martedì 26 aprile 2016

Alone


Schiavo dell'imprinting con la Wizard of the Coast, del quale mi libererei volentieri se solo potessi spezzarne le catene, improbabile maciste del mio dna. Ma le catene rinnovano gli anelli per resistere alla fiamma ossidrica e alle pinze tagliabulloni, prendono la forma della catena di una bicicletta con le mollette nei raggi, quando sei un bambino, ammorbidiscono in una coppa C di Intimissimi, da adolescente, e a 40 anni ti ritrovi schiavo del Vampiro di Sengir. E poi passi ai cubetti risorse, ai segnalini risorse, perchè le dipendenze per restare tali devono avere un progress, lento ma inesorabile; nessuno imbocca il tunnel dell'azzardo infilando per prima una banconota da 100€ nella slot machine, nessuno riempie lo stantuffo della siringa fino all'orlo alla sua prima vena, e nessuno passa da Monopoli a Wir Sind Das Volk.
Passetti. Che diventano zompi. Che diventi zombie.
Ma resti debole alla nostalgia per quei giochi che ti hanno accompagnato mano nella mano fin sul bordo del baratro, che ti hanno (ahahah!) fatto scoprire un mondo. Kryptonite buona, la chiami, frizionandoti le gengive con un Cave Goblin di Summoner Wars solo per uso terapeutico, per lenire il dolore delle dacci oggi le nostre frustrazioni quotidiane, e almanaccando che comunque il glutammato fa più male.

Da brava formichina german, compro e metto via per l'inverno, immaginando un inverno in cui non avrò più i soldi per comprare, più le braccia attaccate al corpo e gli occhi divorati dalla cataratta, e gli editori saranno stati tutti assassinati dal mega portale GoogleKickstarter. Metto via le mollichette pur senza cicale all'orizzonte, anche quando il numero dei giocatori è 2, che non è proprio il mio numero preferito.
Almeno scelgo, tronfio del mio libero arbitrio, perchè sul prato ci hanno celebrato un matrimonio greco grosso e grasso, e di briciole e tocchi di tramezzino ce n'è d'avanzo, e a fronte di tanti bei giochi di carte [Florenza the Card Game, per citarne uno che con me fa il 69, che unisce carte + risorse], ce ne sono almeno il doppio che sanno di salmone lasciato al sole a ferragosto.
Fra gli
ignorati illustri, e non per cattiva volontà ma perchè le mani son sempre due, e il tempo come in Le Havre è la risorsa più preziosa, e se parlo di Tizio non parlo di Caio, il compresso Star Realms: pochi centimetri di carte per un godimento superiore persino al Te l'avevo detto.
Non ve lo spiego, no, per le spiegazioni del manuale vi rimando a BGG che sta lì da molto prima di me, o al manuale, che se no fa il magnapane a tradimento.
L'esistenza stessa di Star Realms su questo pianeta dimostra inconfutabilmente che:
- è ancora possibile creare un bel gioco con solo un mazzetto di 128 carte
- è ancora possibile creare un bel gioco senza per forza prezzarlo 50€
- è ancora possibile che un gioco venda bene fra i giocatori anche senza illustrazioni di elfi, fighe o zombie
- il deckbuilding ha strarotto i coglioni a tutti, me per primo, ma in Star Realms funziona benissimo.

Star Realms mena a sberle Magic.
Oh, sì, diciamolo tranquillamente, nessuno andrà all'inferno nè si segnerà la fronte. Nel confronto 120 versus 120, il minimo sindacale per giocare, Star Realms vince sulla longevità, sulle poche ed efficaci regole, sul simmetrico che diventa asimmetrico risolvendo ogni possibile chiacchiera da bar su bilanciamento e moviola in campo, persino sul prezzo.
Il molosso tappaterre ha dalla sua le antamila espansioni, un circuito torneistico che levati il cappello, una longevità [assoluta] e una diffusione planetaria che probabilmente nessun gioco raggiungerà mai.
Ma sullo stretto non ci sono 120 carte che reggano Star Realms, e lo dico da tappatore redento con +4000 carte bisbiglianti nell'armadio.
Dove perde invece.
Beh, perde nelle espansioni, nel seppur lecito tentativo di migliorare ulteriormente qualcosa che difficilmente può essere migliorato, come uno chef che aggiunga pugni di pistacchi e amarene al tiramisù al caffè, confidando che il risultato sia la somma algebrica.
Le piccine ed economiche perdono perchè la scarpa è già a misura, disegnata anzi pennellata sul piede, e un centimetro in più o in meno significa perderla o vesciche.
Da comprarle, le espansioni, solo per poter dire: Ho tutto Star Realms, per portarsele al mare con l'intenzione di giocare al meglio delle 100 partite con la propria rassegnata moglie, ideali per due settimane a Spotorno ai primi di febbraio.
E perde nella versione SOLO.
Anche lei piccina ed ergonomica: poche meccaniche e pochissime regole scritte direttamente sulle carte [e ancora: per pochi euro], ma sensazione di giocare contro un robot con la spina staccata: gira la carta e attacca, niente croce e delizia da deckbuilding, niente Compra altre carte ma cerca di non affogarci la faccia in mezzo, nè percezione che ci sia qualcosa di vivo o vagamente senziente dall'altro lato del tavolo.
Una versione SOLO che fa sentire veramente soli, ecco in questo centra il risultato, un solitario nomen omen che fa rimpiangere la compagnia persino di anime deplorevoli, come l'inquilino del piano di sotto che in ascensore ripropone sempre il subbuteo, eh, quello sì che era un giocone, o un venditore Folletto sullo zerbino a informarti che una persona su tre è allergica agli acari e quindi lui è in missione per conto di Dio.
Da prendere per trastullarsi del proprio collezionismo, per la quadratura del cerchio, perchè la solitudine va assaporata leccando il sale dal bordo del bicchiere e mica a pagliativi e giocatori gonfiabili con bocche spalancate in anal isi paralisi.
Con la consapevolezza che il tiramisù al caffè va bene così com'è, e non servono correzioni.

8 commenti:

  1. Pezzo di alto livello. Chapeau.

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  2. - il deckbuilding ha strarotto i coglioni a tutti, me per primo, ma in Star Realms funziona benissimo.

    Concordo!!!!

    Oltre ad essermi pisciato sotto!!!

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  3. La cesura nella penultima riga è voluta? :D
    Bel pezzo, come al solito.

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  4. Solo una cosa, Epic è il gioco (stesso editore di Star Realms peraltro e, dovrei controllare, ma credo stessi autori e team di sviluppo) che, a parità di carte, a Magic gli spiccia casa. Star Realms ottimo gioco con deckbuilding (meccanica che in realtà ha ancora parecchio da dire se anziché farci sopra l'intero gioco ci si contaminano altri generi, come per dire Mombasa dimostra).

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  5. Ho acquistato Star Realms dopo questa recensione, anche se probabilmente a causa del numero di player non ci giocherò mai.

    Sulla produzione e sul prezzo, ottimo, io avrei un consiglio: fate le scatole leggermente più grandi delle carte, in modo da poterle contenere anche inbustate. Non aumenterebbe il costo di produzione e sarebbe una gran comodità.

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    1. leggende narrando che si riesca a giocare con un solo deck anche in 4..

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  6. Sto prendendo grandi cazzotti in faccia con la App per Ipad

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