mercoledì 30 luglio 2014

La sera che abbiamo quasi giocato a Starcraft

Come una donna incinta che si svegli nel cuore della notte con un'irrefrenabile voglia di prosciutto crudo e melone, era un po' che Viking manifestava i primi sintomi di quella che sembrava a tutti gli effetti una ludogravidanza isterica, con un'inspiegabile voglia di wargame.
"Vorrei un titolo su cui menarci...ho voglia di qualcosa di bellicoso" sospirava indolente, massaggiandosi l'addome rigonfio di birra.
Visto che l'ultima cosa che volevamo vedere era l'insorgere di macchie a forma di carrarmatino attorno al suo ombelico lanuginoso (che poi avremmo faticato a spiegare a sua moglie, per quanto donna estremamente comprensiva), io e RedBairon siamo scesi in strada, in cerca di un centro giochi aperto di notte. 
"Si, ma tornate presto" si era raccomandato Viking sulla soglia, in preda agli ormoni e con labbro tremulo.
Mentre la macchina attraversava una Torino scrosciante pioggia che il tergicristallo faticava a spazzar via dal parabrezza, avevamo cominciato a buttar giù la lista dei papabili.
RedBairon caldeggiava Maria, di cui aveva sentito parlare un gran bene (che a raccontarla così, che cercavamo "Maria", girovagando di notte con la macchina per i controviali, sembrava andassimo in cerca di droga o troie, altro che boardgames).
Io, decisamente a digiuno sul genere, annuivo sui molti titoli di RedBairon al ritmo ciondolante dell'arbre magic appeso al retrovisore.
Alla fine è stato lo stesso Viking a decidere e ad aprire il portafoglio per finanziare Starcraft.

La serata viene pianificata con una novantina di messaggi su whatsapp.
Il gioco è un cinghialazzo robusto, che per scannarlo tutto stimiamo ci vadano almeno 3-4 ore buone, non proprio un'insalatina di sarset.
"Per risparmiare tempo io preparo già il tavolo" ci spiega Viking "Quando arrivate, tempo che si addormenti mio figlio e partiamo".
Pur fiducioso, l'incognita figlio mi spaventa un po', perchè di solito quando io pianifico una serata citu citu con Francy, immancabilmente quella sera mia figlia non vuole saperne di addormentarsi. I figli sembra abbiano un sesto senso, lo capiscono al volo quando cerchi di organizzare qualcosa dopo la loro nanna.
Arriviamo sotto casa di Viking che sono quasi le 22.00. Mentre aspettiamo davanti al portoncino che Viking ci apra (previo sms "Siamo sotto"), RedBairon mi suggerisce di non impugnare la bottiglia di birra come la sto impugnando, perchè sembra una mazza, o peggio ancora una molotov, e in quello stabile abbiamo dei precedenti.
Il portoncino scatta. Saliamo.
Viking ci accoglie sulla soglia: ciabatte, occhiaie tipo panda, visibilmente provato e con uno spiderman di plastica infilato nella cinta dei calzoni.
"Ragazzi è ancora sveglio...voi intanto preparatevi il caffè in cucina".
Il tavolo in cucina è mezzo setuppato e ne approfittiamo per prendere confidenza con le miniature che sono non belle ma bellissime, dettagliate al micron.
Prendo ZERGGGG!!!!, naturalmente, perchè al primo Starcraft ho giocato qualcosa come 1500 partite in rete, tutte da zerg e sono un devoto dello sciame e della regina Kerrigan.

Complice una bottiglia di Old Antonia del birrificio del Borgo, che dovrebbe essere il Brunello di Montalcino della produzione del Borgo e che invece lascia qualche perplessità al sottoscritto (troppo liquorosa e impegnativa con i suoi 11°, invece RedBairon sembra gradire parecchio e la fotografa anche!) e il test del prototipo che mi hanno portato due settimane fa (ve ne parlerò prossimamente) tiriamo molto in lungo, troppo per poter poi affrontare il pachiderma della Blizzard.
E' Viking a richiamarci all'ordine, ritirando la ciotola dei pistacchi (su un coro di contrariati "Nooooooooooo"), e attaccando con la spiegazione del gioco.

Nota: questa volta non ci provo neanche ad abbozzarvi le regole di 'sto monolito: vi rimando alla visione dell'ottimo video tutorial di Alkyla, del canale Tocca a Te.
https://www.youtube.com/watch?v=3RDEsbj5-R0

La spiegazione di Viking finisce e possiamo cominciare a giocare.... a mezzanotte.
Mezzanotte, si.
Si comincia già spompatissimi, come corridori che si posizionino sulla linea di partenza dopo una notte brava di Maria (intesa sesso e droga, non il boardgames). Viking sembra il meno provato dei tre e discute a voce alta di una strategia che gli frulla in testa da quando ha comprato il gioco, mentre RedBairon, sguardo vitreo sul tabellone dei pianeti, continua a sbucciare dei pistacchi immaginari.
Io vagamente in limbo come morto in un doppio sogno di Inception, tentenno con le carte in mano e faccio un po' di casino fra quelle pescate, quelle a disposizione e gli scarti.
A dispetto però delle premesse fra il Valium e il rinco, una volta ingranato con i token azione, il gioco comincia ad animarsi e il nostro corpo a produrre caffeina organica nel sangue. Ci svegliamo tutti e tre, dritti come asparagi.
Memore del gioco digitale e confidando nel diktat che lo zerg deve espandersi più velocemente delle altre due razze (Viking prende protoss, RedBairon i fottuti umani), starto buttandomi a pesce chetinoso sul primo pianeta libero, lasciando scoperto il mio e bluffando di avere in mano chissà quali uber-carte difesa.
La prima colonizzazione fila liscia, e conquisto minerale e gas vespene, avvantaggiandomi economicamente sul gruppo.
Il pianeta conquistato non sfugge alla bramosia dei miei soci, che al turno successivo cominciano a distribuire tokens azione molto poco rassicuranti proprio sul mio nuovo pianeta. Richiamo in difesa tutti gli zergling e le hydra che ho a disposizione, lasciando completamente sguarnito l'alveare principale, e mi preparo al contraccolpo.
I primi a entrare sono gli zealot, che come mi ricordavo, pestano come hooligans dopo un gol subito al novantaquattresimo. Schieriamo le prime linee e Viking si gioca pure carte di supporto che gli aumentano la difesa (i valori di attacco sono già sovradimensionati per i miei insettini). Lo scontro è un bagno di sangue a senso unico: a lasciarci chele e carapace il mio intero gruppo di hydra, mentre il protoss praticamente non subisce danni. Il tempo di pentirmi di non aver sacrificato gli economici zergling, che è il turno di RedBairon.
Come spesso succede nei giochi a tre, la miglior strategia è quella di lasciar scannare i due avversari, lasciare che si infliggano più danni possibili e che spendano carte e risorse. I marines e le fenici di RedBairon arrivano a far terra bruciata sul mio pianeta, che io e Viking oramai abbiamo già speso tutto. Le poche unità sopravvissute cadono miseramente: gli zealot cercano inutilmente di fermare la gragnuola di proiettili ma vengono crivellati e stuprati senza pietà, mentre i fragili zergling vengono schiacciati sotto il tacco degli stivali dell'esercito, senza neanche l'onore di una pallottola.
L'apocalisse rossa falcia ogni filo d'erba.

Di comune accordo decidiamo di interrompere la partita che sono quasi le tre di notte.
Abbiamo fatto pochi turni (quattro?) ma è ora di tornare a casa, la mattina è maledettamente vicina e dobbiamo metter nelle ossa almeno tre ore di sonno.
Ci congediamo da Viking, lasciandolo solo a ritirare token e carte, certi che la partita interrotta lo tormenterà tutta la notte.

Qualsiasi commento su Stacraft è prematuro, visto che non siamo riusciti farci neanche una partita intera (premature quindi anche le prime impressioni).
Sicuramente il gioco è tanta roba: è una donna tutta tette&culo però anche appassionata di birra\boardgames\filmhorror\gokart\xbox a cui garba far sesso fra una grigliata di carne e un incontro di wrestling con l'Undertaker: richiede dedizione e un po' di impegno, farci due partite soltanto è un insulto all'abbondanza e a madre natura, oltre che peccato mortale.
Rinvio quindi a bocce ferme (per restare in tema) ogni altra considerazione, a parte il dato oggettivo che la componentistica è da urlo di Munch e l'ambientazione del gioco mi sembra piuttosto fedele all'originale.

Conclusioni

L' inevitabile conclusione è che la vita vera viene comunque prima, e che c'è ancora un briciolo di istinto di sopravvivenza, nelle nostre arterie di giocatori al penultimo stadio.
Lo ammetto: ci era balenata l'idea di tirare ancora, di caricare un'altra caffettiera e portare a termine la maledetta partita (che verosimilmente sarebbe finita fra le 4.00 e le 5.00, visti i nostri tempi biblici), ma alla fine ha prevalso il buon senso (sotto forma di RedBairon: "Andre, non ce la possiamo fare, dai, andiamocene a casa, tu domani ti alzi alle sei").
E' stata dura abbandonare la partita, interromperla così, lasciarla irrisolta e senza poterle dare un senso, proprio nel momento in cui avevamo ingranato bene con le meccaniche, che c'erano scontri da tutte le parti e le basi cominciavano a produrre unità avanzate.
Ma senza far retorica di cui non mi sento proprio alfiere, la vita vera viene prima, e questo è un Regolamento dal quale non si prescinde e che non ammette home rules.
Per il momento quindi Starcraft va nel congelatore, fra il sacchetto dei piselli (utili anche come borsa del ghiaccio quando al bambina ha la febbre) e i mini-tupperware col ragù della mamma.
Visto l'agosto incombente, dubito lo riprenderemo prima di settembre...

14 commenti:

  1. Bello ma peso. Noi abbiam fatto tre partite complete prima di passare la mano definitivamente. Non è il nostro genere e richiede troppo impegno, sotto tutti i punti di vista.
    p.s. Maria è un gran val gioco.

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  2. Riesci a rendere appetibili giochi che non sono nelle nostre corde..

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  3. giocato una volta per non riaprire mai più la scatola... non sono un cultore, ma sotto la tua spinta mi sono andato a comprare della birra artigianale. ciao, Khoril

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  4. Capisco lo sconforto e tristezza di abbandonare partite iniziate. Veramente brutto. Soprattutto in quei momenti in cui sapevo che stavo vincendo...
    P.S. se ti interessa esiste veramente un gioco sulla maria: si chiama Grass http://boardgamegeek.com/boardgame/427/grass

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    1. ma grass non è sulla mafia dai!! :D
      sei uno spacciatore e traffichi in marjuana! :D

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  5. Ce l'ho nella mia collezione ed ho fatto diverse partite. La cosa positiva di Starcraft, oltre all'estrema fedeltà allo stile del videogame, è il fatto che è molto scalabile. Abbiamo fatto con successo partite in qualsiasi numero di giocatori, anche 2, grazie alla mappa modulare e componibile il gioco rende benissimo. Poi adoro personalmente le mappe scalabili ed il meccanismo di come vengono dati gli ordini alle truppo.
    Le uniche sfighe a mio parere sono:
    1. La mappa componibile fa sì che se i giocatori organizzano la mappa male (nelle prime partite viene facile) poi alcuni sono nettamente avvantaggiati. La primissima partita fatta abbiamo creato una mappa a T completamente a caso e io (Umani) ed un mio amico (Zerg) ci siamo legnati come fabbri sul lato corto della T mentre il terzo giocatore con i Protoss attendeva e si potenziava da far schifo. Ovviamente è finita in un lago di sangue simile a quello che descrivi qui, con i Protoss trionfanti.
    2. Il gioco, sembra incredibile, ma dura poco. Ha una velocità di esecuzione esponenziale: parte lento, dopo qualche turno carburi e vai come un treno e, quando sei all'apice del delirio qualcuno vince di sorpresa. Diverse partite che ho fatto sono finite senza che nessuno se ne accorgesse neanche. Semplicemente ad un certo punto qualcuno vinceva e rimanevamo tutti lì, carichi, pieni di adrenalina e delusi perché volevamo corcarci per altre due settimane invece era già finito tutto.

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  6. Attualmente Starctaft rappresenta il gioco della mia collezione che rifarei più volentieri. Spero di avere al più presto una nuova occasione di riprenderlo.

    Dado, Red siete stati avvisati ;-)

    Viking

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  7. Mi raccomando ragazzi , riprendete appena potete sto giocone che vorrei un giudizio definitivo.
    Io lo adoro ma purtroppo alcuni membri del mio gruppo di gioco non ci si sono diciamo "applicati" a dovere e l'hanno snobbato.
    Devo capire chi sbaglia cosa....e magari una rece positiva del dado critico potrebbe riuscire nell'intento. A voi l'ardua sentenza!

    Grazie

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  8. Bel titolo....Gibson?

    Domozimurgo

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  9. Starcraft è LO strategico per eccellenza, ma richiede una dedizione quasi religiosa... In TdG Bologna siamo ben oltre le 60 partite, comprendendo ovviamente anche BroodWar che, a quanto vedo, voi non utilizzate ma che è imprescindibile da un'esperienza di gioco completa.

    Piccola nota: nonostante tutto il nostro impegno non siamo riusciti nemmeno a scalfirne la superficie! "rigiocabile" e "scalabile" sono due aggettivi che davvero non rendono giustizia di un titolo ad alea quasi-zero in cui vengono premiate strategia ed esperienza ... una volta tanto!!! ;)

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  10. Starcraft è incredibile. Io ci ho messo 5 partite a capire di che si tratta. Tecnico oltre l'incredibile e spietato. Sbagli una mossa? Sei fuori. Ci si legna dal primo turno. Dura poco? Giocate ad eliminazione e non a punti vittoria. Prendete brood war: diventa infinito e rimane equilibrato e vasto.
    A squadre è una libidine totale, specie in modalità survival (vedi broodwar: si gioca per distruggere le basi avversarie).

    Riprovatelo. Ancora e ancora finché è fresco. Penserete che una fazione è più forte ma non è così. Ciascuna ha il suo modo di giocare rispetto a chi deve affrontare. E ci sono le contromosse. E le contro contro mosse. La conoscenza completa delle carte tecnologia (di tutte le fazioni) porta a un deckbuilding da professionisti: mirato e letale.
    Ma ci vuole devozione.

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  11. A tutta la marmaglia starcraftiana: vi vedo tutti carichi e motivati, e avete dipinto il gioco meglio di come l'ho abbozzato io.
    Non temete, daremo al titolo blizzard la giusta boccata d'ossigeno (anche solo per far ammortizzare la spesa al vichingo).
    Se avete qualche aneddoto zerg o qualche dritta per soverchiare i nemici storici, sparate pure qui fra i commenti.

    Andrea

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    1. Stone Age: 45 euro, con MasterCard
      Terra Mystica: 60 euro, con MasterCard
      Coloni di Catan: 30 euro, con MasterCard
      Una partita a Starcraft a 6 giocatori con espansione Brood War, non ha prezzo

      Attualmente il gioco che più adoro della mia collezione, ed uno dei miei preferiti in generale.
      Sono anche io di Torino, chissà che una volta non si riesca...

      Fabio

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  12. Attento Dado, che con Starcraft si INIZIA ad intuirne vastità e potenzialità non prima della 10° DECIMA partita !!!

    Chiaro che ci si arriva se il titolo ti prende, ma da lì in avanti ti si apre un mondo che prima non pensavi nemmeno esistesse!
    Consiglio di cercare l'espansione BroodWar.
    Senza il gioco appare vasto e pieno di possibilità, ma è solo con l'espansione che ti rendi conto quanto prima fosse castrato!

    Aneddoti sulle nostre partite ce ne sarebbero a bizzeffe, però una cosa l'avete intuita correttamente: gli zerg sciamano, ed è questa la loro forza, nel numero! zerling come se piovessero, ad ingrossare le fila !!!

    Se volete combatterli, invece, sono molto efficaci fin da subito le unità aeree.
    Detto questo, non esiste una fazione più forte dell'altra, ma solo strategie migliori da intravedere man mano che la partita prosegue.
    L'adattamento è vitale, così come impostare le proprie mosse con un minimo di riserva calcolando di poter essere "tappati".

    Inoltre, considerate bene come "gira" il turno: se siete ultimi sarete avvantaggianti, di contro meglio giocare un po' in riserva...

    Il resto ve lo lascio scoprire con l'esperienza! ;)

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