domenica 20 settembre 2015

Wir Sind Das Frau Blücher

Un gioco di cavilli, o un giogo per cavalli da tiro nel campo della notte, agganciati all'aratro che solleva la zolla della stanchezza, per un regolamento bizantino, languido e dolente, corroborati ma al contempo indeboliti nell'attenzione da un bicchiere di luppolo di alto lignaggio nel pedigree (Baladin), nella sua confezione più popolare, il cui nome "Nazionale" rievoca le bionde del pacchetto da 20 che fumava mio nonno, lui che la guerra l'aveva vissuta davvero, non in Germania ma in Africa, quando l'Africa era solo il continente nero che conteneva i negri, che non ti sembrava sbagliato chiamarli così e io me li immaginavo tutti watussi a cucinare l'esploratore nel pentolone, che come facessero dei cannibali selvaggi ad avere un pentolone gigante di ghisa poi non l'ho mai capito. Una pedanteria oziosa nella quale l'eccezione che conferma la regola è essa stessa regola e default, una scatola che non fa nulla per rendersi simpatica già dal titolo, impronunciabile, facilmente dimenticabile come una password del wifi, google che suggerisce "Forse cercavi Wir Sind Das Vokda?" perchè niente: manco google ce la fa.
L'ho comprato usato immediatamente dopo aver letto una recensione di Agzarot che terminava con "Azzardo: un capolavoro!".
Redbairon: "Grande! Ma chi te l'ha venduto?"
Io: "Agzarot. A 15 euro."

Il pulpito: la mia cucina.
Il pastore: RedBairon.
Le lettere ai Corinzi, tradotte e miniate dall'inglese dai curvi frati goblins, vengono lette all'unico fedele presente, un uomo dal mento ispido e dalle membra stanche, indiscutibilmente un peccatore al quale potremmo ascrivere tutti e 7 i peccati capitali, arrotondando per eccesso a 10.
L'omelia dura 40 minuti senza interruzioni, con scroscianti calate di palpebre e di entusiasmo, ad abundantiam di nota bene & tranne nel caso in cui.
"Il giocatore german dimorerà fra i dadi, l'american giacerà nel card driven, il determinista pescherà bussolotti dal sacchetto e William Attia pubblicherà per le corsie dei supermercati"
L'esperienza, perchè non di vera partita si tratta, ma di gingillare emotivamente con il vincitore del Goblin Magnifico, mette alla prova pastore e pecorella uno contro l'altro, nell'abside della cucina di un appartamento della prima capitale d'Italia e vertice dei triangoli del bene e del male.
Non lento come avevamo mal intuito, noi maligni e tignosi che già temevamo una prova di lentofumo: le gare dei fumatori di pipa, che con una presa di tabacco di pochi grammi e un pigino possono intrattenersi una mezza giornata, ma se vogliamo una fumata sul terrazzo al tramonto, con una radica imitazione della famosa Savinelli-Twilight-Struggle, con legno di carte doppia fazione e token sulle città.
Ampollosa, farraginosa e machiavellica, la fine di ognuna delle quattro decadi, tanto da costringerci ancora all'ultimo turno a giocare col regolamento in mano, ma almeno i 150 minuti della durata son rispettati, compresi i caffè in tazzina, molto più necessari del solito, e una ziplock di nocciole d'Alba, così che facciamo le 02.00 e buonanotte alla sommossa.
Lo scontro ideologico e politico fra est e ovest, in questo unboxing con acerba partita annessa, si risolve all'ultimo turno e parecchi dubbi dopo, in uno svirgolare di "Proviamo" e "Tanto è la prima", e vince il Peccatore, non sa neanche lui come, resistendo, o più verosimilmente puntando solo su 3 delle 30 regole assimilate senza badare a tutto il resto, contro il Pastore Tritaregolamenti Ussain Bolt di sempre, il che forse è prova del nove di qualcosa di strano.
Rimetta a posto la molotov
Componentistica senza fronzoli nè ninnoli, una ricerca scorticata della sostanza e dell'efficacia a tutti i costi, bisogna riconoscerlo.
Quanto al gioco di per sè....
Non badate a me, che a volte quando mi metto alla tastiera del portatile ho la gramigna, quando scrivo che forse se un regolamento del genere, così irto di eccezioni e tranne-nel-caso-in-cui, con l'alibi del bilanciamento perfetto che giustifica tutto, l'avesse scritto un autore italiano, pubblicato da una casa editrice italiana, col titolo italiano "Roma versus Cartagine" noi giocatori l'avremmo fatto a pezzi e dato in pasto ai cobra.
"Ti ci devi applicare, richiede dedizione" scrivono i puristi del cavilloso-ma-bello, che incoraggiano i virgulti alla quarta partita ancora col regolamento in mano a non mollare perchè ne vale la pena e gli sforzi saranno premiati e beati gli ultimi perchè saranno i primi (tranne nel caso in cui...).
Lo salva, bisogna dire anche questo, un'asimmetria davvero ben realizzata, di quelle asimmetrie di rara bellezza, come i seni delle donne, che vuoi bene a tutte e due ma finisci sempre per avere la tua preferita e a giocare sempre di più con quella.
Un'esperienza che consiglio quindi solo ai fortemente motivati perchè non brutto, anzi piuttosto ricco di azioni e finali possibili, ma indubbiamente criptico nell'esecuzione, questo Sir Max Von Motorino, un dedalo dal quale è difficile districarsi e anche affezionarsi, come quei cani che mordono, pisciano in casa, abbaiano tutta la notte, però dai quando torni a casa la sera da lavoro vuoi mettere: neanche ti vengono in contro.
Ottimo se cercate la sfida contro il vostro storico rivale, il Lex Luthor delle medie, se amate l'ultimo sangue a tutti i costi fosse pure quello mestruale, e anche se delle due strade divergenti del bosco voi scegliete quella meno battuta e costellata di merde e avete i sandali. Un titolo selvatico, da domare, un'animale bizzoso che vi disarcionerà culo a terra un buon numero di volte, una canzone in testa che vi tormenterà finchè non ne avrete ricordato il titolo.
Anche il prezzo è interessante (30€) per tutta la cefalea e le partite infinite che vi regalerà, perchè la longevità, nel caso non si fosse capito, non è neanche minimamente in discussione.
Per quanto mi riguarda, pane al pane: richiede più dedizione di quanta potrei offrirgliene io.
Quindi buonanotte Wir Sind Das Frau Blücher
hiiiihhhhiiii !

43 commenti:

  1. E' bello tosto... io non l'ho toccato nemmeno coi guantoni da boxe!
    Preferisco crogiolarmi nel mio Card-driven preferito (Twilight Struggle)

    PS: ma a Red è cresciuta un po' di barba?

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    1. Ma sai che in realtà non è più difficile di TS? E dura pure di meno. Io almeno ho fatto meno fatica con questo alla fine.
      Tanta meno fatica che alla fine l'ho rivenduto perché giocato tanto, forse troppo, mentre TS lo vendetti perché poi non lo giocavo mai.

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  2. L'unica cosa che mi convince.....è' la storia delle TETTE!!!!

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  3. Beh, dai nel mondo dei GDT non esistono solo i family o i german.
    Ci sono giochi come Starcraft o Earth Reborn che richiedono molte partite per essere apprezzati (e questi due siamo spanne sopra a WSDV).
    E' vero che il calcolo di fine fase è complicato, ma ci si può aiutare leggendo le note di design che aiutano a tematizzare (e quindi ricordare) i meccanismi.
    Sono gusti, ma la critica mi è sembrata quella di un settantenne che si lamenta del fracasso dei Led Zeppelin. Mi piace pensare l'idea che ci siano autori che sviluppano titoli che saranno giocati più di tre partite, e per fortuna.


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    1. PS il giorno che dovresti farti una partita a High Frontier, Mage Knight o Bios Megafauna...Ciao proprio...Persino Through The Ages è più semplice. Ti consiglio di stare su pesi medio leggeri in futuro.

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  4. Credevamo l'avresti elogiato. Forae l'hai preso solo nella sera sbagliata.

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    1. Dal report sembra che abbiano aperto la scatola la sera stessa e letto il regolamento pensando di giocarlo al volo.
      Nessun titolo hard reggerebbe ad una prova apro e gioco.

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  5. ** l'avesse scritto un autore italiano, pubblicato da una casa editrice italiana, col titolo italiano "Roma versus Cartagine" noi giocatori l'avremmo fatto a pezzi e dato in pasto ai cobra. **

    Questa però, permettetemi, è vera assai...

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  6. In risposta al titolo: iiiiiiiiih!!!

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  7. @Mattia
    Capperi: 3 commenti sul blog e 2 su FB, deve piacerti parecchio questo gioco.

    Non ho scritto che è un brutto gioco, mi sembra di averne riconosciuto: una bella asimmetria, ricchezza di materiali, “molte azioni e finali possibili”, longevità non in discussione. Ho scritto che è indubbiamente un gioco difficile, con un regolamento complicato, e che richiede dedizione.
    Il tabellone tra l'altro è molto arido di indicazioni e rimandi mnemonici, cosa che non aiuta.
    Almeno: queste sono le impressioni di un 70enne che critica il fracasso dei LedZeppelin che farebbe meglio a darsi a pesi medio\leggeri (e che probabilmente si piscia pure addosso).

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  8. @Dado se avessi letto il regolamento avresti notato che sono uno dei due traduttori...
    ;-)
    Come detto da molti lo fai più complicato di quello che è, probabilmente eravate in serata no. Noi ci studiamo un titolo prima di presentarlo e quasi mai ci troviamo per la lettura delle regole collettiva al tavolo, ti consiglio di fare altrettanto.
    Su BGG puoi trovare un'indicazione del peso del titolo, e come detto le note di design aiutano parecchio.
    Sul tabellone c'è quasi tutto, persino il reminder della fine decade, ma anche qui forse non vi siete applicati molto. E' un gioco che scorre molto fluido tranne per il conteggio finale (che fai 4 volte).
    Aveste giocato a Magic the Gathering leggendo il regolamento a quest'ora sareste ancora lì.

    @Chiarvesio cfr Blocks in the East (di Emanuele Santandrea)

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    1. La serata sbagliata può capitare a tutti, naturalmente.
      Detto questo non mi sembra di aver detto qualcosa di sbagliato scrivendo che il gioco è difficile e che lo è anche il regolamento.
      Certo: non stiamo parlando della Morte Nera sotto forma di board game o neanche del titolo più complicato dell’universo, e ci sarà sempre qualcosa DI PIU’ complicato, di 10 volte più complicato, un titolo che confrontato con Wir Sind Das Volk lo farà apparire un peso medio, ma secondo me elencare titoli più difficili non è il giusto metro per stabilire se è complicato oppure no (o per definirlo non complicato “perché comunque c’è di peggio”).
      Ammetto che il girone “hard game” è piuttosto largo e ci finiscono giochi molto diversi fra loro, ma onestamente non saprei in quale altro girone metterlo.

      Giusto per chiarezza: non è minimamente in discussione l’ottimo lavoro di traduzione che tu e tutti i volontari della Tana fate traducendo i manuali: sono vostro fedele cliente ^_^

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    2. Al''altro traduttore va aggiunto Cissinho ;D
      bella barba sei sempre al top!

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  9. grande barba! come sempre...a me piaci così, pane al pane, vino al vino...senza tanti "spompinamenti a vicenda" che tante volte, forse un po' prematuramente (per citare anche il mascetti) ci facciamo su questo o quel gioco. Io ci sono da un pezzo su 'sto ca....di titolone. dovrei intavolarlo giovedì per la prima, dopo lette, rilette, forum e riforum e la classica partita di prova io contro io (ho vinto io). vedremo, però credo sia tutto vero ciò che racconti, ci sono solo un paio di pecche.
    agza si scrive con l'acca finale, ma lo hai fatto apposta per me.
    agza, mi rivendi il titolo dell'anno 2014 da due? la scatola è pure piccola, magari le facessero tutte così'....
    ma sei juventino o granata?

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    1. ma gran gioco, ribadisco. é che ormai nei miei confronti ha esaurito il ciclo vitale. Chissà, se magari uscirà davvero l'espansione per 4 giocatori, lo ricomprerò. Non sarebbe la prima volta :)

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  10. ma sì concordo dai, è un gioco tosto, non si discute, bello profondo, però bho.... a me non ha preso (sempre considerando una sola partita dove abbiamo solo sgrezzato il regolamento). Il regolamento non aiuta, l'ho letto 4 volte prima di pensare a spiegare le regole ed è inutile girarci sopra, è cavilloso mi permetto quasi di dire con scelte di game design non apprezzabili (le eccezioni ad alcune situazioni, la fine decade che è da delirio le prime partite), berlino ovest è un casino, le innumerevoli domande sulla tana dei goblin (oh parliamo di german non di arkham horror o mage knight) il gioco non è complesso ma è complicato, insomma 1960 e TW struggle per me decisamente ma decisamente migliori, perchè un conto è il n° di partite per imparare a giocare un gioco ma un'altra cosa è il n° di partite per imparare il regolamento.
    Io sono un fan di Mage Knight perchè adoro il tema, ma gli riconosco un regolamento arzigogolato e ricco di eccezioni che può essere una barriera per alcuni giocatori, ecco WSDV su di me ha avuto questo effetto, ok provato, ok forse capito le potenzialità, ok lo metto da parte nel genere gli preferisco altri titoli. Sarà poi il tema che non mi prende, la scelta di eventi per nulla memorabili, lil design generale un pò retrò, insomma io così magnifico non l'ho trovato. La serata NO non c'entra nulla.... ma proprio nulla.... semplicemente non mi ha preso. Beninteso ... MAI dire MAI, magari dopo altre partite sarà nella mia top ten di tutti i tempi ma per ora....

    redbairon

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  11. @redbairon concordo in pieno (sono un fan di Mage Knight anche io, pur vedendone i limiti.

    @mattia : non ho capito il cfr (gioco che - limite mio - non conosco ma mi pare mediamente apprezzato)... mi permetto un suggerimento avendo letto ben di peggio su giochi a cui ho lavorato e a cui tengo di "ha un regolamento un po' arzigogolato": le critiche, se espresse con garbo e argomentazioni logiche come ha fatto Dado nell'articolo è molto meglio accettarle, facendone tesoro, che contestarle (credo poi che Dado come lui stesso ha spiegato non criticasse la traduzione, ma il regolamento in sé). ;-)

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  12. @Andrea Blocks in the East soddisfa sia la condizione di essere italiano che quella di essere arzigogolato, ma non ricordo accuse di fiddliness. sui tuoi titoli, non è che magari ti ci sei un po' risentito?

    @RedBairon
    "(oh parliamo di german non di arkham horror o mage knight)"

    EH? Non ho capito. E' della Histogame, casa che ha sfornato roba tipo Maria o (non giocarlo sennò MUORI) Napoleon's Triumph.
    E' un ibrido, molto più assimilabile ad un wargame che ad un german. La cosa più vicina che c'è è appunto Twilight Struggle. E' un gioco maturato in anni che aveva come scopo la celebrazione della caduta del muro di Berlino. Il suo scopo, dichiarato peraltro, è quello di omaggiare la sfida tra i due blocchi ideologici con precisi e continui riferimenti storici.
    Non vuole essere Quoridor.
    Io, che non sono un genio, alla terza partita non ho sbagliato una regola e alla quarta ho capito come si vince con l'Ovest.
    Quello che un po' spiace è che si pretende da questo titolo quello che non vuole fare e lo si critichi per questo.
    Arkham Horror millanta di fare "avventure nel mondo di HPL" e lo fa con la stessa ruvidità di regole di WSDV, ma senza ottenere un valore simulativo o profondità strategica.
    Ma cosa promette WSDV? C'è scritto sulla scatola "sono un giochino"?
    Questo ovviamente non significa che debba piacere a tutti (dovrei metterlo bold, perché qualcuno lo dirà).

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    1. non mi metto nella "mischia", ma credo che il buon dado puramente e semplicemente volesse dire non che, pur trattandosi evidentemente di un bel gioco (poi de gustibus ovviamente) la prima non gli sia andata giù benissimo, ma sia risultata un po' pastosa, un po' come la guiness al primo assaggio dopo aver sempre bevuto altro...

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    2. Quando ancora mi "risentivo" per le critiche ai miei giochi (considera che mi è toccato leggere commenti tipo 'ma come si fa a pubblicare sta m***a' o 'il gioco fa schifo', altro che 'cavilloso-ma-bello', per capirci), passavo inutilmente il mio tempo a provare a rispondere sui forum. Ora ho capito che è inutile, un po' perché ognuno - anche giustamente - ha i suoi gusti e perché o le critiche sono espresse civilmente, e allora vanno accettate chinando il capo e magari provando ad imparare qualcosa dal feedback negativo, oppure sono incivili e allora è inutile stare lì a discutere.
      A maggior ragione, dopo aver incassato un "endorsement" pesante come il Goblin magnifico, io non starei a fare le pulci ad un singolo blogger a cui il gioco non è piaciuto troppo e lo ha scritto in modo educato e simpatico, poi fai tu ;-)

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    3. @Andrea ricordo delle critiche veramente idiote su Olympus. Un gioco troppo ingiustamente passato in sordina. E ne leggo spesso...
      Il punto per me non è difendere WSDV, è che purtroppo ho un pessimo rapporto con le "prime impressioni", con le recensioni "dopo una partita" e altro ancora. Credo che un gioco, che sia il frutto del lavoro e della fatica di molti, meriti di più che una provata e via prima di esprimere un giudizio o un'opinione. Fosse altro per rispetto verso l'autore. Mi rendo conto che in questo modo i blog di giochi non esisterebbero, tuttavia...

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    4. Guarda: se sei venuto qui in cerca di una recensione tecnica che sviscerasse per pagine e pagine ogni sfumatura di WSDV: sei tu ad aver sbagliato.
      Non faccio recensioni tecniche, anzi probabilmente non faccio recensioni: il più delle volte racconto delle mie serate sbragate del giovedì, e parlo più di birra e figa che di giochi. I giochi da tavolo sono quasi collaterali, sono il contorno, perchè di fatto racconto i giocatori.
      E non è che si tratti di una cosa nuova: questo sin dal mio primo post, e la cosa ti assicuro è di dominio pubblico.

      In questa tua crociata per difendere il buon nome di WSDV sei intervenuto 9 volte (molte volte di più di quanto fanno di solito gli autori per i loro giochi) solo perchè ho detto che il gioco aveva un regolamento complicato e cavilloso (che hai tradotto tu, ed è evidentemente questo il problema, visto che del gioco ho parlato bene ).
      Ora: in questo mio blog io racconto le mie serate e le mie impressioni, e lo faccio come diavolo mi pare, e pensa un po': se un gioco mi pare complicato dopo che 150 minuti di partita, io lo dico anche se l'hai tradotto tu, anche se ha vinto il Goblin Magnifico e anche se dovesse vincere il premio Gioco dell'Anno e lo Spiel des Jahres.

      Naturalmente sono fallibile, intendiamoci.
      Spesso mi faccio fregare dalle scatole di piccole dimensioni.

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    5. Andrea, come dicevo non sono intervenuto perché è stato detto che il regolamento è cavilloso, ma per come questo aspetto abbia oscurato tutto il resto (resto?).
      L'autore fa un gioco (come capperi gli pare)
      Il Dado ne parla (come capperi gli pare)
      Il Mattia parla dell'impressione del dado come capperi gli pare?
      no way

      Se cercate il german in WSDV sbaglia l'autore, ma se io cerco la rece tecnica qui sbaglio io. Uhmmmm....Non so.
      Mi sembra che qui a tutti piaccia parlare dei difetti altrui, ma che nessuno si azzardi a mettere in discussione il proprio lavoro.

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    6. Mi pare che alla base di tutto questo parlare di "rispetto per gli autori", "lavoro" e "mettersi in discussione" ci sia qualche fraintendimento. Credo che un giocatore, ancorché appassionato, dedichi il proprio tempo al proprio passatempo preferito per una ragione in fondo molto semplice: trarne una qualche forma di piacere. Che sia per puro divertimento, per creare l'occasione di vedere i propri amici su base regolare o per farsene di nuovi, il denominatore comune è quello: il piacere. Se questo piacere viene meno perché quella forma di intrattenimento diventa una pallosa simulazione di un turno in fabbrica allora il tutto diventa un lavoro e il discorso cambia. Se Dado stesse stilando una scheda tecnica rivolta a un editore per valutare il potenziale commerciale del titolo, allora avresti ragione tu: basarsi su una prima impressione sarebbe sbagliato. Ma non "per mancato rispetto a chi ci ha lavorato", piuttosto perché rischierebbe di perdersi dei dettagli importanti ai fini della valutazione. Se il suo scopo invece è quello di passare una bella serata e riportare le impressioni che ne ha tratto sul suo blog personale allora non vedo davvero nessun imperativo morale da ottemperare. Se non altro perché sono convinto che non ci sia un unico modo giusto per fruire un gioco e che tutti gli altri siano sbagliati, come invece sembri suggerire tu. Non esiste, per fortuna, un regolamento che stabilisca dove, come e quando aprire una scatola, leggere le istruzioni e intavolare una partita. Ogni uso è legittimo, specie se si è consapevoli, come in questo caso, che certi usi possono falsare in parte la prospettiva.

      Aggiungo, se posso permettermi, che questa strategia comunicativa da stalker di sicuro non rende un buon servizio alla tua "causa". L'impressione che mi restituisci è quella di un appassionato che ha realizzato la traduzione amatoriale di un titolo che l'ha fulminato sulla via di Damasco e che, un po' per insicurezza, un po' per scarsa percezione del mondo che lo circonda, si aggira tra i blog e i profili Facebook nel vano tentativo di evangelizzare le genti. Vano perché la prima reazione che scateni è la stessa che si può aspettare un testimone di Geova che scampanelli alle 7 di domenica mattina. Se invece non sei un semplice amatore ma rivendichi velleità da traduttore professionista il mio consiglio è: take it easy. Un atteggiamento come il tuo te lo potrai permettere solo se e quando avrai la fortuna di essere balzato in sella a un blockbuster e tutti ti abbiano consacrato il Pippo Baudo dei board game. Fino ad allora hai il solo effetto di perdere per strada dei giocatori. Con me, te l'assicuro, ci sei già riuscito.

      Ebenezer

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    7. Non ho alcuna velleità di traduttore professionista, non mi interessa convincere nessuno a giocare ad un gioco. In questo caso molti ne parlano più che bene, e se tu, caro Ebenezer, sei così furbo da farti condizionare dai miei sproloqui, credo che tu abbia qualche problema di analisi.
      Purtroppo si discute e si è discusso tanto sullo stesso argomento (la libertà di opinione) e poco nel merito della questione.
      Ma è questa l'epoca della polarizzazione dell'opinione, del tutti a favore o tutti contro, dove in qualche modo ci si deve allineare pro o contro e non si può semplicemente argomentare nel merito. Richiede competenza, fatica.
      E queste cose costano.
      Lascia stare Ebenezer, è un gioco che non fa per te.

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    8. Sminuire l'(ignoto) interlocutore e inginocchiarsi al feticcio dell'ultima parola. Hai colto in pieno il messaggio :)
      Tante cose mattia :*

      Ebenezer

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  13. @ mattia
    probabilmente mi sono espresso male; non intendo assolutamente dire che WSDV sia un giochino (tra l'altro io non dico che sia brutto eh, solo lento e farraginoso soprattutto nella fine decade cosa che non me lo ha fatto apprezzare ad una prima partita), Intendevo sottolineare come il regolamento ed il flusso di gioco essendo "arzigogolato e con numerose eccezioni" fanno sorgere ai giocatori numerosi dubbi e incomprensioni su quello che stanno facendo. Potrei dire fiddly game? Per te lo è? È chiaro che non parliamo di un manuale di astrofisica eh, ma di un regolamento che richiede delle partite per essere assimilato senza dover ricorrere sempre al manuale. Credo che anche in tana dei goblin tu possa trovare topic di numerosi giocatori (molti esperti) che chiedono spiegazioni su punti poco chiari o complicati nel loro svolgimento.
    Infine, questa fase di fine decade per me è stata una barriera, e data la poca passione trovata nel flusso di gioco e nelle meccaniche per me è diventata insormontabile (come ti ho detto la stessa barriera in MK io sono riuscito a superarla dato il tipo di gioco), altri che troveranno in VSDW un giocone dalle grandi potenzialità e divertimento frantumeranno la barriera dopo poche partite.
    Il confronto con MK e Arkham derivava appunto sulla quantità di dubbi che investono il giocatore, solo che in giochi su quello stile tutto sommato te lo aspetti (nmila carte, mostri, ed effetti) su quelli tipo WSDV io pensavo di no.

    redbairon

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  14. Sivel è un appassionato di wargame. I wargame sono fiddly rispetto a un german, è un dato di fatto, ma non lo sono gratuitamente. Ci sono specifiche scelte di design che includono motivazioni di complessità e/o di simulazione.
    Io credo che forse le dimensioni della scatola vi hanno tratto in inganno.
    E' un gioco TANTO, le regole hanno tutte un senso e un estetica. Ci sta che uno dica "not my cup of tea", ma mi sembra davvero di leggere una recensione ad un album dei metallica e lamentarsi che c'è troppa distorsione.

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  15. Si saranno state le dimensioni della scatola, il superdotato è viking che quella sera era assente e quindi abbiamo ripiegato su una scatola con lunghezza non superiore ai 15 cm (che però sono gia buone dimensioni dai....).
    Ora mi aspetto elio ed il fatto che ci abbiamo trovato solo troppa ironia e demenzialità.

    Redbairon

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    1. Non volevo essere offensivo, e se, come il mio solito, ci sono riuscito lo stesso, ti chiedo scusa.

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  16. Io ho visto solo fare qualche turno a Modena e mi ispirava, apprezzanto TS. Certo che, leggendo i commenti di @mattia, mi fanno l'effetto contrario. Tutti questi commenti con questo tono superbo... Manca solo un GNE GNE GNE e siamo a posto... Ma invece motivare i commenti invece di sparara a raffica su chi la pensa diversamente?

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    1. Credevo di avere motivato, spiegando i perché, ma se c'è qualcosa che non ho chiarito ben venga.

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  17. Spezzo una lancia a favore del buon Dado ritrovandomi molto bene nelle sue impressioni: il gioco è indubbiamente un gioco notevole, ben ambientato, storicamente perfetto ricco di ciccia... ma anche innegabilmente macchinoso e giocarlo mi ha subito ricordato la pesantezza della macchina burocratica russa dell'epoca (sarà voluto?). ^__^

    Lo provai con Fabio (Pinco11) a Modena con spiegazione e tutoraggio, ma pur intravvedendone le qualità non mi ha lasciato un buon sapore in bocca.

    Anche il mio è un commento dopo una sola partita? certo! Ma ci sono giochi che dopo una partita hai voglia di rigiocarli il giorno dopo, di comprarli, di farli provare agli amici... questo non ci è riuscito (almeno con me).

    Chi mi legge sa che gioco di tutto (dal filler al pesantissimo) ma anche che personalmente preferisco la complessità di gioco che nasce da meccaniche eleganti e armoniche che quella che deriva da mille eccezioni e regoline. Questo articolo fa capire a chi ha gusti come i miei che forse non è il gioco per lui. Anche se ha un premio sulle spalle. ;)

    Chrys (Giochi Sul Nostro Tavolo)

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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  19. Io ci ho fatto varie partite e non ho visto enormi difficoltà se non il ricordarsi tutto ciò che succede in quella maledetta fine decade, per la quale ogni volta mi immagino che l'autore abbia voluto mettere un buona parte d'odio. Personalmente mi piace moltissimo soprattutto per come ricrea l'ambientazione e per il modo in cui le due fazioni devono giocare, costruendo fabbriche e riempiendo di televisori & coca cola le province mentre dall'altra andando di polizia e spillette di Lenin (almeno io vedo così i vari elementi di gioco).

    Ovviamente capisco perfettamente la tua posizione Dado, o ci giochi con una certa dedizione sennò è sprecato

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  20. Ci sono giochi che richiedono molto impegno e tempo per essere apprezzati (o per essere odiati). Certo, è vero che noi giocatori amiamo tanto frantumarceli i neuroni ma siamo spappolo-disposti fintantoché l'impegno va di pari passo col divertimento. WSDV è un gioco che, come il muro a cui si ispira, richiede tante picconate o, come in un famoso film, tante raschiate di cucchiaino prima che lasci intravedere lo spiraglio di luce (o il buio) dall'altro lato. Se poi il design estetico non alletta, rimangono ben pochi motivi per continuare la raschiata.

    Micenea

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  21. Ragazzi, è un gioco. Può piacere o non piacere, ma rimane sempre e comunque un gioco. Relax 😌

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  22. ... E comunque il post mi è piaciuto tantissimo a prescindere dal gioco che non conosco ^__^

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  23. Spassosissimo, come al solito - bravo Dado! :D

    Personalmente sono abituato a regolamenti molto più complessi quindi non mi ha dato particolari noie (e poi Sivel mi sta simpatico: Maria e Friedrich sono davvero ottimi titoli).

    Il mio problema è stato il teatro di gioco, ovvero, tanto lavoro per una scala operazionale durante la Guerra Fredda, migliorando gli standard di vita: wow. No, non mi ha preso. Tante meccaniche, ma non mi ha insegnato granchè.

    Piuttosto non ho visto nessun paragone con "1989: Dawn of Freedom", titolo che, pur con qualche problemino, è enormemente più interessante imho. Speruma bin che prima o poi qualche recensore lo azzardi capolavoro e lo rivenda al Dado per 15 euro.

    Sul tema, comunque, Twilight Struggle è ancora saldamente il geopolitico globale di riferimento, oltre che essere un CDG maledettamente elegante. And that's all.

    Saluti,
    Claudio

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  24. comprerò il gioco mi intriga ...forse non lo giocherò mai ....non scriverò recensioni ...ne ottimi post come quello di dado.. che come dice lui sono non recensioni "Non faccio recensioni tecniche, anzi probabilmente non faccio recensioni: il più delle volte racconto delle mie serate sbragate del giovedì, e parlo più di birra e figa che di giochi. I giochi da tavolo sono quasi collaterali, sono il contorno, perchè di fatto racconto i giocatori. ".. che bello che qualcuno parli di giocatori ... con questa leggerezza ...buon gioco a tutti Luca

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  25. Una partita anche per me - peraltro giocata malissimo (perso alla seconda decade con l'Est); il regolamento me lo sono studiato prima, sono arrivato preparato. Non scorre fluidissimo, ma nemmeno me l'aspettavo.
    Adoro il periodo storico, lo voglio rigiocare.
    Per quanto mi riguarda il difetto (lo stesso che in fondo riscontro in Twilight struggle) è forse la "banalizzazione" degli eventi, considerati delle alternative ad altre operazioni (tenore di vita, colpi di stato riallineamenti e sommosse che siano) che vedo più astratte rispetto all'impianto di gioco.

    Complimenti per il blog, davvero bello.

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