martedì 12 aprile 2016

La dimensione umana

Devo farmene una ragione: dire Noi della Redazione di fa parecchio figo.
L'ho capito a PLAY, mentre ero in coda, praticamente circondato: c'erano più Redazioni lì che all'Isola del Giglio quando si è ribaltata la Concordia.
Sono reo di mancata Redazione, dell'uso del singolare invece che del plurale, e molto restio a usare l'emblematico "Provato per voi!" che onestamente stento a comprendere visto che io provo unicamente per me.
Io sono per la dimensione umana.

La pizza con mogli e figli viene organizzata con uno scambio di messaggi su whatsapp. Red puntualizza che preferirebbe un posto tranquillo, che ancora ricorda con agghiacciante terrore quando all'Officina dei Balocchi capitammo durante la serata karaoke, una roba proprio trash; Viking avverte che arriverà diretto, che è in giro per piastrelle.

Prenoto alla Rotonda dei Facchinetti 2, senza calcolare nè il 42 pollici al plasma appeso al soffitto, nè la partita Juve-Milan in programma per quella stessa sera: fra i grossi svantaggi del vivere fottendosene del calcio.
Risultato: tutti i tavoli attorno pieni, ma almeno i clienti sembrano tranquilli, niente fumogeni nè Leoni di Lernia in canottiera e diabete a urlare gooolgooooool !!!
Ci disponiamo al tavolo uomini da una parte e donne dall'altra, con i bambini in mezzo.
Ordiniamo subito le pizze formato baby per i bambini e un tagliere di chiacchiere con prosciutto crudo e burrata davvero notevoli.
Ordiniamo anche le pizze per noi, che si rivelano buone nonostante si aspetti un tantinello troppo e alla fine portino la mia sbagliata [me la rifaranno in tempi record: bufala + salsiccia di Bra + cipolla].

A metà serata mentre racconto di aver preso Antike Duellum usato al prezzo delle patate, Red mi mette la pantegana nell'orecchio su una possibile strategia dominante, e così whatsappo in tempo reale ad Agzaroth per avere una smentita [e per riuscire a dormire tranquillo la notte].
Le birre, insomma, così così, senza infamia e senza lode.
Fra i bambini che stentiamo a tenere al tavolo passata la prima ora, alcuni giochi funzionano meglio di altri. Labirinto viene cassato malamente. Strano. Sarà per l'ambiente rumoroso, per la disposizione al tavolo. Uno viene rimbalzato tipo scarpe da tennis al Billionaire.
Main event si rivela il neo arrivato Eureka, nonostante un discreto rotolare di palline sotto i tavoli e sguardi-machete degli altri clienti, e anche il ciarliero Story Cubes portato a sorpresa da Redbairon. Anche semplici blocknotes e matita, e il mio sacchetto di zombie di Zombi Zity portano a casa il punto.
Passiamo il sabato sera a chiacchierare [di giochi] e a giocare con i figli seduti in braccio.
Bella serata.

Noi della Redazione del Dado Critico [dadocritico.blogspot.it] abbiamo provato per voi la pizzeria Rotonda dei Facchinetti 2, sita in via Pietro Cossa 293, a Torino. Il locale, ampio e luminoso, dispone di un ampio parcheggio ed è facilmente raggiungibile dall'uscita Corso Regina della tangenziale di Torino.
Con me le altre firme della Redazione: il caporedattore Viking, di ritorno da uno scottante servizio su piastrelle e sanitari, e il correttore delle bozze nonchè incaricato per l'estero Redbairon (fresco dell'ottimo quarto posto ai campionati regionali di Resistence a Moscufo).
Per i giochi che troverete qui recensiti, ci siamo avvalsi della collaborazione di tre giovani playtester di 5-7-9 anni (due maschi e una femmina) al fine dei darvi una rosa di pareri quanto più eterogenea possibile (ci stiamo attrezzando per integrare nell'organico anche un bambino di colore: stay tuned!).
Il primo gioco che abbiamo avuto modo di provare è stato Dr Eureka, di Roberto Fraga e Stephane Escapa, edito dalla Oliphante, per 2-4 giocatori, della durata di 15 minuti circa.
All'interno della bella scatola colorata ed ammiccante, abbiamo trovato 12 provette di plastica trasparenti, 24 palline colorate, 54 carte pozione, e un manuale multilingua.
Il gioco è semplice e di taglio family: ogni giocatore dispone di fronte a sè le 3 provette contenenti 2 palline verdi, 2 rosse e 2 arancioni. Dal mazzo posto a centro tavolo si gira una carta pozione, che mostra una sequenza. Il primo giocatore che riesce a comporre la sequenza (naturalmente senza usare le mani o far cadere le palline) guadagna la carta e 1 punto vittoria.
Il gioco ha immediatamente riscosso grandi consensi fra i nostri capricciosi playtester, che lo hanno testato anche in condizioni avverse (bicchieri sul tavolo, briciole, cucchiaini gocciolanti caffè, tovaglioli, pieghe della tovaglia, mani unte di crostata). Lo stress-test effettuato su Mr.Eureka in pizzeria di sabato sera, durante una partita Juve-Milan, ha messo in evidenza sia la solidità dei materiali (oltre al rotolare di palline si è anche verificata la caduta di una provetta dal tavolo, recuperata senza alcuna rottura) sia l'efficacia del regolamento immediato e facile da spiegare anche in condizioni extreme no limit. Perchè si fa presto a dire "ottimi materiali", ma i migliori stress-playtester ce li abbiamo noi !
Al consueto gruppo di esperti della qualità si sono anche affiancate tre consulenti esterne che hanno avuto confermato i giudizi positivi e conferito il prestigioso "Mothers Approved!"
Un gioco di logica e colpo d'occhio che convince in toto la nostra Redazione!

Nella seconda parte della serata i nostri tecnici hanno avuto modo di effettuare un test drive anche su Story Cubes.
Gioco molto famoso e che nel tempo ha visto fiorire un discreto numero di espansioni, della Oliphante, per 1-99 giocatori, della durata di tutti i minuti che vorrete dedicargli [cit.TeOoh].
Gioco di narrazione e improvvisazione, composto unicamente da 9 dadi D6 tematici.
Ogni dado reca un'immagine diversa su ognuna delle 6 facce [54 facce totali, con un numero di combinazioni possibili di 6 elevato alla nona - circa 10.000.000].
Si rollano i dadi e... si deve inventare una storia.
Un gioco che non è un gioco ma un pretesto per fare due chiacchiere, per inventare, per sorridere, il cui scopo non è mai vincere ma raccontare.
Da evidenziare la variante HARD inventata [o così accampata] da Redbairon: una volta rollati, i dadi vengono impilati uno sopra l'altro a coppie, in modo che le facce vengano rivelate soltanto a 2 per volta, rendendo più difficile pianificare la narrazione.

E qui chiudo l'esperimento, lo ammetto: un po' divertito da questa lingua strana, non mia, che ho provato a infilarmi in bocca, con risultati sbilenchi e poco credibili.
Torno alle mie serate con gli amici, raccontate a vivo con sproloqui, viaggi notturni per la Torino deserta e irta di zombie, e birra annessa.
La mia dimensione umana.

12 commenti:

  1. Continua a fare quello che fai che lo sai fare bene ed è migliore del lavoro di tante "redazioni".

    Ora andiamo a pubblicare qualcosa per voi o dalla redazione ck cazziabo :p

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  2. Dado....tu sei uno e trino....Hard Gamer....Padre/Marito.....e Bevitore di Cervogia! Viva i Gamer veri! Puzza sotto le ascelle da piazzamento lavoratori e flatulenza putrida di alea dadosa! Ut inventus Quereamur Immensus Est!!!!

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  3. Red vincitore assoluto a the resistance. Spero partecipi anche al torneo mondiale di Tagliacozzo!

    Lord

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  4. Comunque non è che ci voglia per forza la redazione per darsi del "Noi". Il mago Otelma lo fa da anni con ottimi risultati.

    [ottima serata e ottima selezione di titoli!]

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  5. i bambini come si sono trovati con gli Story Cubes?

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    1. Ai bambini è piaciuto. Il figlio di Red, il più grande dei tre nonchè proprietario del gioco, andava naturalmente più spedito, mia figlia e il figlio di Vik erano un po’ più lenti nella narrazione.
      Ma il gioco è simpatico.
      [Credo me ne comprerò anch’io una copia questo weekend]

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  6. Zombie Zity? questo mi esce da un fianco!

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  7. Bello leggerti come sempre anche se stavolta con il Plurale... Maiestatis... :)

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  8. chapeau Dado, un gran bel post.

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  9. Bellissimo post. Sempre un immenso piacere leggerti!

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