei dal dentista.
Manda la mente altrove e aspetta che finisca.

Le monta a cavalcioni. Poi pianta il coltello nella pancia.
E comincia a tagliare.
Lei cerca di fermarlo, ma lui le schiaccia giù le braccia sotto le ginocchia.
Taglia.

"Hei, campione"
Mi schiaffeggia. Apro l'occhio.
"Ti eri addormentato"
Torna a cavalcioni di Elena che non si muove più.
Affonda le mani nella ferita. E tira fuori.

Dura. Quanto. L'infinito.
Quanto i buchi neri di stephen hawing.

La luce mi passa davanti all'occhio.
Bianchissima.

"Questo è vivo".

Dottori. Poliziotti. Tanti. Nella stanza.
Mi toccano. Mi schiacciano qualcosa sulla spalla.
La camicia è zuppa. Ho freddo.

Vedo il soffitto che scorre.
Sono sdraiato su qualcosa che scorre.

Una mascherina sulla faccia.
Sono in un'ambulanza.



Trovate Stone Age 10° Anniversario su Magic Merchant

13 commenti:

  1. Col c@**o che recupero Stone Age, troppo pericoloso! 🤣
    Scherzi a parte sei il migliore Andrea 👏

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  2. Chiamandomi Elena, ho sentito un brivido lungo la schiena...
    Creepy!
    Elena P.

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  3. A casa mia, mi sa che finiva diversamente: per i casi disperati, come "Extrema Ratio" ho la mini testata nucleare alla Predator; poi dal tagliaunghie in su, c'è tutto il necessario :-)
    Comunque, di Stone Age, mi basta l'originale ed in fin dei conti, aveva comunque ragione il tipo :-O

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  4. Capolavoro, Andre....pur essendo lettrice accanita di thriller, mi hai fatto montare un’ansia tremenda...brutto bastardo, ti adoro 😂

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  5. CHE ANSIA!
    Da non leggere di sera!
    Manunzio

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  6. Ma porca paletta che ci avevo creduto... fino all inizio del massacro

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  7. Capito perché acquisto solo online?
    Facezie a parte, MANNAGGIA A TE DADO! Me la sono fatta sotto...

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  8. ohe... tanta roba questo pezzo Dado.. tanta roba!
    Cmq:
    1) Che birra era? :)
    2) Non ho mai giocato a Stone Age. Sono imperdonabile. Non lo farò mai naturalmente

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  9. Semplicemente geniale questa recensione...condita dal tocco di classe delle foto che si oscurano progressivamente all'avanzare della storia... un noir d'eccezione...

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  10. Per la tensione ho distolto lo sguardo per la maggior parte della lettura ed ho memorizzato tutta la mia Certificazione Unica 2019

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  11. Semplicemente meraviglioso.
    Grazie come sempre Dado.
    Nicola

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  12. Pasquale Facchini15 giugno 2019 05:21

    Capisco perché su amazon è andato in sconto brutale questo Gioco! Li hai spaventati tutti!!

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