martedì 15 maggio 2018

Il mostro dentro che ognuno ha

Ero bravo a litigare. Mi ero fatto le ossa in strada, nei cortili delle case popolari Fiat, tutti figli di immigrati meridionali, famiglie numerose, che sbarcavano il lunario in 7 con il solo stipendio del padre in cassa integrazione: bastava un niente che ti arrivava un tuamadrefaibucchini. A 11 anni insultarsi la madre era il minimo sindacale, oltre che lo sport ufficiale a Mirafiori sud. Io potevo andare avanti ore colpendo basso e duro, con il mio sarcasmo, con la mia lingua al cianuro. Figlio d'infermiera conoscevo l'anatomia umana, dove i nervi si incrociavano, dove le carni erano tenere. Ero un cane. Di quelli che hanno preso un sacco di botte, che mordono e che si strozzano col collare se cerchi di prenderli.
Poi crescendo ho imparato a contenere i danni. Ad andare giù al tappeto. C'è voluto un po', non sono cose che si imparano da un giorno all'altro, ci vuole tempo e anche un sacco da allenamento appeso in testa. E poi non era la mia natura.
Per queste cose c'è sempre un incontro fondamentale, che segna il passaggio di categoria. E' successo anche a me. Me ne stavo sul mio ring a mordere come un pitbull ferito, e davanti a me c'era la donna che amavo. Colpivo, forte della mia ragione, colpivo a sangue con parole taglienti come pezzi di vetro. Finchè ho capito che lei non avrebbe mai mollato. Che si sarebbe fatta ammazzare in piedi, piuttosto che piegarsi. E che la borsa in palio, il mio bisogno di dimostrare che avevo ragione, il mio amor proprio, non valeva quell'incontro all'ultimo sangue. E allora ho aperto la guardia, ho spostato un po' il gomito ma che non si capisse che lo facevo apposta. Ed ho aspettato. Il suo colpo nelle costole. Alla fine è arrivato. Debole. Era esausta. Ma mi sono piegato e sono andato giù, faccia a terra. L'arbitro ha contato fino a 10. Lei la tenevano su solo più le corde.
Poche cose danno alla testa come la ragione. Alcol e droga sono roba da fighette. Basta un solo milligrammo di ragione per farci perdere la lucidità e far del male alle persone che amiamo.
Aver ragione è inebriante: aumenta la salivazione in bocca, aumentano i battiti, la respirazione, i corpi cavernosi si riempiono di sangue, mentre una voce nel cervello ti ripete: "Fatti uccidere ma non cedere di un passo: sei dalla parte della ragione".
Conosco persone che si sono giocate tutto. E che hanno perso tutto.

Sun tuti bun a ciulè col piciu dur
Gioca per imparare a perdere, che a vincere sono buoni tutti. Gioca per imparare a calcolare quanto ti farai male.
Perdi sempre qualcosa in ogni partita. Pezzi di te. Ma nel bilancio dei danni, perchè la coperta è corta e ti lascia sempre scoperto un lembo di carne comunque la tiri, stai scegliendo il male minore.
Sapere quando andare al tappeto non vuol dire essere deboli. Vuol dire sapersi fare i calcoli. Sapere quali centimetri di pelle sacrificare.
Vuol dire amare qualcuno più del proprio bisogno di dimostrare che si ha ragione.

INBETWEEN
Gioco di carte asimmetrico per 2 giocatori, di Adam Kwapinski, liberamente ispirato alla serie tv Stranger Things, scatola tascabile, dipendente dalla lingua ed edito in Italia da MsEdizioni, della durata di 40 minuti circa per 26€ di scontrino alla cassa.
Il gioco è ambientato fra le vie di Upsideville, ridente cittadina color pastello, forse fin troppo tranquilla. Come nella miglior tradizione delle cittadine del Maine kinghiane, da qualche tempo il Male ha corrotto l'animo delle persone, facendole sprofondare in una palude di angoscia e paranoia, sotto il velo del va sempre tutto bene ad Upsideville e ricordate di passare da Henry per gli hot-dog!
Sam del negozio di articoli da giardino, dorme vestito e con gli stivali di gomma, e con un'accetta sotto il cuscino. Marie, del negozio di fiori, ha gettato il suo gatto nel pozzo, perchè a sentir lei stava tutta la notte a fissarla mentre dormiva. David, di 12 anni, ha ricominciato a fare la pipì a letto, a succhiarsi il pollice e a dormire con la luce accesa.
I due giocatori al tavolo interpretano la Città [il bene] e la Creatura [il male]. Diciotto i personaggi, sotto forma di carte doppia faccia, da tirare alla fune verso la luce o l'oscurità [se ne usano solo dieci per partita].
I personaggi cominciano tutti nello stato INBETWEEN, che significa in mezzo, in bilico appunto fra il bene e il male.
Città e Creatura vincono allo stesso modo se riescono a salvare \ divorare 3 personaggi, oppure a raggiungere il massimo livello di consapevolezza.
Pescata la propria mano è possibile:
1- usare l'abilità del proprio livello di Consapevolezza [6 livelli]
2- spostare di 1 spazio l'indicatore di sicurezza di un personaggio [portandolo più verso la luce o più verso il buio]
3- piazzare un segnalino simbolo su un personaggio [di fatto: aumentare le possibilità di poterlo manipolare]
4- pescare carte per refillare la mano
5- pescare cubetti [il mana del gioco]
6- utilizzare l'abilità dei personaggi in stato vigile-sicuro \ nervoso-divorato
I mazzi Città e Creatura, entrambi di 28 carte, sono completamente asimmetrici.

Il Vikingo vien di notte
Viene da me quando ho più bisogno di lui. Vincenzo. Il Vikingo. La sua tranquillità mi rilassa. Invidio la sua capacità di lavorare sotto pressione, il suo sangue freddo che non supera mai i 4 gradi centigradi, il fatto che anche alle 3.00 di notte non scelga una mossa in partita "per finire il gioco e andarsene tutti a dormire", ma scelga sempre la miglior mossa possibile.
"Ehi, Dado"
"Ehi, Vik"
Caffè e grappa. Poi io prendo la Creatura, e Vik la Città.
La partita comincia lenta. Come un pentolino d'olio, accesso basso basso, che sai già che diventerà incandescente e dovrai starci molto attento.
Lavoro sui personaggi, trascinandoli nel buio per le caviglie.
Vik sta al passo, ma riesce a rosicchiare qualche risorsa in più.
Gioco pensando ad altro
"Tutto bene, Dado?"
"Sì, giochiamo"
Vik gioca equipaggiamenti. Riesco a bruciarglieli un istante prima che entrino in bolla con gli effetti. Ma spendo. Tanto. Troppo. E così mi prende un personaggio di vantaggio. Io intanto lavoro sulla paura degli abitanti di Upsideville, entrando nei loro sogni, ricordando loro quando erano bambini e la mamma li mandava in cantina a prendere il bottiglione del vino. Le ombre che si muovevano fra gli scaffali, l'odore di muffa, la polvere gialla di veleno per topi negli angoli, gli scarafaggi secchi zampe all'aria, e le macchie di vino sul pavimento che sembrano macchie di sangue.
Dura 40 minuti. Poi vince la Città, un turno prima della Creatura, che stava a 2 personaggi divorati e il terzo in arrivo.
Bel giochino teso per 2 giocatori, con una sua personalità e un suo carattere, ben salato sulla lingua, economico e piacevole. Assolutamente consigliato.

Il mostro dentro che ognuno ha
Siamo Inbetween. In mezzo, in bilico, in equilibrio instabile.
La vita, gli eventi, le persone, le parole, ci tirano da una parte o dall'altra.
Ma spesso sta a noi. Puntare i talloni a terra. Aggrapparci al corrimano. Non farci trascinare giù, in fondo al pozzo, dentro, dove sta la Creatura che ognuno di noi ha.
A costo di lacerarci i palmi, farci tirare le braccia indolenzite fin quasi a non sentirle più. Dobbiamo restare aggrappati.

Il mattino dopo Upsideville all'alba sembra quella di sempre. La signora Marry innaffia le rose con un tubo di gomma verde. Patty fa jogging e la sua coda di cavallo le schiaffeggia le scapole. Il signor Albert in veranda con una tazza di caffè, guarda Patty e pensa che la inviterà a casa con una scusa e poi le offrirà un bicchiere di aranciata con dentro sciolti i sonniferi di sua moglie, che ne ha ancora due scatole anche se lei è morta da un anno.

InBetween e altre cose in bilico sul buio su Magic Merchant

20 commenti:

  1. Ma quelli della prima foto sono peperoni??? :D

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    1. Se lo fossero me ne terrei ben lontano :)

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  2. Un abbraccio, Dado. E sì, vince sempre non chi ha ragione, ma chi riesce a fare un passo indietro, vince chi capisce quali battaglie bisogna affrontare fino allo stremo e quali portare avanti facendo dei piccoli passi indietro.

    Per il gioco: se è basato in parte su Stranger Things non può che piacermi

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    1. Tutto molto bello, tutto molto giusto, de non hai la flessibilità di un cubo di ghisa

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  3. Purtroppo è una guerra logorante se le due ragioni si contrappongono e si appoggiano a motivazioni diverse. Dopotutto la ragione piena difficilmente esiste in natura e nelle discussioni.
    Non può però essere sempre la stessa parte a fare un passo indietro, si rischia di entrare in un circolo di sottomissione da cui è sempre più difficile uscire.

    Detto questo: ho paura di sapere cosa hai usato in quella foto :D

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  4. Sono l'unico a cui questo modo di recensire i giochi da tavolo non dice niente?
    Non dai informazioni utili sui giochi e parli sempre di te stesso mostrando solo il tuo egocentrismo.
    Molto sopravvalutato IMHO

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    1. e tu molto coraggioso a commentare in anonimo
      una domanda, ma se non ti piace come scrive perché leggi e commenti in anonimato (coda di paglia? hater? rosicone? codardo?)
      non puoi semplicemente ignorare?

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    2. Ciao anonimo, hai ragione. Dado parla molto di sé e include nei racconti la sua vita. Hai ragione, probabilmente è un po' egocentrico (ma chi non lo è, o pensa onestamente di non esserlo, provi ad alzare la mano). Hai ragione anonimo, è proprio indifendibile. Come è possibile che tu sia passato oltre al suo racconto personale a leggere addirittura la recensione del gioco? Nella scrittura tutti mettiamo un po' della nostra vita, un po' di noi. Dado lo fa onestamente, prima di recensire e di parlare di qualsiasi cosa dice "ecco, vi dò un altro pezzo del puzzle di quello che sono". Io, personalmente, lo trovo un regalo meraviglioso. Ma poi, ecco, se non mi interessasse magari andrei a leggermi, che ne so, il blog di Flavia Vento oppure quello della Clerici (metterà online la sua famosa ricetta degli spiedini unti e bisunti?). Il mio tono è ovviamente ironico, prendila a ridere. Ma la questione seria è la seguente. Se questo blog non ti piace sei liberissimo di leggerne un altro. Non seguire un canale YouTube sulle piante carnivore se sei appassionato di piante grasse. Detto questo, personalissimo parere, io trovo questo intreccio assolutamente geniale. Ma che ne posso sapere io, che sono più egocentrica di messer Dado? Buone cose

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    3. L'analfabetismo funzionale spiegato in 2,5 righe

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    4. Inutile levata di scudo degli amici per difendere il proprietario del blog che invece neanche risponde.
      Forse c’è un tornaconto? Autori o aspiranti tali in attesa di una recensione ?
      Chissà chissà.
      IMHO = In My Honest Opinion
      Rileggere, prego.

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    5. Intanto la H di IMHO sta per HUMBLE e non HONEST. Comunque tu non sei nè humble nè honest, stai solo trollando. Dado giustamente non risponde, cosa dovrebbe dirti? Non dovremmo risponderti neanche noi per la verità, ma siccome qui solitamente troll non ce ne sono, sei una figura pittoresca :)

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    6. E’ piuttosto semplice. Se non ti convince quello che leggi: leggi altro. Credo ci siano almeno altri 60 – 70 blog ludici in giro, quindi il materiale non manca.
      Perché così, ti assicuro, sembri solo un troll.
      Ancora una cosa. Quando critichi qualcuno è buona norma presentarsi e non usare la funzione Anonimo.
      Questo per una questione di correttezza verso chi ci mette nome e faccia.
      E per evitare di fare la figura del pirla.
      IMHO

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    7. Pensa che per un attimo ho ipotizzato che fossi tu Dado... sotto brillantemente mentite spoglie ed alla ricerca di flame catartici :D comunque LOL

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    8. caro anonimo, sono sempre convinto che tu sia solo invidioso, magari hai anche tu un blog che nessuno legge o magari sei semplicemente invidioso...
      come dice Andrea Bampi hai letto cosa c'è scritto in alto a destra sulla pagina? "Io non recensisco un bel niente. Io racconto."
      Dado scrive chiaramente che questo non è un blog in cui fà le recensioni dei giochi, per cui il tuo commento è semplicemente fuori luogo, anzi dimostri di scrivere cose a caso senza leggere prima
      un ultima cosa, vedi di tirare fuori un pò di coraggio (o dignità) e di uscire dall'anonimato :)

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    9. "Anonimo dice che Dado è egocentrico sopravvalutato.
      Estiqaatsi di quello che dice Anonimo crede che è cosa buona che tutti possono leggere quello che piace e non leggere quello che non piace."

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    10. Il consiglio che ti do , anonimo, non cercare le recensioni, guardati i tutorial o leggiti i regolamenti dei giochi, così non devi neppure fidarti del pensiero degli altri, qui cerchiamo altro, il gioco è la scusa per sentirsi vicini, raccontarsi storie, accomunati da una passione in comune; questo luogo ed i suoi frequentatori, probabilmente non fanno per te.

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  5. Caro Anonimo, forse non sarai l'unico ma l'utilità del tuo commento è nulla: vai altrove e risolvi.
    Ti farei anche presente cosa campeggia in alto su questo sito...
    ** Io non recensisco un bel niente. Io racconto. **
    addio

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  6. "Quando ti viene data la possibilità di scegliere se essere gentile o avere ragione, scegli di essere gentile"
    Grazie Dado

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  7. Dimenticavo, comunque, se non ti piace come gli altri fanno le cose, puoi sempre fartele da solo! :-)

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  8. Recensire un gioco non è certamente la stessa cosa che recensirlo narrando una storia che ti intriga e ti affascina...noi amiamo Dado, splendido narratore di storie e non abbiamo alcun tornaconto, se non il piacere di leggerlo e aspettare con avidità il prossimo post...anzi, portafogli più leggero perché il gioco l'ho comprato immediatamente...
    Anonimo, vai pure verso altri lidi, non perdere tempo qui..

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